Mia moglie, la sorella troia e la mamma disponibile.

Con dolcezza e educazione, il mio confidente F. ci racconta la sua fortuna di scopare con tutte le donne di famiglia, garantisce storia vera e io gli credo.

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‘Dormi?’

Il trillo della notifica di WhatsApp mi scuote dallo stato di sublime estasi in cui ero sprofondato li nella sedia sdraio, sul terrazzino, vista Lago della mansarda.

Mi premuro di silenziare subito l’ iPhone sperando di non aver disturbato le mie Signore. Giro lo sguardo verso la camera da letto e vedo mia moglie e mia suocera che dormono beatamente rilassate nel lettone.

Sono sdraiate sul fianco l’una di fronte all’altra: mia moglie Giulia completamente nuda, con i piedi sotto il lenzuolo stropicciato, mia suocera Tiziana, con addosso solo un paio di mutandine bianche infilate però al rovescio e con quei suoi seni enormi, debordanti, in piena libertà.

Peccato che le sue due figlie non abbiano preso da lei…

Giulia, quasi in posizione fetale, ha il viso poggiato tra le mammelle di sua madre.

Vederle così, illuminate solo dalla luce della Luna che filtra dalla finestra, mi fa quasi commuovere.

Sono un uomo molto fortunato.

‘Cate, che c’è?’

Rispondo a mia cognata.

‘Potresti scendere un attimo?’

‘Arrivo’

Scendo a passo leggero le scale che portano alle stanze di sotto, butto un occhio dentro la camera dove dormono mio figlio e mia nipote, tutto tranquillo.

In camera da letto di Caterina, do uno sguardo fuggevole al suo secondogenito che dorme sereno nella culla.

E poi lei, seduta sul letto, poggiata contro la testata, con le braccia incrociate al petto e con lo sguardo, malgrado la fioca luce dell’abat-jour non mi permetta di definirne bene i contorni, decisamente corrucciato.

‘Che c’è?!?!’

‘Non riesco a dormire’

‘Lo vedo. Colpa nostra?’

‘Beh, sicuramente voi non aiutate. Ma poi ti sembra? Mia madre!!! Ma può una Signora di 60 anni, UNA NONNA, urlare così?!?!! Usare certe frasi?!?!’

‘...In effetti tua madre è una continua sorpresa, è come se man mano stesse abbattendo un muro che si era costruita…’

‘ Si. Il muro lo abbatte a colpi di cazzo’.

‘ Ahahahah...dai Caterina….’

‘ Non è forse vero?’

‘ Si certo, però abbiamo smesso più di mezz’ora fa, cosa è che non ti fa dormire adesso?’

‘ Il caldo’

‘ Ma non fa caldo, si sta bene. La tua stanza è ancora più fresca della nostra mansarda’.

‘ Intendevo quell’altro tipo di caldo’

‘ OH!’

‘ Sono un po’ anche invidiosa. Voi vi state passando un Luglio meraviglioso, mentre io son qui a farmi mungere le tette e cambiare pannolini. E quel cazzo di mio marito è in Francia per convegni!’

‘ Beh, lo fa per permettervi di mantenere un certo tenore di vita…’

‘ Cazzate, lo fa perché non sopporta i bambini piccoli, non sopporta i pianti, i capricci, gli orari sballati dalle loro esigenze e bisogni. Fosse per lui, farebbe il padre una volta al mese’

‘ Ma ti manca come padre dei tuoi figli o come amante?’

‘ Ma non lo so. Tutte e due o nessuna delle due. So solo che è tutto sulle mie spalle, mi sto occupando solo dei figli e basta. Non dico che mia madre e mia sorella non mi aiutino, però capisci che non è la stessa cosa?’

‘ Certo’

‘ E poi è estate, ho gli ormoni a mille e voi tre sicuramente non aiutate con tutto il casino che fate. Sai che da quando sono qua mi masturbo tutti i giorni? Delle volte mi sembra di avere un incendio in mezzo alle cosce!’

‘ Beh un po’ credo di averlo intuito. L’altro giorno quando apparecchiavamo la tavola, che ti ero vicino, odoravi di sesso molto forte. Un’altra volta, quando ti ho fatto per scherzare il baciamano, le tue dita sapevano di fica’

‘ Non mi sto lavando apposta in questi giorni, voglio odorare come una cagna in calore’

‘ Ecco da dove prende tua madre certe espressioni!’

‘ Stupido. Pensi mai ai nostri Martedi?’

‘ Cate dai…. Certo che ci penso...ogni tanto...ma sei stata tu, una volta incinta di Laura, a voler interrompere.

Eravamo d’accordo su questo. Ti ricordi che c’era un po’ tutto sfuggito di mano? E poi era anche prima che mi incasinassi con tua madre e Giulia e tutto il resto…’

‘ E se adesso facessimo che è Martedi?’

‘ Sei sorprendente’

‘ Non vuoi? Non ce la fai?’

‘ Ehi! Non dire così, adesso poi che prendo le pastigliette magiche, non esistono le parole ‘non ce la fai!’

‘ Ti piaccio ancora?’

‘ Cate, sei una donna di una bellezza abbacinante, ora poi che stai allattando con quelle due tettone piene e i capezzoli scuri, mi fai uscire il sangue dal naso. E l’odore di fica e di sesso che hai addosso ti rende ancor più desiderabile.’

‘ Se vuoi mi puoi carezzare un poco il seno. Piano però perché sono piene di latte e mi fanno un po’ male. Non puoi succhiarle, sono esclusiva del mio bambino. E poi stiamo alle regole del Martedi: niente baci sulle labbra, niente fica. Vuoi?’

‘ Certo, la tortura del Martedi, chi se la scorda…’

‘ Vai in bagno, nell’armadietto di fianco al lavandino, c’è l’olio dei massaggi’

Mi alzo con la testa che un po’ mi gira e sento il sangue pulsarmi alle tempie.

Mi sento emozionato come un ragazzino al primo appuntamento.

Mi prendo in mano il cazzo e mi sego un poco per farlo tornare eretto.

Benedetta pastiglietta gialla!

Rientro in stanza e Caterina nel frattempo si è tolta canotta e mutandine e si è sdraiata sul lato in posizione fetale dandomi le spalle.

Strano, penso, in questo momento tutte e tre le donne della casa sono nella stessa posizione, le due sopra beate dall’appagamento dei sensi, la Dea qua davanti a me in attesa di placare i suoi fuochi.

Sentendomi arrivare, reclina il bacino verso di me regalandomi lo splendido contorno del suo culo

Mi sdraio dietro di lei a cucchiaio e l’abbraccio facendole sentire il contatto del mio corpo caldo e lasciando scivolare le mani su i suoi seni.

Si sono veramente ingrossati, almeno 2 taglie in più, sono caldi, pieni, pesanti di latte, sorrido pensando che comunque neanche nella sua condizione, riesce a raggiungere le dimensioni delle tette di sua madre.

Odora veramente di femmina in calore, tutto ciò lo trovo assurdamente eccitante, perché lei è sempre stata la principessa profumata di mughetto ed essenze costose.

Adesso invece odora di sudore, di muschio di fica, di latte materno.

Non parliamo.

Una regola del Martedì

Mi da le spalle. Non ci guardiamo.

Un’altra regola del Martedì.

Si lascia annusare, toccare, leccare. Lei non fa niente per me.

Un’altra regola del Martedì.

Mi verso un po’ d’olio sulle dita e le porto sulla rosellina del suo gran bel culo.

Al contatto, lei ha un piccolo fremito, non so se involontario o cercato.

Comincio a massaggiare dolcemente lambendone la circonferenza, poi inserisco la punta dell’indice dentro di lei.

Un altro brivido la percorre, vedo la pelle d’oca sulla sua schiena.

Ora il mio dito è dentro completamente.

Frugo, esploro, le pareti sono elastiche e ricettive.

Il suo respiro si fa più affannoso.

Mi cospargo d’olio la mano sinistra e comincio a massaggiarmi lentamente il cazzo, fino a renderlo scivoloso e pronto per lei

La Dea.

Entro in lei con delicatezza, lei sposta un po’ i fianchi verso di me, come a venire incontro al mio fallo, come a volersi riempire tutta.

Ecco.

Ora sono tutto dentro.

Lei mi sussurra: ‘Sbattimi forte’

Ha violato una delle regole del Martedì.

La perdono

Comincio a spingere con colpi secchi e profondi.

Ogni volta che arrivo a fondo, un grido gutturale sfugge incontrollato dalle sue labbra.

Le metto una mano sulla bocca, non vorrei che il suo piccolo nella culla li a fianco, si svegliasse.

Con l’altra mano le palpo oscenamente le tettone, incurante delle sue raccomandazioni di prima di essere delicato.

La sua mano scivola in mezzo alle sue cosce in cerca del bottoncino del piacere.

Si sfrega forte, quasi in maniera compulsiva. Si sente che ha fame.

I miei colpi aumentano di vigore e foga, lei risponde aumentando ancor di più l’intensità della sua masturbazione, quasi torturandosi il clitoride.

Devo premere più forte la mano sulla sua bocca perché i gemiti si fanno ancor più sonori.

Ci siamo, ci siamo, la sento che sta venendo.

Col braccio libero si è attaccata a me, affondando le sue unghie nelle mie cosce.

E’ il segnale, sta per godere.

Ancora qualche colpo di reni ben assestato e la vedo esplodere di piacere, anch’io sto arrivando.

Un fiotto, con mio stupore ancora copioso, vista la ‘nottata ‘impegnativa’, le riempie le viscere.

Continuo a muovermi e spingere dentro di lei fino a che ho energie, fino a che l’erezione non mi abbandona.

Poi è solo silenzio.

Poi il solo suono dei nostri respiri che combattono contro l’affanno post orgasmo.

Poi il pianto di un bambino.

Si è svegliato il piccolino.

E’ l’ora della poppata

Attaccati cucciolo d’uomo

Succhia le tettone della tua mamma.

Tu che puoi.

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