Me l’ha fatta ingravidare in vacanza! ESTATE

Un forte desiderio di avere un figlio e tante corna porta una coppia coinvolgere un vero amico!

P
pennabianca

6 ore fa

182 visualizzazioni

Mi chiamo Luca, ho 34 anni, sono alto m. 1,80, moro, occhi scuri, fisico asciutto; mi reputo un tipo molto socievole, simpatico e, a detta delle dirette interessate, sono anche un buon toro da monta, in considerazione del fatto che ho una buona dotazione. Vivo e lavoro in una grande città del nord ed ho diversi amici, con i quali mi trovo spesso a giocare a calcetto o passare serate divertenti, sia in disco che in qualche pizzeria, o pub. Fra i tanti che conosco e ci sono un po’ più amico, c'è una coppia molto simpatica, Fabio e Cecilia. Lei lavora con me nello stesso ufficio, mentre lui è un dipendente della regione. Cecilia è una bella ragazza, con tutte le curve al posto giusto, un seno florido ed una certa aria civettuola, quando decide di divertirsi. Dal mio punto di vista, l’avrei scopata volentieri quando l’ho conosciuta in ufficio, ma, poi, era subentrata l’amicizia e mi ero convito che quello sarebbe rimasto solo un pio desiderio, fino alla scorsa estate. Con alcuni amici e amiche, decidiamo di affittare, per una settimana, una barca a vela e fare la circumnavigazione di alcune isole della Grecia, lato Peloponneso, fino al mar Ionio. Ci siamo imbarcati a Brindisi ed abbiamo iniziato la nostra vacanza. All’inizio non avevo notato che Fabio e Cecilia erano un po’ ai ferri corti. Preso dal corteggiare una giovane puttanella, sorella di una mia amica, aggregata all’ultimo momento, solo il giovedì successivo mi resi conto che Cecilia era un po’ giù di morale. In un momento che ci trovammo da soli, ebbi a chiederle il motivo di quei loro dissapori.
«Cecilia, hai qualche problema? Posso aiutarti? Non mi sembra che ti stai godendo questa vacanza!»
Lei mi ha guardato con occhi da allucinata, poi ha scosso la testa e mi ha risposto:
«Sì, ho un problema, ma preferisco parlarne in un altro momento. Comunque ti ringrazio per la tua disponibilità.»
Arrivati a sera, eravamo diretti, in navigazione notturna, verso una bella insenatura di Cefalonia. Dopo un po’ di baldoria ed aver bevuto un po’ troppo, tutti quanti sono andati a dormire, tranne il sottoscritto e Cecilia, poiché si era d'accordo con lo skipper che, ogni sera, due persone avrebbero dato il cambio nel controllo della navigazione notturna. Io ero addetto al controllo e Cecilia era seduta accanto a me, nel pozzetto, mentre tutta la barca era immersa nel sonno. Ciò che si udiva era il solo sciabordio delle onde contro lo scafo. Quella sera, la mia amica indossava una mini molto corta, con sopra una felpa leggera, senza reggiseno. Immersi nell’oscurità della notte, ho riproposto all'amica di riferirmi cosa l’affliggeva.
«Allora, ti va di dirmi che hai? Come mai tu e Fabio quasi vi ignorate?»
Lei ha fatto un bel respiro, ha abbassato lo sguardo, e mi ha risposto:
«Il problema è che io e Fabio non riusciamo ad aver figli. Io ho 31 anni, lui due più di me e siamo sposati da tre anni; vorremmo un figlio, ma, per quanto ci stiamo provando, non è ancora arrivato.»
La guardo e mi rendo conto che è tesa, come la corda di un violino.
«Ma avete provato con la fecondazione assistita? Oggi, in questo campo, la scienza fa miracoli!»
Lei scuote la testa sconsolata.
«Lui non vuole nemmeno sentirne parlare! Dice che deve esser tutto naturale o niente! Praticamente mi ha messo nella condizione di rinunciare ad aver figli.»
Dopo un attimo di esitazione, le ho detto, sdrammatizzando un po’, che forse non ci mettevano tutta la passione necessaria, mentre scopavano. Lei mi ha risposto d’istinto.
«Ma che dici? Certo che ci mettiamo tutta la passione possibile! Mi scopa come un dannato!»
Allora mi è venuto quasi spontaneo farle un'insolita proposta.
«Lo vuoi questo figlio, sì o no?»
«Certo che lo voglio, con tutta me stessa!»
«È possibile che la forte tensione ed il desiderio siano tali da inibire il concepimento; non sta scritto da nessuna parte che ad ogni scopata tu debba per forza esser fecondata. Ti ci vorrebbe una scopatina extra.»
Mi guarda un po’ stupita.
«Ma che dici? Sono sposata e, se Fabio ci sentisse, sai che casino?»
Parla con un tono alquanto incerto, poco convinto, e cosi insisto.
«Ora sta dormendo come un sasso e, se stiamo attenti, non ci sentirà.»

Così, subito dopo, mi son avvicinato a lei e l’ho baciata con passione. Contemporaneamente le ho accarezzato i seni belli e tondi, quasi perfetti, con i capezzoli già duri. Dopo un po’ di incertezza, Cecilia si è avvinghiata a me ed io le ho sollevato la felpa, ho scoperto i seni che ora esibivano dei capezzoli davvero turgidi, e ne ho succhiato uno. Lei, senza alcuna esitazione, ha abbassato la cerniera dei miei pantaloncini ed ha tirato fuori il cazzo, già ben teso e subito l'ha imboccato. Leccare dolcemente la cappella, poi l’asta e, infine, se lo è ficcato completamente in bocca. Ho preso a gemere, sconvolto da quella bocca così calda e vorace.
«Si! Accidenti, come lecchi bene! Sei davvero brava! Dai succhialo, che poi te lo pianto tutto dentro!»
Mi ha regalato un sontuoso pompino. Ero pronto a godere nella sua bocca, quando mi son spostato, l’ho appoggiata sulla fiancata, lei ha sollevato una gamba, io mi son infilato fra le sue cosce ed ho preso a leccarle la fica completamente fradicia di umori. Subito ha iniziato a gemere.
«Vai, non ti fermare, che vengo! Dai, continua, sto per venire! Vengo!»
Le ho sorriso ed ho risposto.
«Tranquilla, provvedo subito a farti godere, così potrò bere tutto il tuo nettare, fino all’ultima goccia!»
Incollo la bocca alla sua orchidea e ricevo in gola un mare di umori. Gode e, di colpo, si spoglia, si piazza davanti a me, mostrandomi il suo bel culetto sodo; poi, afferra la mai verga durissima e se la punta davanti; pian piano la penetro, fino a farla impalare con tutto l'ardore possibile. Sento il mio arnese che arriva fino in fondo e lei subito ne gode.
«Hmmumhum, che bel cazzo grosso che hai! È una vera goduria, sentirselo dentro. Dai, fammi godere, per poi venirmi dentro!»
Ero seduto e non dovevo far altro che allungare le mani per afferrare i suoi seni, che mi diverto a torturare. Lei inizia un sali/scendi da brivido. Improvvisamente esce Danilo, lo skipper e ci becca a scopare.
«Ma che fate, ragazzi? Volete svegliar tutti? E tu Cecilia, che cazzo fai? Lo sai che se ti becca tuo marito, son dolori. Proprio qui dovevi fargli le corna? Adesso come la mettiamo?»

Lei resta un attimo indecisa sul da farsi e, poiché lui era davvero ad un passo dal suo viso, lei, in preda ad un'eccitazione incredibile, non perde tempo, allunga le mani e le pone sul pacco di Danilo. Dopo solo un attimo, la porca gli ha tirato fuori il cazzo, completamente duro.
«La mettiamo che mi ficco anche il tuo cazzo in bocca e ti faccio una bella pompa. Questa sera ho voglia di godere senza freni, né limitazioni, quindi datevi da fare e scopatemi forte!»
Non gli lascia nemmeno il tempo di penare, che subito si ficca il cazzo in bocca, iniziando a leccare in un modo che lo skipper non poteva non apprezzare.
«Che bocca! Sei davvero una gran succhia cazzi! Lo avevo immaginato e mi avevi fin da subito intrigato. Non mi sarei mai aspettato una simile occasione!»
Io, intanto, inarco un po’ le gambe e la pompo dal basso, ma è lei che si gode la mia verga, continuando a far su e giu. Gode mentre mi scopa e, alla fine, viene travolta da due ondate di sborra micidiali, una in bocca e l’altra dentro la fica, in quanto, al momento di accorgersi che stavo per schizzare, si è ben guardata dal sollevarsi e sfilarlo. Ha preso il mio sperma tutto dentro, con me che le farcivo la vagina. Poi ci ha succhiato entrambi di nuovo, facendo sì che i nostri falli restassero duri, per poi stupirci con una sua ennesima richiesta:
«Dai, ragazzi, ficcatemi le vostre splendide verghe dentro! Le voglio sentire tutte dentro, fin in fondo! Dai, chiavatemi forte!»
Danilo si sdraia supino e lei subito gli va sopra, lo cavalca infilandosi il suo pene davanti, poi gli si sdraia addosso, premendo le sue splendide tette sul petto di lui; io mi posiziono dietro di lei e, senza esitazione, le penetro nel culo. Trovandosi presa con forza, stava per emettere un urlo, ma lo skipper è pronto a tapparle la bocca, con un bacio. Dopo un po' lei si stacca da lui e parla a bassa voce.
«Fatemi respirare un attimo! Cazzo! È la prima volta che prendo due cazzi in doppia. Mi piace! Dai, scopatemi forte, che mi piace!»
In un attimo, ci trovammo a far una cavalcata da brivido e lei, seppur a bassa voce, ci esterna tutto il suo piacere, che si manifesta con un orgasmo da infarto.
«Sì, forza, miei stupendi stalloni! Sfondatemi tutta! Fate godere la vostra troia! Sì, sono una vera troia che adesso vuol solo godere! Sì, vengo! Vengo, ora !»
L’orgasmo la travolge così tanto, da farmi emettere tanta sborra nel suo culo. Poi lei si solleva e prende il pene di Danilo in bocca, giusto in tempo per accogliere tutto il suo sperma e ripulirlo a dovere. Siamo rimasti per un po’ tutti e tre immobili, giusto per deliziarci del momento vissuto e, per Cecilia, per farle ripulire la bocca. Poi Danilo ci ha lasciati, dovendo riprendere a guidare la barca, per il resto della giornata. Rimasti soli, non abbiamo smesso di abbracciarci e baciarci con ardore e Cecilia, non contenta, prima me lo ha ripreso in bocca, succhiandomelo come se non ci fosse un domani, poi si è rimessa su di me, pronta per farsi impalare ancora.
«Dai, scopami ancora!»
Non mi faccio ripetere due volte quella richiesta e le infilo il cazzo dentro la fica, ormai ridotta ad un lago di umori e sperma, che colava da ogni dove. Durante la cavalcata, i suoi seni ballavano che erano una meraviglia ed io non ho resistito: ho allungato le mani e li ho afferrati, impastati e strizzati i capezzoli con forza, facendola gemere ancora.
«Oh, mamma mia, quanto è bello risentire il tuo cazzo dentro! Sì, vai, mio cavaliere: questa troia sta per venire ancora! Sì, dai, che godo!»
Mi cavalca come una furia scatenata e mi porta, poco dopo, ad un ennesimo orgasmo, che le scarico in corpo, senza il minimo d'incertezza. Resta immobile, distesa su di me, il suo respiro è ancora accelerato, mentre sento che la mia sborra le inonda la fica, per poi colar fuori da quella vagina, ormai ridotta ad una caverna! Mentre resto con il cazzo dentro di lei, lecco le sue grosse tette e ci baciamo appassionatamente, con un intreccio di lingue da far paura. Infine Cecilia si sfila e prende a leccarmelo con piacere; finisce appena in tempo, quando iniziamo a sentir dei passi provenire dall'interno della cabina. Ci rivestiamo e ricomponiamo velocemente. Ad un tratto, Fabio viene fuori dal boccaporto, la guarda con occhi carichi di lussuria. Si avvicina a lei e posso notare che la fissa con fermezza. La sua voce è bassa, ma determinata.
«Allora, ti è venuto dentro?»

Lei lo abbraccia, annuisce e lo bacia; gli sorride e poi, insieme, se ne vanno di sotto a dormire, lasciandomi in preda a mille pensieri.
Nei restanti giorni di vacanza, non una parola o un gesto da parte di entrambi. Ero quasi diventato invisibile per loro e, solo al ritorno a casa, dopo alcuni giorni, mi hanno invitato a cena a casa loro.
Durante la cena mi hanno fornito una spiegazione.
«Da tempo volevamo provare una nuova esperienza con un altro maschio. Fabio ed io abbiamo scelto te, perché sei la persona più affidabile e che, in qualche modo, ci ha sempre dimostrato correttezza e disponibilità. Abbiamo inscenato quella commedia, per spingerti a scoparla, ma non avevamo previsto Danilo. In ogni caso, a lei la doppia è piaciuta così tanto che, se non hai nulla in contrario, la vorremmo ripetere. La cosa che mi dava qualche pensiero era l’idea che tu le venissi dentro. Dopo, sotto coperta, l’ho scopata e le son venuto dentro, come un fiume in piena, quando ho sentito la tua crema debordare dalla sua fica, ormai slabbrata e tumefatta.»
Naturalmente non mi son tirato indietro nemmeno in questa occasione e l’abbiamo scopata in doppia, sempre con me davanti e lui nel culo. Le sono venuto di nuovo dentro e lui, ebbro di questa esperienza, le ha leccato la fica piena ricolma del mio pacere. Abbiamo ripetuto la cosa per altre tre volte. Poi lui è stato trasferito ad un nuovo incarico e, per alcuni mesi, li ho persi di vista. Un pomeriggio, Cecilia è passata in ufficio ed ho visto che era in dolce attesa. L’ho guardata, lei mi ha sorriso e poi, con voce soave, mi ha detto che non dovevo pensar chissà che: la creatura era di suo marito. Infatti mi ha confessato che, dopo una chiacchierata, grazie a quelle scopate multiple, lei si era rilassata abbastanza per permetterle di restare incinta del marito.
Ho finto di crederci, ma son convinto che sono stato io a farle il pieno.


Inizio modulo

Fine modulo

 

Commenti (0)

Per favore accedi per lasciare un commento.

Ancora nessun commento su questo racconto, sii il primo a commentare!