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Mia moglie diventa una troia
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Racconto7 min di lettura

Mia moglie diventa una troia

Trasformazione di una moglie pudica, continuazione di "Lo confesso, mi piace prenderlo nel culo"

Felipe Gonzales
1 ora fa · 16 letture · 0

Mia moglie è rimasta colpita dalle mie confidenze e le immagini che scorrevano sullo schermo la eccitavano, piano piano si è rilassata e ha iniziato a raccontare la sua vita sessuale: “è vero, qualche volta ho provato piacere con il rapporto anale, specialmente quando eri particolarmente eccitato, riuscivi a incularmi fino in fondo e a prolungare il rapporto, ma ho sempre dovuto fare i conti con i sensi di colpa inculcatemi da mia madre e nello stesso tempo ero incuriosita dalle confidenze che mi faceva mia sorella.

Le situazioni potenzialmente “imbarazzanti”, mi eccitano e lo fa anche quello che è considerato peccaminoso.

Le tue insistenze mi hanno bloccata, non riuscivo a confessarti che quello che avevo sempre considerato sporco e sbagliato in realtà mi turbava.

In segreto ho cercato di capire cosa ti portasse a desiderare ardentemente certi rapporti, così ho letto libri come il “Rapporto Hite” scritto da un’americana e ho scoperto che le donne vivono il sesso non solo per amore ma anche per desiderio, che usano dildi e altri oggetti per procurarsi piacere e che non disdegnano il rapporto anale, anzi alcune lo preferiscono.

La voglia di approfondire l’argomento mi ha spinto a guardare film porno, la visione di cazzi enormi che sfondano delle donne in tutti i buchi, anche due per volta, la lettura di certi libri e le confidenze di quella troia di mia sorella, hanno fatto crescere in me la voglia di provare quello che avevo sempre rifiutato.

Ho iniziato a masturbarmi usando quello che mi capitava sottomano per saziare la mia vagina e per sverginare il mio culo, si, perché nonostante i rapporti avuti con te, il mio buchino era rimasto stretto e l’astinenza lo aveva chiuso del tutto.

Anche io ho usato zucchini e melanzane, in vagina ne inserivo anche più di uno contemporaneamente, in culo non andavo oltre la melanzana.

La svolta ci fu grazie alla mia amica Lucia, in assenza di suo marito Mario, passammo una serata in pizzeria e poi andammo a casa sua per chiacchierare un po', lei aveva voglia di confidarsi e mi rivelò che era molto infelice perché non riusciva a soddisfare tutte le sue fantasie erotiche.

Da tempo sognava di avere un rapporto lesbico ma non riusciva a instaurare una relazione con le donne che le interessavano.

Mentre parlava io sentivo la mia passera bagnarsi e, con la scusa di confortarla, l’abbracciai, le nostre guance si sfiorarono e lei mi diede un timido bacio sulle labbra.

Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso, le misi una mano dietro la nuca e cominciai a baciarla cercando di ficcarle la lingua fino in gola.

Le nostre lingue si intrecciavano, le nostre bocche sembravano volessero divorarci, ormai eravamo travolte dalla passione e ci stracciammo i vestiti di dosso.

Iniziammo a leccarci su tutto il corpo, senza tralasciare nessun anfratto nemmeno il buco del culo, il suo era profumato, evidentemente si era preparata per la serata e si era lavata anche dentro, e io cercai di infilare la lingua anche all’interno del suo culo.

Iniziò a stringermi le tette, a succhiarmi i capezzoli fino a farli diventare duri come chiodi, le sue dita scesero sulla mia passera accarezzando le labbra della mia vagina e poi risalirono sul clitoride strofinandolo sempre più velocemente, poi mise la sua testa tra le mie gambe e cominciò a leccarmi.

Le dita che prima accarezzano il clitoride ora si infilavano dentro alla mia fica, ormai ero fradicia e Lucia non ebbe difficoltà a penetrarmi, prima con un dito, cercando il mio punto G, poi con due e aumentò gradualmente fino a infilare tutta la mano.

Le mie masturbazioni con gli ortaggi avevano lasciato il segno, la mia vagina accoglieva la sua mano senza problemi, Lucia se ne accorse, mi sorrise formò il pugno all’interno della mia vagina e iniziò a martellarmi con sempre maggiore intensità.

Lucia manifestò anche di gradire la volgarità durante il rapporto e iniziò a insultarmi mentre mi sfondava colpendo la mia cervice e facendomi sussultare.

Cominciò a schernirmi chiamandomi troia, dicendomi che sembravo una cagna in calore e quegli insulti non facevano altro che far salire il mio desiderio di essere usata, di essere scopata in tutte le posizioni possibili.

Quando le sue attenzioni si rivolsero al mio culo io mi misi a pecora allargandomi le natiche con le mani per mettere in mostra il mio buco, Lucia mi riempì di gel e iniziò infilare le sue dita, non ci furono problemi fino a quando non aggiunse il pollice e cercò di forzare il mio sfintere.

Io urlai per il dolore e lei si fermò senza togliere la sua mano, quando io mi abituai alla sua presenza, iniziò a girarla prima in un senso e poi nell’altro, tornai a gradire il massaggio così spinsi indietro col bacino e la sua mano scomparve nel mio culo.

Questa volta le urlai il mio piacere e la incitavo a incularmi dicendo: “Si, sono la tua puttana, sfondami il culo, fammi sentire come mi perfori con quel cazzo di braccio.”

Lucia non si fece pregare e seguendo il percorso del mio intestino mi infilò tutto il braccio.

Dopo quella volta abbiamo avuto altri incontri e lei mi ha fatto apprezzare tutta la sua collezione di cazzi finti e di strapon, erano suoi tutti quei giocattoli che ho usato su di te.

Quando ti ho beccato mentre giocavi in garage, ho capito subito che potevo approfittare della situazione per palesare la mia fame di sesso, mi sono inventata la tua punizione, ma tu hai capito tutto e hai organizzato la trappola con quei maiali di Cheick, Youssef, Malik e Khadim, in questo modo ho potuto soddisfare la mia voglia di assaggiare dei super cazzi in tutti modi possibili e di bere la loro sborra.

Dopo quella sera mi sono lasciata andare definitivamente e siccome ogni lasciata è persa, non mi sono più lasciata sfuggire ogni cazzo che mi è capitato di incontrare.

Voglio godere, voglio farmi tanti cazzi e tante fiche, voglio bere litri di sborra, voglio che i miei amanti mi sfondino con le loro mani, con i loro cazzi e anche con i loro piedi e spero che tu mi aiuterai.”

Io la rassicurai: “Farò il possibile per aiutarti a soddisfare le tue voglie di ninfomane, mi piaci così troia e godo nel vedere un’orda di cazzi che abusano di te, cosa vorresti fare che ancora non hai fatto?”

Lei: “Vorrei ripetere le gesta di pornostar come Hotkinkyio quando si fa fottere con i piedi da Harper Maddoxx e da Stacy Bloom, sono sicura che riuscirei a fare più di lei che è riuscita a prendersi solo un po' di polpaccio, io farei entrare il piede e tutta la gamba fino al ginocchio.

Vorrei farmi fottere come Syswett, che riesce a farsi fistare con due e anche tre braccia e non disdegna neanche i piedi.

C’è Kate Rich, una giovane pornostar russa, che ha ingoiato 156 carichi di sborra, io ho un sacco di arretrati da recuperare, mi piacerebbe partecipare anche io alla realizzazione di un film porno per poter ricevere in bocca la sborra di almeno duecento cazzi.

Sono sicura che farei sfigurare molte pornostar, se entrassi in competizione con loro, forse rimarrebbero senza lavoro.”

Io continuai a stuzzicarla ancora, volevo ascoltare ancora i suoi desideri proibiti e le chiesi: “Tutto qui?”

Mia moglie, dopo una breve pausa di riflessione, continuò il suo racconto: “In verità ci sono cose impossibili da realizzare, forse anche bere 200 carichi sborra lo è, probabilmente morirei soffocata, ma anche se impossibili solo a pensarci la mia passera diventa un lago.

Ho visto film d’animazione in cui Lara Croft scopa con un cavallo, in alcune scene si fa inculare e il cazzo le esce dalla bocca e viceversa, in altre riprese lei ingoia tutto il pene facendolo arrivare allo stomaco, si vede la sua pancia gonfiarsi quando il cavallo spinge il pene nella bocca di Lara.

La pancia di Lara diventa un pallone quando quel cazzo equino le sversa dentro litri di sperma.

Quando guardo quelle scene vorrei essere io la protagonista del film e ti confesso che vorrei veramente assaggiare il cazzo di un cavallo per sentire cosa si prova.”

Mentre lei parlava io ho avviato una ricerca su Google, quando ottenni la risposta giusta le chiesi: “Ti riferisci a questi filmati?”

” Si, sono proprio quelli.” mi rispose. Io le feci notare che nessuno poteva sopravvivere a un vero impalamento, però le promisi che l’avrei aiutata a provare un cazzo equino, il mio non era altruismo volevo proprio vedere cosa sarebbe stata capace di fare.”

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