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Un tributo di sperma per Giovanna 2
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Racconto12 min di lettura

Un tributo di sperma per Giovanna 2

Pochi minuti dopo la sua sborrata invio al mio Amico quest’ultimo messaggio: – Ho visto! ho visto “mooolto” bene!!! E ho anche notato il tuo… notevole cazzo, complimenti. E’ stato molto piacevole e del tutto nuovo per me…

Giovanna Esse
6 mesi fa · 1.1k letture · 1

Quella sera dopo cena, messa a tacere la casa, non potevo certo evitare di afferrare per mano Gerry, mio marito, e trascinarlo davanti al PC con una scusa cretina.

Stanco della giornata, non aveva ancora notato che sotto il solito pigiamone indossavo un completino di pizzo nero. Il reggiseno a mezza coppa, improponibile nel quotidiano per la mia straripante misura di seno, disegnava una piacevole parentesi nera, delicatamente merlettata, riuscendo a malapena a raggiungere le grosse aureole ma non a coprire i capezzoli.

Per giunta, la mia mente eccitata e il delicato massaggio del pizzo del reggipetto, me li aveva gonfiati e inturgiditi. Avevano raggiunto “l’esterno” e, come dita bramose, erano puntati verso l’alto, gonfiando il pigiama. La mutandina era a culottes, il modello che più esaltava la forma delle mie natiche robuste.

Feci sedere Gerry davanti al PC ed io tirai verso di me un’altra sedia, per mettermi di lato, al suo fianco.

– Guarda questi matti cosa si sono inventati… – sorrisi da tonta.

Di mio marito devo dire che non usa il PC quasi mai e che non ha alcun profilo su nessun Social; quel poco di posta elettronica, ormai obbligatoria, sono io a gestirla per lui, tramite la mail aziendale.

Sono io a tenerlo edotto riguardo alla “finestra” sul mondo e, sempre io, qualche volta gli faccio vedere alcune scene hard che mi hanno particolarmente colpita. Sempre io scarico sul PC le foto erotiche che a volte ci concediamo di scattare.

Aprii il gruppo cui, poco prima, l’altro mi aveva aggiunto e, dal titolo, lui capì subito che si trattava di un gruppo segreto di sesso esplicito.

– Questo è un gruppo esclusivo – dissi – prima non sapevo nemmeno che esistesse… –

Gerry guardava interessato e un po’ sulle sue… probabilmente voleva capire dove volessi andare a parare.

Aprii ulteriormente la cerniera del pigiama e lasciai che le tette straripassero leggermente dalla scollatura, forse avrebbe pensato che avevo caldo; intanto smanettavo sul PC per arrivare alla pagina che desideravo mostrargli. Lui guardava scorrere le immagini molto crude, delle foto e dei filmati postati dai vari membri.

– Ma che roba è? – disse, sorpreso.

– Niente… in realtà è un gruppo di persone a cui piace venire sulle foto altrui. – lo guardai, sott’occhi.

– Venire? Venire nel senso di… eiaculare? – chiese lui sempre più sorpreso.

– Sì – dissi – spruzzano su delle foto di donne… in genere. –

– Ma che donne… dove le prendono le foto di donne…? – era fuori registro, me ne resi conto, ma non potevo fermarmi, a quel punto.

– Ma non lo so… credo dalla rete. Molte sono foto postate da altre persone del gruppo… dai soggetti stessi o da qualche loro amico, che ne so? Da un marito, per esempio! – cercai di portarlo in argomento.

Il mio errore, quella sera, fu avere fretta, credo; se lo avessi fatto eccitare in qualche modo, prima, forse le cose sarebbero andate diversamente… ma, ormai era fatta. Come si dice: “Del senno di poi …”?

Senza controllare quanto gli piacesse, feci vedere a Gerry, alcune delle foto che io stessa avevo postato, nel gruppo.

L’avevo fatto come una specie di omaggio… poiché c’erano tante foto di nudo, avevo pensato che fosse giusto “partecipare” al gioco con delle mie foto vere, intime, personali.

Lo ammetto, ero stata tratta in inganno dall’euforia della novità, e dall’emozione di far parte, per la prima volta, di un gruppo segreto: l’esibizionismo mi aveva giocato un brutto tiro.

Ma quale segreto?

Una volta messa una foto sul web… essa non è più tua… lo sapevo ma c’ero cascata lo stesso.

Gerry trattenne ogni emozione per sé, con furbizia, per estorcermi tutta la verità.

– Beh… ecco… anch’io ho messo qualche foto… così, per gioco – continuai con meno enfasi, volevo sminuire il valore di quelle azioni, gettando la cosa sullo scherzoso. – Poi, dopo qualche giorno, cosa succede? – sorrido – Uno di questi matti mi scrive e mi

avverte che ha fatto un “tributo”… per me! – Lui mi da un’occhiata.

– Sì, un tributo – dico – loro le chiamano così, le eiaculazioni… io, quando ho messo le foto, non sapevo che succedesse questo… così, questa persona ha fatto un filmato e me l’ha spedito sulla mail… vuoi vedere? – dissi quasi timorosa.

– Ok, vediamo… – disse lui ma non lo sentivo entusiasta. Non sapevo come uscire da quella situazione. Non potevo fermarmi adesso… sarebbe stato peggio e avremmo di sicuro litigato.

Continuai a far passare il tutto come uno scherzo senza significato e feci in modo che i seni esplodessero dal giacchino aperto davanti, mentre io mi attardavo sulla tastiera per far partire il video.

– Ecco – dissi – guarda… è solo una sciocchezza… –

Il video partì, anche con il sonoro, purtroppo. Si vedeva una delle mie foto, una delle più belle scattate da Gerry, l’unica, dove si vedevano il mio viso e il mio decolté, mentre, con le mani a coppa, offrivo le mie

grosse “bocce”… rigorosamente trattenute dal reggiseno … niente di osceno, insomma.

Mi rosi il fegato. Come cacchio potevo immaginare che su una decina di foto senza volto, (dove avevo offerto “al pubblico” le mie tette nude, le cosce aperte con tutto in bella mostra, persino il mio generoso sedere, mentre ero oscenamente voltata) quel matto di

Gimmy, decidesse di venire proprio sulla più casta ma, anche, la più pericolosa delle mie pose?

Ormai la frittata era fatta! Non potevo fare altro che aspettare la reazione di mio marito a quel video scomposto.

4

Gerry guardava rapito il filmato, non si perdeva un solo particolare… incrociai le dita dietro la schiena e mi feci furba, così provai a togliere il pigiama del tutto, restando al suo fianco seminuda.

Speriamo bene, pensai, avevo le calze a rete nere e le scarpe col tacco, di sotto… come piaceva tanto a lui.

Intanto, mio marito, fece ripartire il video per la seconda volta! Io ero là, sulla foto appena stampata, col sorriso ammiccante e quasi ingenuo: facevo da sfondo a un grosso cazzo, in primissimo piano: quello di “Lui”. Con la mano se lo stava iniziando a smanettare, massaggiandoselo e “scapocchiandolo” ripetutamente, in maniera molto sensuale.

Le immagini avevano un che di liquido, sinuoso: vedevo la pelle che si ritirava, per lasciare uscire il grosso glande rosso, gonfio.

Dava l’idea di una belva o, meglio, di un serpente che vuole conquistare e mordere la sua vittima, non può trattenersi pieno di bramosia.

Le immagini si ripetevano nel breve filmato… non mi stancavo di guardarle… avevano un qualcosa di ipnotico… anche i suoni, gli sbuffi del maschio, il rumore delicato della “manipolazione”, tutto contribuiva a dare al video valenze sempre nuove e, allo stesso tempo, ancestrali.

Gerry sparì… insieme alla stanza intorno a noi. Il mondo intero sparì… in quei pochi attimi: ed io compresi…

Non era una sega da “pippaiolo” quella a cui stavo assistendo. La mano dell’uomo non lo stava masturbando per cercare un attimo di piacere solitario: quell’uomo era un “sacerdote” ed io, nella foto, nel simulacro: la femmina–dea! La personificazione stessa della fertilità, della natura e dei Misteri più antichi della vita.

I suoi gesti, la sua manipolazione, non avevano più nulla di pornografico. Non se lo stava facendo in mano per togliersi uno sfizio: era lampante! Lui, l’Officiante, maneggiava l’attrezzo, simbolo della virilità, alla ricerca del seme dell’uomo… sbucciava il baccello della vita, cercando di trarne il succo vitale…

La dea non era con lui, ma non importava …

Da tempi immemorabili, l’uomo celebrava, anche da solo, il rito della fertilità. Sempre in simbiosi con l’eterno principio femminino e creativo. I Masai, gli antichi popoli Mesopotamici, le civiltà perdute, i seguaci del Tantrismo… tutti celebravano da sempre lo stesso, eterno rito, lo Yin che cerca la completezza creativa nello Yang: ancora una volta davanti, al mio sguardo, si completava il ciclo!

Prima di andare avanti…

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