Io Cuck del Travestito

Capitolo 1 - Crescendo anale gay

Giovanna Esse
2 days ago

Ciao Giovanna, ti scrivo perché quello che provo (nonostante il mio compagno sia il principale protagonista di questa strana avventura) non sono in grado di dirlo a lui!
Non so se effettivamente siano stati i racconti e i video erotici a minare la mia mente e portarmi al massimo della trasgressione, oppure tutto ciò nasce da una particolare maturazione psicologica mia.
Comunque…
Stefano ed io, Gionny, ci siamo incrociati alle superiori. Io, già allora avevo avuto delle esperienze bi-sex, mi piacevano le ragazze ma, con l’eccitazione ingranata, ero capacissimo di masturbare un cazzo, di inculare un gay o di farmi una sega sulla bocca di un amico. Erano esperienza saltuarie e occasionali ma che non disdegnavo, visto che mi piacevano.
Stefano era evidentemente effeminato nei modi, a chi gli voleva bene come amico piaceva pensare che fosse tutto un atteggiamento, collegato al fatto che viveva con mamma e sorelle, senza figura paterna fin da piccolo.
Al quarto anno si verificò un qualche episodio antipatico nei bagni della scuola e la vicepreside prese una strana decisione, per una donna timorata e che, in apparenza, sembrava sempre mi “schifasse”. Non ero un bullo assolutamente, avevo solo un anno in più della media dei compagni ma mi atteggiavo (e in parte facevo) vita da adulto: molto indipendente, molto maturo e assai rispettato nell’ambito dell’istituto… diciamo che non mi facevo passare “la mosca per il naso”. Piacevo alle ragazze mentre i ragazzi preferivano non averci troppo a che fare con me.
Eppure, misteriosamente, la dirigente venne in classe, fece un po’ di ramanzina a tutti e alla fine mi nominò “responsabile” e sorvegliante di Stefano. Fummo tutti sorpresi da quello strano dicatat e, onestamente, essere messo così in primo piano mi diede fastidio. Tra l’altro essendo già un tipo sgamato, pensai subito che quella nomina a tutore avrebbe suscitato non pochi pettegolezzi e ilarità tra gli studenti del liceo.
Le cose della vita sono imprevedibili.
All’inizio questa storia mi rompeva il cazzo, tenevo d’occhio il ragazzo e questo dissuase subito qualche frustrato aveva intenzione di fare lo stronzo, lo accompagnavo al bus e, a volte, mi recavo da lui per un aiuto nello studio; Stefano era molto bravo, soprattutto in matematica, mentre io ero “maestro di vita… ma in quanto alunno ero una frana!
L’anno successivo la sorveglianza scemò di interesse ma intanto restava il rapporto quasi amichevole col ragazzo. In primavera, sotto esami, Stefano fu categorico:
- Se non vieni a studiare qualcosa da me non ce la fai a passare!
Era vero, così il pomeriggio lo passavo spesso con lui.
Che dire, Giovanna, in quei tempi fu quasi automatico: io predisposto al sesso promiscuo e Stefano effeminato, finimmo per eccitarci e iniziammo i primi superficiali rapporti.
Tra i libri portavo qualche foto scattata alle ragazze che avevo scopato, si vedeva la figa ma anche il cazzo e Stefano apprezzava intostando il suo cazzetto non troppo sviluppato. Io invece, che confidavo su una “varra” di tutto rispetto, mi facevo masturbare… poi iniziò a farmi anche i pompini, prendendosi la sborra in faccia e, qualche goccia anche in bocca. Non lo aveva mai preso in culo… e la cosa non accadde allora.
Negli anni successivi ci frequentammo occasionalmente e i nostri incontri erano finalizzati al sesso gay. Io mi spostai a Roma, per lavoro, e lui laureato e poi insegnante, venne destinato in provincia di Roma a sua volta. Ci sentimmo e io senza pensarci due volte lo invitai a stabilirsi da me, poiché avevo un appartamento abbastanza grande, anzi sarei stato felice di dividere le spese.
Da qui iniziò la nostra strana convivenza che sfociò in sentimenti poco controllabili, almeno per me. Non so se lo amo ma di sicuro, nel nostro mondo segreto, lo considero come “la mia compagna”.
In casa lui esprime finalmente tutta quella femminilità che gli era negata in famiglia e con i conoscenti. Stefano, appena rientra e nei week end, diventa donna: lingerie, abbigliamento, atteggiamenti, tutto è tipicamente femminile. Mi adora, mi fa regali, mi sorprende con la sua sottomissione e disponibilità ad ogni gioco di sesso. Il suo culetto è la mia figa privata, mi sbocchina e mi masturba in tutti i modi possibili… la mia sborra la adora come acqua benedetta e prende felice i miei spruzzi sia addosso, che in culo e in bocca.
Personalmente ma occasionalmente chiavo anche con le donne, lui sa e non sa ma intuisce, è geloso ma sopporta ma, alla fine… la sua estrema devozione è stata messa a dura prova.
A lui bastava fare la femmina, lo rendeva felice, e i rapporti sessuali erano solo una parte del suo mondo segreto; invece, come puoi immaginare, un bi-sex ha pulsioni e appetiti sempre estremi… infatti io fantasticavo, anche troppo.
Stuzzicato dai racconti tanto di moda sul cuckold immaginavo spesso la mia “Stefy” sotto i colpi selvaggi di un altro cazzo; lo vedevo sottomesso e bistrattato da energumeni senza rispetto o da neri superdotati.
Una mattina a letto, gli confessai le mie fantasie, ed egli reagì proprio come una mogliettina fedele. Mi disse che ero pazzo, che lei/lui certe cose le aveva fatte solo con me, eccetera…
Allora feci finta di abbandonare l’idea ma ormai ero bello che eccitato, mi misi alle sue spalle e, semplicemente, feci scivolare giù i suoi slippini da femminella e gli poggiai il glande tra le natiche depilate. Feci in modo che la voglia salisse, anche per Stefy.
Solo quando lo avevo dilatato con la capocchia dentro di lui, restai fermo abbracciandolo e sussurrando sconcezze al suo orecchio.
La mia voce era bassa e roca, rotta dall’emozione…
- Quindi, tesoro, devo credere che l’unico cazzo della tua vita è il mio?
Nessuna risposta.
- Ok, ammettiamolo pure ma… e con le ragazze? nemmeno nell’adolescenza? Mai toccato una fighetta alla cuginetta di turno? Dai… non ci posso credere.
- Non capisco cosa vuoi sapere da me… - disse senza rabbia.
- Voglio sapere i tuoi segreti intimi, ormai mi è venuta questa voglia e non la trattengo più. – intanto il mio cazzo s’era fatto più duro nel suo ano.
- Nel tuo culetto ci sono entrato bene… non ricordi la prima volta? Eri rilassato oppure te lo avevano già rotto?
- Uffa… che domande sciocche. Perché non pensi a scoparmi… ora ho voglia anche io!
- Ma certo, tesoro, certo che ti scopo… ma intanto arrapo pensando a te con altre persone… una lei o un lui… - e gli assestai un paio di botte dentro, fino alla radice del cazzo, - dai parlami: chi ti ha scopata prima di me?
Eccitata oltre misura, Stefy, iniziò a lasciarsi andare…