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Daria e Gervasia Tettamanzi: due sorelle devastanti
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Racconto15 min di lettura

Daria e Gervasia Tettamanzi: due sorelle devastanti

Due imponenti sorelle dall’aspetto inquietante dominano sessualmente un giovane attratto dalla loro prestanza fisica.

Kendall
11 mesi fa · 814 letture · 0

-            Sei proprio bravo a massaggiare! Sento già che mi sta passando!

-            Davvero bravo il nostro dottor Martini. Come ti chiami di nome?

-            Matteo - dissi con una voce leggermente tremante perché cominciavo a capire che c'era qualcosa di strano nel loro comportamento.

-            Sai Matteo, che sei proprio un bello e bravo ragazzo!

-            Grazie, ma non sto facendo niente di straordinario.

-            No, per ora no.

Non mi ero accorto che la sorella nel frattempo era venuta dietro di me. Pure lei mi mise le mani sulle spalle.

-            Anche a noi sarebbe piaciuto fare le massaggiatrici, vero Gervasia.

-            Be’, però possiamo sempre esercitare in privato.

-            Ci vorrebbe un paziente con problemi muscolari e alle ossa.

Io non capivo dove stessero andando a parare ma cominciai ad avvertire veramente una situazione bislacca.

-            Giusto! Ad esempio, il nostro dottor Matteo mi sembra che abbia bisogno di qualche cura particolare.

-            Hai ragione! È così magrolino! Mi sembra un po’ patito.

-            Guarda quelle sue gambettine scheletriche.

-            Hai visto gli avambracci quando spalmava?

-            Erano la metà della metà dei tuoi polpacci!

-            È vero, secondo me c'è qualcosa che non va nella sua dieta.

-            O forse ha bisogno di un'altra cura particolare!

-            Dai! Vediamo se i nostri massaggi possono portargli beneficio.

 Io ero confuso e, proprio mentre stavo cercando una scusa per andarmene, improvvisamente, la scena cambiò in modo radicale: le sorelle Tettamanzi uscirono allo scoperto! Mi sentii alzare da dietro sotto le ascelle: due forti avambracci mi avevano improvvisamente imprigionato mentre di fronte a me l'altra sorella si posizionava in tutta la sua imponenza gonfiando il petto e mettendosi in posa come una culturista.

-            Ti piace il mio seno, Matteo?

-            Attento come rispondi a mia sorella… non sbagliare…se no potresti sentire male alle tue braccine!

-            Ma cosa avete in mente? Perché mi state bloccando?

-            Vedrai, la nostra cura ti piacerà.

Mentre una mi teneva immobilizzato tappandomi pure la bocca per impedirmi di gridare, l’altra mi stava togliendo calzoncini e mutande. Non riuscivo neanche a dimenarmi tale era la forza superiore che mi tratteneva. Allora cercai di giocare d’astuzia.

-            Ok! Ok! Ho capito. Non serve che mi trattenete con la forza. Sto al gioco.

Sentendo questo, mollarono la presa e io fulmineamente corsi verso la porta d’ingresso (“Chi se ne frega se qualcuno mi vede sulle scale. L’importante è scappare!). Arrivai alla porta ma inaspettatamente una delle due sorelle fu più veloce di me e mi sbarrò la strada guardandomi con occhi libidinosi.

 Mi furono addosso e mi tolsero la canottiera: ero nudo senza più la possibilità di fuggire. In men che non si dica anche loro si spogliarono. Poi fecero alcuni giri attorno a me: mi sentivo umiliato proprio sul piano fisico. Vedevo queste due matrone eccitarsi nel dominarmi e divertirsi nello sfottermi.

-            Vero che non dirai a nessuno che ti sei fatto dominare da due donne?

-            Povero omino così debole e indifeso è stato messo sotto da due vere donne.

Appena il girotondo di scherni finì, Gervasia mi abbracciò dal davanti simulando tenerezza mentre Daria faceva altrettanto da dietro.

-            Ti piacciono i panini imbottiti?

-            Cosa?

-            Sì, perché ora saprai come si sente il prosciutto all’interno di un sandwich.

Iniziarono a comprimermi tra i loro corpi muovendosi in modo sinuoso. La mia testa  sprofondava nell’enorme e turgido seno di Daria che usava la mia mano destra per masturbarsi, mentre Gervasia si sfregava contro il mio sedere tirando il dito medio della mia mano sinistra… proprio dentro di sé. Ero sballottato avanti, indietro e di lato: ero diventato un oggetto manipolato a loro piacimento.

Io ero inerme: un po’ perché erano nettamente più forti di me e un po’ perché mi stavo lasciando andare vinto dal desiderio di seguire le loro fantasie erotiche.

-            Vedi Daria, come sta già meglio il nostro Matteo?

-            Certo! E se fa il bravo potremmo anche guarirlo!

 Questa prima parte del loro trattamento andò avanti fino a quando Gervasia si eccitò a tal punto da raggiungere il primo orgasmo seguita a ruota dalla sorella minore. Vederle godere mi procurò invidia  e frustrazione.

Senza neanche riposarsi un po’, una delle sorelle…non ricordo chi… mi trascinò a terra sul tappeto persiano che avevano in soggiorno e mi mise sopra di lei senza parlare. Ricordo il suo faccione che mi guardava mentre io ero letteralmente dentro alle sue tette.

Poi avvertii una botta tremenda sulla schiena! L’altra sorella a si era lasciata cadere a peso morto su di me che stavo a pancia sotto. Mi trovavo ora schiacciato tra questi due bolidi che avevano ripreso a sfregarsi per eccitarsi incuranti di ciò che stavo provando io. Mi sentivo leccare la schiena da una sorella che sospirava dietro di me mentre l’altra la imitava da sotto.

Cercai ancora di ribellarmi ma una mano mi prese il collo da dietro e cominciò a stringere fino a quasi soffocarmi del tutto.

-            Tranquillo! Poi verrà il tuo turno, piccolo Matteo.

-            Adesso però sta’ fermo che proseguiamo la terapia.

 Il sandwich a terra mi vedeva ancora schiacciato tra i due corpi sudati e in continuo movimento eccitatorio. Ad un certo punto, la sorella che mi stava sopra mi rigirò di 180 gradi per mettere la mia faccia a contatto della figa della sorella.

Da bravo, lecca che facciamo un bel 69!

Sentii il mio pene scivolare nella bocca di una delle due mentre iniziai a fare il mio dovere. Ormai mi ero arreso e finii in una condizione mentale confusa ai limiti dello svenimento. Leccavo e sentivo un piacere crescente. Può darsi che in quel frangente le due sorelle si diedero il cambio sia a farsi leccare che a farmi il pompino. Non me lo ricordo proprio!

Quando raggiunsi l’acme del piacere non ero più in grado di intendere e di volere: mi ricordo i loro gemiti di godimento mentre sborravo come non mai. Non so neanche se le stavo ancora leccando. Ebbi addirittura l’impressone che sul più bello mi avessero abbandonato per baciarsi tra di loro! Dopo di ciò… la nebbia: sonno o perdita dei sensi non fa differenza.

 Un anno “piacevole”

Quando mi riebbi, loro erano in bagno a lavarsi. Ero esausto e senza forze mentre le vidi ritornare fresche come due rose.

-            Visto Daria, che bel colorito ha adesso il nostro paziente?

-            Siamo proprio brave, vero dottore?

Non avevo neanche la forza di parlare e mi misi seduto a terra ancora senza vestiti.

-            Non farti venire lontanamente l’idea di parlare con qualcuno di quello che abbiamo fatto.

-            Prima negheremmo ogni cosa, poi verremmo a prenderti e ti faremmo un trattamento ancora più speciale.

-            Siamo troppo forti per te. Io, ad esempio, potrei spezzarti una ad una le dita delle tue manine, così non potrai più operare  come chirurgo.

-            Io, invece, potrei schiacciarti tra le gambe e romperti le vertebre, così non potrai più andare a correre.

 Le loro parole erano come dei macigni ma io le sorpresi. Si aspettavano un mio umiliante silenzio o un moto di rabbia represso. Invece, no. La mia reazione spontanea fu un’altra e servì a chiarire anche a me stesso la natura di quella mia inclinazione sessuale.

-            Ma chi vi ha detto che voglio parlare con qualcuno dell’accaduto. Ho goduto come un riccio mentre mi dominavate con la forza. Solo che era la prima volta ed ero un po’ impacciato nel mio ruolo di dominato e… vorrei farlo meglio. Ho capito che dentro di me ho sempre desiderato essere dominato sessualmente da corpi come i vostri. Ma stavolta, mi dovete scusare, ero impreparato.

 Sentivo che dietro ai loro occhi di ghiaccio c’era la soddisfazione di aver trovato la persona giusta per i loro travolgenti giochi erotici così come io ero sicuro di aver trovato in loro dei tipi ideali per soddisfare i miei più segreti bisogni sessuali. Nacque una strana ma duratura relazione a senso unico servo-padrone che portò piacere fisico ed equilibrio psichico in tutte tre. Non so quanti rapporti avemmo insieme e quante posizioni, quanti amplessi veri e propri ne scaturirono.

 Tutto finì quando dopo un anno mi fu offerta una borsa di studio negli Stati Uniti, lascai l’Italia e non vi feci ritorno per molto tempo.

Se ci sarà occasione, vi racconterò come mi accomiatai dalle potenti sorelle Tettamanzi: fu un’esperienza devastante!

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