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Erotika
Una donna diversa dentro di me! · Cap. 4
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Capitolo 4 di 7 13 min di lettura

L’inizio del grande cambiamento

Sharon che stai facendo? Non hai più ritegno? Ogni giorno diventi sempre più puttana? Adesso, ogni maschio che ti guarda, ti fa bagnare!

pennabianca
1 anno fa · 521 letture · 0

Io l’abbraccio e le chiedo se può organizzarsi per venerdì sera per i miei figli e lei mi dice che non ci son problemi. Vado in ufficio e, appena entro, Sandro e Giulio mi aspettano. Si accorgono che qualcosa non va, son diversa. «Sharon, che succede?» Li guardo e sbotto tutto d’un fiato le mie perplessità. «Non voglio farlo! Mi sento obbligata e questo non mi va!» Loro si danno uno sguardo, poi Sandro si avvicina a me e mi impone: «Tu adesso ti inginocchi, me lo succhi e ti fai sborrare in gola! Se non lo fai, saranno cazzi tuoi!» Il tono è deciso, duro, di quelli che non ammettono replica. Mi sento indecisa, umiliata, ma poi li guardo e non riesco a reggere il loro sguardo; abbasso gli occhi e mi inginocchio davanti a loro, che estraggono le loro verghe già dure. Li prendo in mano, succhio i loro cazzi, facendoli godere rapidamente nella mia bocca; ingoio tutto ma sempre con un po’ di riluttanza. «Brava puttanella! Non ti permettere più di adottare un simile comportamento!» Dopo di che, mi sollevano, Giulio mette una mano sotto la gonna e scopre i collant: «Non ci siamo, proprio! Ti ho detto che questi non li voglio vedere! Sarai punita per questo!» Lo afferra deciso e lo strappa in prossimità della fica; poi, dopo aver spostato le mutandine, mi penetra a fondo quasi con ferocia. Mi sento sfondata e, stranamente, mi bagno. Mi scopa con decisione, poi, quando mi sente godere, mi scarica dentro la sua abbondante razione di sborra. «Adesso sei a posto! Per tutto il giorno la tieni dentro di te, guai se vedo che vai a pulirti! Questo ti deve rammentare che sei ai miei ordini! Adesso mettiamoci a lavorare!» Mi lascia così, appoggiata sulla sua scrivania con la sua sborra che mi cola e inzuppa le mutandine. È strano, mi sento offesa, ma terribilmente eccitata da questo esser usata da lui. È incredibile questa cosa: appena mi sborrano in gola tutto si trasforma. Loro due diventano due perfetti colleghi di lavoro, molto attenti e premurosi nei miei confronti e, quando andiamo al ristorante, si mostrano addirittura gelosi. Per tutto il giorno ho sentito colare la sua sborra che mi ha infradiciato le mutandine ed è colata lungo le gambe. Solo quando sono uscita, prima di mettere piedi in casa dei miei suoceri, mi sono asciugata un po' con dei fazzolettini. Troppe emozioni e sensazioni contrastanti. Mi sono eccitata e nello stesso tempo sentita sporca. La sera quando torno, aspetto il rientro di Paolo, che avviene poco dopo. Ha l'aria stanca, ma io non gli chiedo nulla. La mattina arrivo in ufficio e trovo solo Giulio ad aspettarmi. Sandro è impegnato con Rosa. Per un attimo spero che non voglia il solito lavoretto di bocca e per un momento ci credo quasi. Mi avvicino a lui che mi guarda con occhi vogliosi e così intuisco di non avere scampo, senza far nulla mi inginocchio davanti a lui e prendo in bocca la verga, già tesa e dura, che lui mi offre. La lecco con calma, me la gusto, poi mi sollevo e mi giro, decido di variare un poco il gioco. Mi piego a 90 gradi sulla scrivania. Lui sorride, ha intuito il mio desiderio e, senza nessun problema, appoggia quella grossa cappella fra le labbra della mia micetta, che già schiuma al primo affondo. Mi entra tutto dentro, fino in fondo. Inarco il corpo per reggere la spinta poderosa, mentre chi mi ha penetrato, gioisce nel chiavarmi. «Fantastica, Sharon Sei una puttana meravigliosa! Avevo proprio voglia di scopare una fighetta come te.» Non voglio che si ripeta la stessa cosa di ieri, così gli dico solo di non venirmi dentro, ma in bocca. Lui sorride e compiaciuto, afferma: «Stai tranquilla, Sharon, che ti darò una bella razione di sborra!» Poi accarezza le mie chiappe mentre mi sfonda con colpi devastanti. Sono in preda al piacere e queste sensazioni mi provocano un orgasmo violentissimo, che lui mi lascia centellinare rimanendo ben piantato dentro di me. Poi si sfila ed io mi giro, mi inginocchio davanti a lui ed apro la bocca; quasi all'istante, mentre si sega velocemente, ricevo la giusta ricompensa: una copiosa ondata di sborra. Bevo e lecco fino all'ultima goccia. Poi faccio una cosa che non ho mai fatto: mi alzo in piedi di scatto e, con la bocca ancora impastata del suo seme, lo bacio tenendo la sua testa con una mano schiacciata contro la mia. Lui è colto di sorpresa e, per un attimo, mi guarda sbigottito, poi risponde al bacio con la sua lingua che, prepotentemente, entra nella mia bocca e gioca con la mia, ancora intrisa del suo piacere. Limoniamo per alcuni secondi, poi lui si stacca e mi guarda dritto negli occhi, mentre la sua voce è rotta dall'emozione. «Sharon, sei un'adorabile troia! Sei una femmina davvero stupenda! Ti giuro che se non sapessi che sei sposata, ti vorrei per sempre al mio fianco! Con una donna come te, la vita non conoscerebbe noia.»

Gli sorrido e, dentro di me, mi sento davvero "zoccola" a comportarmi cosi, mentre mio marito è una brava persona, che proprio non merita tutto questo. Sandro torna nel pomeriggio e lavoriamo molto alacremente. La sera, in casa, mio marito mi chiede qualcosa circa il mio lavoro ed io, molto genericamente, gli rispondo che tutto va a meraviglia. Lui mi guarda e mi dice che la sera dopo sarà a cena con i suoi colleghi, per festeggiare un compleanno e che tornerà tardi. Nel sentire le sue parole, ometto di dirgli che pure io farò tardi. Quando raggiungo la casa dei miei suoceri, Anna mi guarda e l'avverto che quella sera farò tardi; lei mi sorride e, con fare complice, mi dice che non mi devo preoccupare che ai piccoli ci penserà lei, poi mi prende in disparte e mi dice una cosa che mi lascia un po’ stupita. «Ho parlato con Augusto e mi ha detto che il nuovo capoufficio di Paolo è un vero bastardo. Tiene sotto ricatto quasi tutti per dei documenti con errori o altro motivo; ma Augusto mi ha detto che ha una conoscenza molto altolocata che, se voglio, ci potrà parlare e metterebbe lui una buona parola per far lavorare con più serenità tuo marito. Io credo che ci dovresti parlare tu, ma, comunque potrei farlo anch'io.» Le rispondo che ci penserò e le farò sapere.

Prima di andare avanti…

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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