La mia prima volta
Una ragazza scopre tardi il paicere del sesso.
1 ora fa
Sono distesa nel mio letto. Accanto a me dorme mio marito, dopo che abbiamo fatto l'amore. Lo guardo mentre riposa tranquillo e anche soddisfatto, per avermi fatto godere. Godere, una parola un po'… grossa. Il sesso ultimamente è diventato per me qualcosa di importante ed intenso. Però non mi lamento, lui è un buon amante. Forse sono io che sono cambiata in questi ultimi tempi. Il sesso per me è arrivato molto tardi ed ora ho deciso di recuperare il tempo perso. Già, così è cambiata la mia vita. Sembra qualcosa di incredibile, eppure è così! Ho scoperto il sesso in maniera totale e completa, molto tardi, quasi quando avevo 24 anni. Provengo da un paesino a ridosso di una grande città, dove ci si conosce un po' tutti ed io son cresciuta sempre con la convinzione che il sesso era qualcosa di incredibile ed irrealizzabile, perché a quel tempo ero timida, introversa e soprattutto incapace di propormi o lasciarmi andare con chiunque. La mia timidezza era qualcosa di assolutamente unico. Mi bloccavo, pensavo di non esser adeguata. Temevo sempre che la persona che mi fosse accanto non mi trovasse bella o soddisfacente. Sono cresciuta così, chiusa nella mia timidezza, nelle mie incertezze e nelle mie paure. Tutto questo è cambiato quando ho cominciato a frequentare l'università e, per farlo, ho iniziato a viaggiare; in facoltà, sono entrata in contatto con Lucrezia, una ragazza del mio stesso paese, ma di un anno più grande e, seppur conoscendoci, fino al quel momento ci eravamo sempre ignorate, ma, iniziando a viaggiare e studiare insieme, ho scoperto che era il mio opposto: estroversa, libera, spigliata e assolutamente indipendente. Lei ci sapeva fare con i ragazzi. Era in grado di provocarli, di farsi desiderare e, soprattutto, amava molto far sesso con loro, in maniera disinvolta, spensierata. Questa era una cosa che, nel mio intimo, mi affascinava e attirava verso di lei, al punto da cominciare ad aprirmi ed a ricevere, da parte sua, le prime confidenze. Ho scoperto che cambiava partner in continuazione. Faceva sesso in maniera libera, totale e completa; aveva adottato anche le dovute precauzioni, tipo la pillola, che le permetteva di far sesso con questi ragazzi e di farsi riempire; mi diceva che la sensazione che si provava, nel momento in cui il maschio le veniva dentro, era qualcosa di sconvolgente. Naturalmente io la guardavo con estrema ammirazione, affascinata e, nello stesso tempo, intimidita, perché non avrei mai avuto il coraggio di propormi in maniera così spudorata e sfacciata ad un maschio, in quanto la mia timidezza mi avrebbe impedito di far tutte quelle cose che si permetteva lei. Quando dialogavo con lei, mi raccontava delle sue avventure, di come amava godere con i maschi, di quanto si sentisse libera. Addirittura mi riferiva di guardare dei dvd porno, cosa che per me erano qualcosa che non apparteneva a questo pianeta. No, ero troppo preoccupata che gli altri potessero additarmi come puttana. Una poco di buono, una ragazza facile, che la dà a tutti e, per un po', questa cosa mi ha bloccato in maniera incredibile. È stata lei che mi ha fatto capire che la vita scorreva via veloce e che bisognava godersela, fregandosene di quello che potesse pensare la gente. In fondo mi diceva:
“Quando avrai avuto modo di divertirti, pensa che hai vissuto; di certo non sai cosa ti riserva la vita. Che ne sai se resti qui o vai a vivere da un'altra parte, se vivi e lavori con altre persone che non ti conoscono. Gli altri non sapranno mai che ti sei divertita ed hai goduto tanto; al massimo, quando trovi qualcuno che ti piace e gli racconti la storia di aver avuto un fidanzato con cui hai fatto sesso per la prima volta, non dovrai aggiungere altro: fa parte delle esperienze di vita. Ma tu, intanto, avrai vissuto un momento gioioso della tua vita, perché ogni lasciata è persa!”
Ci ho messo un po' a focalizzare il significato di quanto mi diceva, ma, alla fine, ho dovuto ammettere che aveva ragione; ma, per me restava un fosso insormontabile, la mia notevole timidezza e timore. Ero incapace di lasciarmi andare e questo mi bloccava ulteriormente. Quando ne parlavo con lei, rimaneva quasi scandalizzata; quando le dicevo che a 24 anni ero ancora vergine, mi guardava con infinito stupore.
“Ma come fai? Come puoi far a meno del sesso, che è la cosa più bella del mondo?!”
Io stringevo le spalle e non potevo avanzare un'adeguata giustificazione, se non il fatto che non riuscivo a sbloccare la timidezza che mi dominava. Un giorno, però, le cose sono cambiate completamente: essendo io motorizzata, spesso e volentieri le offrivo un passaggio, tutte le volte che doveva incontrare qualcuno dei ragazzi con cui faceva sesso e, da tempo, aveva preso a frequentare Piero, che era veramente un bel ragazzo e che piaceva molto anche a me. Cioè … non solo anche a me, ma penso alla maggior parte della fauna femminile del paese. Alto, bello, prestante, con muscoli ben scolpiti, occhi scuri profondi e quell'aria da maledetto, che ti conquista al primo sguardo; costituiva il sogno ed il desiderio di ogni femmina del paese ed io avevo scoperto che Lucrezia, quel sogno lo aveva realizzato e si divertiva un mondo a far sesso con lui, raccontandomi che era un amante favoloso, bravo, attento, passionale e, soprattutto, molto resistente. Nel mio intimo, ormai lo desideravo anch'io e, qualche volta, la mia mano era scivolata sotto le mutandine e mi ero accarezzata, immaginando che fosse lui a fare quello che mi stavo donando. Ma, ovviamente, la mia timidezza non mi avrebbe mai permesso di realizzare una cosa del genere. Però tutto è cambiato un pomeriggio, quando Lucrezia mi ha chiesto di accompagnarla all'ennesimo appuntamento con lui. Quando Piero è arrivato col suo enorme Pick up, Lucrezia mi ha chiesto di andar con loro e, all'inizio, sebbene fossi un po' riluttante, lei ha insistito a convincermi.
“Dai, Rita, non restare lì impalata! Se passa mio fratello, ci mette un secondo a fare uno più uno! Dai, sali anche tu, non farmi trovare nei casini!”
Son salita e ci siamo messe tutte e due sedute davanti, ma poco dopo, con una scusa, Lucrezia è scesa e io son rimasta sola con lui: ero emozionata. In quel momento mi sentivo felice, perché ero con il maschio più ambito da tutte le femmine del paese e questo mi riempiva d'orgoglio, ma la mia timidezza mi bloccava, facendomi sentire come inchiodata su quel sedile, anche se non potevo far a meno di guardarlo con occhi carichi di desiderio. Lui ha finto di far una deviazione e, d'un tratto, ci siamo ritrovati in un posto alquanto appartato. Ho capito subito che quella sua manovra aveva a base il suo interesse per me e, in un attimo, ho realizzato che qualcosa stava per succedere e che, dentro di me, volevo che quella cosa si verificasse; si è avvicinato e mi ha sorriso.
“Rilassati, lo so che sei vergine, ma, Rita, io voglio solo regalarti un momento bellissimo e.… ti chiedo solo di restar calma e tranquilla, perché non ti farò del male!”
Rilassarmi!? Impossibile! Ma nello stesso tempo, dentro di me, desideravo più di qualunque altra cosa al mondo, ciò che lui mi stava proponendo. Lo volevo e lui l'ha capito. Mi ha invitato a salir sui sedili posteriori del Pick up, che sembravano un esser un vero e proprio divano. Poi ha appoggiato le sue labbra sulle mie e mi ha baciato. Ero impacciata e goffa, inesperta, ma lui non me lo ha fatto pesare, al contrario è rimasto calmo, paziente, ha limonato con me regalandomi il più bel bacio della mia vita e, nello stesso tempo, le sue mani esperte, hanno sbottonato la mia camicetta e me l'ha sfilata lentamente. Mi ha sorriso, ha visto che la mia reazione era rimasta passiva, perciò ha continuato, baciandomi ancora. Dal collo è scivolato in basso, le sue mani hanno liberato i miei seni che, per la prima volta, erano ammirati da un uomo; mi ha guardato e mi ha detto che ero bella.
“Rita, sei stupenda! Un fiore meraviglioso che mi va di cogliere!”
Poi si è tolto la maglietta ed ho visto i suoi meravigliosi pettorali scolpiti, forti, duri, un maschio meraviglioso, il sogno di ogni donna era lì accanto a me ed io, per la prima volta, l'ho accarezzato. Mi ha sfilato la gonna in jeans ed anche le mutandine e, in quel momento, ho provato un po' di vergogna, perché avevo la mia farfallina completamente ricoperta da un triangolo di peli, che lui, sorridendo, ha trovato bellissimo. Anche lui si è tolto i pantaloni ed è rimasto con i boxer; per la prima volta, in vita mia, avevo un uomo nudo davanti. Ero molto emozionata. Era meravigliosamente bello: un dio greco, che era interessato a me!? Questa cosa mi ha sconvolto, mi ha fatto avvertire le farfalle allo stomaco, tremar le gambe ed illanguidire al punto da farmi bagnare all'inverosimile. Le sue mani hanno preso ad accarezzare il mio corpo, un dito è scivolato all'interno della mia intimità ed ho provato una sensazione bellissima, mai provata prima. Poi le dita sono diventate due e lui ha continuato a masturbarmi e farmi godere intensamente. Erano sensazioni che non avevo mai provato, ma che volevo provare con tutta me stessa. Ho continuato a lasciarmi andare e lui è stato ancora più dolce; mi ha fatto godere ancora per l'ennesima volta, facendomi provare quegli orgasmi che avevo solo immaginato nelle mie più fervide fantasie. Poi si è tolto i boxer e, per la prima volta, ho visto il membro di un maschio, trovandolo bellissimo: era lungo, grosso, con delle enormi venature, sormontato da una splendida cappella violacea che ha subito attirato la mia attenzione. Mi ha baciato ed ha accarezzato il mio corpo, che ha tremato di piacere; poi è comparso un preservativo, lui lo ha indossato e si è sistemato accanto a me. Ho aperto le cosce, perché lo volevo e lui lo ha capito, ha appoggiato quell'enorme scettro contro le labbra della mia patatina e poi si è disteso su di me, mentre mi sorrideva e baciava di nuovo.
“Rita, resta rilassata. Sentirai un po' di dolore, ma sarà solo poco più di un fastidio e poi sarà solo piacere, come non hai mai provato in vita tua; rilassati e vedrai che ti piacerà tantissimo!”
L'ho lasciato fare e lui ha iniziato a scivolare dentro di me, è rimasto immobile. Ha incollato le sue labbra alle mie e nello stesso istante in cui mi ha baciato ha dato una spinta secca e decisa; ho sentito quel membro scivolare in profondità nella mia intimità. Ha trovato e forzato la mia verginità, lacerandola e, dopo un breve attimo in cui ho provato un certo fastidio, ho sentito quel membro entrare profondamente nel mio corpo ed arrivare in fondo; quando ha battuto sul fondo, una scarica elettrica è partita e ha percorso tutto il mio corpo fino al cervello e tornare indietro, sotto forma di un'onda di piacere che mi ha fatto vibrare come la corda di un violino. L'ho guardato in faccia, mentre il mio corpo è stato scosso per la prima volta da un piacere sconvolgente; avevo provato il mio primo orgasmo e lui, sorridendo, mi ha detto che ora mi avrebbe portato in paradiso: lo ha fatto! Mi ha scopato bene ed a lungo. Senza aver fretta, facendomi provare un orgasmo dopo l'altro senza soluzione di continuità, fin quando il mio corpo non è stato sazio. Ho trovato che quel piacere era una cosa bellissima, così, dopo il primo orgasmo, ho allargato le cosce e mi son offerta totalmente a lui; spingevo il mio corpo verso il suo, per sentirlo ancora quanto più profondo possibile quello splendido membro che mi aveva reso femmina, finalmente donna e, soprattutto, mi aveva in quel momento fatto capire cosa mi ero persa della vita, fino a quel momento! Finalmente stavo godendo con un maschio che mi stava sconvolgendo e mi stava regalando sensazioni mai provate in vita mia! Bellissimo! Qualcosa di unico che è rimasto impresso nella mia mente e mi ha regalato e continua, ancora oggi, a regalarmi sensazioni bellissime, ogni volta che ripenso a quel momento. È stata la mia prima volta e me la son goduta alla grande, perché lui ha continuato a pomparmi a lungo, fin quando il suo corpo si è irrigidito ed ho sentito che stava venendo: in quel momento, mi sono state chiare le parole della mia amica, quando mi diceva che era qualcosa di bello sentir il maschio che ti riempie la vagina con il suo sperma, mentre invece io mi son resa conto che stava riempendo il preservativo dentro di me. È stata una sensazione bellissima, è stata la prima volta, ma non l'unica, in cui ho goduto con lui. Da quel momento la mia vita è cambiata. Ho abbandonato le mie paure, le mie incertezze e son diventata una donna forte e consapevole dei propri desideri, delle potenzialità del proprio corpo e adesso so quanto voglio godere, me ne infischio di cosa possa pensare la gente, perché quello che mi interessa è recuperare il più possibile il tempo perduto e, per farlo, ho deciso di esser sempre più disinvolta e libera.
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