Io: si
Mia madre: dillo per intero, devi dire mamma penso che tu sia una puttana!
Io: si mamma, penso che tu sia una puttana!
Mia madre: continua, tira fuori tutto quello che ti turba, offendimi pure se pensi che sia necessario per stare meglio!
Io: mamma, come hai potuto fare la puttana per avere la promozione, sei una troia!
Mia madre: si vero sono una troia! ma tu sei dispiaciuto che io sia una troia? Lo sei veramente? Oppure no? chissà, magari ti piace, pensaci bene, forse poi non è così male avere la mamma puttana, no?
Io: hai ragione mamma, in realtà sono felice che tu sia una puttana, mi piace averti visto mentre altri maschi ti sbattevano come una cagna. E' stato eccitante vederti godere per il tramite di altri maschi! Starei ore a guardarti mentre ti sbattono come una troia!
Adesso eravamo entrambi eccitatissimi ed una nube di desiderio proibito stava per avvolgere i nostri corpi!
Mia madre: adesso mentre continuiamo a parlare voglio che mi tocchi qui, nella fessura! dai tesoro, non essere timido......mi fa piacere, dai, il massaggio deve essere completo! Non dirmi che ti vergogni di tua madre!
A quel punto mi avvicinai alla sua vulva boscosa e con le dita della mano destra allargai le grandi labbra ed iniziai a massaggiare l'interno! La sua fica era bagnata e caldissima, liscia e scivolosa! Non potevo crederci, stavo masturbando mia madre.
Mia madre: ah si, così, mi piace, continua, sei bravo............
Continuai mentre mia madre raccontava con voce sempre più tremula le sue vicende, come il Direttore l'aveva sedotta promettendogli una facile promozione, fino a quella della sera con Ciccetto che già conosciamo....... di Ciccetto però ne parlò bene, ne parlò come di una persona innamorata di lei, ma i discorsi presto furono messi da parte, per altri più pregnanti interessi........
Mia madre: gioia mia adesso con le dita toccami il grilletto! Non dirmi che non l'hai mai fatto con Serena! Così uhh che bello, schiaccia con più forza, continua a toccarmi.........
Avevo localizzato subito il clitoride di mia madre, abbastanza grosso rispetto a quello di Serena, la mia ex e lo gingillavo in modo energico.....
Mia madre: così dai, ancora, sgrilletami che mi piace moltissimo...........
Io: mamma, mi piacerebbe baciarti il fiore!
Mia madre: ma certo gioia, anche a me piacerebbe, mi piacerebbe moltissimo, dai non fare il timido, baciami come vuoi tu....
Non me lo feci dire due volte, mi avvicinai alla vulva di mia madre, che intanto aveva allargato ancora di più le cosce, era abbastanza boscosa; allargai le grandi labbra e notai le piccole labbra ben sviluppate, corrugate, che delimitavano un ampio foro nella cui sommità si ergeva il clitoride; era già abbastanza umida, mi accostai percependo a pieno il tipico odore della fica, avvicinai la bocca ed uscita la lingua iniziai a leccarle la vulva! Un sapore fortemente acidulo mi riempì la bocca, il tipico gusto della vulva, un po' più intenso di quello che ricordavo dalle esperienze passate! la mia lingua leccava le grandi e le piccole labbra di mia madre, per poi soffermarsi sul clitoride che veniva leccato e succhiato avidamente; leccavo e contemporaneamente bevevo la sua colata calda e filante che abbondante scolava dalla vagina. Lei ansimava e si contorceva come una zoccola mentre la mia lingua le pennellava ogni angolo della sua fica.
Mia madre: madonna, lecchi la fica da dio.......... poche volte me l'hanno leccata così............. si ancora, continua, madonna che bello! continua a leccarmela, ne ho voglia, baciamela ancora in questo modo meraviglioso....
Mi alzai e mi tolsi la maglietta. Lasciai la sua vulva e mi accostai ai grossi seni: aveva le areole corrugate ed i capezzoli tesissimi: avvicinai la mia bocca alle sue tette ed iniziai a baciarle, prima delicatamente sulla cute, poi sulle areole e sui capezzoli, che sentivo durissimi; sollevai appena di qualche centimetro la testa quel tanto che bastò per afferrare con le mie labbra uno dei suoi capezzoli e trascinarlo tutto nella mia bocca, con la lingua schiacciai il capezzolo contro il palato cominciando a succhiare. Con voracità passai da una tetta altra. Mia madre continuava a mugugnare come una cagna in calore; continuai a leccare ed a succhiare come un matto.
Mia madre: ah che bello, vieni gioia, avvicinati, dammi un bacio, ne ho voglia.
Mia avvicinai alla sua bocca vogliosa e percepii il suo alito desiderabile, quindi accostai le mia labbra alle sue e lei subito apri la bocca permettendo alla mia lingua di entrare dentro; iniziammo a limonare come pazzi: assaporavo la saliva abbondante che produceva mentre ci leccavamo a vicenda le lingue, l'assaporavo, mi piaceva la sua saliva, la volevo, la volevo bere, ero assetato di lei e della sua calda saliva ed ingoiavo tutto quello che potevo. Ci baciammo a lungo con le lingue, le leccai il viso, il collo e poi ancora le tette! Presi la sua lingua dentro la mia bocca e la succhiai avidamente, le riempii la bocca della mia saliva facendogliela ingoiare in grande quantità!
Mia madre: non ti fa schifo che in questa bocca siano entrate varie lingue e più di un cazzo ?
Io: no mamma anzi, mi piace ancora di più sapere che sei stata ben adoperata da più maschi! e poi non solo lingue e cazzi mamma, pensaci bene, anche schizzi di sperma!
Mia madre: si è vero tesoro, hai ragione, questa troia di tua madre ne ha succhiato di cazzi e ne ha bevuto di sperma negli ultimi tempi..... baciami ancora ne ho voglia, con la lingua, voglio la tua lingua in bocca! Fammi sentire ancora una volta una puttana..... dai offendimi come fanno tutti gli altri, dimmi quello che pensi, che sono una prostituta, una bella di notte.........
Io: mamma, penso che adesso tu debba fare la troia, che poi è la cosa che sai fare meglio!
Sentite le mie parole, con lo sguardo da zoccola, avvicinò la sua mano sul mio petto e la lasciò scorrere sul mio torace nudo. Le sue dita giocarono con i miei capezzoli; continuò a scendere fino a raggiungere i miei jeans e mi palpò il promontorio che si era creato, quindi mi slacciò la cinghia dei pantaloni e fece scorrere la zip. La sua mano si posò sugli slip che coprono il mio indurito cazzo, lo accarezzò. Poi le sue dita si infilarono negli slip. Incontrarono il mio cazzo e lo circondano.
Mia madre: però, sei ben messo, non credevo avessi un cazzo di tali dimensioni tesoro, vedo che ti sei eccitato, fammi vedere, vieni qui, ora ci pensa la tua mamma! adesso sono abbastanza zoccola per te?
Io: ancora non lo sei abbastanza, oggi devi superare te stessa, ti devi dare da fare! voglio che me lo succhi, prendilo in bocca puttana, dai mamma, fammi vedere che zoccola che sei! Voglio che prendi in bocca il mio uccello!
Mi ricordai che non mi lavavo dalla sera prima e provai un po' di imbarazzo. Ma quel leggero fetore tipico dell'asta dopo diverse ore dall'ultimo lavaggio, non sembrò allontanarla, anzi avvenne il contrario. Il mio uccello era diventato enorme come non mai. Il glande era grosso, liscio e violaceo. Iniziò a masturbarmi guardandomi con lo sguardo da prostituta preciso a quello che avevo visto poche ore prima dalla finestra: quindi lo prese in bocca, iniziando a succhiarlo: da come lavorava di bocca era evidente che ne aveva assaggiati di falli. Introduceva lo zufolo sette, otto volte in bocca, in fondo, fino all'ugola, poi lo tirava fuori e lo leccava avidamente. Mentre suonava il piffero, io le portai la mano sulla guancia aiutandola nei movimenti e dandole quel ritmo particolare che serve in questi casi! mi portai alle sue spalle, la feci indietreggiare facendole sporgere tutta la testa indietro, le feci aprire la bocca e le sputai dentro, poi glielo rimisi dentro spingendolo fino all'ugola; adesso mi muovevo io avanti ed indietro, mentre lei faceva tipici rumori con la gola. Mentre la pompavo, con le mai le palpavo le tette facendomi strada tra le collane. Ero indeciso se sborrarle in bocca e farla ingoiare, oppure infilargliela davanti! Presi la decisione, anche perché mancava poco; mi fermai e tirai fuori il mio sfollagente dalla sua bocca; non ero ancora venuto, ma la sua lingua era piena di una secrezione filante, molto odorosa e ricca di spermatozoi, il secreto prostatico, che è il primo ad uscire. Ingoiò quel po' di sostanza come se nulla fosse.
Mia madre: fammelo succhiare ancora un po', ti supplico, mi piace il sapore del tuo cazzo, dai sono assetata, ho voglia di bere! Fammi bere il tuo sperma!
Io: no mamma, non adesso, ora ho voglia di chiavarti, dai fai la brava mammina, apri le cosce, ubbidisci! Voglio infilartelo nello sticchio!
Mia madre spostò il suo bacino sul bordo del letto ed allargò le cosce più che poteva. Una folta foresta di peli nascondeva la sua vagina. Mi avvicinai a lei e allargatole lo sticchio, posizionai la mia trivella contro il suo ostio vaginale; percepii subito un calore intenso ed una sensazione di umido; misi le sue cosce sopra le mie spalle. Feci una lieve pressione ed il mio glande si fece strada verso l’interno: la sensazione di umido e di calore aumentò notevolmente! Per agevolare la penetrazione mia madre sollevò il bacino quel tanto che bastò a far scivolare il mio cannolo nella profondità della sua larga vagina. Vidi mia madre socchiudere gli occhi ed aprire lievemente la bocca emanando un delicato sospiro! Iniziai a montarla come si fa con una vacca, sapendo bene che ero uno dei tanti che già lo avevano fatto: inevitabilmente mia madre iniziò ad ansimare come una zoccola. Sentivo il fuoco attorno al mio cazzo e l'odore del suo sudore! Io sembravo impazzito: mentre la cavalcavo iniziai ad insultarla; non potevo crederci, stavo fottendo con mia madre, la stavo montando, avevo il mio cazzo dentro la sua vagina, la stessa attraverso la quale ero uscito venendo alla luce! Mentre la montavo, le accarezzavo tutto i corpo, le succhiavo i seni ed, a tratti, la baciavo in bocca con la lingua!Lei si lasciava chiavare come dio comanda!
