Cameriera abusata per amore

aperta_mente
a day ago

Gettata la maschera e accettata la mia omosessualità ero euforico e molto attento alle occasioni che mi si sarebbero presentate. Iniziai a frequentare locali gay e lsb e compresi appieno il concetto di libertà sessuale.

Vissi un periodo molto spinto, facendo conoscenze nei locali e concedendomi facilmente senza troppi discorsi.

Una sera fui avvicinato da un uomo piu grande di me, separato e bsx e mi piacque subito anche per i modi molto diretti e perche quando mi parlavo mi fissava con uno sguardo molto deciso e quasi severo.

Parlammo per un pò e poi mi accompagnò a casa e lo ringraziai con un sontuoso pompino in macchina per il passaggio. Mi diede appuntamento a casa sua per il giorno seguente perché a lui non piaceva molto fare sesso in macchina.

Mi presentai al suo appartamento il giorno seguente. Un loft molto carino nella periferia di milano pieno di piante e quadri di arte moderna. Indossavo dei pantaloni di pelle, una camicia bianca molto stretta e degli stivaletti neri.

Caffè e chiacchiere del piu e del meno e senza troppi fronzoli mi portò in camera dove rimasi folgorato dalla presenza di una altalena e da una X alla parete con lacci per bloccare polsi e caviglie.

Il suo tono cambiò di improvviso e mi spiegò che gli piaceva dominare e approfittare di chi aveva piacere e desiderio di concedersi ed essere schiavo.

Io ero curioso di quelle installazioni così come di altri oggetti che trovai nella stanza. Non avevo ben chiaro il concetto di schiavo ma solo il desiderio di provare cose nuove.

Mi ordinò di spogliarmi e tenere gli stivaletti e mi ammetto i polsi dietro la schiena. Acconsentii senza oppormi.

Mi passò del rossetto sulle labbra, cosa che non avevo mai provato neppure per gioco da bambino e mi face mettere in ginocchio sul letto.

Pronunciò una parola d'ordine spiegandomi che se l'avessi pronunciata lui avrebbe smesso e che sarei potuto uscire. Ovviamente non ci saremmo piu rivisti e mi avrebbe cancellato dalla sua agenda.

Provai per un'ora abbondante il BDSM soft dove venni sculacciato, frustato non esageratamente e sodomizzato con forza e con un principio di soffocamento.

Mi cimentai in prove che non mi fecero mai desiderare neppure per un minuto di pronunciare la parola d'ordine, assecondando ogni suo desiderio e compiacendomi che il mio culo stava ricevendo abbondanti dosi di cazzo.

Sapeva che ero diventato ufficialmente gay da poco e si compiacque in uno dei rari momenti di rilassatezza del mio atteggiamento e della mia predisposizione al sesso anche piu duro e mi propose di frequentarci come schiavo e padrone.

Gli risposi che ne ero lusingato ma che in quel rapporto il sesso doveva far parte degli incontri perche desideravo farlo e subirlo e questa condizione venne accettata di buon grado.

Iniziai a frequentarlo all'inizio un paio di volte a settimana e poi la frequenza aumentò. Lavoravo di giorno e desideravo concedermi la sera anche solo al cell o di persona.

Era diventato un bisogno ed ero affascinato da come mi trattava. Di li a poco mi ritrovai anche di tanto in tanto a cucinare per lui.

Sapevo che ogni tanto incontrava altre persone ma credevo di avere con lui un rapporto particolare.

Smisi di frequentare bar e locali ambigui. Il suo cazzo mi bastava e cercavo di accontentarlo il piu possibile affinché gli bastassi io.

Aveva anche iniziato anche a pretendere giochi di ruolo e quello piu gettonato era farmi vestire con un costume da cameriera, collant e scarpe nere con tacco, che non avevo mai indossato e che mi procurarono piu di una storta. Il gioco era sottomettermi vestita cosi e presa ogni volta che lui voleva.

Ormai dipendevo da lui e lui lo sapeva.

Un giorno si rivolse a me dicendomi che avrebbe organizzato una cena il sabato con un paio di amici e avrebbe avuto piacere che vi partecipassi anche io ma come cameriera. Non era un ordine perentorio ma mi fece capire che ne sarebbe stato deluso se non avessi acconsentito.

Accettai con un po di imbarazzo ma non volevo deluderlo.

Mi presentai nel pomeriggio a casa sua e mi fece preparare la tavola. Fortunatamente mi aiutò a cucinare piatti semplici e aveva già comprato del vino e degli stuzzichini come antipasto.

Mi scopò nella doccia con una sveltina e quando fummo in camera mi consegnò l'abito da cameriera e mi chiese anche di truccarmi. Invece dei collant mi diede delle autoreggenti e poi mi disse "se resti, ricordati che sei cameriera e schiava".

I suoi amici arrivarono per le 19.30 e lui li accolse con sorrisi e abbracci e li fece accomodare sul divano grande della sala. Mi chiamò con tono perentorio e mi presentò loro "Lui è Giovanni ma per tutti noi stasera sarà Camilla" . Sorrisi con imbarazzo.

I due amici erano di mezza età, uno basso e tarchiato e l'altro piu alto e piuttosto magro. Entrambi capelli castano chiaro con striature di bianco ai lati.

"Una cameriera giovane, bravo Roberto. Finalmente diamo un nome alla tua cameriera" E poi rivolti a me uno disse "Ci ha parlato molto di te", e fece un movimento come per schiaffeggiarmi una coscia. Sorrisi ancora un po imbarazzato.

Tornai ai fornelli per impiattare il primo e attesi un segnale. Passarono alcuni minuti e tutti e tre si sedettero a tavola e Roberto mi chiamò con voce alta chiedendomi di portare la pasta.

Mi avvicinai esitante al primo commensale pensando che si sarebbe servito da solo ed invece sentii un rimbrotto "sarai tu a servirci ed anche alla svelta".

Posai la conca di ceramica e con forchetta e cucchiaio stavo servendo il primo tizio quando sentii una mano salire una coscia ed un dito sfregare il mio buchetto. Non mi mossi ma non diedi alcun cenno di assenso.

Mi spostai verso il secondo uomo e piu o meno la scena fu la medesima. Avevo gli occhi fissi di Roberto su di me e ricordavo le sue parole.

Mi avvicinai a Roberto e vidi che aveva i pantaloni slacciati ed il cazzo di fuori, lo servii e ricevetti anche da lui un dito che frugava il mio culo.

Feci per allontanarmi dopo averlo servito ma mi bloccò subito e mi disse "Posa qui la pasta e tienimi compagnia mentre mangio"

Lasciò cadere il tovagliolo, mi piegai istintivamente per raccoglierlo e mi prese la testa e me la mise sul suo cazzo.

Con una mano teneva la forchetta per mangiare e con l'altra mi spingeva la testa.

Commenti piuttosto coloriti fecero da contorno alla scena ma il mio compito era chiaro e comunque mi piaceva succhiarglielo anche se di fronte ad altre persone.

Mi risistemai dopo che Roberto venne nella mia bocca e mi ordinò di servire il bis.

Tornai dal primo, quello tozzo, e vidi che aveva il cazzo di fuori e il tovagliolo per terra. Mi girai con lo sguardo verso Roberto che si limitò a dire "i miei ospiti vanno soddisfatti".

Mi inginocchiai e presi questa enorme cappella in bocca. Il disagio scomparì perche aveva proprio un bel cazzo ed anche un buon sapore. Ero soltanto preoccupato se avesse preteso di piu non sapendo se il mio bel culetto avrebbe sopportato una tale dimensione.

Succhiai con piacere e sentii la bocca riempirsi del suo sperma. Ne trattenni una parte ed una cadde sulla sua asta e sui coglioni. Ripulii prima che me lo ordinassero e dissi anche un "grazie" rialzandomi.

Arrivata al secondo ospite, stessa identica scena. A differenza del primo la cappella era diciamo normale ma sicuramente aveva una bella lunghezza di asta al punto che non riuscii a tenerlo tutto in bocca. Anche lui sborrò nella mia bocca mi alzai ringraziai e chiesi il permesso di tornare ai fornelli.

Fortunatamente il secondo fu servito senza ulteriori richieste e così il dolce ed il caffè.

Finita la cena Roberto mi chiamò al tavolo per liberare i piatti ma non feci in tempo ad impilarli che si alzò ed a voce alta disse "ora guardate quanto è disponibile la mia cameriera". Mi abbassò il perizoma che mi aveva fatto indossare e sentii la sua cappella spingere il mio buchetto.

Guardavo gli altri due ospiti senza alcuna espressione fino a quando la spinta di Roberto mi aprì il culo ed entrò con tutta la cappella e una parte del suo uccello. Spinse ancora ed entrò tutto ed una smorfia comparve sul mio viso. Cominciò a sbattermi sempre piu forte e mi spinsi con le braccia in avanti per assecondare i colpi.

I commenti di tutti e tre si sprecavano fino a quando i due si alzarono e si alternarono dentro il mio culo. Ero in balia di loro ma mi piaceva prendere tutti quei cazzi così come mi eccitava quella umiliazione.

Fu il tarchiato a venirmi dentro il culo con un primo schizzo che invase la mia cavità anale. Roberto venne nella mia bocca ed il terzo, a sfregio, sul mio viso.

"Vorrei tanto avere una cameriera così troia Roberto, sei proprio fortunato" disse il tarchiato sistemandosi i pantaloni.

Lasciai i piatti sul tavolo ed andai in bagno per ripulirmi e lavarmi e rientrai in sala dopo un po.

Si congedarono dopo un'ora sazi di cibo e di sesso.

L'unica concessione che mi fece Roberto fu di rimanere a casa sua quella notte ma al solo fine di pulire casa la mattina prima di andarmene. Cosa che acconsentii.

Per ringraziamento mi scopò ancora prima di lasciarmi in piedi vicino alla porta di ingresso sussurrandomi all'orecchio "questo è quello che sei per me"

"Si Roberto, come vuoi".

Ero succube della sua personalità e mi faceva arrabbiare che il modo in cui ero stato trattato mi aveva comunque eccitato e presi coscienza che per me il sesso non poteva essere romantico come per molti. A me serviva di piu, io volevo di piu.