Mentre ritornavamo a casa mi era sembrato un po' sulle sue, evitava il mio sguardo. Dovetti perfino rassicurarlo, dicendogli che sarei stata super discreta e non aveva motivo di preoccuparsi. Ma il problema evidentemente non era quello, o non solo quello almeno. Notai il suo sguardo spesso in direzione del palazzo di fronte, quello separato dal nostro dal piccolo giardino che dovevamo attraversare e verso una finestra illuminata in particolare. Mi sforzai di non collegare il poco tempo in cui mi raggiunse al bar sotto casa con quella finestra che attirava la sua attenzione, come se la stesse controllando, e continuavo a giocare con le dita sulla sua fede.
Arrivati a casa entrai prima io lasciandolo sul pianerottolo per assicurarmi che mia sorella non fosse ancora rientrata e a lui squillò il cellulare. Lo sentii parlare con un suo amico, sembrava sulle sue e io ebbi timore cambiasse idea. Per dare una smossa alle sue decisioni, capii che dovevo farmi avanti e una volta verificato di essere soli a casa gli feci cenno di entrare.
Mi spogliai nuda davanti a lui e gli mostrai il corpo di una ragazza di almeno 10 anni meno di lui. La fighetta, inizialmente intimorita, si stava lentamente riscaldando sotto la sua vista. Ora non riusciva più a staccarmi gli occhi di dosso e si percepiva stesse parlando al telefono con difficoltà. Mi avviai verso la doccia, studiando la sua reazione. Lui chiuse la conversazione e mi seguì, in silenzio.
Decise finalmente di entrare in doccia con me, gli feci spazio come una brava padrona di casa accoglie un ospite inaspettato in soggiorno. Ammirai il suo cazzo nudo, il suo corpo ben proporzionato, il suo sguardo accattivante. Provai a fare un po' la gattina, con cura lo insaponai, lo aiutavo a gestire certi movimenti. Improvvisamente mi sentivo in una posizione di potere tutta nuova. Lo spinsi contro la parete della doccia, lui non oppose resistenza, nemmeno quando gli presi il cazzo per strusciarmelo in mezzo alle natiche. Continuai a massaggiarlo e insaponarlo. Fu una doccia particolarmente intensa, ormai le mie intenzioni erano chiarissime, avvertivo i suoi brividi, quando gli sfioravo la cappella da dietro. Sentii la ruvidità della sua lingua quando me la piazzò per la prima volta sul buchino del culo.
Finiti quei preliminari nella doccia ci spostammo sul mio letto per dare il via alla nottata. Fu del tutto inutile opporsi. Quell’uomo sposato era troppo magnetico, mi attraeva in modo osceno. Sapevo che per vincere la competizione con sua moglie, e in fondo anche con mia madre, dovevo essere proprio porca, e lo fui. Mi lasciai leccare e gustare in tutto e per tutto, sentivo le sue reazioni attraverso le contrazioni del suo cazzo fino a sussurrargli all'orecchio "ancora". Dopo qualche dozzina di minuti, mi decisi ad appoggiare la sua cappella sulla mia entrata più stretta e pericolosa che oppose una piccola resistenza iniziale, ma il suo cazzo riuscì ad entrare senza grosse difficoltà.
Mi stavo facendo inculare dal cazzo di un uomo che sarebbe destinato a un’altra donna in teoria e la cosa a me sembrava la più naturale del mondo. Era la prima sera che lo vedevo eppure tutto fu così rapido che la cosa mi sconvolse completamente. Era eccitante, sporca, perversa e così sbagliata da non poterne fare a meno. Ammetto di essere stata un poco esagerata come prima volta, ma quello non era e non doveva essere un rapporto normale.
Il sesso per amore è noioso aveva detto, anzi aveva detto che a letto non esiste rispetto e io avevo una ossessione per il sesso proibito che la maggior parte delle mogli non concede ai mariti proprio perché non è amore, mentre io lo trovavo splendido e arrapante. Lui volle ricambiare il favore offrendomi la sua bocca. Lo guardai e sorrisi, che dolce, voleva mangiarsi la mia figa come risarcimento. Gliela offrii e lo ammirai infilarmi la lingua con avidità. Succhiò producendo quel discreto rumore, cercando volutamente di essere osceno e maiale nei gesti. Voleva il mio orgasmo, forse. Non saprei dirlo, ma non glielo concessi. Prima volevo un'altra dose della mia droga.
Lo feci alzare in piedi e andai a poggiare le braccia al muro. Mi sentii divaricare le chiappe introdurre nuovamente il cazzo su per il culo. Volevo piegarmi al suo potere penetrante. Sembrava assecondasse ogni mia iniziativa, come non fosse lui a scoparmi così lo ributtai sul letto e continuai a farmi prendere da dietro con un desiderio infinito. Era diventato in una sera il mio nuovo sport preferito. Esausti, dopo un tempo interminabile di lui dentro di me... ci addormentammo giusto 10 minuti che divennero 20, finchè non mi risvegliai con una strana sensazione di umido.
Era lui che mi stava leccando le tette. Non potevo crederci, quell’uomo che sarebbe dovuto essere a casa a quell’ora era rimasto qui, in piena notte accanto a me e io avevo passato buona parte della serata ad ospitarlo dentro il mio sedere e ora sembrava ne volesse ancora.
Mi guardava con occhiate che farebbero venire 100 donne contemporaneamente.
Gli domandai a bassa voce, non sapendo più se eravamo ancora soli o no, se avesse intenzione di cambiare, di variare. Lo feci un po' per paura che si sarebbe annoiato, magari era giusto provare anche forme più tradizionali. Con mia sorpresa ed estremo godimento, mi girò di spalle, io piegai e inarcai la schiena. Portò le mani sopra i glutei e aprì il mio culo davanti la sua faccia. Il buco era grondante di umori, arrossato e invitante, lui lo guardava in silenzio e io lo volevo ancora lì dentro.
Ma lui cosa avrebbe raccontato alla moglie, che con molta probabilità abitava proprio di fronte a noi, per giustificare quella notte?
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Eccellente racconto!