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Gli albergatori - ottavo episodio
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Racconto16 min di lettura

Gli albergatori - ottavo episodio

Mario e Carla si scatenano prima della fine della vacanza volevano provare di tutto.

Felipe Gonzales
6 ore fa · 16 letture · 1

“Cosa aspetti?” mi chiese, “Sfilami i pantaloni.”

Iniziai ad abbassargli i pantaloni e mentre lo facevo gli accarezzavo le gambe anche loro erano completamente prive di peli, continuai e quando i pantaloni furono ai suoi piedi lui li sfilò uno per volta con molta femminilità.

Solo allora mi accorsi che era scalzo, i suoi erano i piedini di una signorina con le unghie smaltate di rosso.

Daniele mi chiese: “Ti piace quello che vedi?”

I suoi piedi mi incantarono, ne sollevai uno e lo avvicinai alla bocca per baciarlo, era profumato, sapeva di pulito ed era così minuto che lo presi in bocca e lo succhiai come se fosse un pene.

Quando rialzai lo sguardo vidi un culetto bellissimo, aveva infilato gli slip nel solco tra i glutei lasciandoli completamente scoperti, sembrava indossasse un tanga.

Si piegò in avanti, spostò la stoffa che aveva tra le natiche e mi mostrò la sua rosetta.

Io continuavo ad accarezzarlo, il contatto con la sua pelle mi eccitava, quella sensazione l’avrei provata nuovamente solo dopo molti anni accarezzando Carla.

Daniele mi mise due dita in bocca perché le bagnassi poi le infilò delicatamente nel suo ano, io non resistetti e iniziai a baciare e a mordere quei glutei meravigliosi, gli tolsi le mutandine, allargai le sue natiche e iniziai a leccargli la rosetta che reagiva contraendosi e rilassandosi.

“Si, Mario continua, non ti preoccupare, mi sono pulita anche dentro.”

Con le mani lo tenevo stretto in vita e con la lingua cercavo di penetrare dentro di lui, continuando a baciarlo lo feci girare ed ebbi un’altra sorpresa, mi trovavo davanti a un cazzo in piena erezione che non aveva nulla da invidiare al tuo Antonio, era lungo e grosso.

Mi prese la testa tra le mani e mi avvicinò il pene alla bocca, io schiusi le labbra e lo feci entrare.

Era la prima volta che mi succedeva, era già accaduto con Roberto ma ero stato forzato, adesso stava avvenendo perché lo desideravo.

Non avevo esperienza, perciò, non riuscì a prenderlo tutto, ma leccai e succhiai con vero amore e la mia passione fu presto premiata, il primo fiotto mi arrivò sul palato molle e per poco non mi affogavo, ma mi ripresi subito e deglutì quasi tutto lo sperma che arrivava.

Daniele mi fece alzare e mi baciò in bocca assaporando quello che rimaneva della sua sborra, anche quel bacio fu una prima esperienza, poi non mi è più successo di desiderare di farlo con un uomo, questo fino a qualche settimana fa quando ho incontrato nuovamente Antonio e Roberto.

Mi denudai e Daniele ricambiò il pompino, lui era esperto e riusciva a prenderlo tutto e a leccarmi anche le palle, quando si tirava indietro succhiava così forte che sembrava volesse staccarmelo.

Lo avvisai che stavo per arrivare e lui si attaccò con le labbra al mio bacino e mi trattene a se tirandomi con le mani.

Una volta ingoiato tutto il mio sperma mi prese per mano e mi accompagnò in bagno e disse: “Adesso ci laveremo per bene l’interno e poi proveremo l’uno il cazzo dell’altro.”

Aveva preparato una sacca per clisteri, mi fece stendere e rannicchiare su un fianco in posizione fetale, infilò il catetere e apri il rubinetto, quando la sacca si svuotò sfilò il catetere e tappò il mio buco con un plug anale.

Trattenni il liquido il più possibile mentre lui mi massaggiava la pancia, poi mi fece sedere sul water, liberò il mio buco e mi fece scaricare.

Ripetemmo l’operazione fino a quando l’acqua che usciva non era limpida.

Lui si era già preparato prima e bastò un solo clistere per scaricare acqua pulita.

Tornammo in camera e mi fece sdraiare supino, si mise su di me con il bacino verso la mia testa, ingoiò il mio pene e spinse il suo cazzo sulle mie labbra.

Questa volta ero pronto, spalancai bene la bocca e accolsi tutto il suo pene.

Quando Daniele sentì che la mia erezione era al culmine, si sfilò dalla mia bocca e si impalò cavalcandomi come un matto fino a quando le riempì le budella di sborra, stette seduto su di me fino a quando il mio cazzo non uscì spontaneamente dal suo ano.

Il mio sperma colò dal suo culo sul mio pube e lui lo leccò tutto pulendomi per bene e succhiando anche il mio cazzo per svuotarlo completamente.

Anche lui voleva possedermi, mise il suo pene nella mia bocca e mi scopò finché non tornò duro, mi fece mettere carponi e con una violenza inaspettata mi sfondò con un solo colpo, mi penetrava con forza, le sue palle sbattevano sul mio culo e la sua foga mi procurò una nuova erezione.

Quando sentì il suo sperma irrompere nel mio intestino ebbi un altro orgasmo, Daniele raccolse con una mano raccolse lo sperma che fuoriusciva dal mio buco e me lo offrì.

Ormai era ora di riordinarci e di pulire tutto, quando finimmo gli chiesi come mai era così esperto.

Lui mi spiegò che si era sempre sentito una ragazza e come tale era attratta dai maschietti, ormai aveva assaggiato i cazzi più belli di tutta la scuola e aveva maturato una certa esperienza.

Io le chiesi come mai non circolassero pettegolezzi su di lei e mi disse: “Puttana sì, ma non stupida, voi maschietti avete paura che si venga a sapere dei vostri vizi, in questo modo sono sempre riuscita a far tenere la bocca chiusa ai miei amanti, perché se a me piaceva essere inculata anche loro non disdegnavano il mio cazzo. Poi ho avuto un’idea geniale, sono riuscita a coinvolgerli in tante orge, dove tutti inculavano e venivano inculati, in questo modo tutti sapevano e nessuno osava parlare in giro.”

Questo è tutto e non ho nient’altro da aggiungere.”

Il mio racconto aveva eccitato gli animi e riacceso i sensi, bastò qualche piccola avance per scatenare l’orgia.

Antonio si assentò per fare una telefonata e dopo nemmeno mezz’ora suonarono alla porta e Sofia, incurante della sua nudità, andò ad aprire tornando tenendo sottobraccio Daniele.

Dopo un attimo di stupore corsi ad abbracciarlo e lui accarezzando il mio cazzo in piena erezione mi disse: “Ciao Mario, vedo che non sei cambiato, porco come sempre.”

“Tu invece sei cambiata, sei ancora più bella. E queste chiesi?” Mettendo le mani su due belle tette.

Lei si spogliò e chiese: “Ti piacciono?”

Non le risposi le strinsi il seno tra le mani e iniziai a succhiare.

Ci staccammo e le presentai mia moglie che per farle capire che non era gelosa la baciò in bocca, Daniele conosceva tutti gli altri e si unì con piacere alla nostra orgia di fine vacanza.

Il giorno dopo ci salutammo con la promessa di vederci più spesso.

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Felipe Gonzales

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