Bentornata

Breve e intenso saluto fra due amanti innamorate

M
Moniq

5 ore fa

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Nove giorni senza vederci. Nemmeno quando vivevamo in due città diverse era passato così tanto tempo. Nove giorni che mi mancano il suo sorriso, i suoi occhi, il suo corpo e quelle parti così deliziose di esso. E oggi sono tornata all’improvviso: landed 13,15, taxi. Arrivo a casa e non c’è. Sorpresa mancata. E’ a 250 km di distanza. La mamma è sempre la mamma e ogni tanto bisogna andarla a trovare.

Uffa. E va beh. Qualche ora non farà che accrescere il desiderio.


Disfo i bagagli. Doccia. Birra. Formaggio. Crackers. Birra. Mi prende la rilassatezza e la voglia. Inizio a fantasticare. No ancora no. Crema idratante. Antirughe. Rassodante. Tutto l’armamentario di flaconcini. Forbicine. Depilazione. Mi prendo cura di me. Immagino cosa mettermi addosso e come metterò i capelli.


Farò una cenetta romantica? Uhm. No. Dovrei uscire a fare la spesa e non mi va. Mi arrangerò con quello che c’è. Salmone, tartine, burro, avocados, gamberi surgelati, salsa rosa… ma si qualcosa ne tirerò fuori… ricca di grassi … una frustata ai nostri ormoni. Come se ne avessero bisogno.


Gironzolo per casa, chatto, lavoro persino. Mi vesto (per modo di dire) da bambolina. Inizio a essere abbronzata. Quindi bianco. Capelli sciolti. Anzi no, trecce. Due trecce da Heidi. Mi piace essere presa per le trecce e tirata verso il sesso. Mi eccita pensarlo e mi inumidisco. Ma quando arrivi?

Mutandine bianche, sottoveste leggera dello stesso colore, trecce. Lenti a contatto colorate celesti. Metterò un velo di rossetto pesca. Mi voglio virginale. Scolaretta. Voglio stimolare i suoi istinti dominanti, subito. Senza chiacchiere da conviventi. Voglio una fame da amanti. Come la mia.


Quando entra le sorrido senza dire nulla.


E’ già nel mood.

Solo lei può entrarmi dentro così. Senza parole. Pura empatia.


“Esta zorra vino de muy lejos para que yo pudiera usar su culo a mi voluntad. Es un bonito regreso a casa.”
(Questa troia è venuta da lontano perché io potessi usare il suo culo come voglio. E’ un bel ritorno a casa.)


Posa la borsa. Mi si avvicina. Prende una treccia e mi attira verso la sua bocca. L’odore della sua pelle, il suo profumo, il suo sudore, mi stordiscono mentre mi bacia. Si stacca solo per sussurrarmi fra le labbra: “mi sei mancata bionda” e poi continua a baciarmi. Anzi, a scoparmi la bocca con la lingua.


Mi stringe un capezzolo. Le sue unghie sulla pelle. Siamo ancora nell’ingresso e non ho detto una parola. Ho voglia di lei.

Scendo in ginocchio abbracciando le sue gambe. La pelle è calda, un leggero sentore lontano di crema idratante e sudore. Alzo il bordo della gonna e spingo il muso verso il suo inguine.

“sono sudata… bionda…” mi dice. Ma non si toglie. E io la voglio così.

Voglio inebriarmi del suo odore. Adoro ogni istante che passo con la mia testa fra le sue cosce. Desidero con tutta me stessa il suo sapore.


Lei si lascia fare. I piedi, gambe appena divaricate, alza la gonna e lascia che le sposti le mutandine e la baci. Sa di femmina. E voglio che la mia bocca, il mio viso sappiano di lei. Affondo la lingua fin dove arrivo. Vorrei avere una lingua lunghissima e entrarle dentro. Mi tiene la testa stretta e mi aiuta in questo tentativo. Alza una gamba e l’appoggia su un mobiletto, agevolandomi. La lecco furiosamente, affamata della sua fica. Mi prende per le trecce e mi tiene stretta. Il mio viso affondato nella sua intimità. Devo toccarmi. Guardo con gli occhi della mente la scena, come in un film porno. Una donna, vestita, con una gamba alzata su un tavolinetto che tiene per le trecce, come briglie, un’altra, seminuda in ginocchio che la lecca e si masturba. La scena potentissima mi fa venire e mugolo e questo fa venire anche lei. Mi tremano le gambe e anche lei è piegata, a baciarmi.


“bentornata a casa” le dico.

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