Per me un nuovo mondo

fcef
16 hours ago

Con lei un nuovo mondo.

Angela per una decina di giorni non si fece vedere al solito bar. Pensavo non l’avrei più vista. Io non la cercai, credevo lei non fosse interessata a me. Poi una sera sentii la sua voce dietro di me. Ero al bancone a bere un caffè e lei mi chiese se le offrivo qualcosa da bere. Ci sedemmo ad un tavolino isolato e lei mi disse che aveva pensato molto a me e a noi e aggiunse che era la prima volta che un uomo si affezionasse a lei e volesse uscire con lei seriamente. Io risposi semplicemente che una donna come lei l’avevo sempre sognata. Lei rimase in silenzio. Io allora le dissi che intendevo vederla ancora e ancora e che quello che avevo visto di lei mi faceva impazzire. Angela aggiunse che non avevo visto nulla, che lei era una malata di sesso e che non le bastava mai e che più era sporco più le piaceva.. le proposi di mostrarsi per quello che era senza nascondermi nulla. Angela allora mi disse se volevamo farci un giro. Prima fece una telefonata. Ci fermammo a casa sua. Doveva cambiarsi d’abito. Quando ritornò in auto ero senza parole. indossava una gonna trasparentissima bianca, cortissima e stretta, si vedeva tutto. sopra una canottiera di due misure in meno che non riusciva a contenere le sue tette di una bella quarta. Scarpe con tacco.  Ci dirigemmo verso la collina. Ci fermammo in un bar a bere un caffè… entrati tutti la guardavano. Mentre sorseggiava il suo caffè le tette sbucavano da tutte le parti. Vicino a noi un uomo anziano le fece notare sussurrandole all’orecchio che le era uscita una tetta dalla canottiera, lei gli propose di essere lui a rimetterla dentro. Lui lo fece davanti all’ sguardo attonito dei presenti, nel rimetterla a posto la palpò per bene. Ripartiti raggiungemmo un casolare isolato. Venne ad accoglierci un uomo robusto sulla cinquantina. Mi salutò e prese lei sottobraccio dicendole che aveva preparato per lei una seratina speciale. Prima di entrare lei si rivolse a me dicendomi che non potevo entrare, potevo godermi lo spettacolo dalla finestra aperta. Rimasi fuori. Dalla finestra si vedeva una stanza arredata con mobili di contadini, un vecchio tavolo, alcune sedie, un vecchio divano. Capii che era la casa usata per il lavoro dell’uomo che ci aveva accolti.  Lei si sedette sul divano. Poci istanti dopo arrivarono alcune auto e ne scesero cinque o sei uomini tutti tra i cinquanta e i sessant’anni e un ragazzo molto giovane. Sentii che qualcuno gli disse che avevano organizzato una festa di compleanno per lui e che avrebbe conosciuto Angela la vacca da stalla!

Non persero certo tempo, appena entrati si scaraventarono su di lei e la situazione esplose immediatamente. Nella luce fioca intravedevo lei tra quei porci. Dalla finestra aperta si poteva sentire ogni cosa, ogni rumore anche il più sottile, sentivo lei succhiare cazzi e schiaffi sulle tette dei presenti e insulti. troia, vacca, puttanella! Se la passavano come una bambola, ogni volta che lei provava a parlare il padrone di casa le rifilava uno schiaffo e le sputava in faccia dicendole di restare zitta e di muoversi bene che a loro eccitava se si muoveva come una qualsiasi puttana da bordello. Aggiunse che i presenti avevano pagato per la serata e che non voleva rimanessero delusi e che era il compleanno del ragazzo e lei doveva darsi da fare. Nella confusione si sentiva solo il suono dei cazzi che la scopavano e lei che quasi squittiva dal piacere. Il gruppo la scopava ovunque senza darle un attimo di respiro. Il padrone di casa incitava i presenti a togliersi ogni voglia. Uno di loro ad un cero punto urlò che lei aveva due cazzi nel culo! Il ragazzo a quelle parole cominciò a sborrare in gola ad Angela spingendole la sua crema in fondo facendogliela ingoiare fino all’ultima goccia! per due ore la usarono a loro piacimento le vennero dentro innumerevoli volte. Le sborrarono sui vestiti e quando ebbero finito la fecero rivestire. Uscì che era irriconoscibile tanto era stata usata. I vestiti impregnati delle venute dei porci. Il padrone di casa mi salutò con sufficienza. Una volta in auto lei mi chiese di abbracciarla e limonarla. La limonai a lungo. sapeva di cazzi e di sesso. Arrivati a casa sua prima di scendere lei mi disse che se volevo cominciare una storia con lei avrei dovuto organizzare una serata molto hard…se l’avessi colpita si sarebbe messa con me. Mi disse di passarla a prendere la sera dopo alle 21,30.

 Mentre tornavo a casa già sapevo cosa avrei organizzato. Ogni tanto la notte andavo al fiume in un posto frequentato da guardoni e da coppie esibizioniste.  L’avrei portata la. Il giorno dopo andai in un negozio di articoli per adulti. Acquistai una minigonna di rete di circa 15 cm. Una canottiera di rete nera e un paio di manette di cuoio e una mascherina di stoffa nera. la sera andai a prenderla. Mi fermai in un posto tranquillo e le dissi di indossare gonna e canottiera. Le dissi anche che non doveva chiedere nulla. arrivai al fiume e le dissi di indossare la mascherina. Mi addentrai fino ad uno spiazzo molto isolato. La feci scendere. Le misi una manetta e l’altra la fissai ad una panchina che potesse sia sedersi, che restare in piedi che inginocchiarsi. Poi me guardone. Conoscevo bene il posto, ci ero stato molte volte. Ne trovai subito due, nel buio sembravano due uomini maturi. Dissi loro che alla panchina c’era la mia donna e che potevano scoparla come volevano. Poi continuai la ricerca e trovai altri quattro uomini, tra loro un ragazzo di colore molto giovane. Poi tornai dove avevo lasciato Angela. Se la stavano già scopando in piedi appoggiata allo schienale della panchina. Mi avvicinai e le dissi che sarei passa to prenderla dopo un paio di ore, accesi l’auto e mi allontanai un chilometro. Poi ritornai e mi nascosi a guardare. Ogni tanto qualcuno dopo aver sborrato se ne andava e qualcun altro si avvicinava. Lei si dimenava come una sgualdrina. Era uno spettacolo da delirio. Lei non parlava, gli uomini non parlavano… era solo una donna scopata da sconosciuti. Il ragazzo di colore esageratamente dotato ogni tanto le apriva i buchi per qualche minuto poi lasciava giocare gli altri, senza mai venire. guardai l’orologio, erano passate quasi tre ore. Ora Angela faceva fatica a restare in piedi, la dovevano sostenere per scoparla. Alla fine rimase il ragazzo. Si mise seduto sulla panchina e la fece sedere su di lui e cominciò a scoparla con decisione, quasi con violenza. Mi avvicinai in silenzio. potevo vedere il suo enorme cazzo entrare e uscire scopandole a turno figa e culo. Lei adesso urlava di piacere. Non era proprio un urlo, era un rantolo animale! Quando il ragazzo cominciò a svuotarsi nel suo culo lei si inarcò e si contrasse nell’ennesimo orgasmo di quella serata urlando frasi sconnesse. Poi il ragazzo se ne andò. Mi avvicinai a lei , la sbendai e le tolsi le manette. La gonna era strappata come strappata la canottiera. La costrinsi a camminare nuda fino all’auto. Poi le feci indossare i suoi abiti e la accompagnai a casa, prima che lei scendesse le chiesi se voleva rivedermi e lei con un filo di voce rispose di si…. Da quella notte la mia vita non fu più la stessa

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