“Ma state ancora insieme? Non è che lei ha un altro?” chiese Andrea.“Ma no, lei dice di amarmi ancora, mi vorrebbe ma poi non le va. Quando la tocco sembra che si accenda, ma poi si spegne subito” spiegò.“Le ho chiesto se voleva che ci lasciassimo, se c’era un altro ma lei ha detto di no, nessun altro, non vuole lasciarmi perché sta bene con me e sono molto buono, eccetera eccetera.”“Ma sessualmente è sempre stata così?” chiese Adriano.“Diciamo che non è mai stata molto attiva. Ha ricevuto un’educazione religiosa in un collegio femminile di suore dove di certo non le hanno insegnato educazione sessuale!” raccontò.
“Noi ci siamo conosciuti al college e credo di essere stato il suo primo ragazzo. Di certo non era assolutamente esperta a letto, ho dovuto insegnarle tutto, ma almeno qualche volta godeva e per un certo periodo mi cercava lei ogni sera, anche più volte al giorno. Ora è quasi un mese che dice sempre di no. Sono riuscito a farmi fare un pompino la scorsa notte quando siete venuti voi, ma forse perché era mezza ubriaca!” concluse Sean. “Mi aiutate?”“Ma non è che sei troppo grosso per lei?” gli chiese Andrea.“Grosso?” si intromise John. “Naaa, lui è assolutamente normale. Io sono grosso, 22 centimetri full mast!” aggiunse prendendo il suo pacco in mano, per fortuna ancora dentro i pantaloncini.
“E cosa vorresti fare?” gli domandai.“Qualsiasi cosa che mi permetta di fare un po’ di sesso con lei. Ho provato a farla bere, nulla, ho provato con l’erba, nulla. Non posso drogarla, sarebbe stupro!”Che pizza! Sembrava che tutti avessero, chi più chi meno, problemi di relazione che influenzavano direttamente la sfera sessuale. Federica e Filippo erano bloccati sul matrimonio, Patrizia rinfacciava ad Andrea di essere poco prestante, Dede sopportava poco la monogamia preferendo spaziare in tutti gli universi paralleli, orizzontali e verticali.E ora, anche i nostri nuovi amici irlandesi, che avevano problemi di relazione. Chissà perché.Io un’idea me l’ero fatta, e mi era scattata quando mi aveva accennato al collegio femminile di monache. Poi mi ero distratto ma la cosa continuava a ronzarmi in testa.“Sean, dimmi una cosa: non è che Caitlin è lesbica? O meglio, non è che le piacciono anche le donne?” chiesi all’improvviso.Sean mi guardò colpito, ragionò un momento e poi mi rispose: “Mi sa che hai ragione. E allora dici che è quello? Non le va il sesso maschile?” mi chiese.“Non saprei. Però possiamo ragionarci su. Ad esempio, tu la lecchi mai? La stimoli mai sul clitoride?” gli domandai.“Leccarla? Non molto, qualche volta i capezzoli, preferisco usare le dita” rispose con sincerità.“E no, uso le dita soprattutto per masturbarla, ma non sono mai riuscito a farla venire. Solo quando facciamo sesso viene, ma non sempre”.“Ma tu sei sicuro che venga?” gli chiesi a bruciapelo.“Come sicuro? Si, cioè, non lo so. È lei che mi ha detto di essere venuta qualche volta” rispose un po’ imbarazzato.“Quindi tu non sai se la tua ragazza ha mai provato un orgasmo con te. Non sai se squirta, non sai se si bagna…”“Beh, bagnarsi si, non sempre ma qualche volta la sento quando si bagna, soprattutto quando si struscia con il clitoride sopra il mio pube quando sta sopra di me” mi interruppe.“Appunto! Si bagna solo con la stimolazione clitoridea. Non cerca il sesso maschile, ma le hanno inculcato che è l’unico sesso che può fare ed il suo corpo non lo accetta”.“Ma perché solo adesso?” mi chiese.“Da quanto tempo conosci Rebecca?” gli domandai.“Da parecchio. Da prima della laurea. Cinque, sei anni almeno” spiegò.“E allora non è lei. Ascolta, prima di iniziare a rifiutarti, come era il sesso?”“Come al solito. Piatto.”“Dove stavate prima di venire qui?”“A Mikonos, per un paio di settimane.”“Avete fatto amicizia con qualcuno a Mikonos? Qualcuno in particolare? Qualche ragazza?”“Beh, Caitlin ha incontrato una sua vecchia compagna di collegio che stava lì con la sua ragazza” mi rispose.“Ragazza? E allora è chiaro. Caso risolto, elementare Watson!” dissi ad alta voce.“Chi è Watson, amore?” mi chiese Francesca dalla cucina.“Niente, niente, un pilota di Formula1!” risposi con la prima cazzata che mi venne in mente.
“Sean, mi spiace dirtelo, ma Caitlin è lesbica o, al minimo, bisessuale. Ma ha rivisto la sua ex ragazza/amica dei tempi del collegio e si è risvegliata la sua seconda identità sessuale che lei aveva assopito perché «non era da ragazze per bene». Ci scommetto una bottiglia di whiskey serio!” dissi.Sean mise la mano sulla fronte a sorreggere la testa ed iniziò a pensare, scuro in volto.
“Sean, amico mio, se Caitlin è lesbica convinta, c’è poco da fare. Ma se è bisessuale, perché non favorirla in qualche modo? Se lei saprà che sei al corrente del suo segreto, che l’hai capita e che non la intralcerai, sarà la tua più fedele amante/amica/donna. Dai, dopo che abbiamo mangiato facciamo un altro gioco. Ci spoglieremo tutti dei nostri tabù e li affronteremo assieme. E vediamo che esce fuori!” dissi battendomi le mani sulle cosce e alzandomi in piedi.
“Venite? È pronta la pasta!” disse Dede con il vestito aperto che lasciava nessuno spazio all’immaginazione. La seguiva Francesca, anche lei con il caftano trasparente indossato a mo’di vestaglia aperta, completamente nuda, che portava i piatti ed i bicchieri di plastica, e Caitlin che portava le bottiglie di vino bianco e l’acqua.Notai che osservava quasi ipnotizzata il culo di Francesca davanti a lei. Si fermò praticamente a mezzo metro dalle sue chiappe, incantata ed incapace di distogliere lo sguardo.“Cait, che stai facendo? Sveglia! Poggia le bottiglie sul tavolo!” le disse.
L’irlandese si riscosse e si avvicinò al tavolo per poggiare ciò che aveva in mano. Poi si mise in mezzo a Dede e Francesca per aiutare a fare i piatti. Ogni tanto osservava Dede, poi si girava a guardare Francesca. Sembrava inebetita, obnubilata dalla vista di quei corpi.
Mi avvicinai a Francesca e le sussurrai all’orecchio “In primis, ho voglia di te. Sei la cosa che amo di più, ed il sesso con te è fantastico, e stare con te è divino, anche quando mi fai incazzare, almeno due volte al giorno! È per questo che devo fare sesso con te almeno due volte al giorno!” e mentre lo dicevo, le toccavo il culo.“Stupido!” mi rispose con un sorriso e mi baciò sulle labbra. “E poi? Cosa devi dirmi dopo? Che cosa ti è venuto in mente?”Mi conosceva, oh se mi conosceva!
“Caitlin è lesbica” le dissi.“Ma che dici? Ma dai, non vedi che è una suora?” mi rispose.“Appunto!” ribattei. Senza volerlo, o forse deliberatamente, Francesca aveva centrato la situazione. Era una suora, cresciuta con le suore. E probabilmente, iniziata ai piaceri saffici dalle suore.“E scusa, a noi?” mi chiese.“Abbiamo un altro caso umano: Sean. È Caitlin che non vuole fare più sesso da due settimane. Guarda caso, da quando ha incontrato la sua compagna di collegio, che a sua volta stava assieme alla sua fiancè” le spiegai.“E quindi tu dici che c’era stato qualcosa tra le due che le si è risvegliato?” ribattè.“Esatto. E dobbiamo farle capire che sesso è bello, e se ha provato le gioie del cazzo e della fica, perché non continuare?” dissi.“E noi che c’entriamo, scusa?”“Amore, lo so che è solo un gioco, ma te e Dede siete, come dire, molto giocherellone in questi giorni. In realtà siamo tutti molto giocherelloni, so che avresti avuto voglia di altro. Io non ti dico nulla perché siamo qui e sicuramente tutto ciò che è successo e che potrebbe succedere rimarrà qui” [NdA: purtroppo non è andata così.].“Per cui, non dico nulla così come non hai detto nulla quando Patrizia ha fatto le battute sulle mie dimensioni, tanto per dire, perché sai che non è successo nulla”.“Perché, cosa è successo?” chiese. Ahi, tremendo, clamoroso autogol.“Ma nulla, te lo racconto dopo. Mi ha solo visto nudo i primi giorni ed una volta ero, diciamo in tiro, ecco” provai a spiegarle.“E come è successo, scusa? Io dov’ero?” iniziò l’interrogatorio.“Amore, nulla. Ho solo dato una mano a raccogliere le cose che le erano cadute per terra mentre le metteva nell’armadio in stanza nostra. Io ero con il telo da bagno chiuso in vita e lei aveva solo una maglietta come la tua, lunga, senza niente sotto. Si è messa piegata sulle ginocchia davanti a me e le si vedeva tutto ed io ho avuto un’erezione. Poi ha perso l’equilibrio, si è poggiata a me attaccandosi al telo che si è sciolto. Tutto qui!”.“E poi?”“E poi mi ha visto un giorno in bagno mentre uscivo dalla doccia! Niente di che, stai tranquilla!”“Tranquillo ha fatto una brutta fine!” rispose piccata.
