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Erotika
Mia Mamma è Disponibile · Cap. 1
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Capitolo 1 di 3 23 min di lettura

Chiavata dal direttore

Una mamma di Sicilia come tante, tradisce per noia, tradisce per carriera... purtroppo il figliolo la vede fottere...

Giovanna Esse
10 mesi fa · 2.9k letture · 0

Questo racconto è stato scritto dopo notevole meditazione e soprattutto dopo molti anni dal periodo temporale cui si riferisce. Protagonista mia madre che all'epoca dei fatti aveva circa 40 anni. Siamo negli anni 80 a Palermo, mia madre , una donna alta circa 1.65, bel corpo, con capelli molto mossi, castani, occhi verdi, quarta di seno, di professione bancaria. Molte frasi non saranno esattamente uguali a quando furono pronunciate, anche perchè, dopo molti anni, le esatte parole vengono dimenticate, ma il succo sarà narrato per intero. Il primo episodio si riferisce ad una cena di lavoro, in occasione della promoziona del nuovo Direttore di sede della banca dove lavorava mia madre, che chiamerò dott. Corona, un uomo sulla sessantina, un po' grasso e stempiato, simpatico ed eclettico. Per l'occasione mia madre portò anche me alla cena; io avevo allora circa sedici anni.

Lei teneva molto a fare bella figura col nuovo Direttore, anche perchè anche lei era in odore di promozione e chiaramente voleva farsi notare. Si era preparata bene, curando i particolari per apparire bella: un vestito tipo da sera corto, senza spalline e con manica lunga, tutto nero, calze velate con reggicalze, scarpe con tacco 12; prestò molta attenzione anche nella scelta dei gioielli, indossando una parure di perle che comprendeva una collana con un doppio filo di perle coltivate, un anello con perla e brillante, un bracciale con tre file di perle e per finire orecchini di perle e brillanti del matrimonio.

A cena sentivo gli occhi degli uomini presenti nella sala sopra di lei, molti le sorridevano, qualcuno ammiccavano e molti sicuramente scambiavano commenti tra di loro; sicuramente tutti i maschi presenti l'avrebbero voluta qualche ora a disposizione a letto per sfogare i propri istinti!

Direttore: scusate ma stasera la signora Maria Vittoria la voglio accanto, tutta per me, capito?

Mia madre: Direttore ogni suo desiderio per me è un ordine...........

Lui era molto gentile e galante, le versava da bere, le chiedeva se era tutto a posto, le accendeva qualche sigaretta (mia madre fumava Muratti), etc.

Ricordo che mentre andavo in bagno sentii uno dei camerieri che diceva all'altro: minchia l'hai visto che pezzo di sticchio al tavolo dei bancari? questa di sicuro fa pompini con ingoio......"

Collega: Direttore lo sa che Maria Vittoria il mese prossimo fa gli esami per passare funzionario?

Mia madre: dai Ciccetto, smettila, al Direttore queste cose non interessano!

Direttore: Maria Vittoria, posso darti di tu vero?

Mia madre: certo Direttore, ci mancherebbe, Lei mi può dare di tu quando vuole; sono ai suoi ordini......

Direttore: Maria Vittoria domani passa dal mio ufficio che ne parliamo; a che vieni dovresti farmi una cortesia, dovresti passare in lavanderia a ritirare alcuni capi a mio nome ........

Mia madre: certo Direttore, ci mancherebbe, le ripeto ogni suo desiderio è un ordine......

La cena si svolse normalmente con mia madre sempre vicina al Direttore che più volte, durante la serata, le mise le mani sulla spalla, ai fianchi, le fece qualche carezza, le prese la mano, etc. Si concluse verso le 23 e poi io tornai a casa con mia madre. In macchina non scambiammo una parola.

Il secondo episodio si riferisce ad una sera circa un mese dopo; mia madre era uscita per una cena di lavoro con i colleghi. Verso le 23.30 stavo passeggiando il cane e mi trovavo dopo il portone di casa, dietro una piccola siepe di oleandri, quando vidi una macchina di grossa cilindrata che passava dal portone e si fermava più avanti all'altezza mia. Vidi chiaramente il Direttore alla guida e mia madre accanto a lui. Si fermano, accendono una sigaretta e parlano cordialmente: si vedeva che mia madre rideva alle sue battute senza il necessario ritegno. Ad un certo punto il Direttore spegne la sigaretta e si volta verso di lei. Le accarezza i capelli mormorandole qualcosa, poi la prende per la nuca e l'avvicina a se; mia madre si gira di lato istintivamente per scansarsi, lui mormora ancora qualcosa, le sorride, le rigira la testa e la poggia sul poggiatesta del sedile; le poggia le labbra sulle sue. In quel momento mia madre avrà sentito forte il suo alito e lui quello di lei. Parte un bacio, lungo, sensuale: mia madre con occhi chiusi e la nuca appoggiata al sedile, la bocca ben larga ed il direttore che le gira la lingua in bocca. Immaginai subito le loro lingue grondanti di saliva che lottavano in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente dentro le bocche; mia madre che aveva allargate le labbra ed aperta completamente la bocca, adesso aveva ricevuto dentro la calda ed umida lingua del Direttore, lasciando che le pennellasse con cura tutta la superficie umida del cavo orale e del palato; durante il bacio in bocca sicuramente il Direttore leccava e succhiava con avidità e decisione e ritmicamente immetteva abbondante saliva calda e vischiosa dentro la bocca di lei costringendola ad assaporarla, per poi ingoiarla avidamente. Sicuramente a mia madre piaceva la sua saliva, si vedeva che la gustava prima di ingoiarla. Terminato il bacio in bocca, si staccano. Lui ci prova ancora, ma lei si svincola, si vede chiaramente che lo saluta cordialmente ed esce dalla macchina con un mazzo di rose rosse. La macchina riparte, mia madre gira l'angolo e getta le rose nel cassonetto, quindi sale a casa. Chiaramente ero eccitato da una parte, arrabbiato dall'altra. Quella sera la spiai dal buco della serratura del bagno, non era la prima volta. Si spogliò rimanendo nuda, ricoperta solo da gioielli; guardai ed ammirai il suo seno grosso, sodo con due areole scure ed ampie, la vulva boscosa. Si strucco e fece una doccia. Si mise del profumo, evidentemente si stava preparando per andare a letto con mio padre. Andai a letto e mi masturbai pensandola a letto che scopava con il direttore. Pensai che probabilmente avevano una relazione.......

Un paio di settimane dopo ci fu un'altra cena di lavoro questa volta in grande, al circolo sul mare. C'era anche un mio compagno di scuola Rosario, la cui madre era collega della mia . Dopo cena il ed il mio compagno ci allontanammo per fumare erba di nascosto. Ad un tratto vedemmo mia madre ed il Direttore che si appartavano nella zona delle cabine: restammo immobili ed in silenzio.

Compagno: ma quella non è tua madre?

Io: si è lei, ma dove stanno andando?

Compagno: ma chi è quello che la tiene per mano?

Io: no, è il Direttore non lo riconosci? Ed è ache un amico di famiglia nulla di quello che pensi!

La notte era fresca anche se un po' umida. Lui la teneva per mano, poi le cinse i fianchi e le parlava a bassa voce; lei era vestita più o meno come la volta precedente, stessi gioielli. Ad un tratto Il Direttore con uno scatto fulmineo tentò di baciarla, ma lei con uno spostamento altrettanto rapido lo evitò! Ci provò ancora e poi ancora senza darle tregua. Si vedeva chiaramente che mia madre era pervasa da un enorme imbarazzo; il Direttore la fece appoggiare alla parete di una cabina e si accostò a lei ed iniziò a strofinarle le labbra sul collo; lei restò come paralizzata sentendo verosimilmente il sangue fermarsi nelle vene! lui continuò a coprirle il collo di delicati baci, poi di leggeri succhiamenti e poi infine iniziò a leccarlo; giunto all’orecchio incominciò a baciarlo ed a leccarlo, quindi la prese per la nuca e con notevole tenacia, ma senza alcuna vera costrizione, le girò la testa indietro poggiandole le labbra contro le sue ed iniziando a leccarle con delicatezza; si vedeva che mia madre era dibattuta: da una parte vi era il preciso intento di rimanere fedele al marito, ma dall’altro c’era un crescente desiderio di cedere, sicuramente rinforzato dallo stato di ebbrezza e dal pensiero del passaggio a funzionario. Il Direttore da esperto seduttore e puttaniere, abituato a sedurre mogli infedeli, capace di fiutare a mille miglia una donna disponibile a darsi per ottenere agevolazioni sul lavoro, sapendo quanto mia madre tenesse alla promozione, consapevole che il cedimento era ormai prossimo, spinse la sua lingua tra le sue labbra; lei sentii il suo alito desiderabile ed il calore del suo corpo; aprii leggermente la bocca dimostrando un minimo segno di cedimento alla tentazione. Il Direttore capendo che stava cedendo alla voglia, forzò ancora e raggiunse con la lingua i suoi denti e le gengive; mia madre sentì la sua lingua calda ed umida che sapeva di tabacco; subito dopo ogni resistenza venne meno e cedette ancora una volta, allargò le labbra, aprendo completamente la bocca; subito da lingua del Direttore si infilò dentro la sua bocca. Iniziarono a limonare come pazzi; aveva ceduto ancora una volta al Direttore ed alle sue voglie di puttaniere! adesso lui la stava abbracciando e baciando in bocca in modo voluttuoso.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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