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Una ninfomane in famiglia
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Racconto11 min di lettura

Una ninfomane in famiglia

La ninfomania è come la sete, non la puoi vincere solo che al posto dell'acqua desideri lo sperma... e tutto il resto.

estasi io
1 anno fa · 2.8k letture · 0

Poi, appena mi accorgevo che stava per iniziare l'intervallo, prima che si accendessero le luci e mi vedesse la Maschera del cinema, mi recavo al wc degli uomini, e lasciando la porta aperta, mi accosciavo sia per far uscire lo sperma che ancora era rimasto dentro (una parte mi gocciolava lungo le gambe) sia per pisciare, mentre aspettavo che succedesse il resto...infatti, qualche istante dopo, arrivavano quelli che mi avevano seguita al gabinetto ed altri ancora. Mentre mi guardavano così accosciata, mi sfilavo il vestito prima che me lo strappassero, così mi potevano guardare nuda, palpare e penetrare. A volte uno si sdraiava sul pavimento facendomi sedere su di lui per penetrarmi il culo, mentre un altro me lo infilava nella figa in una doppia penetrazione; gli altri a turno si facevano fare un pompino o una sega o mi sborravano e mi pisciavano sul viso, in bocca e sulle tette. 

La mia libido era tale per cui non mi rendevo conto né del tempo né del luogo in cui ero. Prima che iniziasse il secondo tempo alcuni tornavano a sedersi, mentre altri continuavano a scoparmi e sborrare dentro di me o sul mio corpo nudo o a farsi fare pompini, poi mi aiutavano a rimettermi il vestito e a luci spente, già iniziato il secondo tempo, mi trascinavano in mezzo a loro fino alle poltroncine.
La mia ninfomania mi rendeva ubriaca di sesso, sentivo solo il godimento delle penetrazioni e dei fiotti di sperma che mi riempivano tutto il corpo, mentre la figa eiaculava i miei umori vaginali. Il mio miniabito si incollava al mio corpo coperto di sborra e, in estate, fuori dal cinema, tutti potevano vedere le macchie di sperma che lo costellavano e lo sperma colato sulle mie gambe che lasciava delle striature biancastre essicate. In inverno la pelliccia copriva il miniabito, ma la sborra scorreva sulle mie calze fino alle scarpe e vedevo che alcune persone la notavano. Non che la cosa mi infastidisse, anzi mi rendeva ancora più eccitata di quanto non fossi già...
Quando mi prendeva la voglia di andare in questo tipo di cinema, più o meno accadeva sempre così, sia che fossero uomini anziani, giovani e/o ragazzi di colore. Anzi mi eccitava non sapere con chi avrei rapporti di questo genere…essere ninfomane mi permette di godere sempre in qualsiasi situazione.
Peccato che questa cosa non la possa più fare da quando hanno chiuso i cinema a luci rosse....

Sesso macabro ma eccitante

Lo avete mai fatto in un cimitero? Vi assicuro che, essendoci sempre gente anche nei giorni feriali, non è facile, anche per me che l’ho fatto diverse volte…solo una volta c’erano poche persone poiché era appena nevicato. Indossavo solo la pelliccia, calze autoreggenti e stivali con tacchi da 14 cm., per il resto ero nuda. Il mio giovane accompagnatore non immaginava che fossi nuda sotto la pelliccia. 

Avevo accettato il suo invito ma a patto che mi accompagnasse al cimitero a trovare mio padre defunto. Ma prima di arrivare alla cappella di famiglia, mi fermai davanti alla lastra di marmo della tomba di un amico di mio padre coperta di neve, mi strinsi a lui e lo baciai infilandogli la lingua in bocca, poi aprii la pelliccia contro di lui e allora, sentendomi nuda, cominciò ad eccitarsi e stette al mio gioco. Aprì il cappotto e tirò fuori un uccello enorme dai pantaloni. 

Coperta dalla pelliccia, mi sdraiai sulla lastra, tenni aperta la pelliccia sul davanti, lui si sdraiò su di me e lo avvolsi nella pelliccia, mentre mi penetrava la fica col suo cazzo bollente fino a che sentii un fiotto di sperma caldo che mi riempiva tutta, poi ancora e ancora…Il mio corpo e il mio cervello erano un rigurgito di lussuria, Avevo perso la cognizione del tempo e del luogo in cui eravamo, sentivo solo il suo enorme cazzo ormai padrone del mio corpo. Poi sentii delle voci mentre il suo membro scivolava fuori da me creandomi un senso di vuoto doloroso. Lo vidi inginocchiarsi di fianco a me mentre rapidamente mi copriva con la pelliccia. Allora compresi: nonostante ci fosse un po’ di nebbia, un anziano signore si era accorto di noi e il mio accompagnatore gli stava dicendo che io ero sua moglie, avevo avuto un mancamento sulla tomba di mio padre, e lui, essendo medico, mi aveva praticato subito la respirazione bocca a bocca e che ora mi stavo riprendendo. 

L’anziano signore, un tipo molto arzillo, non aveva l’aria di credergli, e mi guardava le gambe e le cosce che erano rimaste abbastanza scoperte. “Dobbiamo coprirla meglio e farla alzare dal marmo, l’aiuto io” – disse. E così si chinò e prese un lembo della pelliccia, lo alzò e vide che ero nuda. Mentre usava una mano per sistemarmi la pelliccia e coprirmi le cosce, aveva infilato l’altra sotto per palpeggiarmi. Il mio partner stava per cacciarlo via, dandogli del maniaco guardone. Io ero ancora in calore e questa scenetta mi stava eccitando ancora di più.
“Lascialo fare” – dissi al mio giovane accompagnatore – “e lei mi accarezzi pure, purché mi lasci coperta sennò prendo freddo e svengo di nuovo”. La mano del vecchietto salì fino ad accarezzarmi fica e clitoride, poi le sue dita mi penetrarono fino a far entrare tutta la mano. Era bravo e mi stava eccitando da morire. Ha tolto la mano bagnata di sperma della recente scopata e me l’ha messa sulle labbra affinché la leccassi. Il mio accompagnatore era sconvolto ma anche eccitato. Poiché stava per passare vicino a noi altra gente, l’anziano mi ha fatto alzare dalla lastra tombale, poi, seguito dal mio accompagnatore ammutolito, mi ha condotto dietro un grosso cipresso, ha tolto il suo arnese dai pantaloni mentre diceva all’altro di fare altrettanto, mi ha fatto chinare per prendere in bocca i due cazzi che mi venivano offerti, prima uno poi l’altro, infine entrambi contemporaneamente.
Io leccavo e succhiavo, succhiavo e leccavo mentre la mia mano libera scendeva ad accarezzarmi la fica bagnata. Infine mi hanno sborrato in bocca prima il giovane, poi l’anziano, cosicché sono riuscita ad ingoiare lo sperma di entrambi. Poi il mio accompagnatore, ancora eccitatissimo, mi ha fatto appoggiare le mani al tronco del cipresso, ha sollevato la pelliccia dietro, io ho allargato le gambe per aiutarlo e lui mi ha penetrato il culo con violenza tanto da farmi gridare. L’anziano intanto guardava. Alla fine di tutto, il vecchietto ci ha ringraziati e se ne è andato. Anche noi siamo usciti dal cimitero mentre lo sperma colava dalla vagina e dal culo sulle mie calze…

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