La festa a casa di Camila

Una serata in una festa swinger senza sesso ma interessante

M
Moniq

7 ore fa

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Cenato. Quasi quasi mi butto sulla mia serie preferita del momento. O usciamo? Non ne ho tanta voglia.

"ho un invito per una festa" mi dice lei.

"che festa? che tipo di festa?" conoscendola, meglio specificare penso.

"*quel* tipo di festa..." mi risponde.

"uhm.. non so se mi va.. impegnativa?"

"no, chi se ne importa... andiamo a vedere, beviamo facciamo socialitè e se non ci va ce ne andiamo"

"però tocca mettersi una cosetta carina... " dico. E non mi va per niente di acchittarmi. Sto bene in pantaloncini e tshirt. Sono pigra questi giorni. Me ne sto a casa, lavoro l'indispensabile perlopiù perdo tempo in chat. Sarà il caldo. 

Mi stiro. 

"mi devo vestire da troia?"

"il giusto... "fa lei e scoppia a ridere

E sia.

Andiamo a vedere questa festa.

"è lontano? " (ultima speranza di lasciar perdere)

"no, macchè... possiamo anche andare a piedi, ma meglio prendere un taxi..." (speranza fallita)

Ok.

Vado in bagno. Spazzolo e lego i capelli. Lavo i denti. Un filo ma proprio un filo di trucco?
C'è sempre un processo mentale quando ti trucchi. Cosa vuoi ottenere? Vuoi sedurre? Vuoi passare inosservata? 
Per me è qualcosa di finalizzato. Io non ho "un aspetto". Lo costruisco a seconda delle circostanze. 
Decido che voglio stare in disparte. Poco di tutto. Ma alla fine non resisto e uso un ombretto smeraldo su un occhio e cobalto sull'altro.

Però lo sfumo molto e quasi non si vede la differenza.

Chemisiere di cotone leggerissimo,  blu, una lunga fila di bottoni e una cintura. Sandali e borsa che si abbinano. Nuda sotto.

Andare vestita come una contadina a una festa di scambisti? Fatto.

Ali è una dark queen invece. Pelle e metallo a profusione. Coda tiratissima che le alza gli occhi in una gesture crudele e il rossetto rosso sangue non fa che accentuare, 

Mi guarda e si mette a ridere. 

"non siamo molto abbinate...ma sei bellissima..."

"anche tu..." le dico.

Il taxi arriva. Scendiamo. E quasi subito arriviamo. Si, ci si poteva andare a piedi, ma non era il caso a quest'ora. La mancia al tassista è d'obbligo. Ci guarda con intenzione, perplesso. Nei suoi occhi passa la domanda: che ci fanno la fata blu e la matrigna di biancaneve insieme? 

Meglio non saperlo amico. Ciao.

E' un bell'appartamento su due livelli. Una grande terrazza attico e sotto la zona abitabile.. Sono quasi tutti su. Fa caldo ma c'è aria che viene dal mare. Le luci della città si perdono sulle colline. La prima conversazione che capto è sulla vittoria ai mondiali della Spagna.

Ali incontra delle persone, mi presenta. 

italiana suscita interesse. Qualcuno mi dice che non sembro italiana. Sono mezza italiana in effetti. 

"hai preso il meglio da due popoli bellissimi"

Incasso il primo complimento. 

Gli occhi puntati addosso di curiosità e/o apprezzamento mi piacciono. Mi trovo a mio agio. Esco in terrazza con una coppa di qualcosa e da un angolo studio la fauna.

Belle donne. Molto ben vestite. Appariscenti. Spagnole. More sensuali. Ampi spazi di pelle abbronzata in vista. Qualche striscia bianca in giro.

Maschi che si godono l'esibizione delle loro femmine. Seguendole con lo sguardo. 

Maschi battitori liberi che studiano la situazione. 

Qualcuno non bene identificabile. 

Non faccio in tempo a bere il secondo sorso che mi si avvicina un ragazzo. Bel tipo. Bel sorriso. Camicia e pantaloni larghi, bianchi. Sui 30. 

"Sola?" 

"no, con amica. e parlo poco spagnolo"

Scambio di nomi. Attacca una conversazione sull'italia che vorrebbe andarci e che... "cosa ti piace in queste feste?"

Ah diritto al sodo. Giusto.

"non saprei. cosa si fa in queste feste di solito?"

"beh si fa sesso...se ti va..."

"ah beh si lo immagino... non mi dispiace il sesso..." gli dico.

"vuoi farlo con me?"

E' carino. Mi piace il modo spontaneo di porsi. Ma no. Nn sono venuta qui per darla come la mimosa.

"ti ringrazio ... Ignacio ma per ora no... forse si, forse no... ma ora no..."

Ci rimane un po' male. Accidenti che autostima Ignacio... eri così sicuro?

Ma si riprende immediatamente, sorride e ripiega. 

"beh possiamo sempre parlare o ... guardare..."

"Si? perchè no...cosa si può guardare?
"beh gli altri..."

"ok... andiamo allora..."

E' ben contento di farmi da chaperon. Lo so. Spera che a guardare altri che fanno sesso mi venga voglia. 

E' possibile. Ma non è detto.

Incontro subito Ali che sta parlando con una coppia. Sembrano molto raffinati. Lei molto più giovane di lui. Mi basta un'occhiata per capire la situazione.

Lui vuole vedere sua moglie, o amante, dominata da Ali. La domanda è, subito o nei prossimi giorni?

"Tutto bene?" mi dice.

"si. tu? "

"Bien. Vuoi restare con me? " Tradotto: vuoi liberarti dell'accompagnatore?

"no no tranquila". So gestirmi amore mio.

Scendiamo al piano di sotto. Luci soffuse. Musica soft. Non appena gli occhi si abituano vedi che sui divani c'è movimento.

Due donne sono allacciate in un lungo bacio. Una ha il seno scoperto. L'altra gleilo massaggia e scende a leccare i capezzoli.

Sono molto sensuali. Sento un movimento nei muscoli pelvici.

Ignacio ne approfitta per mettermi la mano sul fianco. Può essere un gesto di protezione, di possesso, un avvicinamento fisico.

Lo lascio fare.

Un uomo che si accarezza l'erezione che fuoriesce dalla lampo dei pantaloni mi invita a unirmi alle donne. Sarà uno dei mariti. Lo ignoro con un sorriso.

Da una stanza vengono gemiti. Una donna è in ginocchio sul tappeto e succhia il cazzo a due uomini. A turno. E' lei che geme. Fra una succhiata e l'altra. I gemiti non sono motivati dal piacere ma dalla voglia di mettersi in mostra. Non appena mi vede aumenta i risucchi e geme ancora di più.

La mano dell'accompagnatore scende sulla mia natica. Delicata ma presente. Non dico nulla quindi stringe un po'. Massaggia. Poi abbranca a mano aperta.

E' vero, guardare sesso, respirare sesso, fa venire voglia. Sono bagnata. 

Ma voglio continuare a girare per la festa.

Oh. Questo mi piace.

Un ragazzo giovanissimo sta succhiando il cazzo, notevole, di un uomo. Mentre la donna, la moglie o chissà, ne accompagna i movimenti con la mano sulla nuca.

E' lei che spinge la testa del ragazzo a ingozzarsi. Mi piace lo sguardo che ha. E' chiaramente dominante. La sua eccitazione le si disegna sul viso ogni volta che lo spinge con più forza, gli provoca conati di saliva che colano in terra dopo aver lucidato il bastone rigido del gentiluomo.

Questa scena mi piace. Mi piace lei e la guardo. Lei ricambia lo sguardo e capisce. Accentua il movimento a mio beneficio. Lo sta facendo strozzare (lui non ne è dispiaciuto) anche per me. Le sorrido. E' una bionda, ha uno chignon, con un abito nero scollato e un filo di perle. Con una mano spinge la testa del ragazzo e con l'altra fuma. Che bella scena.

Il mio accompagnatore potrebbe tacere ma mi dice in un orecchio: "è gay". Questo mi infastidisce moltissimo. Primo perché ho gli occhi per guardare. Secondo perché, non ha colto nulla della sensualità della scena. Gli tolgo la mano dal culo.

Sorrido alla donna e dico "torniamo su".

Ali non la vedo. Starà seviziando i due di prima. Ma dove?

Il mio Virgilio/Ignacio è dispiaciuto. Teme che la scena mi abbia turbata. Non ha capito nulla ma non importa. Gli dico che vrrei restare sola per un po' perché devo rispondere a dei whatsapp. Non è vero ma serve per farlo allontanare.

In realtà prendo il telefono per fare scena ma c'è un messaggio di Ali. "torno fra un'ora. divertiti."

E mi bussa un altro tipo sulla spalla: "come fa una donna così a essere sola?" (o almeno mi pare di capire questo)

"ciao no non sono sola... sono con un'amica"

"ah sei italiana... " e via la solita pappardella 

Nel frattempo torna l'altro che si vede portare via la preda.

I due si conoscono. Ma non abbastanza da mettersi d'accordo con gli occhi. Per cui restano guardinghi.

Dovrei segliere io? O magari entrambi? perchè no... a loro qualsiasi cosa propongo andrà bene.

Ma non ho la minima voglia di una scopata ordinaria che poi lo so come vanno a finire le cose in queste situazioni. Se sei sola ti ritrovi i cazzi in batteria uno dopo l'altro e nemmeno capisci di chi sono. 

No gracias.

Mi salva la bionda con lo chignon. Esce sul terrazzo e guarda intorno, Mi cerca.

Saluto i due senza troppi convenevoli: "scusate" e me ne vado dalla bionda.

"Monica, nice to meet you." Non so perchè passo all'inglese.

"the pleasure is mine, Camila" ! Così formale. 

Ha una voce roca e gli occhi chiari. E' una predatrice.

Rispondo allo sguardo. Non sarò la tua preda, Camila.

"You are Donna Alicia's friend" mi dice. Si è informata. Prima di venirmi a cercare.

"course. she's my wife" dico. E non so perché lo dico. Mai messa in questi termini la nostra relazione. Ma devo spiazzarla. Ci riesco.

"I dunno" mormora

Passo all'italiano, approfittando del momento di sconcerto: "Vivi qui Camila?"

"Si, è casa mia" (in spagnolo) e questo è un colpo basso. E' la padrona di casa. 

"Felicidades por tu casa, es hermosa... y tu fiesta muy buena"

"Ti diverti?" 

""Mi sto guardando in giro... e la cosa più bella che ho visto sei tu" e la guardo sfrontata dritto negli occhi. 

E gli occhi le brillano. 

Posa con calma il bicchiere. Fa un passo avanti. Sempre guardandomi negli occhi e ora i nostri seni si sfiorano. Mi mette la mano dietro la nuca e mi bacia.

Rispondo al bacio. Lungo. Bagnato. Le nostre lingue si intrecciano e esplorano. Il suo alito sa di menta e di sigaretta. E' gradevole. Il suo profumo è amaro con un tono di cannella che appare ogni tanto appare e mi sembra sincrono con la sua lingua.


Si stacca. "ahora te conozco" mi dice. 

E' alta quanto me. Mi intravedo a specchio sulla vetrata. Siamo simili. Lei chignon io coda. Io blu lei nera. Alte uguali. 

Ho l'impulso di aprirmi il vestito e offrirmi nuda alle sue mani. Resisto a fatica.

Ma il respiro è accelerato e tradisce il mio desiderio di lei.

E lei lo sa. 

Ci guardiamo un secondo di troppo.

"eres una mujer peligrosa" (tu sei una femmina pericolosa) mi dice.

"anche tu".

Assentisce. Seria.

"Alicia è mia amica" dice.

"Alicia è il mio amore" rispondo.

Assentisce ancora.

Mi prende per mano. "Vieni, ti faccio vedere la mia casa".

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