Desiderio in cucina
Un pinsaiolo, la, sua aiutante tunisina e la titolare... Un esplosione di desiderio e di sesso sfrenato
2 ore fa
La cucina era ancora calda e profumata di pane quando Leïla spinse Andrea contro il banco e lo baciò con urgenza. La sua mano scese subito a stringergli il cazzo duro sopra i pantaloni, massaggiandolo con decisione.
«Finalmente» ringhiò lui, infilandole la lingua in bocca.
Marta li osservava dalla porta, gli occhi scuri carichi di desiderio maturo. Non c’era sorpresa, solo un calore profondo. Si avvicinò lentamente.
«Se volete scopare, non fermatevi per me» disse con voce bassa e vellutata. «Anzi… voglio guardare.»
Si unì a loro. Baciò prima Leïla, un bacio bagnato e profondo, mentre Andrea le stringeva il culo generoso. Poi Marta aprì i pantaloni di Andrea e gli prese in mano il cazzo già bagnato sulla punta, accarezzandolo con movimenti esperti.
Leïla si abbassò e lo prese in bocca con avidità, succhiandolo con gemiti soffocati. Guardarla mentre glielo leccava fece salire in Andrea un’onda di eccitazione diversa: non era solo piacere fisico, era il brivido di condividere quel momento con Marta, di sentirsi desiderato da entrambe.
Marta si mise dietro Leïla, le infilò una mano tra le cosce e iniziò a toccarle la figa fradicia, le dita che scivolavano tra le labbra gonfie.
«Sei così bagnata per lui» mormorò Marta all’orecchio di Leïla. «Mi eccita vederti così… succhiargli il cazzo mentre io ti tocco.»
Leïla gemette più forte intorno al cazzo di Andrea. Non c’era gelosia nell’aria, solo un’eccitazione potente nel vedere il piacere dell’altra. Andrea sentiva il cuore battere forte: il godimento di Leïla mentre Marta la masturbava alimentava il suo, e il modo in cui Marta lo guardava mentre glielo succhiavano lo faceva sentire al centro di un desiderio triplo, libero e senza confini.
Marta baciò Andrea con passione, poi sussurrò contro le sue labbra:
«Mi piace vedervi insieme. Mi fa bagnare sapere che lei ti vuole quanto ti voglio io… e che posso toccarla mentre tu godi.»
Leïla si alzò, le labbra lucide, e baciò entrambi. Nei suoi occhi c’era una luce nuova: libertà, fame, e un senso di espansione.
«Non voglio scegliere» disse con voce roca. «Voglio che il suo cazzo mi riempia mentre tu mi tocchi le tette… e poi voglio leccarti la figa mentre lui mi scopa. Voglio che il piacere sia di tutti e tre, senza rubare niente a nessuno.»
Marta sorrise, stringendo il cazzo di Andrea con più forza.
«Questa è la bellezza» rispose. «Non è possesso. È moltiplicare il desiderio. La prossima volta cominciamo prima… e andiamo fino in fondo, tutti e tre.»
Andrea li guardò, il cuore gonfio di un’eccitazione profonda e nuova: non solo corpi, ma emozioni intrecciate, gelosia trasformata in fuoco, intimità tripla che lo faceva sentire vivo come mai prima.
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