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Prime esperienze scambiste di una neo-diciottenne
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Racconto35 min di lettura

Prime esperienze scambiste di una neo-diciottenne

Ciao, sono Laura e vedo che il titolo di questo scritto ti ha indotto ad aprirlo. Allora in questo caso posso condividere con te quelle che io amo chiamare in modo autoironico “Le mie memorie”. Ho deciso di scriverle dopo che numerosi amici conosciuti in chat (sia uomini che donne) si sono detti mol...

Laura Francesco
1 anno fa · 1.2k letture · 0

Ciao,

sono Laura e vedo che il titolo di questo scritto ti ha indotto ad aprirlo.

Allora in questo caso posso condividere con te quelle che io amo chiamare in modo autoironico “Le mie memorie”. Ho deciso di scriverle dopo che numerosi amici conosciuti in chat (sia uomini che donne) si sono detti molto interessati al sesso ma incapaci di affrontare il discorso col partner. Ho pensato di poterli aiutare mettendo nero su bianco la mia prima volta. O meglio, le mie “prime volte”. In modo tale che ognuno possa fare delle scelte oculate ben sapendo a cosa si va incontro. Su questo argomento ritengo sia meglio essere chiari. Nascondere o alterare la realtà porterebbe solo ad amplificare I problemi successivamente. Quindi… buona lettura a te e (se lo riterrai opportuno) anche al/la tuo/a intransigente partner. Da parte mia resto a disposizione per chiarimenti.

PS: questo racconto è già stato pubblicato dai sottoscritti anche sua altri siti

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Capitolo 1

Io e Francesco stiamo insieme fin dai tempi delle scuole medie (una simpatia iniziata addirittura alle elementari!) ma fui comunque molto perplessa se non addirittura arrabbiata la prima volta che Francesco mi propose di andare al club privè.

“Per il tuo diciottesimo compleanno...” mi disse con l’aria sorniona.

Quel mondo ci aveva sempre incuriosito e invece di rubare la marmellata di nascosto, come si dovrebbe fare a quell’età , spesso ci ritrovavamo con altre coppie di amici adolescenti come noi a spiare le coppiette che entravano nei locali per scambisti più famosi della città, ridacchiando del modo in cui cercavano di entrare senza farsi vedere.

Col senno di poi posso dire che noi ragazze commentavamo ridacchiando, anche per l’atteggiamento e gli abiti delle signore (quasi sempre di mezza età e passa) mentre ora so per certo che i ragazzi (in piena tempesta ormonale) fantasticavano su quello che avrebbero fatto la dentro.

Per me era solo il classico gioco di trasgressione che si fa da ragazzini, quando si inziano a provare i primi pruriti.

Ecco perché di fronte alla proposta di Francesco rimasi interdetta.

Accettai quasi per sfida nei suoi confronti.

D’altronde, mi dicevo, non gli avevo mai fatto mancare niente da quel punto di vista.

Tutti i giochini perversi che avevamo imparato guardando assieme ore e ore di filmati porno su Internet!

Lui, dopo aver buttato lì un sarcastico “sarebbe ora di metterli in pratica!” si schernì, dicendo che non avremmo fatto sesso ma solo guardato.

Ammetto che nonostante le sue rassicurazioni mi frustrava parecchio l’idea che Francesco mi avesse chiesto questo: non gli bastavo?

Ma allo stesso tempo la cosa mi incuriosiva, anche se non lo avrei mai ammesso.

Così, indossati gli abiti della fidanzatina ferita nell'orgoglio, accettai ... "ma solo per guardare" precisai.

Ricordo ancora quella prima volta.

Francesco (neo patentato) riuscì a farsi prestare l’auto di sua madre.

“Facciamo un week-end al lago” la rassicurò “ per festeggiare il 18-esimo di Laura.

“Si ma l’albergo per dormire fuori lo paghi tu !” sussurrai con fare imbronciato mentre salivamo in auto.

Scegliemmo il club che le recensioni su Internet davano come il più distinto e riservato della città e parcheggiamo un pò lontano così da poter avere la situazione sotto controllo mentre ci avvicinavamo a piedi al locale.

Per entrare dovemmo annunciarci tramite un videocitofono.

Quando la porta si aprì ci ritrovammo in quella che intuii essere la reception; una sorta di anticamera completamente isolata dal resto del locale.

Chi era fuori e chi era dentro non aveva modo di vederci o di entrare in quella stanza assieme a noi. Il titolare ci accolse con un sorriso smagliante ma allo stesso interrogativo.

L’atteggiamento della persona (era chiaro che non gli capitava spesso di vedere entrare coppie così giovani) dapprima mi convinse dell’idea che mi ero fatta, ovvero che quel tipo di locale fosse frequentato per lo più da prostitute e single disposti a pagarle, ben sapendo che le signorine avrebbero solo recitato la parte della brava mogliettina, che di notte si trasforma in una dea del sesso.

Ci chiese i documenti e di consegnare tutti gli strumenti multimediali in nostro possesso (anche questo evidenziato a chiare lettere dall’avviso sul bancone che aggiungeva anche un minaccioso riferimento ad un eventuale coinvolgimento dell’autorità giudiziaria in caso di inadempienza). Ammetto che tutto questo mi tranquilizzò non poco.

Poi ci fece accomodare facendo scattare la serratura di una seconda porta che dava sull’interno del locale.

Mentre apprestandoci ad entrare indossavamo le mascherine acquistate durante l’ultima gita a venezia (non avrei mai pensato che l’avrei utilizzata a quello scopo) mi premunii di mandare a Francesco un’ultima occhiataccia, così da fargli capire per l'ennesima volta che lo stavo facendo solo per lui.

Ma non negherò che mentre varcavo quella soglia ho sentito chiaramente uno schizzo di umore scorrere lungo le mie cosce.

La mia eccitazione era a mille ed ero preoccupata di come avrei potuto reagire.

Il posto era carino. Numerose coppie sorseggiavano cocktails, ascoltando musica e guardando spettacoli di spogliarelli maschili e femminili.

“Ma dove sono i single?” mi sorpresi a chiedermi.

Ci sedemmo e iniziammo a bere qualcosa.

Alcuni ospiti indossavano maschere ... altri no (altra assurdità, dal mio punto di vista di neofita).

Quando i drink iniziarono a fare effetto, realizzai che mi stavo rilassando, Francesco mi prese la mano e mi condusse verso una scala che saliva a lato del bar.

Ci ritrovammo in un corridoio di luce soffusa, con una serie di piccole porte.

Immaginavo già di cosa si trattasse.

In ogni stanza c'erano grandi letti e divani con persone che facevano sesso.

Altri guardavano in silenzio ... e si masturbavano.

Mi fermai quasi pietrificata all'ingresso di una di queste stanze. Francesco al mio fianco tratteneva il fiato.

Il mio sesso gocciolava di umori ma ovviamente il mio orgoglio mi impediva di ammetterlo. Non sapevo come comportarmi perché capii che la parte della fidanzatina ferita non poteva più reggere.

Feci un ultimo disperato tentativo per giustificarmi e mi rivolsi a Francesco con espressione severa:i "ricorda” dissi “diamo solo un'occhiata e poi lasciamo questo porcile".

Lui annuì ... ma sapevo già che non sarebbe stato così.

Stavo ancora parlando quando sentii chiaramente una mano appoggiarsi sulle mie natiche.

Mi voltai rapidamente pronta a reagire ma quello che mi trovai di fronte mi colse di sorpresa.

Una bella biondina (poco più che coetanea, pensai immediatamente) dai capelli lisci raccolti in una lunga treccia e gli occhi azzurri.

Mi sorrideva con aria innocente.

Indossava una mascherina da gatto e un baby doll.

Non potei fare altro che ricambiare il sorriso.

"Ti piace?" mi chiese, indicando con un gesto del viso un ragazzo dai capelli scuri (chiaramente palestrato) che stava godendosi un pompino fatto da una signora di mezza età ma comunque ancora molto piacente.

Accanto a loro un altro gentiluomo, sempre di mezza età ma ugualmente bello (“il marito?” pensavo) si masturbava guardandoli compiaciuto.

"È … è molto bello ...” balbettai, riferendomi al giovane.

"È il mio ragazzo ...” mi disse e fissandomi con uno sguardo intenso mi diede un bacio sulle labbra.

Sentii il fuoco dentro.

Non sapevo cosa dire, cosa fare, cosa pensare.

Guardai il mio Francesco. Lui sorrise e annuì.

La ragazza che fino ad allora era stata accanto a me tenendomi la mano sul sedere si spostò di fronte.

Sapevo che mi avrebbe baciato di nuovo. Non mi opposi. Questa volta sentii la sua lingua posarsi sulle mie labbra. Istintivamente chiusi le labbra ancora più forte, resistendo al suo tentativo di entrare.

Le sue mani adesso stringevano le mie natiche e i suoi seni (non enormi ma così eccitati da farmi sentire i suoi capezzoli turgidi) accarezzavano i miei ... altrettanto eccitati.

Iniziai a rilassare le labbra. Lentamente la sua lingua iniziò a trovare spazio e io andai ad incontrarla, appoggiando la mia sulla sua.

Stavo vivendo la mia prima vera esperienza Lesbo.

Chiusi gli occhi. Le nostre lingue e la nostra saliva iniziarono a scambiarsi vorticosamente.

Mi ripresi dallo shock di quello che stavo facendo solo perchè lei uscì dalla mia bocca.

Mi prese dolcemente la testa con una mano mentre con l'altra si abbassava il reggiseno.

Mi stava invitando a succhiarle i capezzoli ... rosa e turgidi come fino a quel momento avevo solo potuto immaginare al tatto.

"Cosa sto facendo ??!!" mi chiedevo mentre iniziavo a succhiare.

"Lui è con te?" mi sussurrò lei all'orecchio mentre io continuavo ad occuparmi del suo seno. "Si... è il mio ragazzo.." le risposi ansimando e senza smettere di leccare.

Non avevo ancora finito la frase che mi resi subito conto che una delle sue mani, fino ad allora delicatamente appoggiate sulla mia testa, si era staccata e il braccio si era allungato verso di lui.

Non so bene cosa successe.

Fatto sta che mi ritrovai con Francesco al mio fianco.

Lei guidava le nostre teste, mentre noi leccavamo i suoi capezzoli. Uno da una parte e uno dall'altra.

Ci stava letteralmente "introducendo" allo scambismo.

E io non opponevo resistenza.

Capivo che tutti i miei taboo stavano piano piano venendo meno.

Francesco si era abbassato la zip e si stava masturbando mentre continuava a leccare con avidità.

La mia vagina era un lago.

Ad un tratto capii dal movimento delle sue mani appoggiate sulle nostre teste che la ragazza ci invitava a rialzare i nostri visi dal suo seno. Ammetto che mi dispiacque. Non mi sarei più staccata da lì.

Riprese a baciarmi con la lingua. Ma questa volta senza entrare nella mia bocca e facendo avvicinare alle nostre lingue anche quella di Francesco.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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