Pompino cuckold in ufficio
Una confidenza estrema da @coppiaairone99. Un rapporto di ufficio a lungo sognato che poi diventa realtà... e mia moglie me lo confessa per telefono: L'ho preso in bocca al mio "boss"
4 ore fa
Quel che segue è accaduto davvero, diversi anni fa. Mia moglie oggi ha superato i cinquanta, ma all’epoca ne aveva quaranta. Lavorava in uno studio di consulenza immobiliare e il suo capo era un uomo che si avvicinava più ai settant’anni che ai sessanta: una sorta di padre-padrone, severo, arrogante e con la tendenza ad allungare le mani sulle dipendenti.
Nello studio di donne ce n’erano solo due: una segretaria e mia moglie. Lei era (ed è ancora) molto affascinante: mora, fisico snello, bel viso, labbra carnose, seni non grandi ma proporzionati con capezzoli prominenti, intimità curata e un culo da sogno, con due chiappe ampie e morbide. Il capo l’aveva puntata da tempo. Sul lavoro era arrogante con lei, ma non perdeva occasione per farle complimenti fisici e sfioramenti continui, spesso al limite del palpeggiamento.
Mia moglie si era lamentata più volte con me di quella situazione e del carattere del vecchio. Così mi venne l’idea di ribaltare le cose: perché non provare a sorprenderlo, accettando le sue avances fino a dominarlo e farlo sbavare? All’inizio mi diede del pazzo, ma l’idea mi eccitava così tanto che la tiravo fuori ogni volta che facevamo l’amore. A forza di insistere, gliela misi in testa. Lo capivo perché, quando ne parlavo, la sentivo bagnarsi sempre di più.
Un giorno fu lei a dirmi: «E se gli facessi davvero un pompino?... Scusa, lo dico solo perché mi hai fatta eccitare anche tu con questa porcheria. Fai finta che non abbia detto nulla».
Invece l’aveva detto. La volontà c’era. Da quel momento, ogni giorno le ripetevo scherzando che forse quello poteva essere il giorno buono.
Finché un pomeriggio, mentre stavo pensando ad altro, mi arrivò un suo messaggio che mi fece trasalire:
«Sapessi che POMPA! Godeva come un maiale. Mi sono sentita una vera troia. Sono tutta bagnata e ho la fica in fiamme. Come sta il tuo cazzo? Apparecchia per stasera…»
La sera, quando sentii girare la chiave nella porta, il cuore mi batteva forte. Entrò, mi diede un bacino e uno sguardo malizioso. Nei suoi occhi brillava un lampo di pura trasgressione. Poi cominciò a raccontare.
Ecco cosa era successo.
Il capo, un vecchio porco ultrasessantenne dalle mani lunghe, arrivò come sempre e salutò. In ufficio c’era solo lei. Si chiuse nella sua stanza a controllare le pratiche e dopo un po’ la chiamò. Mia moglie entrò e si posizionò al suo fianco per mostrargli il lavoro della giornata. Indossava un normale tailleur con pantaloni molto attillati che evidenziavano tutte le sue curve.
Il capo, fingendo di concentrarsi sulle carte, fece scivolare la mano sui suoi fianchi fino ad accarezzarle una natica. Lei, al contrario delle altre volte, lo lasciò fare. Incoraggiato, lui le palpò tutto il culo con il palmo aperto. Mia moglie non si ritrasse, ma disse soltanto: «Guardi che fra non molto dovrebbe arrivare gente…»
«No, gli appuntamenti sono fra un’ora… Ma perché, non ti piace?»
Mentre lo diceva si alzò, si posizionò dietro di lei e le strusciò sul culo il membro già eretto ancora dentro i pantaloni. Con le dita le sfiorò la fica da sopra i vestiti. Lei cominciò ad ansimare e a spingere ancora di più il sedere contro di lui.
A quel punto lui aprì la lampo, estrasse il cazzo e cominciò a strusciarlo ripetutamente sul suo culo. Lei si girò e se lo trovò davanti con i pantaloni calati. Non era molto lungo, ma nonostante l’età era dritto e durissimo. Istintivamente lei lo sfiorò, lo prese in mano e si passò la lingua sulle labbra.
Il vecchio porco cominciò a sbavare di lussuria e si lasciò andare a frasi sconce. Lei ebbe un attimo di esitazione, pensando che qualche cliente potesse arrivare in anticipo o che un’altra dipendente avesse le chiavi, ma lui la rassicurò: sarebbe stata una cosa rapida.
Il capo si sedette sul divanetto con il cazzo in aria e le disse: «Dai, vieni a leccarmelo. Fammi un pompino!»
Le stava proponendo esattamente la fantasia che tanto l’aveva eccitata. Lei lo guardò con occhi infuocati, si avvicinò, gli prese il cazzo in mano e cominciò a segarlo. Lui rantolava. Lei leccò la cappella, abbassò la testa e lo prese tutto in bocca. A lui mancò quasi il fiato.
Mia moglie cominciò a pompare con decisione. Lui la pregò di continuare solo con le labbra, senza usare le mani: era troppo eccitato e rischiava di venire subito. Lei continuò a succhiarlo guardando ogni tanto quel vecchio porcone che gemeva e la insultava con parole oscene: «Cazzo come succhi… Sei proprio una maiala, l’avevo capito che ti piaceva il cazzo. Che troia che sei!»
E lei: «Siiii… sono una troia!!!»
«Continua, non fermarti… Non devi fermarti!!!»
A quelle parole lei aumentò il ritmo fino a diventare una vera sanguisuga. Il vecchio rantolava senza sosta. Il piacere sul suo viso si fece intenso, poi un getto di sborra esplose improvviso, finendo parte nella bocca di mia moglie e parte sul pavimento. Lui continuò a venire copiosamente e lei leccò tutto, succhiandolo fino all’ultima goccia e ripulendogli il cazzo.
Aveva la fica in fiamme, ma voleva riservarla a me più tardi. Non credeva comunque che il vecchio avesse ancora la forza di scoparla, e infatti lui non sembrava più tanto interessato.
Alla fine la ringraziò: «È stato fantastico… Sognavo la tua bocca da tempo». Lei rispose che era stato molto eccitante anche per lei.
La prima preoccupazione di entrambi fu però quella di ricomporsi velocemente per non rischiare di essere scoperti. Si sistemarono e ognuno tornò alla propria scrivania. Il resto della giornata proseguì come se nulla fosse.
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