Io: : dai godi sporca troia e mentre ti chiavo pensa ai vari maschi che ti hanno fottuta negli ultimi tempi........... guardami mentre ti fotto, pezzo di puttana in calore, lo sai che sei una grande troia, una adultera di merda, una sgualdrina, una che è stata adoperata da altri maschi al di fuori del sacro vincolo del matrimonio! sei solo una puttana, una zoccola, una succhiacazzi! Ricordati che sei arrivata al matrimonio già adoperata da un altro maschio!
Continuai a montarla a ritmo frenetico ed a baciarla in bocca in modo voluttuoso.
Mia madre: si, ancora, continua così. Dai, fai impazzire la tua mammina. Dio come sei bravo. Mi piace molto il modo in cui mi stai chiavando......... ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore, la tua escort..............., mentre mi chiavi ti supplico, baciami con la lingua, ne ho voglia................, ah così ancora, si dai, chiavami, sfondami l'utero dai, fammi godere...............,
Io: dai continua ad ansimare, sei un grande troia, lo sai che nel cesso ho sentito i tuoi colleghi che ti offendevano, dicevano che sei una pompinara, una che va col primo che capita, una troia, una che merita di essere violentata......... non so se hai capito che si sono messi d'accordo, dopo Ciccetto toccherà a loro scoparti, ricordatelo!
Mia madre: adesso voglio che mi fotti alla pecorina, come fanno gli altri, mi piace moltissimo!
La feci mettere sul letto alla pecorina, quindi mi posizionai dietro di lei e le poggiai il mio gronco sul suo ostio vaginale e con una minima forza, la penetrai; sentii il mio cazzone scivolare dentro la sua vagina bollente, bagnatissima e dilatata; quando chiavavo con Serena, sentivo la sua vagina stringersi attorno al mio cazzo, ma con mia madre nulla di tutto questo, era troppo dilatata, in parte ciò era dovuto ai parti, in parte ai cazzi che aveva preso ultimamente! Ricominciai quindi a montarla con ritmo e decisione, da vero maschio, come si fa con una troia in calore, muovendo ritmicamente il bacino dietro di lei; ad ogni colpo di reni, il mio fallo la penetrava a fondo dentro la vagina fino a sbatterle sul collo dell'utero e la forza trasmessa da ogni colpo si trasmetteva a tutto il suo corpo che si contorceva e che sobbalzava in avanti in modo ritmo e costante; ad ogni colpo mia madre sobbalzava in avanti, le sue grosse mammelle sobbalzavano anch'esse in avanti ed anche le collane che portavo al collo e gli orecchini di perle e diamanti sobbalzavano in avanti, in modo ritmico e costante! Con le mani le accarezzavo tutto il corpo, soffermandomi a spremerle le mammelle.
Mia madre: ah si mi piace alla pecorina, dai fottimi, fammi sentire la tua troia......., così , dai, più veloce, si ancora, fottimi come dio comanda, madonna come godo, uhhhsssss che bello, dai montami come si fa con una vacca, spaccami la mia vagina adoperata........... dai lo voglio sentire dentro il ventre il tuo cazzone bollente, fottimi, si così, dai ancora, più veloce, dio come godo.........., madonna mia, mi sento una troia in calore..........., siiiii godo, godo, ancora.........
Io: ti piace come ti sto fottendo, brutta troia? ti sto sbattendo come una puttana da strada! puttana che non sei altro mamma! sei proprio una gran troia!
Mia madre: si, sei fantastico, fottimi ancora dai, più veloce, più veloce, così dai ..........
Di tanto in tanto mia madre ormai completamente fuori di se girava la testa verso di me ed uscita la lingua dalla bocca, si leccava le labbra per dirmi che aveva desiderio di avere la mia lingua in bocca ed io l'accontentavo subito limonandola a dovere.
Dopo poco mia madre inarcò al massimo delle possibilità la schiena all’indietro, contrasse tutti i muscoli del suo corpo ed aperta la bocca vogliosa assunse l’espressione da orgasmo e venne, emettendo un urlo di godimento lunghissimo e totalmente disinibito, da vera troia!
Mia madre: adesso voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, ne ho voglia..............., dai tesoro vienimi dentro, trattami da puttana, vienimi dentro, voglio il tuo sperma dentro di me, dentro la vagina della tua mamma, di questa tua troia..............., forza, non deludermi, sborrami dentro, voglio sentire il tuo sperma caldo che mi riempie..........,
Subito dopo anche io raggiunsi l’orgasmo, un orgasmo violento e le eiaculai dentro copiosamente, allagandole la vagina di sperma, che si riempì completamente. Mentre sborravo, provai sensazioni indimenticabili ed impossibili da descrivere. Stavo sborrando dentro la vagina di mia madre!
Immediatamente dopo estrassi il membro dalla vagina di mia madre e prima che potesse muoversi dalla posizione a quattro zampe, ancora inappagato, iniziai a leccarle ed a succhiarle l’orifizio anale che, in mia madre è non più vergineo e che permetteva alla mia lingua di entrare quasi tutta nel canale anale; subito dopo medio e indice di entrambe le mani scivolarono fino al buco del culo e, divaricatolo, lo tennero spalancato. Mia madre capì chiaramente che stava per essere sodomizzata, ma non tentò di fermarmi, anzi si rilassò!
Mia madre: è stato bello, sei stato meraviglioso ed instancabile, un vero toro da monta ed io la tua vacca in calore! mi sento come se mi fosse passato un treno si sopra....... ma adesso che fai, mi lecchi l'ano? Dio che bello, continua a leccarlo, cosi.......... si, ficcami dentro le dita che mi piace! Vedo che ti piace il mio buco del culo! Per tua fortuna non sono vergine di culo, me lo hanno già rotto! Così potrai fare il porco come fanno gli altri maschi depravati quando vengono con me a letto!
Io: mamma, chi è stato il bastardo che ti ha rotto il culo?
Mia madre: è stato il Direttore dopo qualche giorno che stavamo insieme; non avevo mai avuto rapporti anali prima di quella sera; mentre facevamo l'amore, lui mi mise alla pecorina iniziandomi a lubrificare il buco del culo con dell'olio di vaselina; capii chiaramente che stavo per essere sodomizzata; poco dopo infatti sentii l’enorme e dura cappella appoggiarsi al mio ano; fui colta dal terrore, anche perchè, come avrai visto la sera al circolo, il Direttore è scicchigno, il suo pene ha le dimensioni di un braccio; non volevo assolutamente e tentai di divincolarmi, ma lui accarezzandomi i capelli, molto dolcemente mi disse: "dai amore, non ti farò male; rilassati e cerca di collaborare!" Un cazzo che mi parve grosso all’inverosimile e duro come un palo di legno, mi sfondò impietosamente il culo, penetrando rapidamente dentro il retto; le pareti intestinali che mai, fino a quel giorno, erano state violate, dovettero cedere all’improvviso, lacerandosi in più punti; un getto di sangue iniziò a colarmi giù per le cosce; il fortissimo dolore, dovuto a quel violento atto di sfondamento, mi fece cacciare un poderoso urlo; giuro che mi sentii spezzata in due da quell’enorme mazza, la sentivo affondare sempre più profondamente nell’intestino; il Direttore iniziò quindi a muoversi ritmicamente dentro di me, sbattendomi sonoramente avanti e indietro. Tesoro però devo confessarti che il dolore proveniente dal culo, ormai irreparabilmente rotto, nonostante fosse fortissimo, gradatamente si riduceva, trasformandosi in godimento crescente, sempre più crescente; ad un tratto raggiunsi l'orgasmo e subito dopo anche lui lo raggiunse e mi sborro nel retto copiosamente.
Dopo avere ascoltato il suo racconto, nuovamente eccitatissimo, mi dedicai nuovamente al suo buco del culo, lo osservai e vidi che rispetto a quello vergineo di Serena, questo era più scuro, ricoperto da pelle molto più rugosa e leggermente dilatato; annusai l'odore che emanava l'ano, forte, tipico, caratteristico! Chi è dedito a leccare l'ano della compagna, prima di incularla, potrà capire cosa intendo, l'odore tipico del buco del culo; lo dilatai nuovamente con le dita, notando che i tessuti non opponevano la minima resistenza e lo leccai nuovamente, avidamente, ingoiando la saliva dopo che la stessa si era insaporita; dopo pochi secondi che leccavo, tenendolo sempre dilatato con le dita e mantenendo anche le chiappe ben aperte, gli poggiai la mia cappella infuocata e con una leggerissima spinta gliela infilata nel canale anale.
Io: mamma, ti faccio male?
Mia madre: ma che dici tesoro, sei magico, ma non ti fermare, infilamelo dentro dai, lo voglio dentro tutto fino ai coglioni.
Con una spinta lenta ma decisa, la mia verga si fece strada nel suo retto fino alla radice. Stentavo a crederci: il mio cazzo era dentro il retto di mia madre! Cominciai quindi ad incularla, aumentando man mano il ritmo e palpandole a piene mani le grosse tette sobbalzanti. Lei rimase senza fiato, stava impazzendo con quel cazzone che le dilatava il culo.
Essendo venuto da poco, l'inculamento durò a lungo; il mio pitone, nonostante le notevoli dimensioni, sembrava navigare nel canale anale di mia madre e questo mi confermava l'intensa attività cui era stata sottoposta quella parte di lei negli ultimi tempi! Mentre la inculavo mia madre iniziò a sgrillettarsi come una forsennata, come aveva fatto la sera con Ciccetto!
