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Mia cognata è ninfomane · Cap. 2
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Capitolo 2 di 3 11 min di lettura

Puttana col nero

«Questo si che è un cazzo con la c maiuscola» lo scappellava e poi lo ricopriva e poi ancora, su e giù, su e giù...

Giovanna Esse
9 mesi fa · 1.3k letture · 0

«Questo si che è un cazzo con la c maiuscola» e dando dei colpetti con la mano sotto a quel cazzo lo fece dondolare su e giù come se volesse giocarci.

Piano piano iniziò una lenta sega, mentre con l'altra mano gli prese i coglioni per massaggiarli, lo scappellava e poi lo ricopriva e poi ancora, su e giù, su e giù; George si mise comodo allungò le gambe, le divaricò, appoggiò la testa allo schienale e si lasciò masturbare beatamente.

Claudia, tutta presa da quel grosso cazzo nero che per la prima volta aveva tra le mani non si curò più di me, così io le posai una mano sulla coscia e presi ad accarezzarla lentamente, lei aprì le gambe per agevolarmi e la mia mano scivolò sulla sua figa, iniziai a palparla premendo sul clitoride, la troia aprì del tutto le gambe appoggiandone una su di me e l'altra su George, le spostai il perizoma di lato lasciandola con la sua bella figa in vista e con l'altra mano iniziai a masturbarla.

Sapevo che mia cognata se ben stimolata sbrodolava come una fontana e schizzava, così le tolsi il perizoma, le sollevai le gambe facendole appoggiare i piedi sul divano, George le tenne una gamba aperta, l'altra gliela divaricai io e le infilai nella figa l'indice e il medio, a quella penetrazione la puttana ebbe un sussulto e un gemito di piacere, iniziai a muovere le dita dentro e fuori, prima piano e poi sempre più velocemente, la troia godeva e intanto segava George, io continuai a sditalinarla finché dopo un aio di minuti lei mollò quel cazzo, buttò la testa all'indietro, si aggrappò con le mani al divano, facendo forza con le gambe sollevò il bacino e iniziò a muoverlo avanti e indietro mentre io la scopavo con le dita; Claudia godeva, godeva e si dimenava urlando:

«AAAH, AAAH, SIII, SIII, SIII, COSIII, COSIII, DAAAIII, DAAAIII,» io con le dita la penetravo freneticamente dentro e fuori, dentro e fuori, si sentiva il suono della mano che sbatte sulla figa bagnata ciak, ciak, ciak, ciak, nel giro di un minuto la puttana tra gemiti e versi di godimento urlò:

«DAI CHE GODO, FORTE, FORTE CHE VENGO, SIIIII VENGO CAZZO, VENGO, DIO CHE BELLO VENGOOOOOOO», spinse il bacino in alto e si bloccò un attimo, tolsi le dita e dalla sua figa partì uno schizzo che arrivò sul tavolino li davanti e poi un altro subito dopo, continuò a muovere il bacino su e giù dimenandosi per almeno un minuto in preda ad un orgasmo incontrollato.

Dopo l'orgasmo Claudia riprese a segare George, poi gli impugnò il cazzone alla base, lo tenne bello dritto, si chinò su quella mazza nera e come per assaggiarlo gli passò la lingua sotto la cappella, poi prese a leccarlo dal basso; un colpo di lingua qui, una slinguata di la, piano piano risalì fino alla cappella, la baciò, con la punta della lingua la leccò tutta attorno e subito dopo la fece sparire nella sua bocca; io seduto vicino mi gustavo quella scena, vidi le guance di Claudia infossarsi mentre succhiava il cazzo nero.

George le mise una mano sulla nuca e le fece abbassare la testa, poi gliela sollevò, poi giù ancora e poi su e giù, con la mano George guidava la testa di Claudia per dare ritmo al pompino che la troia gli stava facendo.

«Pensa se entrasse ora tuo marito e ti vedesse con il cazzo di George in bocca.»

Le dissi ridendo mentre la guardavo succhiare.

«Non dirlo neanche per scherzo, geloso com'è ci ammazzerebbe tutti.»

Mi rispose lei riprendendo a succhiare subito dopo.

In seguito la troia si mise in ginocchio sul pavimento tra le gambe di George e continuò a succhiarlo voracemente e con passione; li conoscevo bene i suoi pompini, me ne ha fatti in varie occasioni, a volte anche col rischio di essere visti da qualcuno. Mi avvicinai a lei da dietro, mi chinai, allungai la mano sotto al suo culo e presi a palparle la figa fradicia, passai più volte le dita tra le labbra carnose e sul clitoride incitandola a continuare:

«Succhia troia, succhia questo cazzone nero,» le dissi mentre la sgrillettavo.

«Quanto sei troia Claudia e come sei bella con quel cazzo nero in bocca, sei una bellissima puttana, succhialo,» aggiunsi e le infilai due dita nella figa.

Lei ogni tanto lasciava il cazzo per leccargli le palle, poi glie le succhiava una ad una e poi ritornava a succhiargli la cappella; George allungato si godeva quel pompino, si prendeva in mano il cazzo, lo toglieva dalla bocca della puttana e lo sbatteva sulle guance di Claudia che subiva quel martellamento a bocca aperta pronta ad accoglierlo ancora e lui glielo infilava in bocca di nuovo; poi con le mani le prese la nuca e il mento immobilizzandole la testa e velocemente la scopò in bocca emettendo versi animaleschi.

Ad un certo punto, mentre la troia lo sompinava, lui sollevò le gambe, le aprì, si prese con le mani sotto alle ginocchia e sollevò il culo, poi spinse la testa di Claudia giù, lei oppose resistenza, ma lui con forza la spinse fino a farle arrivare il viso sul suo culo, io che seguivo quanto stava succedendo con due dita nella figa, lo aiutai tenendola ferma e le dissi:

« Lecca puttana, leccagli il buco del culo, dai che ti piace fare la troia così. », intanto le muovevo la testa strusciandole il viso tra le chiappe del nero.

Claudia iniziò a leccare prima sotto le palle, poi scese lungo il perineo sino ad arrivare al buco del culo, gli aprì le chiappe e si mise a leccare l'ano con gusto e desiderio, George si teneva le gambe piegate e godeva, mentre io continuai a masturbarla da sotto, le infilai il pollice nel buco del culo e con il medio la sgrillettai, la porcona iniziò a muoversi su e giù come fosse seduta su un cazzo, poi si mise a pecorina con la schiena inarcata offrendomi il suo culo da dietro e intanto leccava tutto quello che George le faceva leccare.

In quella posizione Claudia mi mostrò la sua figa gonfia, con le labbra sporgenti e carnose, il clitoride che sbucava dal cappuccio, il buco del culo scuro fatto di mille pieghe che pulsava e le due chiappe sode, alte e ben fatte, un spettacolo inebriante.

Con le mani la aprii bene e mi abbassai per leccarla, era tutta bagnata, poi mi inginocchiai dietro di lei, le strusciai la cappella tra le chiappe, dal clitoride al buco del culo, su e giù, mi inzuppavo la cappella dei suoi umori e quando arrivavo all'ano glieli spalmavo sopra per inumidirlo, la porca spingeva il buco facendolo sbocciare come un fiore.

Appoggiai la cappella a quel fiore e spinsi piano, entrò subito metà, con un altra spinta la cappella fu dentro tutta, poi presi la troia per i fianchi e me la tirai contro spingendo il bacino in avanti e il mio cazzo entrò completamente nel suo culo, Claudia si staccò un attimo dal cazzo di George, si girò verso di me, mi guardò con la bocca aperta, gli occhi socchiusi e un'espressione di godimento poi riprese a succhiare quel cazzo nero...

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Scritto da
Giovanna Esse

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