Sapevo che le cose tra Claudia e il marito non andavano per il meglio, lui uno scapestrato che non disdegnava bere, poco presente in famiglia, sempre in qualche casino, dagli incidenti in auto, alle cadute in moto, tutto questo unito ad altre cose rendevano Claudia una donna infelice.
Quella sera eravamo riuniti a casa dei suoceri, sempre aspettando che Andrea arrivasse per la cena, si chiacchierava e si guardava la tv, quando arrivò al cellulare di Claudia la telefonata di suo marito, il quale era rimasto senza gasolio col furgone che usava per il lavoro. A questo punto Claudia ci comunicò del disguido capitato al marito e cercò di organizzarsi per raggiungerlo, io mi offrii di accompagnarla e con approvazione di tutti presi una tanica la misi in auto, feci salire Claudia e mi diressi verso un self service.
Arrivammo nel luogo in cui Andrea era fermo col furgone, lui era evidentemente ubriaco, imprecando contro il mondo mise il gasolio nel serbatoio, accese il motore e si mise sulla carreggiata, Claudia fece in tempo a chiedergli di tornare a casa, ma lui rispose che aveva ancora un lavoro da fare e che sarebbe tornato tardi, e partì nel buio della strada.
Vidi Claudia molto sconsolata, col suo visino imbronciato, le misi un braccio sulle spalle abbracciandola e l’accompagnai all’auto; misi in moto, ma subito lei mi disse che non se la sentiva di tornare subito e voleva rimanere un po’ sola, quindi mi chiese di poter restare qualche minuto in auto io ormai era sulla carreggiata in direzione del ritorno, le chiesi:
“Vuoi che mi fermi? “ Lei mi rispose:
“Si fermati”.
Raggiunsi una strada di campagna immersa negli alberi, la percorsi per un centinaio di metri e mi fermai, nel silenzio della sera lei iniziò a sfogarsi con me, raccontandomi a testa bassa della sua vita infelice, dei continui litigi col marito, di un situazione che non riusciva più a gestire, le sollevai il viso con una mano e guardandola vidi 2 lacrimoni che scendevano sul suo bel visino appiccicandole i capelli sulle guance, diressi il suo sguardo verso di me, poi con le mani le spostai i capelli e le asciugai le lacrime con i pollici.
Rimasi fisso a guardarla mentre lei guadava me, poi ad un tratto mi avvicinai per darle un bacio, lei girò il viso e la baciai sulla guancia cercando di consolarla con qualche parola, io le tenevo le mani sul suo viso, strofinando le sue guance con i pollici e la guardavo, mi era sempre piaciuta quella donna, ed ora ero solo con lei, non riuscii a resistere e mi avvicinai ancora per baciarla, lei rimase ferma, le mie labbra si appoggiarono sulle sue che qualche istante dopo si aprirono e le nostre lingue si toccarono, lei si bloccò, ma ormai la mia lingua era nella sua bocca e la esploravo.
Claudia si lasciò andare e iniziammo a limonare, ora la sua lingua si muoveva cercando il contatto con la mia, continuammo a limonare per molto tempo, nella mia mente mi stavo godendo questo momento sognato da anni e le passi la mano sul suo seno sopra la canotta poi dal basso le sollevai l’indumento, la mia mano si infilò su per la sua pancia accarezzandole la pelle, presi ad accarezzarle lentamente i fianchi, poi ritornai di nuovo sulla pancia, ora la mia mano saliva sentendo il contatto con il reggiseno, ci misi un istante a slacciarle l’indumento intimo e prendere in mano in tutta la sua pienezza il suo seno, lo palpai con decisione, soffermandomi a solleticare il capezzolo e strizzandolo piano con le dita.
Claudia staccò la sua bocca dalla mia, spostò il capo appoggiandolo al vetro opponendo un lieve contrasto al palpeggiamento e con un filo di voce disse:
“Nooooooooo!”
Per tutta risposta le baciai il collo, lei emise un altro fievole:
”Nooooooooo!”
Le presi in bocca il lobo dell’orecchio e lo succhiai, lei continuava a sussurrare il solito nooooo, le mie dita continuavano a stuzzicare e strizzare il suo capezzolo che ora era notevolmente aumentato e indurito, Claudia era visibilmente eccitata, con gli occhi socchiusi e la bocca leggermente aperta, che continuava a ripetere nooo, nooo, nooo, nooo, ma capivo molto bene che lei voleva continuare il nostro contatto, mi soffermai un istante a guardare il suo bel visino estasiato, quell’espressione non l’avevo mai vista finora. Ripresi a limonarla, lei corrispose al mio bacio affondando la sua lingua nella mia bocca, e le nostre lingue si toccarono più volte. La mia mano aveva lasciato momentaneamente il seno e con movimenti rotatori ripresi ad accarezzarle la pancia, esplorando di tanto in tanto la parte superiore del pube, lei indossava un paio di pantaloni larghi in cotone bianco con un laccio in vita per sostenerli; le passai ripetutamente la mano sulle cosce, passando da una all’altra, insinuai la mano tra una coscia e l’altra, cercando di farle aprire, Claudia mi agevolò appoggiando il piede destro sul cruscotto e il ginocchio contro la portiera, la posizione che prese fu per me un chiaro invito, in quel modo lei mi offriva la sua fica.
Lentamente la mia mano arrivò al contatto della stoffa che conteneva la sua fica, esercitai una leggera pressione, tastando la consistenza, era morbida, piena, molto consistente, insomma, Claudia aveva una fica carnosa. Tra una palpeggiata e l’altra Claudia si slacciò i pantaloni consentendo alla mia mano di infilarsi sotto, il primo contatto su con le mutandine e l’inizio delle sue cosce, l’ambiente in quella zona era caldo e sudato, le palpavo la fica sopra le mutandine, sentendo a pieno la forma, intanto continuavo a limonarla. Claudia respirava affannosamente, era eccitata, mi resi conto per un attimo della situazione, per anni me la sono scopata con gli occhi, ogni volta che la vedevo, sempre con pantaloni che mettevano in risalto il suo culo da favola, e ora era tra le mie braccia e la stavo baciando, mi staccai, abbassai il sedile e subito dopo le sfilai con una mossa i pantaloni e le mutandine, buttandoli dietro il chiarore della sera mi mostrò il suo pelo non molto folto, mi buttai su di lei che mi accolse abbracciandomi, iniziai ad accarezzarle il pelo morbido, poi feci scorrere il dito medio tra le labbra della sua fica, che al contatto si schiusero, sentivo i suoi umori che mi infracicavano, poi le allargai le labbra della fica col pollice e l’anulare, scoprendole così il grilletto, iniziai così a masturbarla, al contatto del mio dito col suo clitoride Claudia sussultò e iniziò a ondeggiare il bacino avanti e indietro, simulando il movimento della scopata.
Le sollevai del tutto la canotta mettendo a nudo le sue tette, una terza piena, belle, col capezzolo all’insù, le baciai e le succhiai avidamente, passando da una all’altra, le mordicchiai, provocando in Claudia un piacere evidente, lei era allungata sul sedile reclinato del passeggero il piede destro sul cruscotto e le gambe aperte, io in ginocchio sul mio sedile, abbassato verso di lei che le lavoravo la fica con la mano e le tette con la bocca; il suo ansimare si trasformò in mugolio, poi emise un flebile: “ssiiiiiiiii”, poi un altro si, e poi un altro ancora, ad ogni movimento del bacino corrispondeva un “sssiiiiiii”, mi tolsi di dosso la maglietta, allargai di più la sua gamba sinistra e scavalcando la leva del cambio mi misi in ginocchio sul tappetino di fronte a lei, le misi le mani sotto alle chiappe e la sollevai, per portare la sua fica alla luce della luna e guardarla, mi trovai con la faccia a 20 cm dalla sua fica leggermente pelosa, con un gesto della mano destra accesi la luce di cortesia per ammirare meglio la bellezza della fica di Claudia, che bella fica, fatta bene, con le piccole labbra aperte, e il clito in bella vista, lei non si curò minimamente di essere tutta illuminata, mostrando di non avere nessun tipo di pudore e una certa propensione ad essere troia. In quel momento lei era la mia troia e si faceva ammirare in tutta la sua bellezza, perché Claudia è una gran bella donna, la appoggiai di nuovo sul sedile e le spalancai il più possibile le gambe, iniziando a palparle di nuovo la fica bagnata; le aprivo le grandi labbra, inzuppavo prima una, poi due dita dentro la sua fica mentre con il pollice la sgrillettavo, la troietta godeva, godeva e si dimenava esortandomi a voce alta a non fermarmi, mi tuffai con la testa tra le sue cosce, risucchiando in bocca le labbra della sua fica, le succhiai e le leccai avidamente, poi con due dita le scoperchiai il clitoride e mi misi a leccarlo con colpetti veloci di lingua. E sue mani mi afferrarono la testa immobilizzandomi, mentre premeva la sua fica contro la mia bocca e si dimenava, fu a quel punto che la sua voce diventò ruggente e i “ssiiii” ora venivano urlati, mi diceva a voce alta:
