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a day ago

Le umiliazioni di Angela e del mio capo

Dopo aver scoperto che mia moglie aveva molti altri uomini tenuti nascosti io ero tra due emozioni... da una parte la gelosia dall’altra un’eccitazione perenne e perversa. Lei alternava le serate con me al club e nei parcheggi a storie sue. La storia con il mio capo, che dura tutt’ora, è quella che più mi sconvolge dentro. Un misto di rabbia e esaltazione. Lui, Carlo lo chiamerò, un porco perverso che gode nell’umiliare me e lei. Un cazzo davvero enorme e una perversione fuori da ogni limite. La scopava a comando la chiamava e lei doveva andare. Le comprava abiti osceni. Prese a chiamarla ad ogni ora del giorno e della notte, e lei andava. A volte mi telefonava per dirmi di non tornare a casa che Angela era impegnata con lui. Prese anche a portarla con se quando incontrava grossi clienti per favorire contratti onerosi, a volte rimanevano via per due o tre giorni. Tutti in ufficio sapevano. Io ero il responsabile clienti quindi nessuno osava dirmi nulla. Tutti fingevano con me di non sapere. Sapevo anche che il bastardo ogni tanto la faceva scopare nel suo ufficio da corrieri che arrivavano in ditta. Ogni volta lui le scattava foto o girava brevi video e me li recapitava per posta elettronica. Quando la portava con sé le comprava abiti da puttana di strada. La dominava come una cagna! E ci teneva a farmelo sapere. A volte qualche cliente mi diceva di aver conosciuto mia moglie. Complimentandosi senza aggiungere altro. Una volta uno di loro mi mostrò sul suo cellulare Angela cazzo e commentò dicendo che ero un marito fortunato. Avrei potuto ribellarmi ma la situazione mi eccitava troppo…sapevo bene di essere sulla bocca dei miei colleghi ma questo aumentava sempre di più la mia eccitazione. Una sera il mio capo mi disse di raggiungere lui e Angela in un ristorante fuori città per la cena. Arrivato li trovai a un tavolo in una saletta riservata con tre uomini della stessa età del mio capo. Lei indossava una mini cortissima e una camicetta bianca trasparentissima senza reggiseno. Le sue mammelle erano in bella mostra. Uno dei presenti le disse di slacciare alcuni bottoni che si vedessero bene le tette. Durante la cena le chiedevano di turarle fuori e qualcuno si alzava a mungerla letteralmente. Nella stanza c’eravamo soltanto noi e il gioco era sempre più esplicito. Alla fine della cena mi dissero che l’avrebbero portata in un motel. Mi dissero di seguirli e che avrei potuto godermi lo spettacolo restando fuori dalla stanza guardando dalla finestra. Arrivati loro entrarono, aprirono la finestra e cominciarono a scoparsela. Lei era la loro preda e non le risparmiarono nulla. Da quella sera tra me il mio capo cominciò una sfida, che continua ancora oggi, a chi si inventa le situazioni più hard e Angela di questa continua sfida ne è felicissima, lei mai sazia di sesso!

 Alcune sere dopo organizzai una serata con alcuni ragazzi di colore. Dissi loro che lei era razzista e che la punissero per bene. Ci trovammo in un magazzino e trovai cinque ragazzi. Le attenzioni che le riservarono furono brutali. La lasciarono quasi priva di sensi dopo innumerevoli orgasmi. La umiliarono in ogni modo e io scattai un centinaio di foto che consegnai a Carlo.  Rimasi nel suo ufficio finchè non le guardò una ad una. Era livido di rabbia! Mi giurò che l’avrebbe fatta pagare e me e a lei. Sapevo che il gioco piaceva anche a lui. Prima che me ne andassi mi disse che per me aveva un’ammirazione illimitata ma che quello non gli avrebbe impedito di dare una lezione a me e a lei.il gioco tra me, il mio capo e Angela si è fatto con il tempo più interessante finchè un giorno non arrivarono L’avvocato e sua moglie.

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