Mia sorella Valentina

Capitolo 3 - Oscene rivelazioni

Giovanna Esse
3 days ago

Dopo quell'orgasmo rimasi inginocchiato tra le cosce di mia sorella, continuando a baciarle la fica e le labbra gonfie e impregnate di un inebriante odore mentre le accarezzavo la soffice peluria che le cresceva sul pube.

Anche se dentro di me ero felicissimo ed entusiasta all'idea di essere diventato il ragazzo di mia sorella, preferì non esternarle nulla finché non fossi stato certo che anche lei provasse un sentimento più o meno simile al mio. Così, con un tono rassicurante e dolce, mi limitai e le dissi che non doveva preoccuparsi di niente e che nulla sarebbe cambiato tra di noi. Poi in tono più scherzoso le dissi che era davvero fenomenale a fare pompini.

Devi proprio avere una gran succhiatrice, una maestra pompinara in gamba, fra le tue compagne di scuola, sorellina!

Valentina mi fissò rossa in viso, aveva un'espressione a metà tra il vergognato e il malizioso e intrigato, e sorridendo mi confessò:

Macché compagne di scuola! La maestra pompinara l'abbiamo in casa... Sono anni che spio nostra madre fare pompini...

Tu cosa??? Trasalii sorpreso. Spii nostra madre fare pompini a papà???

Non solo a lui... Mi rispose lei con un aria tranquilla per poi confessare con estrema disinvoltura che: L'ho vista più volte succhiarlo anche a zio Carlo.

Io la fisso basito e lei incalza come a voler essere ancora più chiara: La prima volta è successo quando avevo otto anni. Mi allontanai da scuola perché non volevo essere interrogata e rientrai a casa di nascosto. Passai in silenzio davanti la camera di mamma e papà, sentii dei lamenti soffocati e dalla porta socchiusa vidi nostra madre in ginocchio che glielo tirava fuori e glielo succhiava e zio la teneva per la testa e sussurrava : Oh si... Succhiamelo e leccamelo come una cagna... Ooooh che troia di sorella che sei...

Fu uno shock. Nostra madre era una troia depravata! Saperlo mi scosse in modo incredibile, mi si abbatté addosso una tempesta di stati d'animo e pensieri. Non sapevo se essere più arrabbiato o eccitato e in verità i due sentimenti si equivalevano.

L'idea che una donna sposata e con figli intrattenesse una relazione sessuale con il proprio fratello tradendo il marito era eccitantissima, ma il fatto che quella adultera fosse nostra madre e che mettesse le corna a nostro padre (con zio Carlo poi, il nostro zio preferito) era inaccettabile! Un tradimento imperdonabile che mi mandò fuori dai gangheri!


Dopo quella rivelazione choc l'atteggiamento nei confronti di nostra madre cambiò e mi mostrai alquanto taciturno e irascibile e più di una volta le risposi in modo sgarbato, lei però attribuì quel mio comportamento come a qualcosa di normale nell'età adolescenziale e ci passò sopra.

Anche nei confronti di mia sorella Valentina cambiai atteggiamento e per un po' fui scontroso e sgarbato.

Il fatto che mia sorella sapesse da anni che nostra madre si faceva scopare da suo fratello (e zio nostro) lo presi come un tradimento al resto della famiglia e soprattutto a nostro padre.

Il condividere, in un certo senso, quel torbido segreto li rendeva ai miei occhi come delle complici. E a lei quella mia freddezza diede fastidio, tanto che per ripicca iniziò a fare la civettuola proprio con nostro padre!


Mia sorella vuole il papà

Mia sorella mi svelò in quel periodo, e con quel comportamento, tutto il suo essere puttana. Sapendo che nostro padre più di una volta si era mostrato non indifferente alle sue sempre più generose forme, prese a girargli intorno con vestitini succinti, quando non anche mezza nuda, e più vedeva il turbamento del padre più si mostrava perversa con la sua finta ingenuità.

C'era una tensione morbosa enorme in famiglia in quel periodo, con papà dilaniato dal turbamento per quella ragazza (ormai diventata donna) che vedeva girare per casa tutti i giorni e che con le sue movenze e il suo fare provocante, fintamente ingenuo, lo eccitava e turbava facendolo sentire un depravato per il fatto di provare tanto desiderio per sua figlia; con nostra madre che da un lato continuava il rapporto incestuoso con suo fratello e dall'altro iniziava a soffrire la concorrenza di sua figlia che, diventando sempre più donna, metteva in discussione il suo ruolo di "regina" di casa, visto che il "re" era sempre più distratto e tentato dalla fresca e giovane bellezza di Valentina.

E in mezzo a questo marasma di desideri morbosi e depravati quello che osservava tutto ero io, che comunque ero sbattuto tra la voglia di farmi questa troietta in calore di sorella e la rabbia che provavo per il gioco che stava facendo con nostro padre. Quella spudoratezza che stava tirando fuori però non faceva che aumentare il mio desiderio di lei; la mia voglia di averla e di averla a tutti gli effetti. Di scoparmela proprio!


Una famiglia ossessionata dal sesso

A questa insana e ossessiva fissa per mia sorella si aggiunse poi quella ancor più torbida e perversa per nostra madre. Avere scoperto della sua relazione con suo fratello mi procurò una rabbia e un disgusto che sfociarono nel più osceno desiderio sessuale. Il sovrapporre all'idea di madre quello di moglie adultera e incestuosa mi scatenò un profondo desiderio di farci del sesso. Saperla contemporaneamente come madre che ha tirato su me e Valentina, e come moglie di papà , e scoprire poi che di nascosto se la faceva con altri uomini mi fece nascere un sacco di pensieri osceni su di lei. Su di noi.

Pur non rivelandole che sapevo della sua relazione con zio, pur non rivelandole che sapevo quanto fosse porca mi approcciai a lei con quella sfrontatezza che ti viene dal sapere che hai un asso nella manica da sfruttare a tuo piacimento.

E così presi a iniziare un gioco provocatorio con mamma. Presi a girare per casa a torso nudo e senza mutande, stando attento a capitarle spesso vicino, così che potesse notare la potente erezione del mio cazzo che gonfiava in modo eloquente il tessuto del pigiama o della tuta.

E a mia madre quelle erezioni non sfuggirono, inoltre non poté nemmeno sfuggirle il fisico asciutto e discretamente scolpito che gli anni di palestra mi stavano facendo mettere su. Insomma ero un davvero piacente ragazzo di quasi diciotto anni, dal bel fisico e con gli ormoni altrettanto vigorosi, e una donna di quaranta anni, per di più una porca depravata come lei, quell'odore di maschio giovane e bramoso di sesso non riusciva certo ad ignorarlo.

Pur non scambiandoci che poche parole e non guardandoci mai in faccia era come se ci fosse comunque un dialogo muto tra noi due. Poi quell'atteggiamento piccato e scontroso che io continuavo a portare avanti rispondendole con monosillabi e rifiutando un dialogo sereno, non faceva altro che far crescere una tensione sempre palpabile che trovavo eccitante.

Quando stavamo nella stessa stanza e ci trovavamo soli si sentiva solo il rumore dei nostri respiri. Respiri tesi che svelavano il turbinio di emozioni contrastanti che ci scuotevano. Del desiderio proibito che si insinuava sempre più strisciante. Consapevolezza dell'immondo peccato che era lì, aleggiando tra di noi. E che era sempre più dannatamente difficile scacciare dai nostri pensieri. Era ormai inevitabile che cadessimo prede di questo peccato e, confesso, non vedevo l'ora che succedesse.

La spinta decisiva la trovai un tardo pomeriggio di quello stesso luglio che era quasi al termine. Mentre tornavo dall'allenamento vidi la Opel di zio Carlo parcheggiata davanti casa e mi bloccai. Non volli entrare dal cancello e dal portone perché mi sarei fatto sentire, mentre il mio proposito era quello di sorprenderli in flagranza di scopata! Così feci il giro e scavalcai il muro in un punto più accessibile, poi mi intrufolai in casa forzando appena la finestra del salotto che, per via del caldo torrido dei periodo, non stava mai completamente chiusa.

Casa nostra era divisa in zona giorno a pianoterra e zona notte al piano superiore ed una volta entrato dal salotto salii le scale che portavano nel piano delle camere da letto.

Quando camminavo con passo leggero nel corridoio sentii la porta della camera dei miei aprirsi e con uno scatto riuscii ad infilarmi nella mia. Feci in tempo a socchiudere la porta e spiando vidi passare mio zio che si sistemava i pantaloni e mentre si allontanava sentii mia madre chiudersi in bagno, aprire l'acqua e tirare lo sciacquone.

Quei maledetti porci avevano scopato! Avevano fatto le loro porcate e ora tranquillamente riprendevano i loro ruoli abituali. Lui quello dello zio simpatico, buon marito e buon padre di famiglia e lei la moglie devota, la brava madre e la premurosa sorella.

L'idea che mio zio si fosse appena scopato mia madre e che lei si fosse fatta chiavare da un altro uomo che non fosse mio padre mi fece salire il sangue alla testa dalla rabbia e dall'eccitazione. Quella sera, per la prima volta in tanti mesi, ignorai completamente mia sorella Valentina perché i miei pensieri erano tutti rivolti verso nostra madre.

Già durante la cena sbirciai più volte la scollatura della sua maglietta di cotone, e al pensiero che quelle belle e procaci tette di cui fissavo il solco e una buona parte della massa fossero state palpate e leccate da un altro uomo mi faceva imbestialire dalla gelosia e allo stesso tempo mi faceva indurire il cazzo sotto al tavolo della cucina.

Mentre parlava con nostro padre le guardai la bocca e nell'immaginare quella bocca prendere e succhiare il cazzo di zio la mia verga gonfiò oscenamente la tuta.