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Erotika
Follia di mezza estate. · Cap. 4
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Capitolo 4 di 4 15 min di lettura

cambiamenti profondi!

quante cose son cambiate, quante ne cambieranno nel tempo a venire....

pennabianca
1 anno fa · 504 letture · 1

«Certo che Carol si sta divertendo con il cazzo del tuo amico.»

Mi osserva per vedere la mia reazione a questa provocazione, poi si sporge un poco di sotto e, con un gesto che al momento non comprendo, ordina qualche cosa ad André, che sparisce sotto coperta, per tornare dopo poco, portando una strana sedia. E' di legno, a forma di X, dove le due parti che stanno sotto, hanno dei pioli di legno per aumentare la stabilità, oltre ad altri due altri pioli più in alto, di cui non comprendo l’utilizzo. Nelle due estremità superiori, di cui una più corta, ha due cuscini per sedersi. Sono incuriosita, ignoro volutamente il suo membro, che ora è a pochissimi centimetri dalla mia bocca; deve esser esasperante per lui la mia indifferenza.

«Sicuramente ti sarai eccitata nel vedere come una troietta si stia occupando di tuo marito e del tuo amico: penso che vorrai rendere la pariglia.»

Nel dire questo mi afferra per le gambe, mi apre e s’insinua dentro di me: sono stata penetrata di colpo, quasi senza rendermene conto.

«Ti scopo! Ti sfondo!»

 

È talmente eccitato che non si è reso conto che io, non solo non sono bagnata, ma ho mantenuto la mia mente concentrata su cose non erotiche, quindi, non ero nemmeno pronta. A quel grido si son girati tutti, io resto totalmente passiva, tutti mi guardano, lui mi pompa convinto di farmi godere, invece non ha raggiunto il fondo, perciò sento solo un membro che scorre fra le pareti della mia vagina. Si ferma di colpo, mio guarda, farfuglia incredulo.

«Ma… non sei eccitata? Forse che sei frigida? Non è possibile che…»

Ha capito di aver sbagliato. Mi libero un piede della presa delle sue mani, l’appoggio al suo torace, lo spingo via con forza e disprezzo.

«Questo è il meglio che sai fare? Tu saresti il toro da monta? Io sarei frigida? Ora ti farò vedere come gode Rita!»

Scendo di sotto, mi avvicino a Carlo, afferro Carol per i capelli.

«Leccami, fai quello che non ha fatto tuo padre!»

Lei si stacca da Mario, ma quando sta per eseguire l’ordine che le ho impartito, Cinzia sbuca da dietro.

«No, tu non sei degna, di lei! Tu continua a leccare papà, a lei ci penso io!»

S’inginocchia davanti a me e prende a passare la lingua lungo lo spacco della mia vulva. Subito comincio a bagnarmi; Gaston è sceso e mi osserva. Prendo il membro di Lucio, lo infilo in bocca, lo succhio, lecco, me lo gusto spingendolo dentro la gola; cercando di imitare Carol, riesco a farne entrare più della metà. La piccola mi sta leccando veramente alla grande, mi sento sciogliere in un orgasmo che non tarderà ad esplodere. Un lungo gemito esce dalla mia bocca. Guardo verso Mario, lo invito a sedersi su quella strana sedia. Quando lo vedo inginocchiarsi, capisco tutto. La schiena è appoggia al cuscino più alto, questo libera il bacino dell’uomo che potrà pomparmi a suo piacimento, mentre io dovrò semplicemente cavalcarlo. Vedo svettare il suo grosso palo, lucido di saliva, non resisto, mi abbasso e sussurro alla piccola:

«Amore, stammi vicina.»

Cinzia si sposta, mi alzo e scavalco Mario; ora ho il suo membro sotto di me, mi appoggio sul suo glande, lo sento forzare per entrare, una breve spinta e entra. Lo sento scivolare dentro di me, mi sembra di perder la verginità per la seconda volta. È enorme! Mi scorre lungo le pareti della vagina. Lo sento riempirmi e, infine sbattere sul fondo; vorrei urlare il mio piacere, ma la voce non emette alcun suono, resto solo a bocca aperta. Cinzia, posta di lato, ammira la mia impalata, mi accarezza il bottoncino, mi succhia un capezzolo, godo. Mi giro e, rivolta a lei, dico:

«Amore, lubrificami dietro.»

 

Lei sorride, s’inginocchia dietro di me, poi sputa, lecca e infila due dita dentro il mio culetto, che si rilassa a quel fantastico trattamento. Mi guardo intorno, Lucio è vicino a me, gli faccio cenno di offrirmi il suo palo da succhiare. Scambia una rapida occhiata con suo padre, poi si avvicina. Lo prendo in bocca, lecco e bagno quel palo di carne più che posso, poi sento, dietro, Cinzia che sta facendo un buon lavoro, mi giro ed invito mio figlio a prendermi

«Amore mio, dai, entrami dentro, sfonda tua madre, spaccami.»

Lui esita un momento, ma io lo guardo in maniera determinata; si mette dietro di me, Mario si ferma, mi solleva e sfila metà del suo palo, per agevolare l’introduzione di Lucio. Lo sento entrare, mi apre, sento lo sfintere dilatarsi, per un istante ho il terrore che possa lacerarsi, ma non lo fermo; Gaston osserva attento, sicuramente cerca di capire se ne sarò capace; io avverto del dolore, ma lo incito lo stesso.

«Amore, spingi, dai, non ti fermare, spaccami!»

Mi rilasso e lo sento scivolare dentro di me. Sono sconvolta, mi sento infilzata, piena, dilatata al massimo. Li sento restare fermi, mi danno il tempo di adattarmi alla loro presenza, comincio a sentire il piacere invadere ogni singola cellula del mio corpo; inizio un dolcissimo cammino verso l’orgasmo. Cinzia afferra un capezzolo, lo succhia, Mario l’altro, mi eccita tantissimo, e accrescono le sensazioni che provo. Carlo è sempre in piedi ad un passo da me, lo invito con uno sguardo ad avvicinare il suo palo alla mia bocca. Gaston è immobile davanti a me, eccitato, si sta facendo leccare da Carol, ma ignora le sue attenzioni, tutti i suoi sensi seguono il mio amplesso. Infilo in bocca il cazzo di mio marito, lo succhio, porto una mano al suo fianco, lo attiro verso di me, lui intuisce che voglio che mi scopi la bocca. Appoggia entrambe le mani sul mio capo, mi tiene ferma, incomincia a pomparmi; Lucio mi spacca dietro e Mario mi sfonda davanti: per me è un piacere sconvolgente. Succhio con forza, lecco, stringo il palo di Carlo in bocca, mi fa impazzire il piacere che ricevevo da tutti. Libero, per un momento la bocca, sento il bisogno di urlare quello che sto provando.

«Sfondatemi! Più forte! Fatemi morire! VENGO! Amore, inondami la bocca, ti voglio bere! Dai, scopami e schizzami in gola il tuo piacere!»

Ricomincio a succhiare e leccare Carlo, mi scateno in preda ad un delirio erotico, non m’ interessa più nulla: ho solo voglia di godere. Carlo, eccitato dalle mie parole, mi tiene ferma la testa e mi pompa velocemente, per, infine sborrare nella mia bocca. Mi scarica due spruzzi di seme bollente direttamente in gola, ma il terzo non lo ingoio, lo raccolgo in bocca, lecco tutto e pulisco fino all’ultima goccia, poi lo tolgo dalla bocca, con una mano invito Cinzia a girarsi e, quando lei mi guarda, incollo le mie labbra alle sue, travasando nella sua bocca tutto il nettare di cui è piena la mia. Un lungo gemito di piacere evidenzia la sorpresa che le ho riservato. Lecca tutto, mi succhia anche la lingua al fine di assaporare anche l’ultima goccia di seme che ancora ho in bocca. Mi stacco da lei, che torna a torturarmi il capezzolo. Mi giro, guardo Lucio che ancora mi lima il culo con perizia.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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