Vai al contenuto
Erotika
Estate Calda · Cap. 3
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 3 di 8 23 min di lettura

Serata in terrazza – Parte 1

Amanti Porno
2 anni fa · 444 letture · 1

Avevamo deciso di ricambiare l’invito a cena in barca ricevuto da Caitlin, Sean, Rebecca e John organizzando una cena in terrazza da noi.

Avere quel grande terrazzo ci permetteva di stare fuori, di organizzare il tavolo da ping pong come tavola da pranzo e di cuocere qualcosa sul barbecue.Inoltre, essendo un po’ all’interno ed in alto, il terrazzo era abbastanza fresco la sera.Tranne quella sera.L’alta pressione si era spostata sull’Egeo medio centrale provocando campi livellati.Ah Paolo, parla come magni!Ecco, il tempo era bellissimo ma non si muoveva una foglia. Bonaccia piatta.E faceva un caldo pazzesco.Il nostro terrazzo era ancora infuocato, tant’è che avevamo deciso di rinfrescarlo bagnandolo con l’acqua, ma dopo qualche minuto l’effetto dell’evaporazione finiva e si creava invece una spiacevole cappa di aria calda e umida a peggiorare la situazione.Speravamo però che la sera avrebbe rinfrescato un po’.

Comunque, decidemmo di preparare gli spaghetti alla carbonara e di cuocere alla brace una spigola di un paio di chili che Sean e John avevano comprato direttamente dai pescatori al porto.Le ragazze avevano inoltre deciso di cuocere delle patate al forno. Nonostante il caldo, Patrizia e Federica si sacrificarono e si misero in cucina a rosolare le patate in tegame prima di metterle in forno.Non le invidiavo: in cucina faceva un caldo incredibile con il forno acceso, tant’è che cuocere la pasta sarebbe stato problematico.Per fortuna, le ragazze avevano deciso di rientrare un po’ prima dal mare per preparare per tempo il tutto.Nel tardo pomeriggio Sean aveva portato da noi il pesce, già preparato in modo da poterlo cuocere senza problemi.Filippo, campione mondiale di accensione di barbecue con un solo cerino, era già quasi un’ora che soffiava, sventolava, spruzzava alcol su quelle palle di polvere di carbone pressata che qui spacciavano per carbonella. Per fortuna, dietro casa c’era una pinetina da cui fu facile ricavare un buon numero di pignette, più piccole di quelle dei pini nostrani, ma molto resinose e facilmente accendibili, che aiutarono a raggiungere la temperatura giusta di accensione di quei blocchi altrimenti inaccendibili.Lo aiutavano a turno Andrea e Adriano, ma alla fine rimase da solo.Io nel frattempo mi ero messo a pulire le sedie e a lavare un po’ il terrazzo che dall’incontro di due notti prima non era stato mai risistemato: per terra c’erano ancora le macchie delle deiezioni di Francesca da un lato e di quelle di Dede dall’altro. Rimediai rovesciando una bottiglia di candeggina e un secchio d’acqua, pulendo poi il tutto con lo straccio.Sentii parlottare e singhiozzare dalla finestra della cucina che era proprio dietro l’angolo del terrazzo dove stavo lavando per terra.Mi fermai ad ascoltare: era Federica che piangeva e singhiozzava mentre Dede e Francesca la stavano consolando.“Ma non capite? Da quando siamo qui non mi ha mai toccato o quasi. Io avevo voglia, ma lui «No, non mi va. Tu pensi solo a quello!». Giuro, mi sembrava di sentir parlare la mia fidanzata quando, prima di queste vacanze, mi rispondeva così.“Ma tu prendi l’iniziativa!” le disse Francesca“E cosa pensi che abbia fatto? L’altra notte ero tornata a casa ubriaca, ok, ma dopo che vi abbiamo tanato, ero del tutto sobria. Volevo fare l’amore, lo avevo iniziato a carezzare, era bello gonfio e duro e, quando gli ho chiesto di scoparmi mi ha risposto che aveva lui mal di testa!”“Eppure mi hai detto che è da tanto che state insieme e che convivete da due anni, non dovrebbe essere un problema!” spiegò Dede che conosceva Federica da molto più tempo di noi.“Si, dovrebbe essere così, infatti” rispose la poveretta.“Ad Atene mi sono chinata a fargli un pompino, pensavo che avrebbe ricambiato il favore, mi ero messa su di lui e stavo per mettermelo dentro quando lui si è sfilato ed è andato in bagno!” e riprese a singhiozzare.“Stasera lo facciamo morire. Lo facciamo ingelosire. Anzi, stasera lo facciamo impazzire. D’accordo Francesca?” disse Dede.“In che senso, Dede, scusa?” chiese Francesca.“Allora. L’idea è questa, ma dobbiamo parlarne con Patrizia prima e poi con gli altri.”“Stasera ci vestiamo seminude, o meglio, ci copriamo alla meno peggio, in modo che lui sia sempre distratto da noi. Dobbiamo farlo eccitare. Ogni occasione deve essere quella buona per mostrargli le tette, il culo, la patatina. Mi raccomando, tutte senza mutande. Anzi, io stasera mi depilo pure così l’attizzo di più” disse Dede. “E dovreste farlo pure voi. Soprattutto tu, Fede” continuò.“Vabbè, a questo poi ci pensiamo” disse Francesca con un tono non troppo conciliante.“Tu Fede devi essere da infarto. Hai qualcosa di trasparente come quella veste di Francesca dell’altra sera?”“Avrei un caftano nero leggerissimo, ma è talmente trasparente che è come se non portassi nulla” disse Federica con tono perplesso.“Va benissimo. Ricordati che è sera e che possiamo spegnere qualche luce, in ogni caso”“Noi faremo eccitare Filippo in tutti i modi, e so come fare. Franci, te ed io siamo le più grandi e dobbiamo aiutare questa povera ragazza. Anche se non ti piace, stasera ad un certo momento ci baceremo e ci toccheremo il seno reciprocamente. Ovviamente è per finta!” proseguì.Ora ero io ad essere perplesso. Avevo parlato una volta di omosessualità femminile e Francesca mi aveva confessato di averci provato una volta a Cambridge ove era stata a studiare per più di un anno assieme alla figlia della sua landlady che le aveva fatto la corte per più di sei mesi. Una sera si era intrufolata in camera sua dopo essere rientrate assieme dal pub praticamente ubriache, dopodichè iniziarono a baciarsi ed a toccarsi ma poi, quando fu il suo turno di leccare, non ce la fece e finì tutto lì. Ma mi aveva confessato che la cosa l’aveva turbata. [Per inciso, avrei dovuto far mente locale alla cosa – il criptolesbismo della mia futura moglie – già in Grecia, prima di sposarmi.]“Uhm” sentii la voce non del tutto convinta di Francesca.“Se no lo diciamo a Patrizia, anche se già so che lei preferibbe farsi scopare da due uomini contemporaneamente piuttosto che dover baciare una donna e, detto fra noi, piacerebbe anche a me” disse, praticamente pensando ad alta voce.“E i ragazzi che c’entrano?” chiese Francesca. “Vuoi forse che facciano ingelosire Filippo provandoci con Federica?”“Questo è più complicato. Non accetterebbero mai, poi loro si conoscono tutti benissimo tranne Paolo tuo che è meno intimo” obiettò Dede mentre Federica annuiva.“E allora dovrai essere tu a darti da fare. Diciamo che ti aiuteremo con il gioco della bottiglia. Ti faremo bere per finta – tranquilla, so cosa fare – e ti faremo fare delle punizioni con tutti i ragazzi, pure con Sean e John!” disse Dede.“Con John meglio, avete visto che proboscide che ha? Secondo me ce l’ha di almeno 20 centimetri. La scorsa sera, quando sono tornati lui e Caitlin da sotto coperta, lei camminava a gambe larghe…E poi l’ho visto pure in costume!” disse Federica un po’ eccitata.“Ma non dovevamo farti fare del sesso con Filippo?” chiese sorniona Francesca.“E poi, non mi pare tanto piccolino. Non mi sembra superdotato, ma ragazze, il suo coso è assolutamente apprezzabile!” spiegò poi con molta diplomazia.“No no, non mi lamento. Poi, io sono un po’ piccolina e stretta lì sotto. Mi bagno poco e dopo un po’ mi fa male. Per cui, se è troppo grosso avrei problemi. Il mio primo ragazzo era molto grosso, corto ma molto largo, e mi faceva molto male. Un giorno urlai dal dolore quando tentò di entrare a freddo senza bagnarmi. Poi ci lasciammo, e mi misi con uno che ce l’aveva piccolo, lungo e sottile. Troppo. Non sentivo piacere, solo dolore quando andava giù.”“Non lungo che tocchi, non grosso che tappi, ma duro che duri!” recitò a memoria Francesca, sorridendo e generando una risata generale.“E’ vero! Troppo lungo ti fa male al collo dell’utero. Lo sentivo fino in pancia anch’io quando usavo l’uomo nero! E mi faceva male!” disse Dede.“COSA!? UN NEGRO???” dissero Francesca e Federica ad alta voce.“Ma cosa avete capito? Il dildo! Mi regalarono un dildo nero, una replica di Mandingo, lungo lungo e non troppo grosso. Una volta me lo infilai tutto dentro per capire cosa si provava con un cazzo lunghissimo, e sentii dolore. Ed era solo 22 centimetri!”“Solo???” altro urletto in contemporanea da parte delle due.“Beh, quando sono stata ad Amsterdam con Adriano siamo capitati in un locale hard dove facevano lo spettacolo dal vivo, e sul palco c’era una coppia con lui negro e lei bianca quasi microscopica. Beh, lui aveva una mazza da 28 centimetri, così diceva la pubblicità, ed era vero. Impressionante! E pensare che la ragazza lo prese tutto dentro, ma tutto tutto!” raccontò Dede.“Vabbè. Torniamo a noi. Allora facciamo così, siete d’accordo?” ricapitolò.“D’accordo per cosa?” chiese Patrizia entrando in cucina. “Ciao ragazze, scusate il ritardo, ma sono riuscita ad andare dall’estetista: è stata un’impresa spiegarmi, ma ho capito che non hanno capito. MI HANNO TOLTO TUTTO!!! Sembro una bambina! Guardate!” disse.“Ma è esattamente quel che dobbiamo fare anche noi stasera. Solo che io lo faccio con il rasoio!” disse Federica.“Beh, io pure” disse Francesca.“Io avrei le strisce depilatorie se vuoi, Franci” disse Dede. “Te la faccio io, sono molto brava. E casomai, poi dai una mano a me dove non arrivo da sola, ti va?”“Perché no? Con il rasoio mi crescono sempre sottopelle, ma con le strisce non ho mai provato. Proviamo, così stasera facciamo una sorpresa a Paolo!” aggiunse.“Vabbè, ma di cosa stavate parlando quando non c’ero, ragazze?” chiese Patrizia.“Federica ci stava raccontando che Filippo da quando stiamo qui non l’ha mai cercata. Non hanno mai fatto sesso!” raccontò in breve Dede.“Ma hai le tue cose?” chiese Patrizia con candore.“Noo, che dici? Tutto a posto, prendo la pillola e sono a circa metà ciclo” rispose Federica.“E’ che proprio … non gli va” concluse con un sospiro di tristezza.“In che senso non gli va?” ribattè Patrizia.“A’ Patrì: ha detto che nun je va. Nun je s’arza co’ llei” spiegò con forte accento romano Dede.“Ah… capito” disse. “E cosa pensate di fare. Cioè, cosa pensate che faremo?”“Lo facciamo morire. Stasera hai anche tu un qualcosa di molto trasparente? O un qualcosa di molto, molto scollato e molto, molto corto? Devi stare senza intimo e ogni volta che si avvicina, devi fargli vedere una tetta, il culetto, la patatina, accarezzarlo per sbaglio, insomma, devi troieggiare con lui. Noi faremo lo stesso, e nel frattempo i ragazzi lo faranno ingelosire” spiegò di nuovo.“Ah, ragazze, è ovvio che se capita qualcosa a noi con la bottiglia, dobbiamo starci. Non possiamo fare le zoccole a metà. Però avvisiamo i nostri ragazzi, eh?” concluse.“Dede, non so se l’hai capito, io e Paolo ci sposiamo a febbraio, chiaro? E non ho intenzione di mandare all’aria tutto!” disse Francesca.“Ma che dici? Ma stai tranquilla. Al massimo faremo in modo che se ci capita qualcosa, lo facciamo davanti a tutti e se è con il nostro… ESAGERIAMO!” scandì bene.“Stasera voglio essere ricordata come un puttanone e voglio che Adriano mi scopi come non fa da una vita!” proruppe.“Beh, quello lo voglio anch’io!” disse Patrizia.“Adriano non te lo mollo, al massimo ti fai trombare da Paolo!” rispose ghignando Dede.“Comunque, io a Paolo glielo spiego. Voglio il suo aiuto” disse Francesca.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 4

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista