La donna del gruppo

Anna
13 hours ago

A volte partecipo a feste private. Poche coppie, reali o complici ma senza legami sentimentali, selezionate che si incontrano per trascorrere un week end dove non ci sono regole se non il consenso ed il buon gusto. L'ulteriore regola è che se si vuol fare sesso senza protezione si deve arrivare con il certificato delle analisi recente. Diversamente nessuna e nessuno dei partecipanti può permettersi di fare sesso senza protezione.

Adoro questi tipi di feste perché con le giuste compagnie ci si diverte e si respira l'aria di una libertà sessuale senza compromessi e senza obblighi. Fai ciò che vuoi e con chi vuoi, nessuno escluso.

Samuele mi propose di passare un we a casa di Giorgio e Letizia, coppia che avevo già frequentata e con cui mi ero divertita. Conoscevo anche le altre due coppie, una regolare e l'altra irregolare o comunque non ufficiale. Avevo già giocato con Paolo, l'uomo della coppia irregolare ma non con Marco, quello regolare anche se entrambi ci eravamo visti ad una festa.

La casa era al lago di garda, un bellissimo prato cingeva la proprietà e non mancava nulla: piscina, lettini sdraio, doccia esterna, alberi per ripararsi dal sole ed una casa su 2 piani oltre alla mansarda con un panorama vista lago davvero emozionante.

Due coppie arrivarono il venerdì sera mentre io, Samuele e la coppia irregolare arrivammo il sabato prima di pranzo.

Pranzammo fuori all'aperto ad un grande tavolo di legno sotto un porticato, già in costume e pronti per fare un bagno. Il caldo mi stava facendo sudare e così mi alzai e mi tuffai in piscina da sola. Sentivo il vociare della compagnia tra una bracciata e l'altra e mi misi poi nella posizione del morto che galleggia col viso all'insù per godere dei raggi solari.

Un tuffo fece schizzare un po di acqua sul mio viso e subito sentii la voce di Marco che si scusava mentre si avvicinava. Alto almeno 1.80 brizzolato e abbronzato con un fisico piuttosto asciutto e delle belle spalle. Mi ridestai dalla posizione del morto e dovetti muovere le gambe perche in quel punto della piscina io non toccavo mentre lui si e così appoggiai un mano alla sua spalla per aggrapparmi.

"Io e te non abbiamo mai giocato" dissi provocandolo.

"Vero, ti vedevo sempre troppo impegnata per aggiungermi"

"Ahaha che galantuomo premuroso" e mi aggrappai ancora di piu a lui e al contempo sentendo una sua mano che teneva il mio sedere e che si insinuava senza chiedere sotto la mutandina del bikini. Eravamo di fronte ai nostri compagni del we che scherzavamo ed avevo ad un certo punto due dita che defloravano il mio buchino.

"Vorrei farmi una doccia mi accompagni?" Passammo davanti agli altri e notai un cenno di assenso impercettibile della sua compagna mentre Marco mi teneva per mano per fare ingresso in casa. Una volta entrati, la presa si fece improvvisamente piu forte ed il passo accellerato cosa che subito non ne capii il motivo. Entrammo nel bagno al piano terra non molto spazioso con una doccia rivestita di mattonelle a mosaico. Non aprì il soffione della doccia e si avventò su di me toccandomi e palpandomi ovunque spogliandomi del bikini, tirandomi a se per baci appassionati. Capivo che quella fretta era desiderio e mi adeguai abbassandogli il costume inginocchiandomi e prendendoglielo in bocca. Aveva un bel cazzo, ma d'altra parte le feste comportavano anche una selezione adeguata per soddisfare donne come me e come altre. Esigenti sotto tanti profili.

Feci del mio meglio e mi piaceva quella consistenza in bocca. Mi teneva la tesa spingendola sul suo sesso, leccavo, succhiavo ed ingoiavo saliva.

"Non resisto" disse alzandomi per le braccia e tenendomi piegata con la testa rivolta al muro. Appoggiò il suo cazzo nella mia fessura giusto il tempo prima di entrare per metà. Emisi, ricordo, un gridolino di stupore e mi appoggiai ancora di piu con le mani al muro alzando i talloni in attesa di sentirlo entrare tutto. Era ciò che desideravo e lo capivo dal fatto che sentivo le mie pareti vaginali bagnate e aperte al piacere.

Fu deciso e severo nello scoparmi, percepivo il suo modo di scomparmi come uno sfogo. Era rude anche nelle parole e confesso che questo suo atteggiamento ci eccitava e lo dimostravo muovendomi per assecondare i suoi colpi.

Mi tirò il capelli all'indietro quando ebbi il primo orgasmo e fortunatamente continuò a penetrarmi.

Apprezzai quella sua resistenza perche avrebbe significato ricevere dentro di me ancora per un po il suo sesso e così fece per altri minuti abbondanti. Mi aspettavo venisse dentro e speravo entrasse nel mio buchetto, ed invece si staccò e mi voltò facendomi inginocchiare e masturbandosi mi coprì con un copioso getto di sperma guancia, labbra, naso e con un secondo anche fronte e capelli. Lo presi in bocca per raccogliere gli ultimi schizzi, stupita da tanto seme. Sorridevo compiaciuta mentre lui era come in tranche concentrato e severo.

Disse solo "brava, grazie" e se ne andò lasciandomi sola sotto la doccia. Mi lavai e raggiunsi gli altri che nel frattempo erano in piscina o sui lettini ed il pomeriggio non accadde piu nulla, anche se un senso di inquietudine aveva fatto capolino nella mia testa.

I modi rudi di Marco e le parole forti pronunciate nei miei confronti avevano lasciate tracce in me. Eccitavo gli uomini perché per loro ero una grande troia? Lo ero? Mi eccitava abbandonarmi al piacere con sfacciataggine? Quelle domande mi tormentarono per un po e forse la risposta piu giusta avvenne in maniera naturale attraverso gli impulsi della mia mente e del mio corpo e i consigli delle altre donne che partecipavano con me al we.

Ci preparammo tutte e 4 assieme con complicità e risa per la serata che ci attendeva. Quattro donne di mezza età, la piu giovane sui 45 e la più grande di 56 che ridevano, scherzavano e giravano per il primo piano della casa mezze nude nel prestarsi un rimmel o il phon per asciugare i capelli.

Si entrava ed usciva dalle stanze. Gli uomini invece erano al piano di sotto. Per loro è sempre dannatamente piu semplice e meno complicato. Noi invece indugiamo tra un senso di vanità e la preoccupazione di non essere apprezzate dagli uomini, anche se in quanto a questo eravamo tutte e 4 ben navigate.

Mi confidai con la compagna di Marco e con un'altra donna sulle mie riflessioni del pomeriggio e sulle sensazioni avute con Marco. Trovai solidarietà femminile anche dalla sua compagna, che ci tenne a dirmi che la rudezza del suo uomo spesso è un apprezzamento della donna che ha di fronte.

Quelle parole mi fecero piacere confesso e ammisi a voce alta che i suoi modi mi avevano eccitata e così mi balenò una idea che non avevo mai sperimentata in concreto.

Le compagne di giochi furono divertite dalla mia stravaganza e mi dissero "ti lasciamo andare da sola e noi arriviamo piu tardi".

Optai per un abitino di seta e cotone di color salmone, completamente scollato sulla schiena e con un generosa scollatura sul seno. Non indossai altro. Praticamente un pezzo di stoffa a coprire una modesta percentuale della mia pelle abbronzata. Sandalo con tacco, trucco e glitter con brillantini sul viso.

La benedizione delle mie compagne fu una palpatina al mio sedere ed un bacio sulle labbra.

L'adrenalina salì velocemente al punto che mi sentivo la schiena un pò sudata per l'eccitazione. Scesi le scale attenta a non cadere con il sorriso stampato sulla faccia. Lo stavo facendo davvero perché lo volevo io. Mi concedevo a loro per il mio piacere, consapevole che avrei dato piacere anche a loro attraverso il mio corpo.

Ero stata con ognuno di loro ma mai tutti assieme. Il massimo che mi ero concessa era stato con due uomini seppure di fronte ad altre persone.

Scesi le scale tenendomi al corrimano con un sorriso stampato sul viso attenta a non cadere. La scala terminava vicino ad un grande salotto con divani bianchi che si apriva sul prato della casa e dall'altra parte c'era l'androne della casa con il portoncino.

Varcai la soglia del salotto mentre alcuni erano disposti comodamente sul divano ed altri erano sul portico a fumare una sigaretta. Ebbi i loro sguardi interrogativi subito addosso anche se nessuno stava incrociando lo sguardo verso di me, soffermandosi sul mio corpo.

"Le ragazze si stanno preparando. Io ero già pronta ed ho pensato di venire già qui, non è un problema vero?" dissi civettando un pò. Samuele si alzò dal divano dicendomi "Chi troppo vuole nulla stringe..."

"Cosa dovrei stringere?" sorridendo appena.

Si erano fatti vicini anche i due che erano fuori a fumare. In un secondo erano tutti intorno a me ma stavano aspettando un segnale che giunse quando Samuele fece la prima mossa. Mi mise una mano nella fessura del sedere sollevando l'abitino e sussurrando, tanto da farsi sentire anche dagli altri, "sei sicura?".

"A te cosa sembra?" risposi con voce leggermente roca che fece impazzire tutti me compresa.

Diedi il via al desiderio limonando uno di loro e cercando di sbottonargli la camicia. Le mani su di me improvvisamente aumentarono e Samuele mi fece cadere il vestitino abbassando le spalline e togliendo ogni dubbio sul fatto che fossi completamente nuda anche sotto. Si spogliarono in pochissimi secondo e potei sentire i loro sessi spingere contro la mia carne. La mia lingua passava da una bocca all'altra lasciando che loro continuassero a palparmi leccarmi e insinuare le dita nel mio sesso e nel mio culetto. Ero bagnata, eccitata e stavo offrendo davvero il mio corpo. Mi spostai verso un divano e ci salii mettendomi in mostra a carponi appoggiando le mani alla spalliera del divano. Mi sentii leccare la figa e poi il culetto e non mi interessava chi fosse, ma solo che lo facessero. Si alternarono ed io mugolavo di piacere e grondavo di sudore e del mio umore.

Marco si piazzò seduto sulla spalliera del divano e mi spinse la testa sul suo sesso. Cominciai a succhiare il suo cazzo. Mi sentii aprire le cosce ed ero così presa dalla situazione che quando Samuele entrò il mio sesso era già aperto e dilatato ma sentivo la decisione dei colpi. I seni strizzati, i capezzoli tirati e due cazzi a mia disposizione. Sbavavo e leccavo e nel contempo mi bagnavo grazie a Samuele che spingeva sempre piu deciso. Un orgasmo dopo poco mi fece staccare la bocca dal cazzo di Marco per godermi quell'amplesso.

Venni rimessa in riga da Marco e continuai ancora per poco. Gli altri due reclamavano il mio corpo. Giovanni si stese di fianco e mi fece salire sopra e cominciò subito a spingere e mi spinse a sé per baciarmi ma soprattutto per fare spazio al quarto che mi allargò il buchetto con lingua e dita prima di entrare. Si sentivano le mie grida di piacere che vennero attutite da Samuele al quale lo succhiai ancora umido del mio umore. Mi sentivo oggetto ma godevo come una pazza.

Samuele mi incitava chiamandomi la sua amica porca ed esclamando "ti piace sentirti la troia del gruppo, vero?". "Si, siii, volevo esserla, bravi, continuate". Non ero mai stata così sfacciata anche se sicuramente mi avranno data della zoccola decine di volte. Ma li in quel momento volevo esserla senza pudore e ritegno. Volevo i loro cazzi e basta e volevo che mi scopassero.

Mi scoparono insieme anche Marco e Samuele e con loro raggiunsi il terzo orgasmo. Chiesi ed ottenni che mi venissero dentro. E' una sensazione che mi appaga e che mi porta a sensazioni superiori a farmi venire in bocca. Non so perche sarà un fatto fisico, ma è così.

Ai due continuai con le mie delizie di lingua e labbra e mi sborrarono in bocca e sul viso.

Scoppiai a ridere quando ebbero finito tutti e 4 e rimasi con il volto incredulo appoggiata al divano che era diventato bagnato di sudore e di altro.

Entrai nuda nel bagno al piano terra e mi feci una doccia rigenerante. Vidi aprirsi la porta con Samuele che ridendo appoggiava il mio vestitino su un appendi accappatoio "Hai dimenticato questo. Sei stata una grande, giuro che non mi sarei mai aspettato una cosa così da te" Ed io "non ci fossi stato tu con me non so se lo avrei fatto. La fiducia è anche questa".

Giunsero le altre compagne di giochi sorridenti e scimmiottandomi per le grida che avevano sentite al piano di sopra "dici che stasera andranno a dormire presto?" "Non lo so, so di certo che io andrò a dormire prima di voi ahaha".

La serata proseguì ed effettivamente andai in camera prima di loro che si divertirono ancora ma non conosco abbastanza i dettagli per riproporli.

La mattina dopo facemmo colazione alla spicciolata rilassandoci in piscina. Mi ero riposata e continuavo a sorridere guardandoli assieme come se nulla fosse.

Ero stata la loro donna, il loro unico sfogo sessuale per quasi un'ora.

All'ora di pranzo io e Samuele salutammo la comitiva e ci dirigemmo alla sua auto. Mi voltai a guardare la casa e mi corse un brivido lungo la schiena, fissai Samuele che stava per accendere il motore e gli chiesi di spegnerlo. Mi avvicinai a lui e abbassai la testa, lo ringraziai a modo mio perche mi andava, perche lo volevo.