Ormai era diventato un chiodo fisso, non riuscivo a pensare ad altro: volevo essere posseduta dal mio amore incestuoso sconosciuto!
Il ditalino e la leccata di fica, benché mi avessero fatto provare meravigliosi godimenti, non erano più sufficienti a placare la voglia di porcate che il mio amante sconosciuto aveva tirato fuori.
Cominciai a riflettere a cosa fosse dovuta quella mia metamorfosi: da essere una normale 18enne, senza grilli per la testa, a sentirmi una gran porca, pronta a farmi chiavare da uno sconosciuto… per di più con stretti vincoli di parentela!
Innanzi tutto aver provato piaceri e orgasmi che il mio ragazzo non era stato mai in grado di procurarmi.
Quando ci vedevamo gli facevo una sega e lui un ditalino, ma il suo ditalino si limitava a stuzzicare il grilletto, mai le dita nella fica e men che meno nel culo: me ne venivo, ma non avevo mai provato un orgasmo da farmi scoppiare la testa come quello che mi aveva procurato le dita del mio amore sconosciuto.
Mai che lui mi avesse chiesto di succhiargli il cazzo, ero sempre io che prendevo l’iniziativa, quando scopavamo mi sarebbe piaciuto condire l’amplesso con frasi spinte, incitamenti volgari per aumentare l’eccitazione, invece mutismo assoluto e il suo silenzio bloccava anche me.
Lo scambio di messaggi osceni che scambiavo con il mio amore sconosciuto mi facevano eccitare come non mai, specialmente pensando di scambiarli con mio padre… e qui interviene il fattore incesto: pensandoci bene forse quella era la causa principale del mio cambiamento!
Sapere di fare sesso con un componente della mia famiglia mi mandava in estasi!
Ormai sarei stata pronta a farmi scopare da loro anche eliminando l’incognito, mi sarei concessa alla luce del sole: il piacere dell’atto perverso e depravato dell’incesto, il gusto del proibito, della trasgressione mi mandava fuori di testa!
Se mio padre fosse entrato nella mia stanza da letto e mi avesse chiesto di dargli la fica non avrei perso un attimo per godermi il suo cazzo… e gli avrei dato anche il culo!
Madonna santa: il pensiero potesse essere il cazzo di mio padre quello che mi sarebbe entrato nella fica per fottermi mi mandava ai matti!
Arrivò sabato sera e mi preparai come sempre… e come sempre verso mezzanotte arrivò in silenzio… e poi benda, manette e luce accesa.
Rimase dietro di me, mi baciò il collo cominciando a farmi fremere di piacere e dopo qualche attimo sentii il suo uccello strusciare tra le mie mani: il porco lo aveva tirato fuori e ce lo stava passando sopra.
Benché ammanettata glielo afferrai con entrambe le mani e lo strinsi per gustarmi la sua durezza: sentii subito che era proprio un gran bel cazzo, proprio quello che noi femminucce sogniamo di sentire dentro la fica.
Bello grosso, duro e caldo: cominciai a muovere le mani avanti e indietro per fargli una sega, mentre lui mi aveva circondato con le braccia da dietro, mi aveva afferrato i seni e seguitava a baciarmi il collo... la fica era già una fontana!
Cominciai a gemere.
"Dio, che bel cazzo! Me lo metterai nella fica, vero? Quando vorrai io sarò pronta a riceverti! Anche fossi mio padre voglio sentirti dentro... a questo punto non puoi negarmi il piacere di farmi scopare da te! Tanto non c'è alcun rischio: sono protetta e puoi venirmi dentro senza timore!"
A questa mia spudorata offerta lo sentii ansimare: mi tolse il cazzo dalle mani e lo sentii venirmi davanti.
Sentii un bacio sulla fronte, poi uno sugli occhi, poi uno sulla guancia… e poi la lingua leccarmi sensualmente tutte le labbra, per poi entrarmi prepotentemente nella bocca, alla ricerca della mia: una lingua enorme, viscida, calda che mi riempì meravigliosamente la bocca!
Cominciai a succhiargliela con gusto, ci scambiammo un bel po’ di slinguate e di saliva, poi si tolse dal bacio: non feci in tempo a desiderarlo che sentii il suo cazzo strusciarmi sopra il viso.
Prima lo avvicinò al mio naso per farmi sentire l'afrodisiaco odore di cazzo eccitato, poi cominciò a strofinarmi la cappella sulle labbra, sulle guance, sugli occhi: usava il suo cazzo come un dolce pennello con cui tratteggiava il profilo del mio viso.
Poi prese a sbattermelo sopra la bocca: quei colpi di cazzo mi facevano sentire una gran troia... e la cosa mi affascinava!
Nonostante avessi compiuto 18 anni solo da pochi mesi, il mio amore sconosciuto mi faceva sentire donna!
Lentamente, scese con il cazzo lungo tutto il mio corpo, strofinandomi addosso le cappella: sul collo, sul seno, sopra i capezzoli, poi scese lungo la pancia, verso il pube.
Cominciai a fremere: "Eccolo... arriva alla fica... me lo infila dentro... mi scopa!" pensavo tra me e me.
Sentii aprirmi le gambe: cercai di facilitargli l'accesso scosciandomi più che potevo.
Uhmmm! Cazzo... eccolo!
Il porco prese a spennellarmi la fica: strusciava la cappella su e giù lungo tutta la fessura, partiva dal buchino e saliva fino al clito, poi tornava indietro... e poi ricominciava.
Mi sarei aspettata si fosse fermato all'ingresso della vagina e mi avesse impalata... invece seguitava a farmi impazzire con quella cappella dura e bollente lungo la fica.
Lo implorai.
"Dai, cazzo... mettimelo nella fica... chiavami... ti prego... ti voglio dentro! Mi stai facendo sentire una troia… ma alle troie piace il cazzo… e allora dammelooo! Allora fottimi come si fa con le troie! Ti prego, amore mio, fammi sentire tuo cazzo che passeggia voglioso dentro il mio ventre!"
Sentii uscire dalle sue labbra un sibilo inconfondibile... indicandomi di tacere!
"Shhhhhhhhhhh!!!!"
Quando con la cappella arrivò nuovamente sul grilletto si fermò... e cominciò a strofinarcelo velocemente sopra: cazzo... cazzo... il porco mi stava facendo un ditalino con la cappella!
Cominciai a gemere!
"Sei un bastardo... figlio di puttana! Uhmmm! Così mi fai sborrare! Mi stai facendo godere... ma perchè non mi vuoi scopare! Ti offro la mia fica e tu mi respingi! Aaahhhhh! Godo... porco... la tua cappella è bollente… mi fa godereeeee… sììììììì… sto venendo... bastardooo... ti sborro sul cazzooooo!!!"
Il movimento veloce della cappella sopra il grillo non mi diede scampo: sborrai come una maiala!
Mi abbandonai sulla sedia, ansimante, a bocca aperta a godermi gli ultimi spasimi dell'orgasmo!
Stavo ancora godendo quando sentii la sua cappella accarezzarmi le labbra e poi entrare nella mia bocca: il dolce porco voleva glielo succhiassi... non chiedevo di meglio!
Tolsi un attimo la bocca.
"Ti prego, toglimi le manette, ti giuro non farò nulla per capire chi sei: voglio solo prenderti il cazzo in mano e accarezzarlo mentre te lo succhio e ti faccio venire in bocca... ti prego... fidati!"
Si fidò: mi venne dietro, mi tolse le manette e riprese posizione... con il suo cazzo dentro la mia bocca.
Lo afferrai con entrambe le mani e lo strinsi forte come temessi mi sfuggisse e cominciai a segarlo mentre succhiavo ingorda la sua cappella dura e bollente.
Alternavo la succhiata a gemiti di godimento.
"Madonna santa, che bel cazzo! Purtroppo non posso vederlo, ma lo sento proprio grosso, caldo e duro! Adesso Gina te lo svuota tutto per bene dentro la sua bocca! Mi piace succhiare il cazzo e il tuo è dolcissimo! Voglio berti tutto! Domani mi aspetto da te un messaggio erotico per farmi sapere se ti è piaciuto come te l’ho succhiato!"
Cominciai a pompare come un'invasata, accompagnando il lavoro di bocca con la sega a due mani.
Più lo succhiavo più sentivo il suo cazzo gonfiarsi e indurirsi tra le mie mani: il porco stava godendo... gli stavo facendo un gran bel servizio, proprio un bel bocchino!!
Cominciò ad ansimare, ad ondeggiare il ventre avanti e indietro contro la mia bocca, mentre con una mano mi accarezzava la testa e con l'altra il viso.
Tolsi una mano dal cazzo, gli afferrai i coglioni e glieli strinsi dolcemente: emise un lungo grugnito, mentre la sua verga mi sobbalzò in bocca!
Aumentai il ritmo, volevo gustare la sua crema!
Con la bocca gli pompavo la cappella, con una mano gli menavo velocemente il cazzo e con l’altra gli stringevo ritmicamente i coglioni.
Sentii il cazzo gonfiarsi in bocca… e lui emettere un leggero sussurro… per non farsi riconoscere.
“Si… si… dai!”
Capii che stava arrivando… ancora qualche attimo e poi scoppiò… emettendo un lunghissimo grugnito irriconoscibile.
“Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!”
Il primo immenso schizzo mi colpì direttamente la gola, provai a ingoiare, ma non feci in tempo che ne arrivò un secondo che finì per riempirmi la bocca!
Capii subito quanto mi fosse impossibile ingoiare tutto: mentre cercavo di ingoiarne quanta più ne potevo, socchiusi le labbra per far fuoriuscire la sborra di troppo!
La sentii colare dagli angoli della bocca lungo il mento e da lì scendere sul seno!
