Io, come avevamo concordato sin dagli inizi, mi ero scelto e mantenevo il ruolo del regista e animatore, con mia moglie bastavano le occhiate per intenderci e fare quello che lei amava di più e che conoscevo a menadito perché ormai eravamo un solo pensiero nei due corpi; l’ultima ‘sfida’ che le rimaneva era il numero massimo di amanti da soddisfare in un solo incontro; ma era certamente a buon punto.
Il punto fermo della nostra intesa, infatti, era che, alla fine della serata, indipendentemente da tutto, lei mi avrebbe concesso una copula straordinaria che, per essere tra me e lei all’insegna dell’amore che ci univa, finiva per essere ogni volta la più intensa, la più ricca, la più bella di tutte, anche se nel corso della serata si era sentita penetrare da arnesi spesso al limite dell’umano, il fatto solo di accoppiarci a ’festeggiare’ il successo della nostra armonia attribuiva valore di amore all’amplesso.
Le prime ‘sfide’, dopo la fase della copula con due partner durante i primi scambi o quelle volte che avevamo aggregato un singolo, furono quella a farlo con tre maschi contemporaneamente, due in doppia penetrazione ano - vagina ed io come terzo a metterlo in bocca per farmi succhiare senza eiaculare; da allora, mia moglie alzò sempre l’asticella e giunse a cinque maschi contemporaneamente, due per la doppia penetrazione, uno da succhiare e due da masturbare.
Si oppose sempre alla penetrazione di due sessi nello stesso buco, per timore di gravi slabbrature; in bocca invece molte volte prese insieme due cappelle e arrivò a farle esplodere contemporaneamente; uno dei piaceri ‘privati’ più intensi, ma lo confessò solo a me, era per Maria vedere lo sperma spruzzare da un sesso eccitato e andare a colpirla sul corpo, sul viso, sui capelli; quasi sempre, spalmarselo addosso e trovarsi alla fine con la pelle coperta di sperma era per lei fonte di goduria infinita.
Le feste erano l’altro strumento che amava usare per avviare rapporti di grande libidine; al principio, si trattava solo di cene con ipotesi di scambio, alle quali trovavamo invitate altre coppie e qualche singolo; era il momento per Maria di scatenarsi com’era nel suo istinto; normalmente, cominciava già a tavola, dove si collocava tra due maschi, preferibilmente i due singoli, quando c’erano, e manipolava i sessi già da sopra i vestiti; in genere, si scatenavano e palpavano dappertutto.
Quando il vino contribuiva a mandare su di giri la combriccola, era lei a rompere gli indugi e a lanciarsi a succhiare uccelli, senza preoccuparsi di stabilire chi fosse il partner preferito; in quel caso, mi davo da fare a favorire i suoi intenti, spogliandola delicatamente mentre era impegnata a succhiare uccelli e, scoperte le parti basse, invitavo il più ansioso a penetrarla mentre era inginocchiata nella fellazione del prescelto.
In quella direzione, l’occasione che mi colpì di più e che diede il via a una nuova stagione della frenesia di sesso che prese Maria la ricordo nettamente e avvenne solo pochi anni fa, a una festa a cui eravamo stati invitati da alcune coppie che frequentavamo per le nostre abitudini di scambio; era in una villa nella campagna circostante una provincia limitrofa, prevalentemente montuosa; vi ci recammo in macchina guidati dagli amici con la loro auto.
Ci trovammo di fronte ad un ambiente quasi di lusso, in una casa di campagna con molte stanze, con padroni di casa assai cordiali e disinvolti che ci accolsero con amicizia; trovammo una compagnia assai numerosa in cui prevalevano, lo notai subito, i singoli; con Maria ci scambiammo uno sguardo eloquente da cui trapelava la lussuria con cui lei si preparava ad affrontare una serata ricca d’interesse e di prospettive per i suoi pruriti di vagina; le sorrisi consenziente.
Avevamo già partecipato a molte gang bang, situazione nella quale Maria si trovava sempre a suo agio, per la possibilità che aveva di trovarsi in mezzo a numerose mazze eccitate e pronte a penetrarle dappertutto; sceglieva lei chi dove e come doveva penetrarla; era persino autoritaria in quei casi; quell’occasione sembrava ideale perché il suo desiderio di ‘andare oltre’ si manifestasse chiaramente e lei decidesse immediatamente di diventare protagonista.
Mentre osservavo i gruppetti che si formavano, quasi sempre intorno a una bella donna al centro dell’attenzione, notai che mia moglie aveva subito legato con un paio di ragazzi assai ben messi, specialmente nel pacco inguinale; chiesi alla padrona di casa, che subito mi aveva mostrato interesse, la disposizione dei locali e, senza esitazione, mi disse che tutte le porte di un corridoio davano accesso a sale dotate di letto, alcune con bagno indipendente, dove era possibile scatenarsi.
Guardai verso Maria e, appena ne colsi l’attenzione, le indicai il corridoio; mi fece cenno di precederla, mentre intanto apertamente cominciava a pomiciare con uno dei due ragazzi; in breve li stava palpando, uno per mano, sui sessi evidenti e li manipolava vogliosi; dopo avermi dato un rapido sguardo, si decisero a lasciarsi andare, rassicurati dalla mia impassibilità, e cominciarono a palparle il seno abbondante infilando le mani nella scollatura.
Mi avviai al corridoio, aprii una porta e mi fermai a spiare le loro manovre; uno la baciava in bocca, ed io sapevo a che livello di eccitazione lo stava portando lei!, e le infilava la mano sotto la minigonna estrema; la stava apertamente masturbando con grande piacere di lei che intanto afferrava il sesso dell’amico e lo stringeva golosa; mentre avanzavano verso di me, la stavano già parzialmente spogliando; notai che molti sguardi si appuntavano su di loro.
Era ormai chiaro che si sarebbe registrata una particolare gang bang con quasi tutti i single presenti in sala e forse anche con i maschi delle coppie convenute; da perfetto regista chiesi sussurrando a Maria, mentre le sfilavo il vestito, a che numero voleva fermarsi; fece spallucce e mi sussurrò ‘finché vedi che ce la faccio’ si fiondò sul letto dove prese i due sessi uno per mano e cominciò la sua serata di grande copula senza limiti di sorta.
Quando il primo dei due giovani si abbassò a leccare la vulva con una certa esperienza, la sentii godere molto e invocare quasi l’altro di portare il sesso sulla bocca per succhiarlo con tutta la partecipazione e l’abilità che ben le conoscevo; intanto, altri singoli si affacciavano nella stanza ed entravano poi, a gustarsi lo spettacolo di lei che, a cosce divaricate e sollevate in alto, si faceva penetrare profondamente, mentre si prendeva in gola un sesso di buone dimensioni.
Altri due le si collocarono ai lati e lei li masturbò, mentre succhiava e veniva sbattuta con forza; in un angolo, sentivo il mio fallo premere dolorosamente contro lo slip; in un attimo di sosta, le chiesi con gli occhi se mi voleva partecipe; mi fece segno con la mano che ‘dopo’ mi avrebbe dato l’amore di sempre; tornai al mio ruolo di guardone e direttore dell’attività, suggerendo ai ragazzi di sistemarsi intorno alla testa perché alternativamente avrebbero ricevuto la loro dose di fellatio.
Lo spettacolo mi appariva irrealmente affascinante, con la mia donna sdraiata al centro del letto e un maschio immerso nel suo corpo, non solo col sesso ma con il ventre e il torace; ai suoi lati, giovani allupati si contendevano il seno da carezzare, palpare, succhiare quanto era possibile; un altro le stava sul viso e le infilava nella gola una mazza notevole e ai suoi lati altri due offrivano il sesso che lei masturbava, leccava o succhiava abbandonando per poco il partner primario.
Intervenni e feci interrompere le operazioni; invitai quello dotato della mazza più grossa a sdraiarsi supino, spinsi Maria a montargli addosso e penetrarsi in vagina a smorza candela, la spinsi in avanti finché l’ano fu in piena evidenza, lo lubrificai a lungo e scelsi un membro di media misura per invitare il ragazzo a infilarlo nel retto; lasciai gli altri liberi di dedicarsi a bocca e mani per essere titillati, leccati, ingoiati; non riuscivo neppure a capire quanti la copulassero contemporaneamente.
Per quasi un paio di ore, mia moglie fece alternare nei suoi buchi la maggior parte dei maschi presenti e tutti li svuotò facendosi eiaculare in tutti i buchi; quando mi resi conto che cominciava a dare segni di stanchezza, decisi che era il momento per smettere e li invitai a eiaculare rapidamente, tutti, sul corpo di lei; risposero quasi all’unisono e lei si ritrovò di colpo letteralmente ricoperta di sperma; li allontanai e la accompagnai al bagno.
Mi spogliai ed entrai con lei nella doccia, usai il getto per lavarle il corpo dai residui accumulati, evitando di bagnare i capelli; dedicai una particolare attenzione alla vulva che ancora colava sperma residuo e all’ano che faceva altrettanto; ambedue sembravano provati dalle botte ricevute nella copula; ‘stasera non possiamo fare niente; sei sbattuta troppo’ le sussurrai; mi sorrise e capii che non era d’accordo; ‘sono felice!’ mi disse; con la mano mi accennò di aspettare.
Quando tornammo a casa, completò il lavaggio trattenendosi un poco sotto la doccia, venne nella camera in accappatoio che cavò via immediatamente; si stese sul letto e m’invitò a salirle addosso; mi tirò verso il seno e strinse il mio sesso duro fra le mammelle; ‘Questo non l’ha fatto nessuno’ sussurrò sorniona e mi masturbò a lungo con i seni; quando si avvide che stavo per godere, si sollevò, porto la punta in bocca e si fece scaricare dentro la mia eiaculazione, sussurrando ‘ti amo!’
Uno dei punti di forza della capacità di Maria di calamitare l’attenzione dei possibili amanti per andare poi a esprimersi al meglio delle sue capacità amatorie era al mare, dove iniziava dalle esibizioni delle forme procaci per catturare l’interesse di maschi promettenti e legare per incontri e occasioni di sesso che finivano sempre per risultare eccezionali; possedeva naturalmente una sorta di fluido che cominciava a emanare non appena aveva adocchiato ‘la preda’
