“dai, dai, dai, dai, ssiii, ssii, ssii, ssii”
e io continuavo a leccare quella fica meravigliosa, che sapeva di forte, con un odore acre intenso. Aveva un clitoride molto pronunciato, così come le piccole labbra, che sporgevano di molto dalle grandi labbra e terminavano contro le pieghette del buco del culo, il buco del culo era molto vistoso, di colore più scuro formato da una molte pieghette che confluivano tutte all’orifizio anale, la prima cosa che mi venne in mente mentre mi guardavo per bene il buco del culo di Claudia, è che era aperta anche lì e che il marito sicuramente se la inculava. Nel silenzio della sera rotto solo dalle grida di godimento di Claudia continuavo a leccare, succhiare, slinguettare e aprire, la sua fica e il suo culo.; lei godeva, godeva intensamente, allungata sul sedile, con la testa rivolta all’indietro, godeva urlando a gambe spalancate e muovendo il bacino avanti e indietro, ad un certo punto le sue grida divennero un unico verso prolungato:
“HHAAAAAAAA”, interrotto solo dal respiro, “HHAAAAAAA”, le sue mani mi afferrarono i capelli e disse: “vengoooooo, vengooooo, che bello, vengoooooo, siiiiiii, siiiiiii, vengo, che bello, thooo, thooo, thooo, si irrigidì qualche secondo e al grido di: “ssssiiiiiiiiiiiiiiiiii” si lasciò sul sedile e venne nella mia bocca con un leggero schizzo, seguito da una colata della sua sborra. Rimase in quella posizione per un paio di minuti, mentre respirava quasi a fatica ansimando, io la guardavo, le guardavo la fica piena di suoi umori che colavano fin sul sedile formando una piccola chiazza, pensai subito che avrei dovuto eliminare quella macchia, poi allungai la mano e ripresi a palparle la fica, Claudia rimase immobile per un po’, poi iniziò ancora a muovere lentamente il bacino, su e giù, a quel punto mi rimisi in ginocchio sul mio sedile, sotto ai pantaloni il mio cazzo era duro, duro, appena mi posizionai Claudia allungò la mano e prese a esplorare la mia parte genitale, strofinandomi il cazzo sopra i pantaloni, appena ebbe l’idea di come fosse fatto il mio uccello, si mise a sbottonarmi la patta, io la aiutai slacciandomi la cintura, in breve anche i miei pantaloni e mutande finirono sul sedile posteriore. Lei prese subito in mano il mio cazzo gia duro, accennando una sega, io mi affannai per abbassare anche il mio sedile e distendermi, eravamo sdraiati uno in fianco all’altra, lei mi stava segando piano, avvicinò la sua bocca alla mia e mi limonò, poi piano piano si mise quasi sopra di me, tenendo sempre il mio cazzo in mano, infilò la sua gamba destra tra le mie gambe, io allargai le gambe per accoglierla, la sua mano lasciò la mia asta per scendere e palparmi la palle, dopo alcune smanazzate ai miei coglioni sentii il suo dito che si appoggiò piano sul mio buco del culo, la cosa mi eccitò ancora di più, e per agevolarla sollevai e allargai le mie gambe, la sua bocca lasciò la mia e in un istante fu sulla mia cappella, sentivo le sue labbra che si appoggiavano e la baciavano, la sua lingua come prima cosa si infilò nella fessura della cappella spingendo, poi di colpo me la risucchiò in bocca, gustandola un attimo, iniziò a pompare lentamente riempiendosi la bocca del mio cazzo, con la mano mi afferrò l’asta, tenendomi la cappella scoperta e si mise a spompinarmi con maestria, succhiava, leccava, ingoiava tutto il mio cazzo, rimasi molto colpito di come ci sapesse fare, ebbi così la risposta alla domanda che per anni mi ero fatto, cioè di quanto fosse troia Claudia. Godevo molto, sentivo il mio cazzo pulsare mentre lei mi succhiava la cappella, sentivo il contatto con il suo palato, con i denti, con la lingua che leccava e le labbra che succhiavano. Staccò la bocca dalla cappella con uno schiocco, ingurgitando quanto avesse in bocca, (saliva mista al mio liquido), vidi il mio cazzo dritto illuminato dalla luce.
Claudia tornò a limonarmi come se volesse farmi assaporare la sua bocca, poi riprese a succhiarmi l’uccello, alzai la testa per guadarla all’opera, il mio cazzo appariva e scompariva tra le sue labbra, vedevo la sua bocca che contornava la cappella e la lingua che le passava attorno, istintivamente le dissi: “ssssiiiiiiiiii, cosìììììììì, continua cosìììììì, succhiamelo Claudia, succhiamelo bene troia, daaaaaiii, succhia puttana”.
Più la insultavo e più lei ci dava dentro:
“sei troia Claudia, cazzo che troia che sei, sssiiiiii, come succhi bene, vai cosìììì, succhia”.
Obbediva come una troietta in calore:
“succhiami le palle troia”.
E lei ci si avventò sopra, ne prese in bocca prima una e la succhio, poi l’altra e la succhio, poi aprì tutta la bocca e le succhiò tutte e due, la mia mano la guidava nei movimenti, le spinsi la testa oltre le palle, lei capi al volo ciò che volevo e passò mi la lingua lungo tutto il tratto perineo fino al buco del culo, li si fermò per leccarmelo a dovere, mi aprì le chiappe con le mani e continuò a leccare tutto il buco. La volli sopra di me a 69, trafficando un po’ con le difficoltà che si hanno a fare sesso in auto mi ritrovai con la fica di Claudia in faccia, me la abbassai sulla bocca e ci infilai subito dentro la lingua, la sua fica era ancora fradicia della sborrata che aveva fatto prima e io me la gustavo tutta, lei intanto non mollò mai per un istante il mio cazzo, succhiandolo ingorda.
Con fatica si aggrappò al volante e scivolò a gambe aperte strusciando la fica prima sul mio petto, poi sulla pancia per fermarsi al contatto col mio cazzo, lo prese in mano, lo passò qualche volta nello spacco, lo posizionò contro l’apertura e con un movimento del bacino se lo infilò dentro piano con un leggero gemito, poi si contrasse e riaffondò, con un movimento sussultorio che andava man mano aumentando, su e giù, su e giù, Claudia era avvinghiata al volante e mi stava scopando, il movimento che vaceva era sempre mirato a far entrare il più possibile il mio cazzo nella sua fica, mi scopò così per qualche minuto, gustandomi ogni vibrazione del suo corpo, che troia! La presi per i fianchi e la spostai sul sedile di fianco, lei si lasciò cadere spostandosi i capelli dal viso, in un attimo mi misi sopra di lei, in ginocchio sul tappetino, col cazzo appoggiato per metà sul suo culo e per metà sulla fica, passai le braccia sotto alle sue gambe aperte all’altezza delle ginocchia e la sollevai tirandola verso di me, lei me lo prese in mano e lo indirizzò decisa nel suo spacco, con un colpo forte la penetrai e mi fermai un attimo, cercando di affondare il più possibile il mio cazzo nella sua fica, presi poi a pomparla con dolcezza limonandola con passione, sembrava più un atto d’amore che non puro sesso, interruppi quella serie di pompatine dandole un colpo profondo a cui seguì il rumore dei nostri corpi al contatto improvviso…… ciafff, poi un altro colpo….ciafff, un altro e un altro ancora….ciafff, ciafff, ciafff, ciafff, ora la stavo pompando con decisione e i colpi si susseguivano rapidamente… ciaf, ciaf, ciaf, ciaf, ciaf, ciaf, flopp, flopp, flopp, flopp, flopp, Claudia iniziò di nuovo a urlare: “ siiiiii, siiii, siiii, haaa, haaaa, haaa, mentre urlava muoveva il bacio seguendo il mio ritmo, appoggiò le sue mani sulle mie chiappe e mi guidò nel movimento dei colpi che le davo, continuai a pomparla così ininterrottamente per una decina di minuti, poi Claudia con voce roca disse:
