Claudia era li, sdraiata sul letto a gambe divaricate con il suo bel faccino paonazzo e stravolto, i capelli arruffati e la bocca aperta, il suo bel corpicino invitante, si teneva la figa aperta, ci guardava e ci incitava a sborrare per lei.
George si era alzato ed era andato in bagno per prendere un asciugamani ed asciugarsi il sudore, io ero in ginocchio di fianco a lei con il cazzo in mano a guardarla e le dissi:
«Sei meravigliosa Claudia.» lei girò la testa verso di me e mi sorrise.
Alla visione di quella figa aperta, con il clitoride scoperto, gonfia e tutta fradicia delle sue sborrate non seppi resistere, mi tuffai con la testa tra le sue cosce e iniziai e leccargliela dolcemente, lei coprendosi la figa con una mano pronunciò un timido:
«Nooo, nooo.» Io incurante delle sue suppliche le spostai la mano, le aprii bene la figa e le passai la lingua sulla parte interna delle piccole labbra, prima una e poi l'altra, per risalire poi sul clitoride ancora gonfio e tutto rosso come del resto era tutta rossa la sua figa, tenendola tutta aperta con le dita potevo vedere il forellino dell'uretra le infilai dentro tutta la lingua leccai anche li.
La troia di mia cognata ci mise poco a rilassarsi e a godersi le mie attenzioni linguistiche, iniziò allora un lento movimento sussultorio col bacino per accompagnare le mie leccate e le mie succhiate, dopo un minuto mi mise le mani sulla nuca premendomi la testa contro la sua figa e intanto spingeva in su il bacino, sembrava volesse far entrare tutta la mia faccia dentro di lei e iniziò a ragliare:
«HAAAHHHH, HAAAHHHH, HAAAHHHH...». Quei versi destarono la curiosità di George che si ripresentò in camera.
Claudia aveva la testa reclinata all'indietro, gli occhi chiusi e la bocca aperta, George salì in ginocchio sul letto di fianco alla troia, si prese in mano il cazzo e iniziò a strusciarlo sul viso di mia cognata mentre io continuavo a leccarle la figa con grande piacere, leccavo e mi menavo il cazzo, alzai gli occhi e vidi George che stava picchiettando il suo cazzone nero sulla lingua di quella porca di Claudia che aveva esposto, poi le si avvicinò ulteriormente e le mise le palle sulla bocca, la zoccola iniziò prima a leccargliele e poi ne risucchiò una in bocca e la succhiò, fece lo stesso per l'altra, mentre lui le teneva la testa e si segava.
Continuai a leccare mia cognata, mentre George tenendosi in mano il cazzone lo indirizzò nella bocca della troia che lo stava aspettando per succhiarlo, si allungò di traverso su di lei e iniziò a scoparla in bocca.
Claudia era di nuovo eccitata al massimo, succhiava quel cazzo nero che andava avanti e indietro nella sua bocca e godeva del trattamento che le stavo facendo.
Leccai quella meravigliosa figa aperta e le stimolai il buco del culo e il clitoride con le dita, poi piano piano ne infilai due nel suo culo e le spinsi in fondo finché potevo, lei gemeva, godeva, il suo corpo vibrava, a volte la sentivo tesa, poi si rilassava, era eccitata e in totale balìa di quella situazione.
La sentivo emettere versi soffocati dal cazzo che stava succhiando, poi all'improvviso George si alzò, si mise a cavalcioni su di lei, le infilò nuovamente il cazzo in bocca, si aggrappò con le mani alla testata del letto e riprese a montarla in bocca, Claudia succhiava tenendo le sue mani sulle chiappe di lui; dalla mia posizione potevo vedere le palle scure del bull che colpivano il mento della troia, mentre il suo cazzone entrava ed usciva freneticamente nella bocca di lei.
Qualche minuto dopo George manifestò i primi sintomi dell'orgasmo che gli stava arrivando, iniziò a grugnire ad alta voce, alzai gli occhi per vedere la scena, lui prese Claudia per la nuca, si alzò leggermente sulle punte dei piedi, le assestò una raffica di colpi in bocca, poi rallentò di colpo e con un lungo lamento iniziò a sborrare nella bocca di mia cognata, la troia succhiava e deglutiva, poi lui piano piano arrestò il movimento, rimanendo fermo con la testa di Claudia tra le mani mentre lei continuava a succhiargli la cappella mugolando di piacere.
Quella porcona di Claudia stimolata dal cazzo in bocca e dalla sborra che aveva appena bevuto ebbe un altro orgasmo, e iniziò a schizzare sul mio il viso, le presi in bocca tutta la figa e la succhiai mentre godeva e si contorceva finché finì di sborrare, mi ritrovai così con la bocca piena; la svuotai facendo colare quanto avevo succhiato sulla figa aperta di mia cognata.
George era rimasto a cavalcioni di Claudia a farsi succhiare la cappella ormai sgonfia, mentre io avevo le palle piene di sborra accumulata in quell'ora e mezza di eccitazione ai massimi livelli e volevo venire, presi così a menarmi il cazzo guardando la figa che avevo davanti.
Appena George si spostò per sedersi soddisfatto ai piedi del letto, Claudia con un gesto della mano mi invitò ad avvicinarmi a lei; presi il posto di George a cavalcioni su di lei con il cazzo duro e scappellato, la troia me lo prese in mano e iniziò a segarmi con il giusto ritmo, poi si avvicinò al mio cazzo con la bocca aperta e la lingua di fuori, era inequivocabile quello che voleva, appoggiò la mia cappella sulla sua lingua e continuò la sega, io le presi la testa e me la tirai contro per farle ingoiare tutto il cazzo, la puttana si mise a succhiare, mi segava e mi succhiava allo stesso tempo per farmi venire mentre io la scopavo in bocca, il piacere che mi dava quella pratica era sublime e in breve sentii che stavo per sborrare.
«Succhia troia, succhiamelo tutto puttana!» esclamai con voce decisa, mentre con la sua testa tra le mani la scopavo in bocca, poi godendo continuai a ripeterle:
«Succhia Claudia, succhia Claudia, succhia che sborro, dai Claudia fammi sborrare, dai puttana che ti sborro in bocca, sei la mia puttana Claudia, succhia puttana, dai puttana, siiii amore mio....SBOORROOOO!»
Le lascia la testa e il mio cazzo uscì, contemporaneamente uno schizzo di sborra le finì di traverso sul naso fino ad un occhio, Claudia velocemente lo imboccò di nuovo e mi fece finire la sborrata nella sua bocca, mi adagiai su di lei muovendo il bacino lentamente, ripetendole:
«Amore mio, amore mio, ti amo Claudia, ti amo» mentre lei ingoiava anche la mia sborra.
Poco dopo ci trovammo tutti e tre sdraiati sul letto sudati, esausti, ma pienamente soddisfatti, io chiesi a Claudia:
«Quante volte sei venuta?»
«Boh, dieci, o dodici volte, a un certo punto ho perso il conto» mi rispose con una risatina; anche questa volta la cognatina si è dimostrata quella gran troia vogliosa di cazzi quale è, sempre all'altezza di qualsiasi situazione, sempre pronta al sesso, a godere e far godere, una moglie troia che cornifica il marito appena può, facendosi sbattere con facilità e con trasporto, con una voglia di godere che le fa dimenticare tutto il resto e le fa pensare solo al cazzo duro.
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