Il guinzaglio di Eva
Giochini in pubblico con una ragazza sottomessa.
Qualche giorno fa abbiamo rivisto Eva. Dopo più di un mese. Ha fatto un lungo giro in Scozia, Irlanda e non so perchè, in un'isola, Islay, che è nota nel mondo per l'unico motivo di produrre un whisky torbato salmastro. Che a me non piace, ma nemmeno a lei, che va avanti a gin tonic.
Punzecchiata in tal proposito, ha ammesso che si era fatta convincere da un tipo con cui scopava, estimatore del Laphroaig e del Lagavulin a visitare le distillerie.
Il mio sguardo perplesso l'ha convinta a aggiungere che comunque l'isola è davvero pintoresca. E che si possono vedere gli elefanti marini.
"Gli elefanti marini? ma che vacanza di merda... Eva!" le ho detto ridendo..."ti scopava proprio bene se lo hai seguito fino lì..."
"ahahahah si... muy imaginativo, muy masculino pero lindo y dulce"
Io e Ali ci siamo guardate..."està enamorada".
"no no solo un poquito e comunque è finita... è sposato con bambini"
"sei una puta... a rubare i maschi delle altre..."
"seguro de que lo soy...ahahaha"
E poi? racconta. Ora ci dici tutto.
Non è l'accenno al sesso, o la frase "sei una puta", che innescano una palpabile eccitazione... è la voce che si abbassa di un tono, gli occhi che prendono brillantezza, il corpo che impercettibilmente si avvicina e con tutta probabilità invia altri segnali subliminali a cambiare immeditamente il mood dell'incontro.
Ci siamo viste in una cerveseria. Molta confusione, tapas fredde, stuzzichini vari. Tocca un po' urlare a volte per capirci. Siamo in tre a un tavolo da quattro. Io e Ali davani e Eva di lato. Il tavolo ha panche su tre lati e una sedia. Eva è sulla sedia. Ognuno che passa la costringe a spostarsi un po'.
Le dico di sedersi nella parte interna. Mentre si sposta passando sopra le mie gambe, le infilo la mano sotto la camicetta, la fermo, trovo il capezzolo e lo stringo.
Volevo capire se era cambiato qualcosa. Magari un cenno di diniego, un ritrarsi, un disagio. Potrebbe voler dire che il gioco fra noi , per lei, è cambiato.
Ma no. Respira forte, socchiude le labbra. Il capezzolo diventa un chiodo. Lo stringo più forte e le strappo un gemito. Mi sento già bagnare. Ho voglia di morderla sul collo. Su quella nuca esposta davanti a me. Mi controllo. Le metto la mano fra le gambe e stringo più forte che posso attraverso i jeans. Altro gemito, respiro spezzato.
Questa donna, più di ogni altra, mi ha ispirato in passato un forte senso di dominazione. Sarà perché la vedo goderne così tanto che amplifica il mio desiderio. Mi rende libera di pescare nel torbido della mia parte più oscura. Non è la prima volta che mi sorprendo di me stessa con lei.
Nella mente mi passano come flash immagini di lei che desidero rivedere.
Mi guardo intorno: nessuno ci guarda. Raccolgo la saliva in bocca, la sputo su due dita e guardandola negli occhi porgo le due dita verso la sua bocca. E lei le lecca e le succhia.
Oddio Eva ho una voglia di sbatterti qui davanti a tutti.
Ma mi trattengo. Mi godo la sensazione di potere. Guardo Ali e vedo che le brillano gli occhi e ha assunto quella face da predatrice che conosco così bene. E' anche lei pronta a scattare, come uno splendido, pericoloso felino.
Continuiamo a parlare. E mangiare. Ma smanio. E dopo qualche minuto:
"fammi sentire l'odore della tua fica, qui, adesso" le dico.
Quanto mi piace quando qualcosa che dici arriva diretto al centro erotico del cervello della persona che hai davanti. Vedo gli occhi annacquarsi, le narici dilatarsi, cogli il respiro aumentato.
Lei mette una mano sotto al tavolo, armeggia con la cintura dei jeans, poi sporge il bacino avanti e entra con la mano. Sempre fissandomi negli occhi.
Tira fuori la mano da sotto al tavolo e me la avvicina. La prendo. L'annuso delicatamente. Percepisco il suo sentore. Lecco leggermente le dita e annuso di nuovo.
Colgo lo sguardo di uno che ci sta guardando dall'altro tavolo. Lecco le dita e le succhio. Intenzionalmente.
Poi stempero mettendomi a ridere. Il tipo abbassa lo sguardo, turbato.
E' serata di provocazione.
In macchina, Ali guida, io e Eva siamo dietro e ai semafori facciamo morire qualcuno.
Baci sono lingue in evidenza. Pompini alle dita. Capezzoli che fanno capolino succhiati.
Sempre attente a farlo nelle corsie dove chi guarda è ormai incastrato e non può seguirti.
Ma stasera niente sesso. Ci sono altri programmi.
Domani poi c'è il film di Nolan, Odissea da andare a vedere al cinema.
Ok, sabato ci vediamo.
Solo che sabato aargh c'è la partita della Roma e io non posso non vederla, cascasse il mondo.
Quindi mentre Ali prepara la cena, io guardo la partita e ululo a ogni occasione mancata e impreco quando ci segnano.
E Ali infame, che tifa Barcellona, mi manda Eva a infastidirmi. Mi accarezza, mi bacia, mi massaggia, cerca di farmi eccitare... e ci riesce pure quando inizia a leccarmi un piede, a succhiare l'alluce. Ma non ottiene altro che promesse che appena finirà la partita me la pagherà...
"voglio vedere la partita, puttana, troia... te la faccio pagare se perdiamo... "
Alla fine vinciamo. Ma in qualche modo dovevo sfogare l'adrenalina.
Oltre a averla sculacciata a lungo, le ho infilato di tutto nella fica e nel culo. Niente dildos o lattice. Ma oggetti. Spazzole, candele, un mestolo di legno, succhi di frutta, spicchi di mela. telecomando, auricolare blue tooth... le sue mutandine.
E poi un plug fatto come un albero di natale, stretto sopra, largo alla base e poi con una parte a stelo che l'ano può stringere e quindi la parte che resta fuori con un anello.
E' stato laborioso inserirlo, perchè la parte larga è ... larga. Quasi il diametro di una pallina da tennis. Ma una volta inserito e collegato un guinzaglio a catena all'anello è perfetto per portare la schiava in giro.
Tanto uscendo da sopra la gonnellina che indossava, chiunque vedesse poteva pensare a una stranezza di catenina intorno alla vita.
E invece no. Il guinzaglio era piantato nel culo e ogni tirata la sentiva benissimo.
E' stato eccitantissimo uscire e andare in giro per la città sabato notte con questo giochino. Certo lei era un po' scomoda a sedersi, ma le piace, no?
Nell'erotismo, l'unico limite è la fantasia.
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