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Nel culo di mama
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Racconto20 min di lettura

Nel culo di mama

Carlo, diciottenne ossessionato dalla madre Ottavia, spia i suoi genitori durante rapporto sessuale violento dove il padre sodomizza la madre. La sera dopo, con il padre partito per lavoro, Carlo approfitta per prendere il suo posto nel letto con la madre.

Anna Bolerani
11 mesi fa · 5.1k letture · 1

stretto di quanto immaginassi dopo tanti anni di spionaggio, ma cedette con un riflesso elastico quando premetti dentro la prima falange. Il suo respiro si spezzò in un rantolo roco. "Così... piano..." sussurrò affondando i glutei contro il mio bacino. Sentii ogni muscolo vaginale contrarsi intorno alla mia giuntura mentre lei si muoveva al ritmo dei tuoni che scuotevano la casa. L'aria sapeva di elettricità e di lei, quel profumo acre e dolce che conoscevo dalle sue mutandine rubate.Le abbassai lentamente le mutandine senza trovare opposizione. Il pizzo nero scivolò sulle sue cosce tornite lasciando scoperto il culone pallido illuminato dai lampi intermittenti. Le mie nocche sfiorarono quel solco sudato dove la schiena si fondeva con le natiche. Quando infilai due dita nella sua apertura posteriore, lei smise di respirare per tre secondi interi. Il suo ano si contrasse come bocca affamata intorno alle mie nocche, caldo e più stretto di un pugno. Solo allora mi resi conto che la sua mano guidava la mia: le sue dita nervose serrate sulle mie, spingendole più in profondità in quel tunnel muscolare che pulsava al ritmo del mio cuore. Un gemito lungo le uscì dalla gola quando ruotai le dita dentro di lei, imitando il movimento circolare che avevo visto fare a papà. "Non fermarti..." ansimò premendo la faccia contro il cuscino. La carta da parati era umida del suo respiro. La mia mano sinistra s'insinuò tra le sue cosce calde trovando il ciuffo bagnato. Premetti il palmo contro la sua figa gonfia mentre le dita destre continuavano ad allargare il suo buco del culo. Sentii il clitoride pulsare sotto il mio pollice come un occhio spalancato nel buio. La sua schiena s'inarcò quando le mie dita affondarono completamente nell'ano mentre il pollice massaggiava il bulbo clitorideo. "Dio come mi fai sentire..." sussurrò scivolando in avanti. Fu allora che mi abbassò le mutande di cotone bianco lasciando uscire il mio cazzo duro che pulsava contro la sua schiena. Lo strinse con la mano e lo indirizzò nel solco tra le sue chiappe mentre le mie dita le aprivano il culo. Il glande sfiorò quel cerchietto elastico già dilatato dalle mie dita. Lei si irrigidì quando sentì la punta bagnata di precoce premere contro l'ingresso della sua apertura posteriore. "Ora spingilo dentro." sussurrò " fino in fondo, fammelo sentire bene."Il primo centimetro fu un assedio doloroso. Il suo ano si contrasse violentemente intorno alla corona del mio cazzo mentre io spingevo lentamente, disperato per il calore impossibile che mi avvolgeva. Lei urlò soffocando il suono nel cuscino quando superai lo sfintere e scivolai nel tunnel muscolare bruciante. Sentii ogni piega interna aderire alla mia asta mentre affondavo fino ai peli pubici nel suo culo stretto. La sua mano raggiunse la mia trattenendomi mentre ondeggiava indietro su di me. "Cazzo quanto sei grande..." ansimò stringendo le dita sulle mie. Il mio sesso pulsava dentro quel calore umido più stretto della sua figa mentre il temporale esterno sembrava battere al ritmo dei nostri corpi. "Sei molto piò dotato di tuo padre, il mio culo non e mai stato aperto così, e bellissimo. Muoviti veloce, sbattimi forte, fai godere la tua mammina." La presi per i fianchi scavando le unghie nella carne bianca mentre iniziavo a pompare. Ogni spinta la faceva urlare e la sua figa si contraeva sotto il mio palmo ancora premuto sul clitoride. Il suo sudore miracoloso lubrificava i nostri movimenti mentre il mio cazzo sbatteva contro il fondo del suo retto. Sentivo il suo corpo tremare come foglia mentre le dita le affondavo più forte nella carne calda del suo culo aperto. Il suo gemito cresceva con ogni colpo - un lamento roco che sembrava venirle dalle viscere. Quando le morsi la spalla scoperta sentendola scattare sotto i miei denti, lei piantò le unghie nel mio braccio lasciando scie rosse. "Nessuno mi ha mai fatto godere così..." sibilò voltando il collo verso di me. Le nostre bocche si incontrarono in un bacio salato, le sue labbra si aprirono sotto le mie lasciando entrare la mia lingua violentemente.Le sue dita mi afferrarono i capelli mentre aumentavo il ritmo. Ogni affondo profondo le faceva contrarre tutto il corpo mentre il suo ano pulsava intorno alla mia asta come un guanto di velluto stretto. Le mani le scivolai sotto per afferrare i suoi seni grandi - li strizzai forte attraverso la camicetta di seta mentre lei gemeva più forte di un tuono. Quando le scostai il pigiama scoprendole il capezzolo indurito, lo succhiai fino a farla gridare mentre continuavo a sbatterle il culo senza pietà. Sentivo le sue gambe tremare incontrollabili contro le mie cosce, il suo fiato diventava rantoli brevi e rotti. "Arrivo! Arrivo!" urlò piantando la faccia nel cuscino bagnato di saliva. Le sue unghie mi lacerarono la schiena mentre il suo culo si chiudeva a valvola intorno al mio cazzo, succhiandomi dentro con spasmi violenti che sembravano non finire mai. Il suo corpo si irrigidì completamente, poi collassò tremando sul letto ansimando come un animale ferito. Rotolai sopra di lei senza estrarre il mio membro ancora durissimo dal suo retto dilatato. Le mani le afferrai i polsi sopra la testa mentre le mie labbra cercavano la sua nuca sudaticcia. Sentii il suo respiro affannoso sulla mia pelle quando mormorai contro il suo orecchio: "Mamma...erano anni che sognavo di romperti questo meraviglioso culo". Lei si morse il labbro fino a sanguinare mentre le mie dita le sollevavano il mento. "Fallo... riempimi tutta" sussurrò aprendo le gambe ancora tremanti. Il mio palmo si posò sul suo ventre caldo mentre ricominciavo a pompare lentamente nel tunnel bagnato. Ogni spinta le faceva emettere un gemito roco di piacere e dolore mentre la punta del mio cazzo rasentava quel punto interno profondo che la faceva urlare. Le mie dita le strisciarono sul collo fino alla bocca aperta - le sentii succhiare le mie nocche come fossero il mio sesso mentre continuavo a sbatterle forte nel culo ancora palpitante.La sua mano libera scivolò tra i nostri corpi sudati trovando le palle contratte. Le accarezzò piano mentre lei ansimava: "Ti prego Carlo... versami dentro tutta la tua roba calda". Sentii un tremito lungo la sua schiena quando abbassai la testa per mordicchiare le sue scapole. L'orgasmo mi montò dalle viscere come benzina accesa - prima un'onda calda alle ginocchia poi un'esplosione sorda nel basso ventre mentre le mie palpebre tremavano incontrollabili. Affondai fino all'osso stringendole i fianchi come una morsa mentre il mio seme schizzava a getti dentro le sue viscere strette. Lei urlò come una ferita quando sentì il primo zampillo caldissimo nel suo intestino - un lungo gemito strozzato che si trasformò in spasmi mentre le sue dita mi graffiavano la schiena. "Dio come mi inondi..." rantolò sentendo il mio cazzo pulsarle dentro come una seconda aorta. Il suo ano si chiuse a valvola intorno alla mia base succhiando ogni ultima goccia. "Ed ora puliscimelo come come hai fatto con papa ieri sera. ti ho vista mentre lo facevi." Mia madre mi fece sdraiare, si mise in ginocchio davanti al mio cazzo ed inizio a leccare fino all'ultima goccia poi si lascio andare e con il mio cazzo ormai flaccido stretto destra mano si addormento non prima di avermi promesso che lo avremmo fatto ancora tante e tante volte.

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Scritto da
Anna Bolerani

autrice racconti erotici a sfondo prevalentemente cuckold

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