Non l’avevo mai visto nudo, ora noto che è eccitato ed ha una verga degna di un super dotato: lungo e grosso. Il tizio lo masturba lentamente. Quello che, invece, masturba me, mi porta molto vicino all'orgasmo, ma non mi fa godere; sembra abbia altro in mente. Infatti la mia fica è ridotta ad un lago e lui vi spinge le dita dentro/fuori: è proprio bello quello che fa al punto da portarmi prossima al piacere, ma si blocca di colpo. Resto a bocca aperta, quasi urlo per il mancato orgasmo. Non posso far a meno di vedere che mio padre ce l'ha duro e sembra molto eccitato nel vedermi usata dal tizio, che mi guarda ed impartisce un ordine preciso. «Adesso succhierai il cazzo a tuo padre!» Lo guardo e scuoto il capo. «No, dai! No, ti prego! Non voglio farlo!» Lui emette un ghigno da paura e dice che, se non lo faccio, abuseranno di entrambi, senza alcun riguardo, quindi devo scegliere: o lui o loro! Guardo mio padre e lo vedo profondamente angosciato, mentre mi chiede scusa. Mi slegano e mi fanno inginocchiare davanti a lui; gli succhio il cazzo. È una grossa verga che, a fatica, riesco ad infilarne in bocca solo la metà. Mi eccita tutto questo e loro se ne accorgono; il tizio di prima riprende a masturbarmi. «Senti come piace alla porcellina! Si sta bagnando molto, con il cazzo di papà in bocca! Che puttanella!» È vero! Comincio a bagnarmi e mi eccito. Me lo fanno ciucciare per un po’ di tempo, poi, d'un tratto, mi chiedono se ne ho abbastanza. Io li guardo ed annuisco, nella speranza che sia tutto finito. Loro si scambiano un cenno e mi rispondono che può bastare. Legano mio padre alla sedia dove ero legata io prima, poi mi prendono in braccio e, tenendomi una gamba ed un braccio ciascuno, mi poggiano sul pene di mio padre, costringendomi ad impalarmi sulla quella verga, che mi penetra dentro e mi sconvolge in ogni senso. Sento che mi sfonda e ci godo, pur cercando di non darlo a vedere. Mi costringono a far su e giù sul suo cazzo, sempre più duro. Pr quanto ho cercato di dissimulare il piacere, alla fine, ho avuto un orgasmo che non ho potuto dissimulare. Loro ridono divertiti. «Bene così! Dai, puttanella, che lo facciamo godere il vecchio! Dai, che una fica stretta come la tua, di sicuro non l’ha mai goduta. Dai, fallo godere, che ce ne andiamo!» Sento il cazzo di mio padre diventare sempre più duro e, prima che me ne renda conto, siamo entrambi sempre più eccitati. Lui mi dice che è dispiaciuto, ma sta per venire e prende a piangere.
«Mi dispiace, piccola! Non volevo, ma sto per venire! È tutto così incredibile ma pur sempre sconvolgente: sento che son pronto a godere. Non posso resistere alle sensazioni che mi trasmette questa tua fica, cosi stretta e calda! Perdonami, ma devo sborrare!» L’ho sentito gonfiarsi, per poi venire dentro di me. Una ondata di calore mi ha riscaldato il ventre. Ho chiuso gli occhi ed ho assaporato il piacere che mi dava nel sentire il calore del seme, che mi aveva generato. Era sconvolgente e, nello stesso tempo, dannatamente erotico. Solo delle menti perverse, come quelle dei nostri aguzzini, potevano generare una situazione del genere. Mi hanno lasciato e son rimasta impalata su papà. Ho sollevato le braccia e l’ho abbracciato; ho cercato la sua bocca e l’ho baciato. Ho infilato la mia lingua dentro la sua bocca, alla ricerca della sua, che si è unita alla mia in un duello erotico. Per un tempo infinito, ci siamo baciati non come padre e figlia, ma come amanti. Si, in quel momento l’ho amato come maschio. Quelli si son messi a ridere, divertiti. «Caspita, che bacio! Questo sì che è amore! Non abbiamo fatto un bottino sodisfacente, ma ci siamo divertiti a farvi scopare fra voi! Non potrete certo andare a denunciarci, altrimenti rivelereste l'incesto commesso! Restate immobili che ce ne andiamo. Tanto, una notte così, non la dimenticherete!» Restiamo immobili, mentre essi se ne vanno. Guardo mio padre, che non dice nulla. Sento il suo cazzo ancor duro dentro di me, per cui riprendo a scoparlo. Egli, per un po’, non reagisce, poi mi chiede di liberarlo. Lo guardo e gli comunico che lo voglio ancora. Lui sorride. «Scioglimi, che ho anch’io ancora voglia di te. È una follia, ma tu, adesso, mi sei entrata nel sangue.» Lo slego, lui mi solleva e mi distende sul letto. Mi entra dentro e mi scopa, facendomi godere tantissimo, fino a riversare dentro il mio ventre un fiume di crema bollente. Solo dopo aver appagato i nostri sensi, lui mi ha confessato che, dopo la morte di mamma, non ha voluto altre donne, perché era innamorato di me. Non me lo avrebbe mai detto, se non si fosse verificata quella brutta avventura. L’ho abbracciato forte e gli ho detto che lo amavo in tutti i sensi, sia come padre, che come amante. Da allora, sono la sua donna. Cinque settimane dopo, ho scoperto di esser incinta ed è mio padre il papà della mia bambina. Ho partorito una bellissima figlia, che abbiamo chiamato Giulia, come mia made. Oggi sto facendo degli esami, perché credo di esser di nuovo incinta. Spero che questa volta sia un maschio.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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