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Mia cognata è ninfomane · Cap. 2
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Capitolo 2 di 3 11 min di lettura

Puttana col nero

«Questo si che è un cazzo con la c maiuscola» lo scappellava e poi lo ricopriva e poi ancora, su e giù, su e giù...

Giovanna Esse
9 mesi fa · 1.3k letture · 0

Da circa 12 anni faccio sesso con mia cognata Claudia (la moglie del fratello di mia moglie), poiché io abito in Lombardia e lei in provincia di Cagliari ci vediamo solo quando vado in Sardegna per le vacanze estive, per le feste di Natale o per fare visita ai suoceri con mia moglie; in quelle occasioni tra un impegno e l'altro tra una visita ai parenti e una cena di famiglia, riesco a trovare un po' di tempo per incontrare da solo Claudia e spassarcela un po' assieme.

Quando ci ritroviamo con i parenti lei è affettuosa con suo marito, lo coccola, lo sbaciucchia, è sempre vicina a lui, insomma recita alla perfezione il ruolo della brava mogliettina, poi lontana dai parenti, c'è la Claudia che conosco io, la Claudia troia, vogliosa, voluttuosa che se ne frega di tutto e perde ogni inibizione, sempre alla ricerca di nuove emozioni e si lascia andare ai giochi più trasgressivi con gli uomini al fine di godere.

Durante le ferie estive di qualche anno fa, una domenica di agosto, io con mia moglie, sua sorella con il marito e suo fratello con la moglie Claudia eravamo in spiaggia al Poetto di Cagliari, dopo un paio d'ore passate tra bagni nel mare e rosolate al sole per l'abbronzatura ci raccogliemmo tutti e sei a chiacchierare sotto i due ombrelloni che avevamo piantato, io ero seduto su una sedia da spiaggia tipo “regista” e gli altri, chi sul lettino o su altre sedie.

Claudia per provocarmi si mise a sedere su un telo per terra davanti a me a gambe incrociate per cui era a cosce aperte, indossava un bikini bianco che in quel momento era ancora umido dopo l'ultimo bagno e le rimaneva aderente mettendo in risalto il gonfiore della figa e il segno dello spacco, io con indifferenza davo spesso una sbirciatina la in mezzo, non riuscivo a evitare di guardare quel particolare, anche se conoscevo molto bene la sua figa.

Stavamo chiacchierando quando si avvicinò un ambulante nero col suo carico di cianfrusaglie da vendere, si inginocchiò tra di noi e iniziò a esporre la sua mercanzia, io e i miei cognati non eravamo minimamente interessati a quella roba, mentre le nostre donne frugavano tra la merce.

Iniziammo così a conversare con lui, ci disse che veniva dal Gana che aveva 50 anni, una moglie e 4 figli e che non li vedeva da molto; così discorrendo, arrivammo al capitolo dimensioni, poiché si sa che i neri sono messi molto meglio di noi; senza giri di parole lui disse di averlo lungo 22 cm, noi maschi commentammo un po' invidiosi, mentre le donne si guardarono tra di loro sgranando gli occhi e annuendo con espressioni compiaciute. In quel momento colsi negli occhi di Claudia la scintilla maliziosa del desiderio, lo sguardo della troia che è in lei emerse in un istante.

Mi balenò subito nella mente l'idea di farla montare da quel mandingo, ma per organizzare dovevo avere la possibilità di mettermi in contatto con quel uomo.

Finite le trattative per la vendita di un paio di collanine, tre braccialetti e due prendisole, George (così si chiama) raccolse la merce sparsa sul telo, si alzò e si allontanò; poco dopo, con la scusa di andare in bagno lo raggiunsi mentre girava per la spiaggia e con vari sotterfugi riuscii a farmi dare il suo numero di telefono.

Nei giorni seguenti venni a sapere che mio cognato doveva andare due giorni a Sassari per un lavoro importante, lo stesso giorno un messaggio di Claudia mi invitava a sganciarmi dalla famiglia ed andare da lei il venerdì seguente perché sarebbe stata a casa sola.

Chiamai George e dopo avergli ricordato chi ero, quel giorno che ci siamo conosciuti in spiaggia ed avere avuto la conferma che si ricordava anche di Claudia, gli dissi:

«Passo a prenderti venerdì e ti porto a scopare con lei». Lui rimase in silenzio, subito dopo gli ribadii:

«Ti piacerebbe scopare con quella donna?». Lui mi rispose:

«Tu vuoi che scopo tua moglie? Va bene, quanto mi dai?»

«Non è mia moglie» gli risposi «E' mia cognata» e dopo alcune spiegazioni sui rapporti di parentela lui tornò a parlare del compenso che voleva e mi chiese:

«Quanto mi dai per scopare con lei?» Era troppo forte il desiderio di vedere quella troia alle prese con un cazzo nero che ero disposto a pagare per assistere allo spettacolo. Iniziammo la trattativa, lui voleva 100 euro, ma trovammo poi un accordo a 50 per due ore e alla fine concordammo un posto, l'ora e il giorno per incontrarci.

Quel venerdì, passai a prendere George, avvisai Claudia che la stavo raggiungendo e mi diressi a casa sua, lei era ignara della sorpresa che le stavo portando, arrivati da lei, quando ci aprì la porta rimase stupita nel vedermi con quel uomo, ci fece entrare e subito mi chiese un po' stizzita e imbarazzata:

«Come mai lui?» Le risposi:

«Ho voluto farti una sorpresa, non sei contenta?» E senza dire altro la limonai prendendola per le chiappe con le mani, dopo il bacio la troia che aveva già capito tutto mi disse con uno sguardo e un sorriso compiacente:

«Sei il solito porco», Ci fece sedere sul divano e si allontanò sculettando.

Indossava un abitino bianco corto quasi trasparente dal quale si intravvedeva lo spacco del suo culo e il triangolino del perizoma nero, un paio di autoreggenti nere col pizzo e decolletè nere ai piedi, mentre si allontanava le dissi:

«Ti si vede tutto dietro con quel vestitino da puttana di strada.»

Lei come se niente fosse si fermò, si alzò la parte del vestito che le copriva appena il culo, si piegò a novanta aprì le gambe, si allargò le chiappe ondeggiando e ci chiese:

«Vedete meglio ora?»

Lo spettacolo che avevamo di fronte era di quelli che ti fanno rizzare il cazzo all'istante, la porcona ci mostrò il culo in tutta la sua bellezza, il filo nero del perizoma che partiva dal triangolo superiore non era sufficiente a coprirle il buco del culo che appariva scuro ai lati assieme alle pieghe, appena sotto, lo stesso lembo di stoffa si allargava e si gonfiava per contenere tutta la sua figa.

Io e George ci guardammo, lui con aria incredula e occhi sgranati mi disse:

«Suo marito è cornuto con un moglie puttana come lei.»

Io annuendo con la testa gli risposi:

«A lei piace farsi scopare e tu sei qui per scoparla e farla godere.»

Un sorriso si formò sul suo viso allibito e gioioso.

Claudia tornò poco dopo con due birre, le posò sul tavolino e si mise a sedere tra di noi, dalla trasparenza del vestito si vedevano chiaramente le sue tette con i capezzoli turgidi; senza perdere tempo la puttana posò subito le sue mani sulle nostre patte e iniziò a massaggiarci e a palparci seguendo la forma dei nostri cazzi che piano piano si indurirono facendo aumentare in lei l'eccitazione e il desiderio che esprimeva con mugolii di piacere.

Dopo qualche minuto di massaggi sopra i pantaloni la porca ce li slacciò per infilare le mani dentro, noi l'agevolammo sfilandoceli completamente rimanendo mezzo nudi con i cazzi in bella mostra, appena Claudia vide l'uccello semiduro di George si bloccò stupita con la bocca spalancata e con meraviglia esclamò:

«WOOW, allora era vero quello che hai detto in spiaggia».

Si girò verso di lui, lo prese con le due mani, lo scappellò e se lo guardò attentamente sopra sotto di qua e di la, soppesò le grosse palle, poi aggiunse:

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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