Adoro far la puttana.
Certe emozioni ….Non hanno prezzo!
1 giorno fa
Mi chiamo Adriana, ho 27 anni, sono alta, bionda, seno di una terza tonda e piena, areole tonde e scure con al centro capezzoli irti e duri. Ho un bellissimo lato B, gambe molto belle, snelle, tornite, insomma sono proprio fatta bene. Da quattro anni, sono sposata con Michele, un ragazzo di tre anni più di me. Siamo stati fidanzati per due anni, durante i quali ho trasformato Michele in un cornuto perfetto. Questo è successo perché sono molto intima con Federico, un fotografo professionista, di 45 anni, che realizza diversi servizi pubblicitari, in specie, per la lingerie, oltre articoli che si vendono nei sexy shop. Lo conosco da quando, a sedici anni, mi ha fatto delle foto per il patentino del motorino e, fin da allora, è stato colpito dalla mia bellezza, introducendomi nel mondo delle fotomodelle; però, essendo un grandissimo porco, ne ha approfittato per iniziarmi ai piaceri del sesso. A 17 anni avevo imparato, grazie a lui, a far sontuosi pompini con ingoio e, a 18, mi ha proposto di farmi sverginare da un ricco industriale, che aveva commissionato un servizio fotografico, offrendomi una cifra pazzesca, e devo dire che è stata un'esperienza davvero molto bella. Quell'occasione è stata l'inizio di un connubio tra me e lui, che ci ha portato a divertirci moltissimo e, soprattutto, ha trasformato me in una vera e propria escort. Oltre ad esser pagata per indossare costumi, mutandine, e quant'altro, molto spesso mi offrivano dei " regali" per trascorrere la serata insieme a me e io, naturalmente, accettavo volentieri. Non era solo una questione di soldi, che già di per sé non mi dispiace, ma è anche la bellissima sensazione di sentirsi puttana, che, ancor oggi, mi fa letteralmente impazzire di piacere. Godo nel sapere che qualcuno compri il mio corpo e lo usi a suo piacimento; questo mi fa eccitare in una maniera sconvolgente. Quando, a 21 anni, ho conosciuto Michele, ero già abbastanza rinomata e, quando ho capito che Michele era innamorato di me, ho voluto metter le cose ben in chiaro.
«Michele, a me piace scopare, esser trattata da puttana e, a volte, pagata, anche se non in maniera diretta, ma a mezzo regali o mance generose. Dovrai tener presente che questa cosa per me è irrinunciabile e, quindi, non posso esser la tua fidanzata o addirittura, come vorresti, futura moglie.» Pensate mi abbia dato retta? Ha insistito dicendo che la cosa non gli dava alcun fastidio, anzi, era felice di sapere che mi facevo chiavare e riempire da altri maschi, perché ciò che desiderava per davvero era avermi al suo fianco e, se ci fosse stato qualcuno che mi facesse divertire più di lui, per lui rappresentava solo motivo di orgoglio. La cosa particolarmente curiosa si è verificata al nostro matrimonio, dove, ovviamente, ha partecipato Federico, in veste di fotografo, ma anche di stallone, che mi ha montato proprio due ore dopo che avevo l'anello al dito; al festino hanno partecipato anche alcuni "clienti", per i quali aveva realizzato, oltre dei servizi fotografici, anche delle magnifiche chiavate; ciascuno ha stretto la mano a Michele, dicendo che era fortunato ad avere una femmina come me nel letto. Michele non è un cattivo amante, è munito di un bell'arnese, grosso, abbastanza lungo e lo usa anche piuttosto bene e, quando mi scopa, mi fa godere molto, ma, con lui è AMORE, mentre con gli altri è lussuria, adrenalina, in virtù del fatto che mi faccio trattare da puttana. È una questione mentale, oltreché chimica, cui non so proprio rinunciare. Diciamo che il mio rapporto con lui ha subìto un salto di qualità; non più tardi della scorsa settimana, Federico mi chiama e mi dice che ci sono due suoi amici, un avvocato ed un ragioniere, che vorrebbero divertirsi un pomeriggio con me.
«Sono persone ben inserite in società, hanno tante conoscenze ed hanno visto le tue foto; l'idea sarebbe di poter assistere ad una sessione fotografica. So che hanno ampie disponibilità economiche e, quando vogliono qualcosa, non badano a spese. Dovrei realizzare un servizio fotografico per alcuni articoli di un nuovo sexy shop, che hanno aperto nella zona industriale e, quindi, se sei d'accordo, questa sarebbe l'occasione per unire l'utile al dilettevole!»
Naturalmente, per realizzare questo servizio fotografico, mi son recata in un locale che Federico ha adibito a teatro di posa. Quando son arrivata, mi sono trovata davanti due bei maschi, dall'apparente età di quarantacinquenni, ben vestiti, capelli brizzolati ed uno con gli occhi chiari, mentre l'altro con occhi scuri, fisico molto prestante. Con una breve stretta di mano, si son presentati: il primo, quello dagli occhi chiari, ha detto di chiamarsi Piero, l'altro, quello dagli occhi scuri, ha detto di chiamarsi Stefano; tutti e due mi hanno dato una profonda occhiata. Naturalmente avevo indossato una semplice minigonna, dei tacchi alti ed una camicetta, sotto cui, ovviamente, ero priva di ogni tipo di indumento intimo. Mentre Federico preparava l'attrezzatura, posizionava le luci, a loro è piaciuto scambiar con me qualche parola. Mi hanno chiesto se fossi sposata, se avessi piacere pormi davanti ad una macchina fotografica e se avessi fastidio per la loro presenza. Ho sorriso ed ho risposto che mi piaceva oltremodo avere del pubblico. Poco dopo, Federico mi ha detto di spogliarmi nuda ed ho visto che, su un piccolo tavolo, c'erano diversi oggetti: di sicuro quelli che avrei dovuto usare per la pubblicità del sexy shop. Ero particolarmente attratta da alcuni falli realistici, di svariate dimensioni e colore, oltre altri addirittura vibranti. Poi, altre cose, tipo collari, manette ed ho ipotizzato che, a vederli usati da me, si sarebbero eccitati molto anche loro. Appena completamente nuda, ho avvertito subito su di me il loro sguardo eccitato; Federico mi ha fatto metter in ginocchio, sopra un piccolo sofà e subito dopo ha iniziato a scattar foto. Mi ha suggerito di assumere delle pose piuttosto provocanti, tenendo in mano alcuni di quegli oggetti.
«Brava, così! Allungati ed allarga bene le gambe: fammi vedere la tua bella figa bagnata, aprila bene con le mani e appoggia la punta di quel fallo, appena sopra il clitoride!»
Mi son messa in diverse posizioni come da lui suggerito ed ho passato, ripetutamente, quei grossi falli lungo lo spacco della mia figa, che ha cominciato ad emettere umori. Poi ha voluto anche scattare foto con oggetto il mio culetto.
«Girati; il culo. Fai vedere il culo... allarga bene, inarcati... appoggia quel fallo vibrante sul buchetto, così... resta così!»
Sentire il ronzio di quell'oggetto vibrante, mi stava facendo bagnare ancor di più ed ho visto che anche quelli che mi osservavano erano eccitati. Per una buona ventina di minuti, ho continuato a giocare con quegli attrezzi e la mia fighetta è diventata lucida per i miei umori: ero molto eccitata. Federico ha detto ad un certo punto di far una pausa e loro due si sono avvicinati a me.
«Federico, ci ha detto che… con un lauto compenso, tu…»
Ho atteggiato un sorriso molto civettuolo, perché, dentro di me, ero talmente calda ed eccitata, che me li sarei scopati anche gratuitamente.
«Non sono in vendita, ma… potrei accettare qualche "piccolo regalo".»
Hanno sorriso, poi Stefano mi ha chiesto una cosa ben precisa.
«Noi siamo esser molto generosi con i nostri regalini, ma vorrei sapere se possiamo avere il pacchetto al completo!»
Ho sorriso ancora in maniera ancor più ammiccante ed ho risposto alla sua richiesta.
«Per aver il pacchetto completo, dovrete esser "molto generosi"!»
Stefano ha aperto il portafogli ed ha tirato fuori alcune banconote. Me le ha mostrate, ma io ho fatto cenno di no con la testa e allora lui ha raddoppiato la somma, che, naturalmente, era già considerevole, ma poiché mi hanno dato l'impressione di esser due veri maiali, ho deciso che se volevano divertirsi con me dovevano pagare molto.
«Stesso importo per ciascuno di voi!»
Piero ha sorriso ed ha tirato fuori una pari somma dal portafogli; così ho incassato il premio, poi, subito dopo, entrambi si son messi in piedi accanto a me. Una breve occhiata e Piero ha appoggiato una mano sulla mia spalla, invitandomi ad accovacciarmi sui talloni.
«Adesso, troia, vediamo se i soldi che ti abbiamo dato, li vali per davvero: succhia i nostri cazzi e falli diventare ben duri!»
Mi son leccate le labbra, mentre aprivo i loro pantaloni, che son caduti alle caviglie; poi ho impugnato le loro due belle verghe, non ancora perfettamente rigide, ma già di notevoli dimensioni; mi son resa conto che, di sicuro, mi avrebbero sbattuto alla grande. Ho cominciato a leccarli, trovandoli di buon sapore e subito essi hanno apprezzato la mia bravura come esperta fellatrice.
«Federico, avevi proprio ragione: questa zoccola è molto brava a succhiare il cazzo. Puttana, fammi sborrare, perché ho le palle troppo piene e voglio anche chiavarti bene ed a lungo.»
Queste premesse mi hanno letteralmente fatto impazzire. È proprio per provare queste sensazioni che mi vendo; mi piace da morire esser usata, dominata e trattata proprio come una puttana. Cazzo: sono davvero una puttana ed impazzisco per tutto questo. Ho preso a succhiarlo con forza ed alternavo il suo cazzo a quello lì Stefano nella bocca. Me li son lavorati bene per una decina di minuti, poi ho sentito la mano di Piero appoggiarsi sulla mia testa e mi son resa conto che, da lì a breve, mi sarebbe venuto in bocca; così è stato: dopo un po', mi ha inondato la gola.
«Bevi, troia! Ingoiala tutta, fino all'ultima goccia!»
Ho stretto le labbra ed ho ingoiato tutto, mentre abbondanti fiotti di crema continuavano a riversarsi nella mia bocca, a ritmo serrato. Piero ha stretto le mani sulla mia testa ed ha spinto il suo membro ancor più nella mia gola, tenendomi ben ferma.
«Tutta, la devi ingoiare, mentre continui a succhiarlo!»
Mi facevo scopare la bocca, mentre con la mano continuavo a segare il cazzo di Stefano; così, appena Piero me lo ha tirato fuori, a sua volta me lo ha infilato in gola, venendo in maniera ancor più abbondante rispetto all'altro. Ho ingoiato rapidamente ed ho ripulito entrambi i cazzi, che mostravano di non cedere di un millimetro sulla loro rigidità. Mi hanno sollevato e mi hanno fatto distendere su un divano ampio, dove Stefano, inginocchiato tra le mie cosce, ha preso a leccarmi la figa, mentre Piero continuava a farsi succhiare il cazzo. Ho avuto un orgasmo proprio grazie alla lingua di Stefano e, subito dopo, lui si è sollevato e si è messo seduto sul divano; mi ha chiesto di salirgli in groppa e mi son lasciata scivolare la sua poderosa asta dentro la vagina: mi ha riempita tutta. Mi ha fatto restare per un lungo istante immobile, poi ho iniziato a muovermi su/giù su quella grossa colonna di carne, che mi stava veramente riempiendo in maniera senz'altro piacevole. Piero intanto si è posizionato dietro di me ed ho visto che Federico gli ha allungato un flacone di lubrificante; ho capito che si sentiva attratto dal mio culetto, cosa che infatti è accaduta subito dopo. Con un dito ha provveduto a lubrificare il mio buchetto e, quando ha visto che mugolavo di piacere, le dita son diventate due.
«Molto bene, troia: adesso ti sfondo il culo.»
Si è inginocchiato dietro di me ed ho sentito la punta del suo membro premere contro la mia rosetta e, lentamente, iniziare a scivolar dentro di me. Mi sentivo dilatare e, nello stesso tempo, sfondare da quelle due grosse mazze, che mi stavano per davvero devastando i buchi. Piero, in particolare, era molto soddisfatto nel potermi penetrare il culo.
«Sei proprio una gran troia rotta in culo. Una zoccola che voglio proprio sfondare per bene. Quando quel cornuto di tuo marito vorrà entrare in questo buco, dovrà sentire quanto te l'ho ben aperto.»
Sentir parlare di mio marito, mi ha eccitato ancora di più. Si è mosso prima lentamente, poi ha preso a spingerlo dentro con colpi molto violenti; questo suo modo di chiavarmi, mi provocava quel misto di dolore/piacere, che mi ha portato all'estasi: adoro particolarmente sentirmi spaccare il culo, mentre un altro cazzo mi devasta la fica. Federico stava scattando foto a raffica e, d'un tratto, me lo son trovato accanto. Ero talmente sconvolta dal piacere che non mi son trattenuta dal succhiare anche il suo.
«Dammi il tuo cazzo in bocca: voglio succhiartelo!»
Ero totalmente fuori di me dal piacere; l'eccitazione era diventata qualcosa di veramente incontrollabile! Federico ha tirato fuori il suo membro ed io l'ho preso in bocca e l'ho succhiato in una maniera tale che, poco dopo, mi ha riempito la bocca di sperma. Ancora una volta ho ingoiato tutto, senza perderne una goccia; tutto questo ha eccitato ancor più i miei due stalloni e così, il primo a riempire le mie viscere è stato proprio Piero.
«Che zoccola meravigliosa! Una vera puttana, tutta da sborrare! Zoccola: ora ti riempirò il culo!»
Ho sentito il suo membro gonfiarsi e poi, subito dopo, un'ondata di calore ha investito il mio intestino; lui mi ha dato ancora dei colpi violenti e, ad ogni affondo, schizzava dentro di me altra sborra. Si è tirato fuori, quasi di colpo, producendo il classico rumore del tappo che salta e me lo ha presentato alla bocca.
«Troia, succhialo bene, perché voglio ancora scoparti!»
Non mi sono fatta pregare più di tanto. L'ho preso in bocca ed l'ho succhiato come se non ci fosse un domani, mentre sentivo Stefano che, dal basso mi dava dei colpi secchi, al punto che, poco dopo, anche lui mi ha riversato nel ventre tutta la sua sbroda.
«Sbrigati, troia, a farlo tornar duro, succhiando anche il mio; anch'io voglio infilartelo nel culo!»
Ero sconvolta dal piacere ed l'ho succhiato in maniera fantastica; infatti Piero si è messo seduto al posto di Stefano e mi ha fatto salire su di sé; me lo ha infilato nella vagina, ancora piena della sborra dell'altro, sentendola colar fuori fino a ricoprirgli le palle. Intanto avevo preso in bocca il cazzo di Stefano, succhiandolo forte; è rimasto duro anche lui e, senza alcun problema, me lo ha piantato nel culo, con una spinta secca, che mi ha fatto un po' sussultare.
«Cazzo, fa piano, che me lo spacchi.»
Si è messo a ridere e mi ha dato una pacca sul culo.
«Ti faccio cosa? Ma non dire cazzate; hai il culo così sfondato che sembra una galleria ferroviaria; pensa a godere, troia, che adesso faremo un altro giro!»
Mi ha afferrato per i capelli e li ha usati come briglie, mentre mi ha sfondato il culo per non so quanto tempo; l'azione combinata del suo cazzo nel culo e l'altro nella fica, mi hanno fatto perdere il conto di quante volte ho urlato vengo! Il secondo giro è stato ancor più bello ed intenso del primo; li ho sentiti pompare i miei buchi e godere, mentre a mia volta impazzivo davvero tanto. Alla fine, il primo ad arrivare è stato Piero, che mi ha sborrato nella figa e, quasi subito dopo, anche Stefano ha riempito il mio culo. Si sono sfilati quasi contemporaneamente ed io mi son ritrovata in ginocchio davanti a loro; ho preso i loro cazzi ancora turgidi in bocca e li ho leccati e ripuliti, raccogliendo ogni traccia di sperma che ancora era presente sui loro cazzi. Soddisfatti, si son lasciati cadere distrutti sul divano.
«Sei stata fantastica! Mai scopato una troia in doppia come te; è stata una chiavata così forte ed intensa, che ci ha fatto godere davvero tanto. Sei meravigliosa e…»
Senza aggiungere altro, Stefano ha preso il portafogli e mi ha regalato altre due banconote e lo stesso ha fatto anche Piero.
«Tieni! Te li sei proprio meritati, e… per quel che mi riguarda, vorrei scoparti ancora!»
Ovviamente ho accettato, ad una sola condizione che essi hanno accettato senza problemi: di quale condizione si trattava? È molto semplice; ho preteso di esser montata davanti a mio marito ed essi lo hanno accettato con entusiasmo ed ora son qui, distesa sul letto, dopo che, per l'ennesima volta, son venuti a riempire i miei buchi; mentre mio marito li accompagna alla porta, osservo il piccolo mucchietto di banconote che hanno lasciato sul comò e penso che far la puttana, è qualcosa di molto bello, soprattutto se tuo marito è lì a guardarti, mentre lo fai.
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