Mai perdere la speranza
Ciao, sono Maurizio, il marito di Carla. Siamo una coppia tranquilla che si avvia verso la sessantina, felicemente sposati con figli ormai adulti che vivono fuori casa. Non siamo una coppia di palestrati patiti dell’immagine: io sono tarchiato, con un filo di pancetta ma abbastanza muscoloso e attivo; Carla ha un fisico robusto con qualche chilo di troppo, frutto di due parti e di una vita goduta anche nel mangiare e bere bene. Il suo punto forte è una quinta di seno bella piena che sfida ancora la forza di gravità, oltre a un bel visino simpatico.
Dal punto di vista sessuale abbiamo sempre avuto rapporti molto tranquilli che, con il passare del tempo, si sono inesorabilmente diradati. Pur non avendo timore della nostra nudità — anzi, quando usciamo in barca a prendere il sole ci mettiamo regolarmente nudi e spesso ci scappa un amplesso a cielo aperto, per poi tuffarci in mare a rinfrescarci e toglierci i segni dei nostri godimenti — nei periodi invernali frequentiamo parchi termali dove è normale stare nudi.
Alcune volte, nelle saune o nei bagni turchi, ci è capitato qualche "fenomeno" che, senza alcun cenno di incoraggiamento, si è messo a masturbarsi davanti a mia moglie, prima sotto il telo per poi lasciarsi andare al gran finale tutto in vista. Questi fatti hanno infastidito Carla, mentre io cercavo di mitigare dicendole di prenderlo come un complimento da parte di un giovane che si eccitava nel vedere il suo maestoso seno.
Con queste premesse, i pensieri peccaminosi che covavo in mente hanno avuto vita difficile. Anche quando proponevo di acquistare qualche sexy toy, lei rispondeva che per quello le bastavano le sue dita. Proprio questo inverno, però, abbiamo trascorso un weekend sulla neve a Bad Gastein, in Austria, una bellissima località nota per le sue montagne e per i suoi centri termali. Verso sera, dopo una giornata sulla neve, abbiamo usufruito della wellness dell’albergo per riposarci e goderci nudi il tepore delle sale. Nel bagno turco sembrava non ci fosse nessuno, e così ci siamo lasciati andare a coccole e strusciamenti vari ma, ad un certo punto, in mezzo al vapore, è comparso un signore con qualche anno più di noi e un fisico molto possente che ci ha salutati con un sorriso e si è seduto di fronte a noi. Visto l’intruso ci eravamo fermati imbarazzati, ma l’uomo, con una strizzata d’occhio e un sorriso furbo, ci ha fatto cenno di gradire la nostra intimità; la sua faccia rassicurante ci ha tranquillizzati e pian piano abbiamo ripreso le nostre effusioni amorose.
Mia moglie nell'orecchio mi ha sussurrato che gli sembrava una persona perbene, mentre io notavo che sotto il telo iniziava a intravedersi una dotazione notevole. In mezzo al vapore ci siamo scambiati qualche sorriso di apprezzamento e l’uomo, con lo sguardo fisso sul seno di Carla, ad un certo punto ha lasciato cadere il telo mostrando un membro particolarmente grosso e ormai in palese erezione. Dopo un po’ ci ha chiesto a cenni se poteva sedersi a fianco a noi e a quel punto, già eccitati, abbiamo acconsentito.
Mentre noi ci baciavamo e scambiavamo carezze, il signore ha capito che eravamo italiani e con un sorriso affascinante ha detto a mia moglie: “Bella signora”, e indicando il seno ha aggiunto: “Wonderful!”. Mia moglie, non avvezza a certi complimenti, è rimasta piacevolmente colpita e gli ha sorriso con complicità. A questo punto lui si è lasciato andare e, guardandola negli occhi (o più probabilmente le tette), ha iniziato a masturbarsi lentamente. Vedere quel membro con la cappella bella lucida che continuava a ingrossarsi ci ha ipnotizzati entrambi, così ho suggerito a Carla di provare a toccarlo per vedere che sensazioni le desse avere tra le mani un grosso uccello proprio davanti a me.
Prima ha detto di no, poi, guardando lo sguardo speranzoso dell’uomo, piano piano ha allungato la mano e ha iniziato a impugnare il grosso scettro, cominciando a muoverlo mentre lui si è chinato su di lei e ha iniziato a baciarle il seno con tanta passione. Approfittando del fatto che non c’era nessun altro in vista, ho bisbigliato nell’orecchio di mia moglie di di provare a sentire che sapore aveva, lei
«Accennò un timido cenno di dissenso, ma io, per tranquillizzarla, tenevo d’occhio la porta — comunque avvolta dal vapore — e con la mano dietro la nuca le avvicinai la bocca a quel membro luccicante... Timidamente iniziò con dei colpetti di lingua e qualche bacetto, ma piano piano si lasciò andare alla passione e cominciò a prenderlo in bocca. Non essendo abituata a certe dimensioni, faceva fatica a ingoiarlo tutto e per lo sforzo ne usciva un’abbondante salivazione che mandava in estasi il nostro amico. Mentre tenevo d’occhio la porta, con la mano masturbavo Carla e lei si prodigava nel più bel pompino che avessi mai visto fare; infatti, dopo poco l'uomo fece cenno che stava per venire, mia moglie smise di succhiare e lui aveva riversato un mare di sborra sulle tette di mia moglie, spalmandogliela con un massaggio sensuale sul seno e sul viso. A quel punto lui ha detto 'grazie bella signora' in un italiano stentato ed è uscito verso le docce, mentre io mi sono messo a limonare Carla come un forsennato; non avevo mai provato un’eccitazione simile e anche mia moglie era un lago in mezzo alle gambe.
Una volta ripresi da questa fantastica avventura, siamo ritornati in camera dove mi sono dedicato a divorare la figa di Carla, che era completamente allagata! Più tardi siamo scesi a cena per ristorarci dalle fatiche e brindare alla meravigliosa esperienza appena vissuta. Mentre commentavo sottovoce quanto mi fosse piaciuto vederla giocare con un altro maschio, Carla nota che in sala c’è anche il nostro amico della sala wellness. Quando mi giro per vederlo, lui alza il calice in segno di brindisi nei nostri confronti e noi contraccambiamo doverosamente.
La sua presenza ha evidentemente elettrizzato di nuovo mia moglie: avendolo di fronte a un paio di tavolini di distanza, i due si sorridevano e si scambiavano sguardi complici di cui io non mi rendevo del tutto conto. Verso la fine della cena Carla si alza per andare in bagno e, subito dopo, vedo comparire alle mie spalle il nostro amico che si avvia nella stessa direzione... A questo punto ho l'impressione che la cosa mi stia sfuggendo di mano; inizio a immaginarli appartati in un bagno a riprendere da dove avevamo lasciato, con me lì seduto con un’erezione in atto a fare la figura del cornuto!
Per fortuna vedo Carla uscire dal bagno in un tempo relativamente breve rispetto alle mie supposizioni, anche se in volto appare arrossata. Quando ritorna al tavolo, mi racconta che il nostro amico l'ha aspettata all’ingresso del bagno e le ha fatto cenno di seguirlo verso un angolo nascosto adibito ad appendiabiti. Qui, parlando un po' in italiano e un po' in inglese (essendo lui tedesco), il nostro amico si è presentato come Stephen e ha riempito mia moglie di complimenti ed è qui che Stephen ha rotto ogni indugio. Mentre le sussurrava quanto fosse incredibile il suo corpo, ha allungato una mano e, con una mossa decisa, le ha sollevato il bordo del vestito. Carla mi ha confessato che in quel momento il cuore le batteva all'impazzata, temendo che qualcuno potesse passare da un momento all'altro verso i bagni.
Stephen non si è limitato alle parole: ha iniziato a palpeggiarla con vigore, facendole sentire quanto fosse ancora eccitato nonostante l'incontro di poco prima nella spa. Le ha preso il viso tra le mani e l'ha baciata con una foga tale da lasciarla senza fiato, mentre con le dita cercava di farsi strada tra le sue gambe, trovandola, come mi ha sussurrato lei all'orecchio, "già pronta e bagnatissima".
Carla era paralizzata dal piacere e dal rischio di essere scoperta. Stephen le ha proposto di rivedersi più tardi, magari quando le luci del corridoio si sarebbero abbassate, suggerendo che la serata non era affatto finita lì. Quando è tornata al tavolo, aveva ancora lo sguardo perso e quel rossore sulle guance che non era dovuto solo al vino, ma all'adrenalina di quel contatto clandestino avvenuto a pochi metri da me.
Mentre mi finiva di raccontare questi dettagli, ho sentito una morsa allo stomaco: un misto di gelosia possessiva e un desiderio carnale mai provato prima. "Scombussolati dal racconto di Carla, finimmo di cenare tra le considerazioni e i turbamenti che gli eventi stavano portando. Alzandoci da tavola, notammo che Stephen si era già ritirato; pertanto ci avviammo verso camera nostra, con un senso di conturbazione che sentivamo dentro. In camera ci abbracciammo e iniziammo a condividere le sensazioni sinora provate, coccolandoci e trovando una condivisione emotiva degli eventi avvenuti nel pomeriggio.
All'improvviso sentimmo il cameriere bussare alla porta: aprendo, ci presentò una bottiglia di Franciacorta nel cestello del ghiaccio con tre flûte e un biglietto, in cui Stephen ci chiedeva se avessimo piacere di chiudere la serata con un brindisi a tre. Così, coinvolti dagli eventi della giornata, chiamammo il numero della camera segnato sul biglietto e dopo dieci minuti si presentò Stephen, vestito con un'elegante camicia bianca e pantaloni blu; si sentiva un buonissimo profumo secco di tipo 'blue' che gli conferiva un fascino non da poco!
Iniziammo a chiacchierare in un misto di italiano e inglese e ci confidammo un po' delle nostre vite. Piano piano il discorso cadde su ciò che era successo precedentemente tra noi e gli confessammo che non era mai accaduto prima che Carla si lasciasse andare fino a quel punto. Stephen ci spiegò che non serve essere una pornostar per abbandonarsi ai turbinii dell’erotismo; anzi, una donna troppo navigata potrebbe rovinare l’atmosfera riducendo il tutto a puro sesso meccanico, mentre una donna come mia moglie era riuscita ad accendere in lui un desiderio incontrollabile e a raggiungere un livello di piacere sublime.
Con tali argomenti in ballo, fu inevitabile che Stephen, seduto a fianco di Carla, iniziasse a circuirla lentamente con abbracci galanti ai fianchi, paroline soffiate all’orecchio e lo sguardo puntato ai seni che trasparivano dall’accappatoio. Io, da parte mia, vista la personalità di Stephen, mi sentii un suo gregario: iniziai ad accarezzare le cosce di mia moglie, baciandola con
sensualità sul collo, mentre le mie dita si intrecciavano alle sue. Carla sembrava sospesa tra noi due, un ponte vibrante di emozione e desiderio. Stephen, con una lentezza studiata che aumentava la tensione, le sfiorò il mento con le dita, invitandola a guardarlo negli occhi.
Senza che fosse necessaria una sola parola, le loro labbra si incontrarono in un bacio in bocca profondo e languido. Non era un bacio timido: era una fusione di respiri, un assaggio di quel Franciacorta che ancora lasciava una scia frizzante sulle loro lingue. Io osservavo la scena con il cuore che accelerava, sentendo un misto di orgoglio e eccitazione nel vedere mia moglie così desiderata e, al tempo stesso, così padrona della situazione.
Stephen non smetteva di accarezzarle il fianco, mentre la sua mano libera scivolava verso lo scollo dell'accappatoio, solleticando la pelle nuda con una delicatezza che fece sussultare Carla a ogni tocco. Lei rispondeva al bacio con un trasporto che non le avevo mai visto prima, le mani affondate tra i capelli di lui, quasi a voler accorciare ogni distanza residua.
Il profumo di Stephen e il calore di Carla creavano un’alchimia irresistibile. Mi resi conto che il mio ruolo di "gregario" non era affatto passivo; ero il complice necessario di quel gioco a tre, l'anello di congiunzione che permetteva a quella magia di accadere in totale fiducia. Carla emise un gemito soffocato contro le labbra di Stephen, un suono che vibrava di sorpresa e abbandono. Mentre il bacio si faceva più incalzante, la mano di Stephen scivolò con decisione all'interno dell'accappatoio, trovando il calore della pelle nuda e risalendo con una carezza esperta verso il seno. Lei inarcò leggermente la schiena, offrendosi a quel contatto, mentre io continuavo a risalire con le labbra lungo l'interno delle sue cosce, sentendo il profumo della sua eccitazione mescolarsi a quello del vino.
L'atmosfera nella stanza era diventata incandescente. Stephen interruppe il bacio per un istante, solo per sussurrarle: «Sei bellissima, Carla... e la tua timidezza è inebriante. Quelle parole sembrarono sciogliere l'ultima resistenza. Carla, con le guance arrossate e lo sguardo lucido, cercò la mia mano, stringendola forte come a voler confermare che io fossi lì, parte integrante di quel vortice.
Con un movimento lento e quasi rituale, Stephen iniziò a sciogliere il nodo della cintura dell'accappatoio di mia moglie. I lembi di spugna si aprirono piano, rivelando il suo corpo alla luce soffusa della camera. Io mi sollevai per guardarla negli occhi, vedendo in lei una luce nuova: non era solo desiderio, era la consapevolezza del proprio potere seduttivo, amplificato dalla presenza di due uomini che la veneravano in modi diversi ma complementari.
Stephen si voltò verso di me, un cenno d'intesa negli occhi blu, e mi invitò implicitamente a prendere posto accanto a loro, trasformando quel divano in un unico groviglio di pelle e respiri. "Da parte mia, vista la personalità di Stephen, mi sentii un suo gregario; iniziai ad accarezzare le cosce di mia moglie, baciandola con sentimento e incoraggiandola a lasciarsi andare e godersi la serata. Sentendo che Carla rispondeva positivamente agli stimoli, le sfilammo l’accappatoio e iniziammo ad accarezzare quei bellissimi seni, ricoprendoli di un velo della nostra saliva. A quel punto Carla fu colta da uno stato di eccitazione e iniziò a cercare il membro del nostro amico, che era già pronto e in tiro… Cominciò quindi un fantastico rapporto orale, così profondo che in parte mi rendeva geloso e in parte invidioso del trofeo che si stava gustando con tanto piacere. Ovviamente, a un certo punto si ricordò di me e mi ricambiò il servizio, anche se per certi aspetti era più godurioso vederla quasi soffocare con Stephen che provare il piacere dell'atto che stava facendo a me…. Da lì ci spostammo sul letto, dove lui deliziò Carla con un cunnilingus eseguito con tale maestria da essere ripagato da Carla con un orgasmo infinito; io, nel frattempo, mi perdevo nella bellezza dei suoi seni, baciandola con una passione quasi furiosa. Fu allora che l’inevitabile accadde: Stephen, con lo sguardo fisso nei nostri occhi, chiese il permesso di andare oltre, di possedere mia moglie. In quell'istante, i nostri occhi si incrociarono in un misto di sconcerto ed estasi.
Stephen mi chiese di occuparmi del preservativo. Devo ammettere che un brivido di soggezione mi percorse nel maneggiare quel membro così imponente, ma lui volle che facessi un passo ulteriore: voleva che fossero le mie mani a guidarlo dentro di lei. Fu un momento di una sensualità indescrivibile, lontano anni luce dalla freddezza di un film hard. Li guardavo in posizione missionaria, avvinghiati come serpenti in un bacio senza fine, mentre io, in adorazione, le stringevo la mano e le baciavo i capelli.
Non c’era bisogno di acrobazie da Kamasutra; il loro era un incontro fatto di puro sentimento. Quando Carla prese il controllo, salendo sopra di lui e dettando il ritmo, Stephen le afferrò i seni con desiderio. Lei raggiunse l’apice ancora una volta, poco prima che lui esplodesse nel lattice. Poi il silenzio, la calma: iniziai a coprirla di baci e carezze, rilassandoci tutti sul letto in una comunione di emozioni vere.
Dopo esserci rinfrescati con delle bollicine ghiacciate, l’adrenalina tornò a scorrere. Giocai d'anticipo, godendo del calore del ventre di mia moglie sotto lo sguardo di Stephen che, inizialmente spettatore, ricominciò presto a venerare il corpo di Carla. Poi il cambio: lui la mise a quattro zampe e con un nuovo profilattico, riprese a possederla con una foga profonda e ritmata. I suoi colpi, sapientemente variati, portarono Carla a una vera e propria liquefazione sensuale.
Al termine di quella sequenza infinita, arrivò anche per lui il momento della liberazione. Sfilato il gommino, il suo seme bagnò il viso e il seno di Carla, che con una dolcezza infinita si prese cura di quel magnifico membro, ripulendolo con amore. Mentre l'acqua della doccia scorreva, mi immersi nel corpo di Carla con una foga primordiale. La possedetti alla missionaria, cercando un contatto totale, pelle contro pelle, spinto da un’energia che non credevo mi appartenesse. Nel baciarla con trasporto, le mie labbra incontrarono il sapore acre e dolciastro del seme di Stephen che ancora la bagnava; un contrasto elettrizzante che accese i miei sensi in un modo indescrivibile. Quando il tumulto si placò, Stephen si congedò ringraziandoci per quell'intensità unica; mi ricordò quanto fossi fortunato ad avere Carla al mio fianco, esortandomi a onorare la sua bellezza. A lei dedicò un bacio lieve e un ultimo omaggio: "Bellissima signora italiana, mi hai fatto morire".
Quella notte restammo agitati da sensazioni che, solo poche ore prima, sarebbero state inimmaginabili per una coppia abituata alla pacata linearità del sesso "vaniglia". Al mattino, Stephen era già partito, lasciando però una rosa rossa e un biglietto: "Grazie, bella signora".
Sulla via del ritorno, Carla fu chiara: non voleva che quell'incanto venisse svilito da annunci o ricerche forzate, come se la passione fosse merce da mercanteggiare. Mi disse che, se il destino avesse riservato un altro incontro altrettanto magico, si sarebbe lasciata trasportare di nuovo, ma solo seguendo l'istinto del momento. Da allora, custodisco i consigli del nostro amico e la saggezza di mia moglie: abbiamo imparato a nutrirci di un ardore nuovo, restando in attesa di una prossima, imprevedibile parentesi erotica.»
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