Ehi lettori... 💋
Mi sono presa una piccola pausa dalla tastiera, è vero, ma credetemi se vi dico che la mia mente non ha smesso un solo istante di macinare idee e fantasie.
Tenetevi pronti, perché nei prossimi giorni tornerò a farvi scaldare: usciranno i nuovi capitoli di “La mia odiosa gemella tettona”, “Calpestami!”, “Sborrami dentro al buio” e ovviamente, le “Pillole di vita” nate dalle domande super intriganti che mi avete fatto l'ultima volta.
In più, sto lavorando a due storie nuove di zecca. Voglio darvi un piccolo assaggio, vediamo se vi stuzzicano...
La prima sarà un vero e proprio esperimento: vedrà una ragazzina prendere il controllo e dominare in modo assoluto il fidanzato della sorella. Vi dico solo che sarà... molto particolare.
La seconda, invece, spingerà l'acceleratore al massimo. Sarà una storia decisamente perversa e tratterà argomenti tabù. Molto tabù. So già che non tutti la apprezzeranno o riusciranno a reggerla, ma avevo voglia di spingermi oltre i limiti.
Ah, piccola confessione fuori programma: ultimamente sono andata in fissa totale con i pirati. Quindi chissà che a breve non ci scappi fuori un'avventura piccante anche su quello...
Insomma, spero perdonerete la mia assenza. E per farmi perdonare nel modo giusto, vi lascio con questa simpatica (e imprevista) storiella che mi è capitata proprio questo fine settimana. Mettetevi comodi:
Voglio confessarvi un piccolo segreto, una di quelle ironie della sorte che mi fanno quasi sorridere. Dovete sapere che, nonostante io passi spesso il mio tempo libero a scrivere storie di sesso e a farvi viaggiare con la fantasia, ultimamente la mia vita reale è… beh, diciamo in una fase di stallo. Scopo fin troppo di rado.
E in realtà ci sta: tra i turni a lavoro, i tentativi disperati di ingranare con lo studio e la mia innata pigrizia, lo sbatta spesso supera la voglia. Capitemi, è dura mettersi sotto con i libri all'università per una che al liceo sfoggiava con fierezza una media del tre scarso. Finisco per crollare sul letto mezza morta e buonanotte.
Ma qui arriva il bello. Perché il mio corpo, a quanto pare, non è d'accordo con i miei piani e a volte succede una cosa mistica.
Spesso mi capita di svegliarmi nel cuore della notte, totalmente a caso, quelle rare volte in cui dormo davvero e non passo le ore a cazzeggiare al buio o a scrivere. Apro gli occhi di scatto nel silenzio della mia stanza, il respiro corto e sento questo calore assurdo, denso, che mi pulsa tra le cosce. Un'eccitazione fisica, prepotente e irrazionale. Mi ritrovo a rigirarmi tra le lenzuola, strofinando le gambe l'una contro l'altra con le mutandine già umide, e un solo, chiodo fisso che mi martella il cervello: cazzo, ho un bisogno disperato di chiavare. È una fame quasi animale, quella voglia di sentire mani pesanti addosso, pelle contro pelle, di sfogarmi fino a perdere la voce.
In una di queste notti di fuoco e frustrazione, mi prendo così bene (o così male, dipende dai punti di vista) che faccio la mossa disperata: prendo il telefono, illuminandomi la faccia nel buio, e scarico un'app di incontri. Mi dico: "Boh, dai, vediamo che succede".
Piccola parentesi doverosa: non sono una di quelle ragazze che fa la figa e vi viene a dire "eh vabbè, ma io sono single per scelta, amo la mia indipendenza". Cazzate. Banalmente, là fuori è una giungla e io ho un radar rotto. Attiro solo casi umani strani, di quelli che ti fanno scappare la voglia di vivere, e le pochissime persone che mi prendono per davvero e che mi fanno scattare la scintilla finiscono sistematicamente per sbattermi la porta in faccia. Ma questa è un'altra storia.
Comunque, per le notti successive finisco a girare su quest'app, mezza rincoglionita dalla giornata. Più che cercare davvero qualcuno, la uso per passare il tempo: prendo in giro la gente, mando meme improbabili a sconosciuti alle tre del mattino, faccio la stronza giusto per farmi due risate.
Finché, tra uno swipe e l'altro, non incappo in lui.
Dovete credermi, era l'apoteosi del cliché. Il classico tipo che su un'app di incontri si sente il prescelto, l'alternativo della situazione. Uno di quelli che nella bio, con estrema convinzione, ha il coraggio di scrivere la frase più vecchia e paracula del mondo: "Io non sono il solito ragazzo che vuole solo scopare".
Però vi dirò, non era per niente da buttare. Non aveva chissà che fisico scolpito, ma era alto, e ragazze... per me l'altezza è un fottuto punto debole, mi fa già viaggiare con la fantasia al solo pensiero di dover alzare la testa per guardarlo.
Superata la barriera di quella bio da finto intellettuale alternativo, alla fine era pure simpatico. Sapeva tenere botta in una conversazione, il che sulle app è merce rara. Visto che abitavamo a circa quaranta minuti di macchina, ho pensato: "Vabbè, chissà, magari ci scappa qualcosa di divertente", anche se io su queste cose ci metto sempre una pietra sopra in partenza per non farmi castelli in aria.
E infatti, puntualmente, inizia la tiritera. Tra una stronzata e l'altra, questo faceva il fenomeno: "Dai vediamoci, vengo a prenderti, ti porto in giro". Un disco rotto. Poi, magicamente, quando io gli davo il via libera e gli dicevo "Okay, sono libera questo giorno a quest'ora", lui o sbiascicava un no tirandosi indietro, oppure diceva di sì per poi inventarsi una scusa patetica a poche ore dall'incontro. Insomma, il copione del classico quaquaraquà da app di incontri.
Ormai ci eravamo spostati a scriverci su Instagram, ma vi giuro che ci parlavo per pura e semplice inerzia. Gli rispondevo tipo un messaggio ogni otto ore e lo appendevo malamente di continuo, perché avevo inquadrato il soggetto e capito che non era uno che faceva sul serio.
Comunque, arriviamo a questo fantomatico sabato. Io avevo il giorno libero dai turni, i miei genitori erano usciti a cena, e io avevo in mente un solo, grande programma: il nulla cosmico. Mi faccio una lunghissima doccia bollente, di quelle che ti sciolgono i muscoli e ti rilassano da morire, mi infilo il pigiama più comodo e anti-sesso che ho nell'armadio e sprofondo sul divano a farmi una maratona di una serie tv.
Tutto questo relax totale aveva un motivo ben preciso: già nel pomeriggio mi aveva buttato lì la solita esca. Mi aveva scritto il classico messaggino: "Ehi, guarda che stasera devo venire dalle tue parti a fare un giro... poi magari tornando mi trovo a passare e ci vediamo".
Era tipo la terza volta che mi propinava questa esatta storiella. La mia reazione? "Sì, certooo, e chi ci crede. Ciao core".
Ero talmente convinta che fosse l'ennesima cazzata clamorosa, l'ennesimo buco nell'acqua, che non mi ero minimamente preparata all'evenienza. E quando dico minimamente, intendo che laggiù, in mezzo alle mie gambe, c'era un gran bel bosco incontaminato. Zero ceretta, zero rasoio, zero sbattimento.
Dopotutto, mi stavo godendo il mio sabato sera in pigiama, al caldo sul divano, e le mie prospettive reali di scopare, o anche solo di farmi sfilare le mutandine da qualcuno, erano, a voler essere generosi, pari allo zero assoluto.
Comunque, ormai avrete capito benissimo dove va a parare questa storia. Intorno alle dieci di sera, il telefono si illumina. È lui: "Ero sulla via del ritorno e mi sono fermato nella tua città. Ci andiamo a bere una cosa?".
Io fisso lo schermo dal divano e penso: "Ma questo fa sul serio? Allora non è solo un cazzaro pazzesco... miracolo".
Lì per lì, ve lo giuro, la pigrizia stava vincendo a mani basse. Non avevo la minima intenzione di alzarmi, truccarmi e vestirmi decentemente. Stavo già digitando per liquidarlo con un bel "Guarda, sono spiaggiata in pigiama da ore, hai perso il treno a 'sto giro". Poi però... quel famoso calore di cui vi parlavo prima ha iniziato a farsi sentire, pulsando piano tra le gambe. Mi sono morsa il labbro e mi sono detta: "Ma sai che c'è? Ma chi se ne frega. Facciamoci 'sta scopata e non pensiamoci più".
Gli rispondo al volo: "Dammi un minuto che capisco se riesco".
Tempo zero, chiamo mia madre facendo la finta figlia premurosa, super interessata alla sua serata. Lei abbocca in pieno: "Eh tesoro, siamo ancora in attesa del tavolo, poi andiamo a farci un bel giro, insomma faremo decisamente tardi...".
