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Erotika
Una donna diversa dentro di me! · Cap. 6
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Capitolo 6 di 7 14 min di lettura

il sacrificio.

Tuo marito non è ancora un cornuto consapevole, come tuo suocero

pennabianca
1 anno fa · 513 letture · 0

 Mi prende per mano e mi porta in camera sua. Poi mi obbliga a spogliarmi. La guardo un po' incerta, ma lei con tono deciso, mi obbliga a mettermi completamente nuda. Mi fa sedere sul letto e, dopo avermi sfilato i pantaloni e le mutandine, mi fa sollevare le gambe e scruta con attenzione i miei buchi. «Gioia, se ti sei presa quattro cazzi, sicuramente la tua topina dev'esser un disastro, quindi voglio darvi una più approfondita occhiata.» Mi osserva e vede che, tutto sommato, sta meglio di come pensava. «Sharon, dimmi la verità: mentre ti scopavano, ti son venuti subito dentro? Perché, da come vedo la tua micetta, direi che non ci sono particolari problemi. Solo un po' di arrossamento, dovuto al fatto che quattro cazzi li senti senz'altro. Ora ti metterò della crema, perché non è escluso che mercoledì e, sul finire della serata, ci sia la possibilità di dover scopare anche con queste persone.» Mi lascia per un momento sul letto, a cosce larghe. Mi sento profondamente a disagio, perché non mi è mai capitato di trovarmi così davanti a lei. Esce dal bagno che ha in camera, e tiene in mano una piccola confezione di crema, poi si inginocchia e, usando il dito pollice, me la spalma sia sulle labbra della fica che sul buco del culo. Quando sento il contatto del suo dito ho un sussulto e lei mi invita a star calma. «Calmati piccola, non è niente; è solo un po' di crema per lenire l'irritazione, perché, fortunatamente, i maschi che ti hanno scopato, sapevano il fatto loro e, dopo averti penetrato, ti hanno sicuramente sborrato subito dentro, facendo in modo che la tua fica fosse ben lubrificata. Con gli orifizi ben oliati, ti avranno fatto godere tantissimo, dal momento che ho potuto constatare quanto sei ancora sensibile. Alla fine, anziché ritrovarti delle piccole piaghe o delle abrasioni, dovrai combattere solo con un certo arrossamento della parte, che, questa sera, sarà già quasi del tutto sparito. Evita, se puoi, di far sesso con Paolo, almeno oggi. Domani, già dovrebbe andar meglio. Adesso puoi rivestiti, perché a vederti così, mi fa un certo effetto.» La guardo senza capire, ma lei non mi dice altro ed esce dalla camera. Mi rivesto. Appena torno in cucina, sento la porta che si apre ed entra Angelo con i bambini, che corrono ad abbracciarmi felici. Li saluto e, con i miei figli, me ne torno a casa, dove trovo Paolo che si sta facendo la doccia. Quando mi raggiunge, gli sto preparando il pranzo e non ho il coraggio di guardarlo in faccia. Per superare il disagio, gli chiedo di parlarmi della sua emergenza. Mi racconta che, improvvisamente, sul suo cellulare, e quello di altri tre colleghi, è comparso il messaggio che li obbligava ad andare direttamente in centrale. Era di guardia Eduardo, un giovane assunto da poco con poca esperienza. Si trattava solo di una turbina che aveva un piccolo problema e che, con un po' di esperienza, avrebbe potuto risolvere anche da solo, senza mettere in allarme la centrale. Qualcuno dei vecchi ha commentato che Eduardo, avendo una moglie bella e già incinta, sicuramente si troverà con una nota di demerito sullo stato di servizio. Ma, essendo lui un novizio, la cosa potrebbe incidere sulla sua definitiva assunzione. Io lo ascolto e, sento, dentro di me, tremare il mio cuore, perché mi rendo conto che quel bastardo del loro capo, li sta mettendo tutti, in qualche modo, a disagio. Mi rendo conto che sarebbe il caso di porre rimedio a questo vile ricatto. Pranziamo in men che non si dica, perché lui, guarda caso di sabato sera, è sempre di turno alla centrale e questo perché non fa parte del cerchio magico di quelli che leccano il culo a quel bastardo del suo capo. Mi riprometto che anche questa cosa deve finire in un modo o nell'altro. La sera, quando torna, è abbastanza tardi. Lo aspetto dopo aver messo a letto i bambini, lo bacio, lo abbraccio e insieme andiamo a letto. È stanco morto e si addormenta immediatamente, mentre io resto un po' a riflettere. Prima del suo ritorno ho controllato la mia topina ed ho visto attraverso uno specchio che l'irritazione è quasi del tutto scomparsa, proprio come aveva previsto Anna; inoltre i miei buchetti, si son richiusi, mentre sento ancora la fica un po' sensibile. Ripenso al contatto delle dita di Anna e questo mi procura un brivido, soprattutto quando ho sentito le sue mani accarezzare i petali della mia rosa e questo mi ha fatto sussultare. La domenica mattina, ci svegliamo presto, e Paolo si stringe a me, mi bacia, mi guarda dritto negli occhi, poi mi bacia quasi con furore. «Sharon, mi hai mai tradito?» Dentro di me ho il terrore di aver commesso qualche sbaglio e lui si sia reso conto che ho fatto sesso con altri. Allargo le cosce, allungo le mani, afferro il suo membro e me lo infilo dentro. È una sensazione completamente diversa, sentire lui, dopo che sono stata a lungo penetrata da tutti gli altri quattro. Mi piace però, sollevo le gambe, le annodo dietro la sua schiena e lo incito a scoparmi forte. «Dai, fammi godere! Spingilo fino in fondo: fa impazzire la tua donna! Dai, dai, altrimenti davvero cercherò qualcun altro che mi faccia godere più di te.» Non gli ho mai parlato in questo modo, ma vedo che la cosa lo sorprende e lo fa ingelosire tantissimo, al punto da scoparmi da vero maschio. Mi guarda con occhi di fuoco, mentre mi scopa con furore. È troppo eccitato e, ad un tratto, esplode dentro di me, con un orgasmo travolgente. Rimane sdraiato sul mio corpo sfinito, mentre il suo cuore batte a martello. Poi si solleva, scende senza dir niente e va in bagno a pulirsi; io resto lì a cosce aperte, con la fica che ancora freme, scossa dal piacere; mi cola la sua sborra e questo mi riporta con la mente alla sera prima. Sono eccitatissima. Ma lui sembra non accorgersene. Per il resto della giornata, lui rimane in silenzio, pensieroso, anche se continua a giocare con i bambini. Ho paura che si sia accorto di qualcosa; mi sento molto in pena e tesa, ma lui non si sbottona e, niente.

Il lunedì mattina ne parlo con Anna, la quale mi dice di non preoccuparmi, perché tutto questo sicuramente è dovuto a questo periodo difficile del suo lavoro. Vado in ufficio e... sorpresa: non devo succhiare nessun cazzo. La cosa mi stupisce non poco, ma non sarò certo io a cercar qualcosa. Giulio ha provveduto a convocare, tramite un'agenzia di collocamento, alcune candidate per prendere il posto da me lasciato libero come segretaria. Insieme ne selezioniamo tre, che sembrano aver i maggiori requisiti. La prima che ricevo nel mio ufficio, arriva vestita da sembrare una battona appena salita dal marciapiede e, inoltre, parla in maniera alquanto volgare e non suscita alcun interesse, almeno in me. La seconda, invece, sembra esser una persona molto altezzosa, boriosa e piena di sé. Parla come se, al mondo, solo lei sapesse fare determinate operazioni e questo la rende alquanto antipatica. Inoltre il suo tono di voce è alquanto supponente e poco consono a ciò che vado cercando. La terza è una giovane ragazza, si chiama Silvia ed è appena diplomata; ha l'aria timida, ma è anche molto carina. È una bella ragazza, con un bel fisico slanciato e le curve al posto giusto, ma dimostra di esser totalmente inesperta e questo mi induce ad accettar lei come candidata, perché mi permetterà di plasmarla a mio piacimento. Con il pieno accordo degli altri due, che lasciano a me libera scelta, decido di accettare Silvia, come possibile segretaria. La convoco nel mio ufficio e le faccio lo stesso discorsetto che aveva fatto a me Rosa, a suo tempo. “Signorina, ho bisogno di una segretaria che sia sveglia, attenta, e molto precisa. Il suo abbigliamento dovrà esser sobrio, elegante e, allo stesso tempo, morigerato. Non mi serve una segretaria sexy che metta in mostra tutte le sue grazie, ma voglio una donna che sia capace e responsabile di quello che fa, perché in questo ufficio ci passa tanta gente e una che metterebbe in mostra le sue grazie, non serve al nostro scopo. Se lei è disposta ad accettare tutto questo, da lunedì potrebbe cominciare a lavorare per noi.” Lei mi guarda sorride e mi dice che è perfettamente in sintonia con i miei desideri, avendo avuto già due brevi esperienze con altri datori di lavoro che, dopo poche ore che lavorava per loro, avevano già allungato le mani e si erano messi a palpare il suo culo. La guardo e mi rendo conto dalla sua grande ingenuità, ma non dico nulla, tanto ci penseranno Sandro e Giulio a farle cambiare idea.

 

 

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