Il Controllo Invisibile

Quando Stefano mi ha fatto trovare quel piccolo uovo di silicone sul cuscino, accompagnato dal sorriso di un ragazzino che sta per fare una marachella, ho accettato. «Stasera abbiamo a cena i dirigenti dello studio,» mi ha detto, aiutandomi a infilarlo e accendendo l’applicazione sul suo telefono. «Mentre tu farai la padrona di casa perfetta, servendo il vino e sorridendo, io deciderò quanto farti impazzire sotto quel tubino nero.»

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L'idea di avere un segreto del genere, un legame invisibile solo nostro mentre eravamo circondati da gente in giacca e cravatta, mi aveva inumidita all'istante.

E per la prima ora è stato esattamente così.

Eravamo in otto a tavola. L'arrosto era perfetto. Mentre passavo i contorni, sentivo piccole, brevi scosse. Una vibrazione leggera mentre riempivo il bicchiere dell'architetto Rinaldi. Un impulso più forte mentre ridevo a una battuta del direttore generale, Massimo, un uomo sui cinquantacinque anni, con occhi freddi e modi spicci, seduto esattamente di fronte a me.

Ogni volta che l'ovetto dentro di me vibrava, io cercavo lo sguardo di mio marito in fondo al tavolo, restituendogli un'occhiata complice. Lui sorrideva.

Poi, è arrivato il momento del dessert.

E la vibrazione ha smesso di essere un gioco. È diventata un ronzio continuo, rabbioso, profondo.

Ho dovuto aggrapparmi allo schienale di una sedia per non crollare mentre posavo il vassoio dei formaggi. Ho stretto le cosce sotto il tavolo, mordendomi l'interno della guancia.

Ho guardato Stefano, implorandolo con gli occhi di abbassare l'intensità. Non riuscivo a concentrarmi sulle conversazioni. Il mio bacino formicolava, il bagnato aveva ormai impregnato la mia biancheria e minacciava di macchiare la sedia.

Ma Stefano aveva entrambe le mani appoggiate sulla tovaglia.

Il suo telefono era spento, rovesciato a faccia in giù vicino al bicchiere del vino.

Ho sbarrato gli occhi. Se non era lui...

«Tutto bene, Clara?» La voce di Massimo, il direttore, mi ha tagliata come una frusta.

Ho alzato lo sguardo su di lui.

Massimo mi stava fissando. Teneva una mano sotto il tavolo. Con la sinistra ha sollevato lentamente il suo bicchiere, me lo ha mostrato, e poi ha inclinato leggermente il mento verso Stefano.

Mio marito. L'uomo che avevo sposato.

Stefano guardava Massimo con un'espressione di assoluta riverenza. Un misto di orgoglio e sottomissione. Poi ha guardato me, e ha fatto un piccolo, impercettibile cenno di assenso con la testa.

Ho smesso di respirare.

Mio marito non aveva scaricato l'applicazione sul suo telefono. L'aveva fatta scaricare al suo capo.

Aveva ceduto il controllo del mio corpo, della mia intimità, del mio piacere, a un estraneo. E lo stava lasciando fare, seduto a due metri di distanza, mentre i colleghi discutevano di bilanci.

«Il dolce è delizioso,» ha continuato Massimo, senza staccare i suoi occhi di ghiaccio dai miei.

Sotto la tovaglia, il suo dito si è mosso sullo schermo del telefono. L'ovetto ha raggiunto la massima potenza. Un trapano rovente conficcato nel mio sesso.

Le ginocchia mi hanno ceduto. Ho dovuto sedermi di scatto, stringendo il tovagliolo fino a farmi sbiancare le nocche.

«Clara è una donna che sa sempre come servire i suoi ospiti al meglio,» ha detto mio marito, con la voce rotta dalla sua stessa eccitazione.

E io, mentre il capo di mio marito mi portava sull'orlo di un orgasmo silenzioso e devastante davanti a tutti, ho capito che il nostro matrimonio, da quella sera, non sarebbe mai più stato lo stesso.

***

Note dell'autrice:

La dinamica di questo racconto esplora la rottura dei confini privati. Se vi incuriosisce l'aspetto psicologico di questi "giochi di potere" tecnologici, sul mio blog ho dedicato una sezione privata, "Nel mio cassetto", proprio a come questi strumenti cambiano le relazioni. 👉 [ BLOG]

Per sapere cosa è successo DOPO la cena, quando gli altri ospiti se ne sono andati e Massimo ha chiesto a mio marito di restare solo con me in salotto... la versione esplicita senza censure vi aspetta nel mio diario privato. 👉 [SUBSCRIBESTAR TIER INTIMO]

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