I nostri amici irlandesi ci avevano raggiunto. Alla fin fine, era solo mezzanotte: la notte era giovane.
Mi infilai di corsa il caftano e scesi giù di sotto ad aprire il portoncino.
I quattro erano ancora in tenuta da mare, le ragazze in maglietta e costume, i ragazzi con in pantaloncini da mare, e portavano uno zaino.“What’s up? Any serious issue with the seacock? Is she sunken?” chiesi loro se la loro barca era poi affondata per via della presa a mare difettosa.“It’s a mess. A big mess. We must wait tomorrow morning and try to fix the water inlet by the external side but we need a scuba professional that will arrive late in the morning from Athens”mi disse, spiegandomi che il problema poteva essere risolto solo l’indomani mattina con l’arrivo di un sommozzatore esperto da Atene.“Port Autority had ordered us to leave the boat for tonight: too many risks” aggiunse, spiegando che l’Autorità portuale aveva ordinato loro di sbarcare per non correre rischi.Ero dispiaciuto del loro problema.Feci loro strada ma li avvisai.“Stavamo facendo un naked party tra di noi. Quindi, se volete unirvi a noi, dovete uniformarvi!” gli spiegai.Non è che avessero tutto questo entusiasmo, ma il proporre loro qualcosa di inaspettato, anche nel loro momento di sconforto, non avrebbe fatto male e magari li avrebbe aiutati a dimenticare per un po’ i problemi.“Guardate chi c’è?” dissi uscendo in balcone ed accompagnando gli amici irlandesi fuori.Gli altri si erano nel frattempo rivestiti, o meglio, coperti alla meno peggio. Solo le ragazze si erano rimessi i loro vestiti leggeri e trasparenti, ma in penombra non è che si notasse moltissimo.“Saluti a tutti!”“Bene arrivati!”“Avete fame sul serio? Avete mangiato?” chiesi.“Siamo affamati. Non mangiamo da stamattina. Ora è tutto chiuso in giro!” rispose Caitlin. “Ed in barca non abbiamo potuto cucina re, pericolo di scoppio!” aggiunse.Francesca e Dede si alzarono e si recarono in cucina.“Ci pensiamo noi!” dissero all’unisono.“Chi vuole due spaghetti aglio olio e peperoncino?” chiese Francesca affacciandosi fuori in terrazzo.“Amore, perché non mettiamo un po’ di pomodori freschi in padella assieme all’aglio e facciamo un sugo fresco?” proposi.“SIIII!!” risposta generale.“COOL! I WANNA EAT SUGO POMMODORI FRESCI!” disse storpiando la pronuncia Rebecca.“Uhm, ci sono solo cinque pomodori ed una scatola di pelati” mi rispose.“Butta i pelati in casseruola con un dito d’olio, metti i pomodori freschi in tegame con un po’ d’olio e fagli buttare fuori l’acqua” dissi a Francesca.“Guarda che so come devo fare. Vuoi farlo tu?”“No amore, va bene come fai tu. Tu sei perfetta!” risposi prendendola per il culo.Mi rispose con il medio alzato, accompagnato dal medio di Dede.Tutti si misero a ridere, tranne gli irlandesi che avevano compreso solo il gesto nel linguaggio universale. Spiegai loro il motivo dello scambio.Rebecca si alzò ed andò in cucina.“Sono molto spiacente, non volevo darvi questo peso. Come posso aiutarvi?” chiese.“Guarda cosa c’è in frigo come secondo, mi pare che ci sia una mozzarella, ma mi sa che è vecchia, e del formaggio. Non abbiamo molto, domani è l’ultimo giorno e partiamo per cui non aveva senso fare la spesa.”“Però abbiamo molta insalata che dobbiamo mangiare entro domani. Volete che ve la prepari? Solo insalata, condita con olio aceto e limone, ok?”“Fantastico!” rispose Rebecca. “Si, la mozzarella puzza! È da buttare. Il formaggio è ancora mangiabile. L’insalata è da pulire. Posso?” disse.“Certamente! Trovi la ciotola sopra il lavandino, poi ti dò olio e aceto, il limone è in frigo.” Rispose Francesca.Dede stava davanti ai fornelli con la luce che la illuminava mostrando la sua nudità sotto il vestito trasparente.“Dede, Francesca, siete fichissime così. Come mai state nude?” chiese Rebecca, ovviamente in inglese.“Abbiamo fatto un giochetto osè, a sex play. Era parte del gioco.”“Pure noi!!! Lo rifacciamo?” chiese Rebecca.“Honey, con te farei di tutto!” rispose Dede.Rebecca diventò tutta rossa e si dedicò al lavaggio dell’insalata ed al suo condimento.“La faccio tutta?” chiese.“Ma si, falla tutta, di certo non andrà sprecata.” Rispose Francesca.“Rebbie, chiedi a Paolo del vino!” disse Dede.Rebecca uscì fuori in cucina e disse “Paolo, Dede vuole del vino!”.“E lo chiede a me? Adriano!!! È la donna tua, mica la mia!” risposi.“Cretino! Intendo il vino per tutti” disse Dede affacciandosi dalla finestra.“E che ne sapevamo noi?” ribattei.
Mi alzai ed andai a prendere un paio di bottiglie. La cantina era disperatamente vuota, rimanevano solo due bottiglie di bianco frizzante ed una di rosso. Zero birra, zero alcolici se non una bottiglia di ouzo talmente secco e forte da far tossire oltre, ovviamente, ai rimasugli di whisky, amaro e ouzo dolce in terrazzo.
Misi entrambe le bottiglie di bianco in freezer ed aprii quella di rosso.“Sorry guys, but we drunk everything stronger than 5 degrees. Eventually we left only sparkling water and some warm white wine that I’ve just put in the fridge. And this bottle of hot red wine!” dissi loro mostrando la bottiglia di rosso appena aperta.“I think this is better than nothing. I appreciate a lot! Thanks mate!” mi rispose ringraziando.Giustamente, meglio quello di niente; di sicuro, meglio per un irlandese abituato a trangugiare birra.Vino rosso caldo! Bah!Patrizia e Caitlin stavano confabulando e presto si associò a loro Federica che era appena ritornata in terrazzo dopo essersi fatta la doccia e rimessa la vestaglietta semi trasparente. Stranamente, non aveva rimesso l’intimo. Che si aspettesse qualcosa?Noi altri invece ci mettemmo a confabulare ma il tema era soprattutto il guasto alla barca.Sean ci spiegò che alla fine, quello che sembrava essere un guasto banale era un problema perché la pompa di sentina si era rotta mandando in corto mezzo impianto elettrico di emergenza, e la presa a mare dell’acqua di scarico delle toilettes si era rotta provocando una falla.La pompa poteva essere riparata a bordo una volta ricevuto il ricambio e risistemato l’impianto elettrico, la falla doveva essere riparata in cantiere, ma significava portare la barca di nuovo a Mikonos e percorrere 30 miglia circa in mare aperto. Insomma, un bel problema.In più, John e Rebecca dovevano rientrare anche loro il lunedì successivo e quindi la traversata sarebbe stata tutta in carico di Sean e Caitlin.
Poi John ci chiese che cosa avessimo fatto prima che arrivassero.Mentre Filippo era in bagno gli spiegammo che avevamo fatto un gioco a sfondo sessuale per costringerlo a fare sesso con Federica, come da richiesta delle nostre fidanzate, visto che per motivi vari non si erano mai dati da fare durante la settimana.Sean prese la palla al balzo: “Non è che potreste fare lo stesso con me e Caitlin? Anche con lei è da venti giorni che non facciamo sesso. Prima era il ciclo, poi aveva mal di testa, poi si vergognava e per un motivo o per l’altro ha sempre detto di no”.
