le notti in autostrada e non solo....
Le nottate in autostrada
Una volta al mese facevamo questo gioco: l’autostrada del sesso. Solitamente da aprile a ottobre. Quando la temperatura lo permetteva. Era la mia vendetta alle serate al club. Compravo per lei abiti succinti e trasparenti. Le facevo indossare scarpe con tacco vertiginoso. La facevo salire in auto e ci dirigevamo in un’area di sosta molto frequentata di notte da camionisti e uomini in cerca di coppie con cui giocare. Arrivavamo sempre verso le 22. La lasciavo sola in auto bendata e io scendevo lasciando la luce accesa all’interno. Mi allontanavo e la lasciavo sola. Lasciavo l’auto in un angolo buio e appartato poi aspettavo. Solitamente non dovevo attendere molto. La luce nell’auto attirava i porci come le mosche. Cominciai anche a contattare singoli attraverso siti per coppie scambiste dando loro appuntamento nel parcheggio nelle sere di gioco. Io restavo a una decina di metri. Ogni tanto mi avvicinavo per godermi lo spettacolo di lei bendata che scopava chiunque volesse scoparla. A volte qualche camionista la portava sul suo mezzo e se la scopava in cabina. A volte nelle cabine dei mezzi due o tre uomini la tenevano con loro un’ora intera. Solitamente si faceva mattina. A volte la fotografavo… a volte la filmavo. lei ne usciva sempre esausta. A volte chiedeva di fermarsi un poco ma nessuno le dava ascolto. Una notte, verso l’una, un’auto della polizia entrò nel parcheggio a lampeggianti spenti. Me ne accorsi perché in un attimo tutti sparirono. Lei era fuori dall’auto in piedi appoggiata al cofano. La macchina si fermò vicino alla nostra auto. Scesero due uomini sulla cinquantina. La fecero salire sulla loro auto e si spostarono nell’angolo più remoto del parcheggio. Mi avvicinai e con me un camionista che si era nascosto tra i cespugli. Il posto era buio, intravedemmo i due che se la scopavano in piedi, vestiti con solo in cazzo di fuori.. la insultavano e la scopavano. Io e il camionista ci godevamo la scena. Lei in piedi fuori dall’auto si lasciava scopare. I due si svuotarono per bene poi se ne andarono lasciandola li. Dissi al camionista di riaccompagnarla all’auto ma lui rispose che in cabina aveva un amico di colore e che se la sarebbero scopata per bene. SALIRONO SUL MEZZO LASCIANDO LA LUCE ACCESA E COMINCIARONO A SCOPARLA. DA FUORI SI VEDEVA TUTTO!
Arrivarono cinque o sei uomini. Dietro di noi si fermò un pullman. L’autista scese. I due camionisti si scoparono Angela velocemente poi la fecero scendere fu allora che l’autista del pullman la prese e la portò sul suo mezzo. Poi scese e disse che chi voleva poteva salire a scoparla. Quella notte feci una scoperta che mi lasciò di stucco!
L’autista del pullman non era li per caso. Lui e Angela si conoscevano… molto bene. lo aveva conosciuto due mesi prima per caso in un bar e da allora ogni volta che io ero via per lavoro lui se la scopava… e non da solo… con amici! Lei aveva tenuto segreto il tutto e quella sera, sapendo che saremmo andati in quel parcheggio, lo aveva invitato a venire. Fu lui a dirmelo, mentre alcuni porci se la scopavano lui scese e mi disse tutto. mi mostrò anche dei video girati con il suo cellulare che la mostravano in mezzo ad alcuni uomini. La cosa mi turbò. Quella notte lei la passò come sempre facendo la vacca. Al ritorno le chiesi spiegazioni. Lei candidamente mi rispose che da quando ci eravamo messi insieme aveva scopato molti uomini, la eccitava sapermi cornuto. Aggiunse che tra questi c’era anche il mio datore di lavoro. Per finire mi disse che aveva diversi dvd con i filmati fatti durante molti di questi incontri. Appena a casa me li consegnò e andò a dormire. Per tutta la notte rimasi sveglio a guardare Angela con uomini che la scopavano. Tra loro il mio capo. Un uomo sulla sessantina di quasi due metri per 130kg con un cazzo enorme in lunghezza e in larghezza. Mentre la scopava mi insultava dandomi del cornuto. In alcuni video lui non era solo, con lui uomini sempre diversi e tutti della sua età. La sera dopo le dissi che volevo si facesse scopare dal mio capo un giorno che io ero in ufficio. che trovasse il modo di venire in ditta e di farsi scopare nel suo ufficio mentre io non ero in trasferta. Il capo aveva un ufficio al piano superiore rispetto agli altri uffici. Per andare nel suo ufficio bisognava essere invitati da lui, nessun dipendente poteva andarci. Alcuni giorni dopo io ero in ufficio a preparare la prossima trasferta. Lei mi mandò un messaggio dicendomi che gli aveva telefonato e lui le aveva detto di passare da lei entrando direttamente dalla scala esterna. Prima di entrare lei mi mandò un altro messaggio scrivendo che andava a dare il culo al mio capo!
Restai in ufficio fino alle 14 poi chiamai il mio capo per dirgli che andavo a casa. Lui mi rispose che per lui andava benissimo . sentivo angela ansimare. Lui spavaldo mi sussurrò che aveva una vacca in ufficio che la stava inculando per bene e che l’avrebbe mandata dal marito cornuto con il culo pieno di sborra. Poi chiuse la telefonata.
Arrivai a casa. Aspettai Angela e lei tornò un’oretta dopo. Mi fece stendere a terra nudo, si piazzò in piedi con le gambe aperte sopra di me e lasciò cadere su di me tutta la sborra del capo che lei aveva trattenuto per me, il cornuto! Poi mi ordinò di farmi una sega e io venni come una fontana. Mi disse che il capo sapeva che io sapevo e che ogni volta che io fossi in ufficio l avrebbe scopata. Ma non da solo, con alcuni suoi amici che con cui lei aveva già scopato. Mi disse che la chiamavano al cellulare e che per tutti era la vacca!
Dopo un’oretta mi telefonò il capo, mi disse di passare in ufficio da lui. Mi avrebbe aspettato di li e due ore. Angela intanto si era fatta una docci ed era uscita. Quado arrivai in ufficio lui era in piedi con i pantaloni abbassati e davanti a lui in ginocchio Angela che gli succhiava l’uccello. Lui la scostò e mi mostrò il cazzo enorme che aveva. Poi mi disse che era la misura giusta per mia moglie! Poi si mise sedutooltrona. Si prese il cazzo in mano e ordinò a Angela di sedersi. Lei sollevò la gonna perché io vedessi, era come sempre senza mutandine. Apri le gambe e cominciò a sedersi sul cazzo bestiale. Piano piano se lo infilò ne culo poi cominciò a cavalcarlo oscenamente. Aveva lo sguardo da pazza. La vedevo andate su e giù. Le palle enormi di lui, quella bestia di cazzo scomparire nel culo di lei e poi lei cominciò a godere e allora lui le scaricò tutto quello che poteva dentro. Lei rimase seduta su qual cazzo per alcuni minuti poi quando si tolse un fiume di liquidi esci dal suo culo inondando le palle di lui!
Io pensai di svenire. Lui mi disse di portarmi a casa la vacca che per quel giorno aveva finito!
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