«Buongiorno, piccola mia; la colazione è pronta, se ti siedi, te la servo subito».
La nuova cucina dei miei genitori ha una penisola come tavolo, formata da una splendida lastra di cristallo trasparente; mi giro, faccio due passi, e mi siedo, non senza notare che, attraverso il vetro, sarà di fatto completa la visione delle mie cosce scoperte. In un attimo decido di provocarlo, mi va di stuzzicare questo maschio, per riuscire a soddisfare la mia insana curiosità. Lui appoggia sul ripiano un piatto con fette di pane tostato e imburrato, una tazza di caffè, e poi si siede; ed io, per provocarlo, accavallo le gambe, in maniera che la maglietta risalga ancora un po', mettendo in mostra il triangolino di peli che sormonta lo spacco della patatina. La mia intenzione è di provocarlo onde saggiarne la reazione, che mi riesce subito evidente, da come si sta gonfiando il tessuto all’altezza dell’inguine. Lo guardo dritto negli occhi, mentre lui mi sorride, poi, per stuzzicarlo ancora di più, prendo un cucchiaino di marmellata e l’appoggio un po’ su una fetta biscottata e, poi, infilò il cucchiaino fra le labbra, succhiandolo in maniera lasciva e provocatoria. Noto il gonfiarsi della stoffa del suo accappatoio ed immagino quanto si stia eccitando. Lo guardo, cerco di capire il suo stato d’animo e, mentre lui tranquillamente beve il suo caffè, io lecco il cucchiaino. Mangiamo continuando a scambiarci occhiate in modo provocatorio. Poi lui si alza e va a mettere la tazzina nel lavandino. Lo seguo, lo abbraccio da dietro, e gli infilo le mani sotto l’accappatoio, afferrando il suo cazzo già duro. Lui si gira e, prima che possa dire una parola, la mia bocca è incollata alla sua. Lo bacio, infilo la lingua dentro a caccia della sua, che trovo e con cui intreccio una danza erotica, dagli effetti sconvolgenti. Lo sento gemere, mentre lo bacio e lo masturbo. Improvvisamente mi stacco, mi abbasso davanti a lui e glielo prendo tutto in bocca. Mi entra tutto, senza che io senta dolore in gola, scivola liscio e piacevole fra le mie labbra, senza alcun impedimento; mi solletica l’ugola, ma non mi dà fastidio; non avverto conati di vomito, ma solo la piacevole sensazione di un cazzo che si lascia succhiare piacevolmente. Per me è una eccezionale novità! Mentre lo succhio mi sto bagnando come una fontana, sento il desiderio di averlo dentro e mi stacco da lui.
«Dai, scopami... non ne posso più! Dai, ti voglio!»
Lui resta per un attimo indeciso, poi mi distende sul tavolo, si siede fra le mie cosce e si mette a leccare la mia lumachina, che sta schiumando in maniera sconvolgente. Mi lecca e succhia, portandomi in breve al primo orgasmo, che rimetto tutto nella sua bocca. Tremo, scossa dal piacere che lui mi ha fatto provare. Lo afferro per i capelli e lo tiro verso di me.
«Ti voglio... scopami!»
Lui mi solleva, fa un passo indietro e si siede. Lo scavalco e mi infilo il suo cazzo, che ora mi sembra anche più grosso, tutto dentro di me. Lo sento scivolare agevolmente fino in fondo. Sento la punta che riesce appena a lambire il collo dell'utero, per poi prendere a solleticarlo in maniera piacevole, senza nessun dolore. Il mio clito, schiacciato contro il suo corpo, mi procura subito un orgasmo, che mi fa tremare tutta. È fantastico sentire il corpo di lui a contatto con il mio; generalmente devo stare attenta a quanto me ne infilano dentro, mentre con lui sto proprio godendo del contatto! Oscillo avanti/indietro sfregando il clito sul suo membro nodoso, mentre, dentro di me, il cazzo sbatacchia, come fossi una campana. Godo e vengo perdendo il conto degli orgasmi che provo, mentre lui mi succhia i seni, fin quando, senza fiato, lo abbraccio per costringerlo a fermarsi, altrimenti mi ritrovo sfiancata. Dopo un momento lui mi solleva, mi mette in piedi, mi gira e mi appoggia al tavolo, poi me lo infila da dietro e ricomincia a pomparmi di buona lena. Godo di nuovo, e sempre più meravigliata dal fatto che, pur non essendo un super dotato, mi sta facendo impazzire lo stesso; allora decido di assaporarlo anche nel culo. Mi giro, apro le natiche e lo guardo in modo eloquente. Lui mi sorride, si sfila e me lo pianta dentro, lentamente. Appena appoggia la cappella sul buchetto, esso si apre e lo lascia entrare agevolmente.
«Accidenti, figlia mia, quanto sei aperta! Ma quanti ne hai presi in culo, per essere così larga e ricettiva?»
Non gli rispondo. Sono così protesa a godere del piacere di sentirmi limare il culo, senza dover stare attenta a quanto me ne infilano dentro. Ciò che sento è solo un bel cazzo, che mi fa godere tantissimo. Mi lima le pareti interne con estrema bravura, vengo e godo immensamente, poi avverto il bisogno di assaporare il suo nettare, così mi giro e glielo dico:
«...In bocca…Ti prego, sborrami in bocca!»
Lui sorride compiaciuto, afferra i miei fianchi e prende a pomparmi con più energia, fin quando, dopo l’ennesimo mio orgasmo, si sfila e si siede. Mi giro, mi inginocchio davanti a lui e apro la bocca: ne prendo la metà, giusto in tempo per ricevere, direttamente in gola, i primi due schizzi, che ingioio e poi, afferro le palle e mi metto a mungerle, spremendo fino all’ultima goccia di quel succo dolcissimo e buono. Dopo averlo spremuto per bene, appoggio la testa sulle sue ginocchia e mi rendo conto di una cosa che fin ad ora non avevo mai preso in considerazione: sì, è vero, le misure contano. Un bel cazzo super ti fa godere, ma anche un bel cazzo, diciamo MEDIO, se saputo usare ti porta in paradiso, e poi, adesso, mi sento appagata, soddisfatta e non devo combattere con dolori vari, né alla bocca, né al culo, e nemmeno nel ventre. Per fare questa esperienza, ho dovuto farmi scopare da mio padre! FANTASTICO!
Com'è finora?
Ti è piaciuto?
Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
Altri racconti di pennabianca
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.