Capitolo 2 - Il ritorno di Fabio
Il giovane che aveva acceso una fiamma inaccettabile nel cuore della vecchia signora, sparisce per farla impazzire ma poi riappare... per...
1 anno fa
Interludio
"Maledetto lui! Maledetta lei!" pensava Elvira nella sua mente offuscata dalla fantasia e dall'eccitazione, sopita per anni nella sua mente, avvezza a sentirsi una donna anziana. Adesso, un po' per "calore" di femmina, un po' pure per gioco, la vecchia si tirava tutta una serie di competizioni, gelosie, emozioni... con chi, magari, non si era nemmeno accorto di lei.
Resistette una settimana senza notizie di Fabio, poi suo malgrado, non riuscì a fare a meno di cercarlo... aveva il suo numero di cellulare ma non aveva idea di cosa chiedergli, così preferì recarsi al negozio, però ci trovò solo la strega. Dopo aver cincischiato in giro alcuni minuti, si fece sfrontata e chiese notizie del giovane, servendosi di una scusa.
La donna la squadrò dalla testa ai piedi. Gelosa? Possibile? Certo sarebbe stata una bella soddisfazione... anche se solo morale.
- Fabio? Non gliel'ha detto? È in viaggio di nozze... o qualcosa del genere, non saprei nemmeno se ritornerà a lavorare qui. Cosa le serve?
Elvira avrebbe voluto sparire. Lasciò il negozio biascicando una scusa e si allontanò il più velocemente possibile.
Il peso degli anni le ricadde tutto addosso. Dopo lo smarrimento, in pochi minuti era ritornata vecchia; giusto in tempo per vergognarsi con se stessa; poi l'oblio della sua vita piatta e incolore la pervase nuovamente.
Fabio, la cena, i sogni: tutto si era spezzato come uno specchio che si schianta; il ricordo di quella serata folle si ridusse prima in pezzetti minuti e poi, finalmente, in polvere, allontanandosi nel tempo come se tutto fosse accaduto mille anni prima.
- Elvira?
- Sì, ma chi... ? – La donna non finì nemmeno la frase, non poteva sbagliare, era la voce di Fabio. Nonostante fossero passati oltre due mesi, non poteva sbagliare.
- Vedi... se non ti spiace, io ti vorrei dire un paio di cose, magari se puoi, da vicino...
- Ma... - disse lei, stordita dalla sorpresa. Intanto, anche la sua visione rispetto a Fabio e tutta quella sua folle fantasia era diametralmente cambiata. Elvira era tornata un'anziana signora e Fabio, per lei, un simpatico ragazzo. – Non saprei, di che si tratta? Non puoi dirmi al telefono?
- Se non ti disturba, preferisco da vicino... magari in un posto... un bar, scegli tu. Si tratta solo di pochi minuti.
Elvira ci pensò su un momento. Aveva già frainteso tutto una volta... magari voleva un prestito, oppure solo un consiglio. Però, in definitiva, lei si fidava di quell'uomo, dopotutto era stata lei a farsi "un film" nella testa, lui non aveva mai fatto niente di sconveniente.
- No, no, perché? Vieni pure a casa, sai dove abito, – disse, un po' risollevata – dimmi quando, però?
Ma Fabio insistette perché si vedessero in una tranquilla sala da Te.
- Scusa, ma sono sicuro che, se vengo a casa, non riesco a dirti... a comunicare...
La curiosità fece il resto e i due s'incontrarono il giorno dopo, nell'ora di colazione, ovviamente il retro con i tavolini era deserto.
- E così, ti sei sposato? – esordì Elvira – Devo farti gli auguri...
Lui rise ma era un po' teso:
- Assolutamente no, sono stato semplicemente in vacanza, mi sono preso un po' di tempo e... mi sono liberato di Giusy. – Elvira sapeva che Giusy era la proprietaria del negozio di oggettistica. – Ora, ho aperto un negozio mio, con la mia compagna... -
La donna sorrise, non sapeva cosa pensare:
- Ah, ah, scusa, ma non potevi semplicemente invitarmi all'inaugurazione? Inviti tutte le tue clienti al bar? ma spenderai una fortuna! – Le era venuto spontaneo scherzare sulla cosa, dopotutto si prendeva pure una piccola rivincita: quel maledetto le era mancato.
- Ascolta, fammi un favore... ascolta, non è facile chiederti quello che mi è passato per la testa. – Riprese l'uomo – Sono due mesi che ci penso, due mesi che sogno ma non trovo il coraggio di chiamarti...
Elvira si fece seria e più attenta, continuava a essere completamente all'oscuro riguardo al motivo di quello strano incontro.
- Facciamo così, se ti va. - Cominciò Fabio – Immagina che io ti chieda un regalo, un regalo un po' strano, magari: donami cinque minuti.
- Guarda che io sono una donna di una certa età... non ho molto tempo da sprecare, quindi, attento. – L'atmosfera s'era fatta tesa, la stessa Elvira si sorprese per le parole che aveva appena pronunciato, era come "sentisse" che Fabio stava per confidarle qualcosa di grave, o almeno, di essenziale.
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