Mia sorella Valentina
Capitolo 4 - Voglio mamma!

Mi fermai a tavola più del solito quella sera, con la scusa di mangiare più frutta, ma in realtà volevo osservare mia madre che, rivolta verso il lavandino, mi dava le spalle e soprattutto il suo bel culo tondo e grosso, insaccato in un paio di short stretti che lo risaltavano facendolo sporgere in modo quasi osceno.
Vederla là impegnata a lavare i piatti come una brava donna di casa e allo stesso tempo sapere che si era fatta scopare da un uomo, in quella stessa casa, tradendo suo marito (e nostro padre), aumentò la mia rabbia e la mia eccitazione in modo esponenziale, tanto da non farmi più resistere al desiderio.
Volevo farmela e umiliarla allo stesso tempo, così mi alzai dal tavolo e le andai alle spalle. Senza alcun preambolo né alcun riguardo mi addossai a lei e la presi per i fianchi. Lei sussulto sorpresa e stava per dire qualcosa ma io la zittii bisbigliandole deciso: zitta puttana!
Diede uno strattone per liberarsi, voleva girarsi e magari assestarmi uno schiaffone ma io incalzai dicendole che sapevo di lei e zio.
Rientro a casa e cosa vedo? Mia madre che si fa scopare come una cagna da suo fratello!!! Ti piace prenderlo da dietro eh... Farti montare come fanno i tori con le vacche!!! Senti come ce l'ho duro... Senti mamma..., le sussurrai mentre strofinavo il mio randello sul suo grosso culo.
Ti piace eh? Mi si è drizzato non appena ho capito che ti stavi facendo sbattere da zio Carlo e da allora non ha smesso di ingrossarsi. Non vedevo l'ora di fartelo sentire, e adesso devi provare quanto ce l'ha duro tuo figlio. Vedrai che non ho niente da invidiare a quello di zio! Ti piacerà il randello di tuo figlio, mamma porca. Vedrai come ti piacerà!!! E poi a sto punto sono così arrapato che se fai storie e ti rifiuti non esito un attimo a dire tutto a papà. A sputtanare te e zio davanti alle vostre famiglie, e anche davanti a tutto il paese. Immagina quanto ne parlerà la gente della coppia di adulteri e per di più incestuosi!!!
Rivolgermi così sfacciatamente e in modo così incalzante a mia madre aumentò la mia eccitazione, mentre a lei lo sgomento e la rabbia che aveva all'inizio si tramutarono in sorpresa e preoccupazione e piano piano abbandonò le resistenze. Mi vide così deciso ed arrapato che capì fosse meglio sottomettersi al mio volere.
E così, stando sempre alle spalle di mia madre, addossato a lei, tirai fuori il mio cazzo dalla tuta. Era durissimo e pulsante per l'eccitazione e presi a spingere con la cappella contro il tessuto degli short di mamma, poi strofinavo l'asta all'altezza delle sue natiche. Mamma smise di lavare i piatti e appoggiò le mani al bordo del lavandino. Era rassegnata e sconvolta ma allo stesso tempo eccitata, e quando le sbottonai gli short e arrivai alle sue mutandine le trovai bagnate!
Infilai le dita sotto le mutandine e presi pizzicarle la fica, poi le sgrillettai il clitoride che in poco tempo divenne turgido e sporgente e poi la penetrai con due dita. Feci dentro e fuori dalla sua fica un bel po' di volte e lei si piegò in avanti e non fece altro che ansimare e mugolare tutto il tempo.
Era bella calda e vogliosa e non oppose alcuna resistenza quando le abbassai gli short fino alle caviglie. Lei se li sfilò sollevando un piede ed io le feci divaricare le gambe. Le infilai di nuovo due dita nella fregna e la trovai ancora più bagnata, calda e con le pareti dilatate e rilassate, segno che quella troia di mia madre dopo aver fatto un po' di storie era adesso pronta a farsi sbattere come una cagna in calore.
Ne aveva proprio voglia perché cominciò a sussurrarmi: sbattimi figlio mio... fammi godere daiii!, e mentre la penetravo infilandole il mio cazzo tutto dentro, fino a sbattere con le palle contro le sue cosce, incalzava con: "hhhmmm sì così dai... Oooh che bel cazzo duro e potente che hai figlio mio! Mmmh sfondami dai, sfondami la fica! Fammi godere come una cagna in calore... Fammi tua... Voglio essere la tua troia! Siiii!!!
Mi stavo scopando mia madre con una foga pazzesca! La scopavo da dietro, con lei piegata in avanti e appoggiata al lavandino della cucina, che muoveva languidamente la testa, sospirava e mi incitava con i suoi ripetuti sì, sìì, sììì.
Il mio cazzo stantuffava senza sosta nella sua fica fradicia di umori, e mentre il mio randello faceva avanti e indietro dentro di lei allungai le mani e le afferrai le enormi tette da sesta misura che i miei colpi facevano ballare oscenamente.
Incuranti di poter essere scoperti abbiamo continuato a scopare come due amanti incoscienti travolti da una improvvisa passione, e l'idea che mia sorella e mio padre fossero lì in casa invece che preoccuparmi mi eccitò ancora di più.
Continuai a cavalcare mia madre da dietro senza sosta finché non fui pronto a sborrare. Lei per tutto il tempo che le stantuffai nella fica continuò a mugolare sotto voce ed a farsi ballare le grosse tette, poi , quando le sussurrai "vengo" lei si sfilò il cazzo da dentro.
Mi sarebbe piaciuto sborrarle dentro, era una fantasia che avevo da tanto, però lei non lo permise, voleva che mi svuotassi su dei tovaglioli. Non mi piacque proprio l'idea e così la afferrai sprezzante per i capelli. Lei mi guardò sorpresa e infastidita da quel gesto e quando capii le mie intenzioni il suo sguardo si fece prima implorante (mi sussurrò dei 'no non farlo ti prego') poi, quando vide che non mollavo la presa e continuavo a tirarla giù per i capelli, rabbioso e carico di odio.
Impietoso l'ho tirata giù fino a farla accosciare ed a farla trovare con la faccia davanti al mio cazzo pronto a sborrare. Ho stretto più forte la presa sui suoi capelli e tirato per farle del male e farle tenere la bocca aperta, e nonostante le smorfie di riprovazione ha preso in bocca tutta la sborra che le ho scaricato.
Diedi delle belle smanettate al mio cazzo che tenevo stretto in mano, dirigendo gli spruzzi di sborra sulla sua faccia.
Nonostante la contrarietà che mostrava, mia madre non si fece scappare una sola goccia del mio sperma. Se lo ingoiò tutto leccandosi poi quelle che le erano rimaste sulle labbra.
Prima di lasciare la presa però volli levarmi un altro sfizio e godermi un'altra sua umiliazione. Mi tenni il cazzo sollevato puntandolo dritto verso l'alto e le spinsi la faccia verso la sacca dei coglioni, costringendo mia madre a leccarmi le palle ed a mettersele in bocca e succhiarle.
Fu una vera umiliazione per lei, che scena arrapantissima! Mia madre inginocchiata e costretta a leccarmi e succhiarmi le palle! I peli del pube le davano continuamente fastidio e finito il lavoretto si mise a sputacchiare per toglierseli dalla lingua.
A quel punto potevo dirmi soddisfatto. Mi ero scopato mia madre da dietro con una cavalcata fantastica, le avevo sborrato in bocca e mi ero fatto fare un bidè con la sua bocca e la sua lingua. Mi sentivo un dio.
Mi sistemai il cazzo nella tuta e mi allontanai, quando trovai Valentina immobile sulla soglia, con le braccia incrociate che mi fissava accigliata.
La sua espressione era eloquente. Si sentiva come una amante tradita. Era schifata ed allo stesso tempo ferita e arrabbiata e mi disse a bassa voce, con un tono gelido e carico di rabbia:
brutto porco schifoso, me la pagherai...!
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