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Erotika
Mia cognata è ninfomane · Cap. 3
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Capitolo 3 di 3 17 min di lettura

Inculata dal nero

George, dietro rimase qualche istante: forse indeciso se infilare il cazzo nella figa aperta, o nel buchetto del culo pulsante...

Giovanna Esse
9 mesi fa · 1.5k letture · 1

George, dietro di lei rimase qualche istante a guardarsi quello spettacolo, forse indeciso se infilare il cazzo nella figa aperta, o nel buchetto del culo pulsante, poi le mollò un paio di sonori sculaccioni facendola lamentare, con le mani le aprì le chiappe, le sputò sul buco del culo, puntò il cazzo sull'orifizio e senza indugiare lo spinse dentro piano tenendola per i fianchi, vidi una smorfia di sofferenza sul viso di Claudia, ma rimase immobile e lo accolse tutto nel culo.

Iniziò a pomparla lentamente, e mentre la pompava la sculacciava, lei godeva sotto quei colpi possenti, godeva e soffriva, il suo faccino cambiò espressione, aveva gli occhi chiusi, la bocca spalancata, un rossore le ricoprì tutto il volto e apparvero delle vene sulle tempie a causa delle contrazioni del suo corpo per il godimento, io continuando a menarmi il cazzo mi misi a sedere davanti al suo viso, spostai il cuscino su cui poggiava la testa, la presi con una mano sotto al mento e con l'altra le strofinai il mio cazzo sulle labbra, la troia lo prese subito in bocca e iniziò a succhiarmelo con grande maestria; i pompini che fa mia cognata Claudia quando è eccitata al massimo sono da premio Nobel.

George intanto iniziò di nuovo a montarla di buon ritmo, i colpi che le dava la scuotevano facendole muovere la bocca avanti e indietro sul mio cazzo, io godevo intensamente per come me lo stava succhiando, mi eccitava guardarla con le autoreggenti mentre quel nero dietro la pompava, le presi in mano le tette che sballottavano avanti e indietro, le strizzai quel tanto, poi lavorai i capezzoli con le dita, roteandoli, strizzandoli, tirandoli mentre la sua bocca mi succhiava la cappella, le spostai i capelli per guardarla in viso, aveva un espressione di libidine, si godeva il cazzo di George nel culo e il mio in bocca e mugolava soddisfatta di essere in mezzo a noi.

Dopo qualche minuto mi resi conto che la troia mi avrebbe fatto sborrare, allora mi alzai lasciandoli continuare, Claudia avendo la bocca libera iniziò a urlare di piacere incitando George a incularla:

«AAAAH, MADONNA CHE BEL CAZZO CHE HAI, SIII, QUESTO SI CHE È UN CAZZO, AAAAH CONTINUA, LO SENTO TUTTO, SI, SI, DAI INCULAMI, INCULAMI, LO VOGLIO TUTTO NEL CULO,» di li a breve iniziò la fase di pre-orgasmo, iniziò a muoversi avanti e indietro per sentirlo meglio, George si fermò e lei per continuare a godersi l'inculata iniziò roteare e a muovere il suo culo avendo cura di tenersi dentro quel cazzo duro, poi urlò:

«DAMMELO, DAMMELO, DAMMELO CHE VENGO, DAI CHE VENGO, MIODDIO VENGOOOOOO, AAAAAH, AAAAAH». George riprese a pomparle il culo con veemenza e subito la puttana lanciò un urlo:

«VENGOOOOOOOOOO....HAAAAAAAAA».

Un altro orgasmo scosse il suo corpo, si allungò sul letto sfilandosi il cazzo dal culo e in preda agli spasmi si dimenava tutta urlando come una indemoniata, George la prese per le chiappe e gliele aprì, aveva il buco del culo dilatato che pulsava, la figa gonfia e aperta che schizzava ad ogni contrazione, io le infilai due dita nel culo e le spinsi in profondità, poi le mossi velocemente dentro e fuori, dentro e fuori per prolungarle l'orgasmo e lei riprese a dimenarsi, a picchiare pugni sul materasso urlando:

«CAZZO, CAZZO, MIODDIO CHE BELLO, GODO, GODO,» veniva e schizzava, veniva e schizzava.

Persi il conto delle volte che l'abbiamo fatta venire, cinque o forse sei, la lasciammo sfinita a pancia in giù che ansimava e ci malediva, si muoveva a fatica quasi come fosse drogata, poi piano piano si girò, George scese dal letto e rimase in in piedi davanti a lei, io mi sdraiai vicino a Claudia, la guardai in faccia e la baciai a lungo lei piano piano si rilassò.

Seguirono alcuni minuti, di risatine, commenti e volgarità, poi Claudia ci disse:

«Mi fate morire cazzo!» Io le risposi:

«Ti facciamo morire di cazzo,» e lei:

«Siii, che bello morire a colpi di cazzo mmmm,» così dicendo allargò le gambe e si accarezzò la figa, poi le carezze divennero più decise, e mirate finché iniziò a sgrillettarsi mugolando e oscillando il bacino avanti e indietro, si fermò e disse:

«Allora, chi si fa avanti?» Poi dandosi delle pacche sulla figa aggiunse:

«Chi di voi me lo mette dentro?» E si aprì spudoratamente la figa rimanendo in attesa, io e George ci guardammo, lui mi fece cenno di accomodarmi e si spostò di lato.

Mi misi tra le gambe di mia cognata che nel frattempo aveva ripreso a sgrillettarsi, gliele sollevai mettendomele sulle spalle, lei mi prese il cazzo in mano, me lo scappellò qualche volta e se lo puntò tra le labbra aperte della sua figa, mi bastò spingere un po' e il mio cazzo entrò completamente, quasi risucchiato dentro a quella figa vogliosa e fradicia, poi lei si prese le gambe sotto alle ginocchia e le aprì del tutto e le tirò verso di se alzò il culo in modo da essere penetrata agevolmente, io mi allungai su di lei appoggiandomi con le mani sul letto ai suoi lati e iniziai a pomparla e a limonarla, poco dopo Claudia per assecondare i mie colpi e sentire meglio il mio cazzo dentro cominciò la danza del suo bacino muovendolo su e giù, io aumentai il ritmo delle pompate e lei mi segui con i movimenti del bacino, e si mise a urlare:

«SBATTIMI, SBATTIMI, SBATTIMI,» mentre la sua figa sbrodolava, me la montai così tra le sue urla finché lei afferrò le lenzuola con le mani, sbatté la testa a destra e a sinistra con il viso paonazzo per il godimento.

Capii che stava venendo, tirai fuori il cazzo tutto fradicio dalla sua figa e invitai George (che stava assistendo), a sostituirmi; lui in fretta saltò sul letto mentre io mi misi in fianco a Claudia, con il cazzo appoggiato al suo viso, le presi le gambe e le tirai verso di me, George che nel frattempo le aveva già infilato dentro il suo cazzone si accomodò meglio e se la montò furiosamente, i colpi che le dava la facevano sobbalzare sul letto, provocando una sorta di terremoto, ebbi l'impressione che il letto non avrebbe retto a quell'impeto, si sentirono strani rumori provenire dalle doghe e la testata sbatteva contro il muro.

Bastarono pochi colpi di quel cazzone per far venire l'ennesima volta Claudia, che come sempre mise in atto il suo show, dimenandosi, contorcendoci, inarcandosi, oscillando il bacino su e giù e urlando come una pazza mentre la sua figa zampillava, George tirò fuori il cazzo e lo sbatté sul suo clitoride prolungandole l'orgasmo e gli schizzi.

A quel punto, dopo essere venuta almeno una decina di volte sempre con orgasmi lunghi ed intensi, Claudia gettò la spugna e ci disse:

«Basta, non ce la faccio più, mi avete distrutta.», le dissi:

«E noi? Ci lasci con il cazzo in tiro?», lei ribadì:

«Dai fatevi una sega, mi metto così (aprì le gambe e si dilatò la figa con le mani), voi mi guardate la figa e io guardo voi che vi segate, mi è sempre piaciuto guardare gli uomini che si masturbano davanti a me.»

Io e George eravamo ancora carichi di sborra, eccitati al massimo, con i cazzi duri duri; la puttana ci aveva fatto arrapare al massimo facendo la troia con noi e godendo con i nostri cazzi, ed ora ci lasciava così.

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