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Erotika
Una donna diversa dentro di me! · Cap. 5
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Capitolo 5 di 7 15 min di lettura

Mi hanno rotto il culo!

Questa è la punizione che ti sei meritata per aver indossato le mutandine in ufficio. Vai e ricordati che lunedì ti aspetto senza intimo.

pennabianca
1 anno fa · 2.5k letture · 0

 Mentre mi reco al lavoro, il mio pensiero corre a cosa sto facendo e mi chiedo se sono ancora convinta di volere tutto questo. Resto ancora un po' indecisa e, in ogni caso vado avanti, per la mia strada. Quando arrivo in ufficio, naturalmente nessuno dei due vuole far sesso, perché vogliono restar carichi per la sera. La giornata scorre via veloce, ma io sono estremamente nervosa e, quando giunge la fine della giornata, Sandro esce in anticipo, perché ha ancora degli impegni prima di trovarsi a cena con noi e io resto sola con Giulio. Lui, una volta chiuso l'ufficio al pubblico, viene nel mio e si siede davanti a me; mi guarda in silenzio. È strano, forse sarà perché l'ho sempre considerato un gran maiale, ma devo anche riconoscere che è anche una persona di spiccata sensibilità, capace di intuire gli stati d'animo delle persone. Mi guarda in silenzio, mentre io sto cercando di chiudere la mia giornata di lavoro sul mio pc e, una volta terminate le operazioni, lo guardo e cerco di capire che cosa voglia da me in quel preciso momento. Lui sorride, scuote il capo e quindi la sua voce e le sue parole mi sorprendono.

«Sharon, mi rendo conto che una ragazza come te possa aver sicuramente dei dubbi, delle incertezze, ma ieri mattina mi hai davvero fatto incazzare. Non puoi più tirarti indietro adesso, che io ho fatto di tutto per averti nel nostro studio. Sei la persona più qualificata che abbiamo e quindi ti consiglio di agire sempre in sintonia, perché, al di fuori di questo, tu sei davvero bravissima. Vorrei sapere perché ieri avevi cambiato idea? Che ti succede? Che problemi hai a comportarti così?» Lo guardo, faccio un profondo respiro e decido che è giunto il momento di chiedere qualche consiglio, anche a chi ha una visione diversa di tutta la situazione. Gli racconto che ho scoperto che mio marito è in difficoltà nel suo lavoro e che non trovo il modo per aiutarlo. Lui si fa spiegare bene la situazione, poi mi offre il consiglio che io stessa avevo immaginato, ma, per timore avevo seppellito dentro di me il più profondamente possibile. «L’unico modo sarebbe di andare a letto con quel porco, ma capisco che forse è troppo.» Lo guardo quasi inorridita, anche se ho capito che questa sia l’unica soluzione. «Sharon, voglio solo darti un consiglio: Rilassati, goditi questa serata e stai tranquilla che, ad ogni cosa, vi è sempre un rimedio.» Faccio un profondo respiro. Cerco in tutti i modi di rilassarmi, mentre in realtà sono tesa come una corda di un violino. Esco, vado a casa, mi faccio una bella doccia e mi preparo per la serata. Prima di vestirmi, chiamo mia suocera che mi dice che va tutto bene e non devo preoccuparmi di nulla. Aggiusto lo smalto a mani e piedi, poi inizio a vestirmi. Per la serata ho scelto un abito nero che mi arriva fino a sotto al ginocchio, ma con davanti una bella cerniera lampo, che permette di aprirlo a mio piacimento. Davanti, dove finisce la cerniera, ha una scollatura a V, ricoperta di tulle trasparente, cosi come la parte alta della schiena. È senza maniche ed il collo viene coperto da una sottile striscia che si lega dietro la nuca. Indosso anche delle elegantissime calze autoreggenti velate con balza in pizzo, un perizoma sottilissimo, e scarpe tacco 12 a spillo, con cinturino alla caviglia, che mi inarcano il culo ancor di più. Poi prendo la mia auto e mi reco al luogo dell’appuntamento. Mentre sono in viaggio, dentro di me rifletto su tante cose, ma soprattutto sto cercando di capire se quello che sto facendo è giusto o sbagliato: se è quello che voglio o se la mia vita sta prendendo una strana piega. In questi giorni ho cambiato il mio modo di essere.

Sto barattando il mio corpo per qualcosa e, nello stesso tempo, sto scoprendo sensazioni che non avevo mai provato in vita mia. È vero, è stata dura ingoiare la sborra di quei due maschi ogni mattina, ma, nello stesso tempo, mi ha esaltato sentire i loro membri tra le mie labbra che fremevano ansiosi di schizzare il loro seme nella mia gola. Questo mi ha dato un senso di potere incredibile, mi ha fatto sentire che non ero io la puttana, ma loro quelli che anelavano a riempire la mia bocca del loro piacere. In un certo senso li ho dominati io e, dentro di me, prendo consapevolezza dell'idea che se continuerò a succhiarli sempre più forte e sempre più intensamente, arriveranno ad un punto in cui non potranno più far a meno della mia bocca ed è questo, in fondo, ciò che esattamente voglio: diventare indispensabile per loro. Mi tremano i polsi dalla paura. Sono quasi tentata di tornare indietro, ma poi rifletto e mi convinco che, essendo in quattro, questa sera la cosa sarà certamente più tranquilla e, dopo cena, me ne torno a casa, mentre loro andranno a giocare a biliardo. Quando arrivo sul luogo dell’appuntamento, trovo solo Sandro che mi aspetta. Mi guarda e fa un gesto di compiacimento. «Sharon, questa sera sei davvero splendida.» Quando salgo sulla sua autovettura, lui non può non ammirare il mio seno prosperoso e le cosce. Rapidamente arriviamo al ristorante e lui, quando entro nel salone, mi cede il passo e mi fa sfilare davanti a tutti. È lo stesso posto dove vanno ogni venerdì sera. È un ristorante un po’ particolare situato in cima ad una collina, dove c'è uno sperone di roccia. Anche l'interno del locale è particolare, perché i tavoli sono abbastanza distanziati ed hanno dei piccoli separé, costituiti da piante ornamentali in modo da rendere ogni tavolo intimo e riservato. Seduta al tavolo faccio la conoscenza dei loro due amici, con cui di solito giocano a bigliardo. Uno si chiama Mario, è un bell'uomo sulla cinquantina, dall'aspetto alquanto distinto e, quando mi stringe la mano, mi guarda e si dilunga in complimenti ammaliato dalla mia bellezza. Poi c'è Carlo che, quando mi guarda, dice di aver sentito parlare molto bene di me e, finalmente, è onorato di far la mia conoscenza. Stranamente non li ho mai incontrati in ufficio e non ne comprendo il motivo. Seduti a tavola, sento i loro occhi puntati su di me: anche se continuiamo a parlare di lavoro, c'è sempre uno sguardo malizioso che mi avvolge. Ad un tratto è Sandro che mi dice che Mario sarà il mio prossimo cliente, perché la sua azienda ha bisogno di una consulenza fiscale assidua, in quanto la sua impiegata, che si occupava dell'amministrazione, ha raggiunto l'età per la pensione. Ha, come collaboratrici, due ragazze abbastanza esperte, ma che comunque necessitano di esser seguite da me, per svolgere al meglio il lavoro che va fatto. A tal proposito, lui, nei prossimi giorni, verrà in ufficio e inizieremo insieme a pianificare questa collaborazione. Ho come l’impressione che sia attratto da me ed io, in qualche modo, avverto che questo maschio mi intriga molto. Mi esterna la sua fiducia e, in qualche modo, anche il suo favore nei miei confronti. «Sharon, ho piena fiducia nelle tue capacità, perché i miei amici dicono che sei una donna molto attenta e scrupolosa, precisa e meticolosa.» Annuisco, anche se ho visto un mezzo sorriso stamparsi sul viso di Giulio. Mi rendo conto che mi ha valutato dalla testa ai piedi e questo mi provoca un brivido strano che definirei un misto tra il piacere e la paura. Mi guarda con occhi carichi di desiderio ed io mi sento in soggezione, per cui abbasso lo sguardo. Poi, mentre consumiamo la cena, scopro che Carlo è il direttore di una banca molto famosa e che, lui stesso si serve del nostro studio per la contabilità della sua famiglia ed è Giulio che se ne occupa. Poi, quando la cena sta per volgere al termine, essi mi invitano a seguirli a casa di Giulio. «Dai vieni con noi, tanto non ci son problemi e non ci dai fastidio, anzi, la tua presenza renderà la serata più interessante.»

Prima di andare avanti…

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