Potrei essere il padre di mia sorella

Tony è un ragazzo che da sempre nasconde un desiderio proibito e bruciante: possedere sua madre.

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Introduzione:

Quello che inizia come un’attrazione segreta e voyeuristica si trasforma ben presto in una relazione incestuosa intensa e senza tabù. Tra sensi di colpa, passione travolgente e un desiderio sempre più profondo, Tony e sua madre varcano confini che non potranno più tornare indietro… fino al giorno in cui lui decide di volerla davvero tutta per sé.

Mi chiamo Tony, fin da a quando ero un ragazzino sono sempre stato innamorato di mia madre. I primi istinti sessuali sono nati proprio con lei. Ho letto qui molte storie che avevano similitudini con la mia. Se dovessi fare degli errori, scusatemi, ma sto scrivendo col cellulare per non farmi scoprire, visto l’argomento.

Come vi stavo raccontando, già a sedici anni spiavo mia madre e la sua intimità. Un paio di volte, dormendo con lei nello stesso letto, ne approfittai.

Una sera era sdraiata con solo la sottoveste. Nella notte mi avvicinai, le sollevai piano la gonna e le feci scendere le mutandine con la massima delicatezza per non svegliarla. Mi tolsi i boxer e il mio cazzo svettò duro e lungo. Le aprii le natiche e infilai il mio tronco dentro di lei. Il suo buco era un po’ stretto, ma piano piano lo allargai. Le aprii le cosce con le mani e lo spinsi più a fondo. Iniziai a scoparmela lentamente, penetrandola nel culo mentre la baciavo sul collo e con una mano le massaggiavo la figa.

Lei sospirava nel sonno. Poi la spostai al centro del letto, le spalancai le cosce e infilai il mio cazzo nella sua splendida figa. Iniziai a scoparmela con più forza. A un certo punto si svegliò e, vedendomi sopra di lei, rimase atterrita. Io però continuai a penetrarla senza fermarmi. La baciai in bocca e, dopo un momento di resistenza, lei acconsentì.

Dopo un po’ sussurrò: «Sei un porco schifoso…»

Io risposi: «No mamma, io ti amo…»

Lei: «Questo non è amore…»

Io: «Sì che è amore… Io ti amo davvero.»

Dopo quella prima scopata, anche lei capì di amarmi. Da quel momento iniziammo la nostra relazione incestuosa. La scopavo in bagno, sotto la doccia, nel ripostiglio… Gli anni passavano e a sedici anni il mio seme divenne fertile.

Una sera le dissi: «Mamma, voglio un bambino con te…»

Lei mi guardò scioccata: «Sei un porco… vuoi ingravidare tua mamma?»

Risposi: «Mamma, adesso ti scopo e ti sborro dentro.»

La trascinai in camera da letto, la feci sdraiare sul materasso, le aprii le cosce, presi il mio cazzo e lo infilai dentro la sua splendida figa. La penetrai per ore, facendola venire più volte, poi sborrai un’infinità di sperma caldo e denso dentro di lei.

Sono passati alcuni anni. Io ero diventato il suo amante a tutti gli effetti. Le nostre avventure incestuose continuavano. Anche se all’inizio non era molto felice, col tempo aveva iniziato a desiderare quei rapporti tanto quanto me.

Era bellissimo aprirle le splendide gambe, toglierle le mutandine e sbatterle il mio pene nella sua figa calda e bagnata… baciarla in bocca, intrecciare la lingua con la sua… Mentre la scopavo le dicevo: «Mamma, ti amo tantissimo. Voglio sborrare dentro il tuo ventre…»

Lei ormai si lasciava fottere completamente. Ogni tanto sussurrava: «Sei pazzo… siamo pazzi…» ma apriva le cosce ancora di più per farsi scopare meglio. Io le sborravo sempre dentro.

Finché un giorno mi disse di avere un ritardo.

Forse era rimasta incinta.

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